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Quando Twitter decise di usare la pertinenza

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C’è un social basato sulla cronologia degli eventi. Niente di più naturale, niente di più logico: questo social si chiama Twitter, ma la sua rivoluzione è iniziata. Niente sarà più come prima.

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Naïve, sempliciotto, genuino: Twitter è così. Mi trovo nella home, sei tra i contatti, pubblichi un post. Cosa succede? Vedo il tuo contenuto, e lo vedo perché io ho deciso di inserirti tra i miei contatti.

Io. Ho. Deciso.

Ma Twitter vuole evolversi. Il social cinguettante preferisce “drogare” i risultati con contenuti che in realtà tu non dovresti vedere. Il principio? La pertinenza. Hai capito? La pertinenza!

Cosa vuol dire?

L’annuncio è arrivato con un tweet e un link al comunicato ufficiale. Il flusso di aggiornamenti potrebbe presentare tweet di persone che non hai scelto di seguire. Per ora è solo un esperimento.

Un esperimento che non coinvolgerà tutti gli utenti, ma sai come si evolvono queste cose: all’improvviso l’eccezione diventa norma e ti ritrovi nella timeline il tweet che non avevi chiesto.

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Un punto importante: so bene che Twitter è un’azienda, che Twitter si evolve e che noi dobbiamo solo decidere se accettare o meno. Queste sono le regole: se ti piacciono continui a giocare, se non le vuoi accettare tanti saluti. Il mondo continua.

La semplicità di Twitter

Uno degli aspetti più interessanti di Twitter è il suo meccanismo semplice, immediato. Facebook e Google, invece, ruotano intorno a 2 algoritmi che decidono per noi i contenuti da mostrare.

Giusto o sbagliato questa è la realtà. Obiettivo? Dare all’utente il contenuto giusto al momento giusto. Una caratteristica che su Twitter manca, ma che fa parte del suo essere tale. C’è da aggiungere un punto: come si decide la pertinenza di un tweet?

Argomento trattato? Numero di follower? Retweet o preferiti? Keyword dei tweet? Troppo presto per definire questi dettagli. Però non nascondo i miei dubbi: non mi spaventa trovare tweet legati ai miei interessi, ma le strategie che useremo per essere definiti pertinenti.

Twitter e la pertinenza: secondo te?

Questa è solo un’idea, un’opinione legata alle dichiarazioni del blog Twitter. Ora tocca a te: secondo ter questa è una buona opportunità per scoprire contenuti interessanti? Distorceremo l’uso di Twitter per raggiungere la pertinenza? Aspetto il tuo punto di vista nei commenti.

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Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

10 Comments

  1. Condivido le tue paure Riccardo.
    Il fatto che questa notizia segua a ruota la “novità” degli ads non mi fa ben sperare.
    Ho il timore che Twitter finisca con il “facebookizzarsi” e che la pertinenza sarà – anche – collegata all’inserimento delle 16 cifre della carta di credito.
    Spero di sbagliarmi.
    Buon lavoro.

    • Esatto, se metti questo discorso della pertinenza vicino a quello della pubblicità…

  2. Ciao Riccardo

    Twitter è pronto a stravolgere la sua natura? Penso proprio di no.

    Ricordo bene quando è stata introdotta la “linea dei tweet”, quel tratto che collega una conversazione in timeline e che inverte l’ordine cronologico dei tweet collegati.
    Le reazioni sono state molto accese, le persone erano molto preoccupate: la timeline era a rischio!

    Con il tempo, la novità è entrata nelle nostre abitudini, e anzi, pur lavorando sulla pertinenza (le risposte a un tweet vengono avvicinate a discapito dell’ordine classico) nessuno ci fa più caso. Anzi forse oggi ci sembra anche una comodità.

    Facendo tesoro di queste esperienze, sono sicura che Twitter inserisca un po’ alla volta delle piccole novità che non sono mai stravolgenti, ma che possono arricchire la timeline.
    (In questo senso – anche se distorto – potrei interpretare anche l’aumento dei tweet sponsorizzati 🙁 )

    L’idea di vedere tweet popolari, preferiti dei miei following e altre cose che non sto ancora seguendo non mi sembra male.
    Per farti un esempio, utilizzando Tweetdeck ho sempre uno stream aperto sulle attività di chi seguo: da qui ricavo tweet e utenti nuovi interessanti. Questa è pertinenza, perché si tratta di account che interagiscono con chi seguo.
    Più filtro e seleziono bene chi seguire, migliore sarà quello che posso scoprire.

    Ecco, se la pertinenza avesse un legame con questo per me sarebbe una buona integrazione.
    Questo però a patto che: io curi la mia presenza su Twitter e soprattutto che Twitter mi dia la possibilità eventualmente di disattivarla.

    Sono troppo ottimista? 😉

    • Ciao Vale, non sei troppo ottimista.

      Anche io filtro molto con Hootsuite e creo delle Liste che mi permettono di scremare i risultati. Il fatto che ci siano risultati pertinenti nella mia timeline è ok per me: mi domando però quali siano i parametri per essere considerato pertinente. A questo punto potrebbe iniziare una battaglia: keyword, numero di follower, pertinenza dei follower e dei link… senza considerare i tweet sponsorizzati. Avranno dei vantaggi in questo quadro?

      • Mi sembra di rivedere il percorso di Facebook, che è ormai un circuito di ADS :). Secondo me snatura troppo la piattaforma, che sarà sicuramente usatissima comunque, ma che perderà a mio parere il suo punto di forza: il legame forte col tempo.

  3. A me l’idea non dispiace. Di sicuro sanno ciò che fanno, e questa decisione sarà sicuramente il risultato di una lunga analisi interna e di mercato.
    Ovvio che fa un po’ strano soprattutto ai primissimi utenti della piattaforma, ma come dice anche ValiJolie, ci abitueremo in fretta.
    Mi sembra anche normale che puntino di più su Twitter ADS, non lavorano mica a gratis…
    Twitter ha, secondo me, tutte le carte in regola per restare un po’ speciale rispetto agli altri rivali (o almeno per chi lo utilizza e non lo trova complicato).

  4. Ciao Riccardo,

    a me, onestamente, l’idea proprio non piace. Aspetto per dare un giudizio definitivo, per carità, ma a pelle sono un po’ più critico rispetto ad altri aggiornamenti.

    È davvero così necessario snaturare un meccanismo che funziona?

    In ogni caso, il concetto di “pertinenza” mi è stato di spunto per l’ultimo post sul mio blog. Ti ho anche rubato tre righe che ho citato, eh! 😉

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