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Guadagnare con il blog: difficile accettare la verità

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Guadagnare con il blog. Mi capita spesso di leggere voci critiche sul tema. Voci critiche, ma anche scomposte. Poco analitiche. Quasi astiose nei confronti di chi sostiene l’esatto contrario come me.

Ben inteso: io non credo che si possano guadagnare cifre degne di attenzione con AdSense, con i banner o con qualsiasi sistema diretto. Per guadagnare con il blog devi lavorare su strade indirette.

guadagnare con il blog

Dai, già la conosci la storia. Per trasformare il blog in una fonte di reddito devi creare attenzione nei confronti dei tuoi contenuti, devi costruire il tuo brand e intercettare i potenziali clienti.

Io ho fatto così. Ma molte persone hanno ancora il mito del blog come metafora della miniera d’oro, grande occasione della vita, botta di fortuna che da un momento all’altro ti porta in cima.

La verità è difficile da accettare

Molto difficile. Spesso le persone fanno di tutto per occultarla. Si nascondono dietro quel principio che coinvolge la psiche umana e deforma la realtà che porta il nome di Locus of Control.

Funziona in questo modo: se le cose vanno male non è colpa tua, non è colpa delle tue decisioni o delle tue azioni, ma dei fattori esterni (fonte). A questo punto è facile collegare i punti della storia: non sei tu a sbagliare strategia, ma è impossibile guadagnare con il blog. Purtroppo chi ragiona in questi termini dimentica un elemento fondamentale.

Guadagnare con il blog non è un processo semplice. Non è un percorso garantito, ma è un investimento nel quali giochi un ruolo da protagonista. E se non riesci a guadagnare con il blog (ovviamente in modo indiretto) hai due opzioni:

  • Riflettere sul progetto, sulla qualità dei contenuti e delle interazioni, e ammettere gli errori.
  • Gridare ai quattro venti che il blog non funziona, che è meglio cercare un lavoro vero.

Ovviamente le persone tendono a non mettere in discussione le proprie convinzioni. Non vogliono smuovere le opinioni sedimentate. Troppo faticoso, troppo doloroso ammettere le proprie colpe.

Possibile guadagnare con il blog?

Certo, è possibile. Non sono d’accordo con chi presenta il blog come la gallina dalle uova d’oro, come la strada della felicità a costo zero. Ma sono convinto nelle potenzialità dello strumento blog.

Nel web ci sarà sempre più spazio per persone in grado di gestire un blog. In generale, il web ha bisogno di persone capaci di gestire contenuti. Lo ha confermato anche Giorgiotave nel suo ultimo video.

Per ottenere buoni link devi creare contenuti. Devi lavorare sodo anche con il blog (non solo con il blog) e chi ti aiuterà in questa opera? Chi chiamerai quando dovrai creare una strategia di blogging?

Ma il blogging non serve solo a pubblicizzare le tue abilità nel settore. Il blogging è un’attività che ogni professionista può usare per presentarsi, per farsi pubblicità ed entrare in contatto con i clienti.

Non ci sono risultati sicuri. È difficile ottenere grandi risultati da un blog, certo, ma è ancora più difficile affrontare i propri limiti e ammettere i propri errori. Sei d’accordo? Ti aspetto nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

15 Comments

  1. “Se le cose vanno male non è colpa tua, non è colpa delle tue decisioni o delle tue azioni, ma dei fattori esterni”. Caro Riccardo, magari questo modo di ragionare riguardasse “solo” il mondo del blog. Saprai molto meglio di me, che lavoro “confinata” in un ufficio, quanto questa mentalità riguardi tanti imprenditori italiani, che si nascondono dietro i “c’è la crisi”, “in Italia non si vende”, “tanto vale trasferire tutto all’estero”. Mettersi in discussione è forse la cosa più difficile da fare, oltre che la più faticosa. Ad ogni modo grazie, grazie perché, in un modo o in un altro, i tuoi post mi fanno sempre riflettere, anche oltre il tema del blogging.

    • Ciao Alice, sono felice che sia così per te. Il mio compito qui non è quello di definire conoscenza oggettiva ma anche di stimolare confronti e riflessioni.

      Sono sulla giusta strada?

      • Per me sì, sei sulla strada giusta. Partendo dalle riflessioni sul fare blogging riesci sempre ad ampliare la visione verso la vita, il lavoro, la realtà che ci circonda. Per questo continuo a seguirti, mentre molti altri li ho un po’ persi per strada. Sei il mio esempio, anche se non so dove trovi il tempo per fare tutto quello che fai! Come ho scritto nel posto qui linkato, a volte penso che se dormi tre ore per notte è tanto! 😉

        • Sono sempre io, Riccardo, ad averti risposto. È sto stupido tablet che tiene in memoria il vecchio “avatar” Mediamente Stanca ormai abbandonato da tempo! 😉

        • 5 ore. Dormo poco ma non mi pesa. Tanti sacrifici per fare tutto, per far coincidere tutto, ma anche tante soddisfazioni. Quello che non sopporto però sono i lavori a vuoto: quando presento un lavoro concordato, pianificato, definito in partenza e poi cambiano le carte in tavola…

          Ecco, posso essere una brutta persona.

  2. Quando sento di mamme blogger che “come lavoro” fanno solo quello, mi viene da ridere!
    Per carità, ci saranno sicuramente quelle che guadagnano e si sostengono con il blog (magari arrivate in questo mondo in un momento più propizio o quando il mercato in questo senso non era ancora saturo), ma il più delle volte quello che penso (e credo) è che si tratti il di persone che non hanno bisogno di lavorare tanto che gli basta ricevere campioni gratuiti da testare o al massimo 50€ ad articolo.
    Ovviamente parlo del mondo che penso ormai di conoscere bene (quello delle mamme blogger) ma probabilmente si estende anche in altri settori.
    Figuriamoci! Piacerebbe anche a me stare a casa, scrivere e navigare senza fare altro, però penso anche che gli stimoli che si ricevono fuori casa, con il confronto tra colleghi, i rapporti costruttivi con capi e responsabili, la formazione sul campo ecc siano fondamentali per gestire attività extra o a corollario della propria attività, come il blog…e chi lo sa…magari anche per guadagnare qualcosa e non parlo solo di soldi!!!
    Il guadagno della reputazione per me è quello che conta di più.
    Bel post
    Grazie
    Vivy

    • Guadagnare pochi euro oppure investire in un flusso diverso di occasioni remunerate: cosa scegliere?

  3. Dipende dagli obiettivi prefissati.
    Da cosa nasce cosa…Magari si inizia con poco per crescere ogni giorno sempre di più. L’importante è fare sempre bene, produrre contenuti di qualità e non mollare;-)
    Ma mai pensare che ci si può campare!
    Vivy

  4. Forse è arrivata la soluzione ideale per guadagnare con il blog, Riccardo tu cosa ne pensi di questo programma :
    http://www.webdaynews.com/2014/11/336/tecnologia/google/google-contributor-servizio-sostituira-adsense.html

  5. nn so, io sono una professionista, a 25 anni avevo una gran bella laurea..ma questo nn mi ha mai spinto a minimizzare o sminuire il lavoro di una “mamma blogger”. Perchè se attraverso il blog la mamma viene retribuita, e 50 euro ad articolo sono una retribuzione, allora di lavoro trattasi e non credo che il suo “navigare” alla ricerca di contenuti per mamme sia meno impegnativo del mio cercare contenuti per i miei potenziali clienti. Sbaglio io?
    Ro

    • Il lavoro e quel mix di impegno e passione che ti permette di pagare le bollette. Quindi no, non sbagli.

      • Mi piacciono molto i toni pacati di questo blog, si percepisce l’onestà e la sincerità di chi lo cura.
        Io ho “lavorato” come blogger mom (lo faccio tuttora ma metto il verbo tra virgolette, ché ho troppo rispetto del lavoro vero per riferirlo al blogging) senza riuscire a pagarci il mutuo – ma le bollette e qualche spesa, sì. E poiché i post mi venivano pagati ne curavo attentamente i contenuti, la sintassi e la punteggiatura, oltre che usare le basi del SEO.
        Adesso che ho parto il mio blog e non dipendo più da scelte editoriali altrui, sono persino più attenta.
        Ho cambiato genere, raccolgo storie di imprenditorialità femminile e tento di restituire alle donne un’immagine meno parodistica di quanto non facciano i media.
        Quello che faccio mi piace molto. Credo che abbia un valore anche – come dire- etico. Raccontare storie di persone che si sono messe in gioco, i fallimenti e le correzioni di rotta.
        Certamente vorrei guadagnarci, ma vorrei anche “fare rete”, promuovere le storie di altri. Insieme si riesce, come diceva il pesciolino Nemo.

  6. Caro Riccardo, preparando il seminario “Professione Blogger” che terrò a Milano il prossimo 16 aprile – evito di metterne il Link in quanto non intendo farmi pubblicità sul tuo interessante blog – sono inciampato in questo tuo post che condivido in massima parte.
    Ciò che spesso manca a chi si cimenta in questa attività è prima di tutto la focalizzazione sugli scopi: vuoi fare ricavi diretti o indiretti? E che genere di ricavi? Denaro, popolarità, branding… Meglio lavorare per conto tuo, o per conto di terzi, mettendoci competenze e mestiere, ma riducendo rischi e profitti potenziali?
    In sostanza, non basta – e talvolta non serve – essere bravi a scrivere, ma è necessario avere visione imprenditoriale e competenze di Marketing.
    Bisogna darsi dei parametri di valutazione del successo e svilupparvi un piano a 1 e 3 anni per perseguirlo. Esattamente come si farebbe in una Start-up, con il vantaggio che servono infinitamente meno capitali, ma che occorre superare il rumore generato da un affollamento spesso eccessivo e poco qualificato. Ma ti assicuro che con la mentalità giusta e le competenze indispensabili è possibile e dà molta soddisfazione. Molta di più che andare a fare l’impiegato di fila di una qualsiasi organizzazione.
    Complimenti per il tuo blog che ho trovato molto interessante
    Buona Pasqua
    Alessandro

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