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Hai aperto la partita IVA? Ecco 4 consigli per iniziare

La mia attività di blogger si fonde con la vita quotidiana. Non è un caso: deve essere così perché questo è il modo migliore per incrociare esigenze reali, concrete, specifiche.

In questi giorni, ad esempio, molte persone mi contattano in privato e mi chiedono informazioni sul mondo freelance. Le nuove regole del regime dei minimi, infatti, hanno spinto gli indecisi verso la partita IVA e oggi l’Italia si ritrova con un piccolo esercito di liberi professionisti in più.

essere freelance

Scelta giusta? Scelta sbagliata? Difficile dirlo, ma un punto è certo: adesso si fa sul serio. Adesso devi rimboccarti le maniche e iniziare a fatturare, anche se l’inizio di un’attività freelance non è mai facile.

Anzi, l’inizio dell’attività freelance è un mix di ansia, paura e speranza. Vogliamo mettere ordine in questo caos? Ti lascio 4 consigli presi dalla mia esperienza personale per affrontare la vita quotidiana.

1. Pubblicizza (con intelligenza)

Ok, il primo problema del freelance è questo: non c’è lavoro. In effetti la grande esigenza per un novello freelance è quella di trovare i contatti giusti per non rimanere con le mani in mano.

Sei un dipendente? Il lavoro arriva sempre sulla scrivania, in un modo o in un altro. Come freelance, invece, rischi di diventare un disoccupato cronico. Per questo devi usare tutti i mezzi a disposizione per trovare nuovi lavori. Dal mio punto di vista ci sono solo due soluzioni ideali:

  • Hai dei contatti che ti passano lavori.
  • Hai un network che ti permette di intercettare i clienti.

In linea di massima io preferisco lavorare con un sistema misto, anche se tutto parte dal blog. Il mio blog, infatti, deve essere il punto di riferimento per trovare nuovi lavori e clienti.

Il blog diventa curriculum itinerante, diventa un manifesto della tua abilità che si muove sul motore di ricerca, sui social, nelle email di chi scrive “Ehi, guarda questo freelance: secondo me fa al caso tuo”.

Farsi pubblicità oggi, in un’epoca che vede protagonista le tecniche di inbound marketing, vuol dire puntare su un blog capace di pubblicare contenuti interessanti per un target specifico, ma anche in grado di costruire rapporti virtuosi con colleghi e clienti. Per approfondire l’argomento:

Ricorda, però, di organizzare bene le tue pagine: crea una landing page per presentare i tuoi servizi, organizza un portfolio con i tuoi lavori più importanti, metti in evidenza la pagina about me e quella con i contatti. Le persone devono avere fiducia prima di affidare un lavoro.

2. Organizza

Il primo problema per un freelance è il lavoro. Il secondo è l’organizzazione delle attività collegate. Ti assicuro che ancora oggi ho problemi in questo campo, nonostante anni di esperienza.

Il punto è semplice: ora devi fare tutto. Hai avuto la lungimiranza di aprire un blog prima di diventare freelance, quando eri un semplice dipendente. Quindi hai costruito il tuo pubblico (ti sei fatto conoscere dai clienti) prima di lasciare il posto fisso.

Ecco, i clienti ci sono. Ma devi scrivere le email, devi creare il piano editoriale, devi rispondere al telefono e organizzare una riunione. Poi devi scrivere sul tuo blog e devi collaborare a costo zero.

freelance

Sì, perché a volte conviene lavorare per ottenere un po’ di visibilità. Soprattutto all’inizio della propria attività. Ma questo porta a una forma di esaurimento comune a tutti i freelance: la sindrome di Kali, divinità indiana dalle mille braccia e protettrice del lavoro multitasking.

Ma la sai una cosa? Il lavoro multitasking è una cagata pazzesca. Il mio consiglio: gestisci i tempi, dedica un pomeriggio all’organizzazione, uno allo studio, uno alla formazione e al marketing.

Sei padrone del tuo tempo: impara a non subirlo. Impara a utilizzare tutti gli strumenti utili – tipo Gmail, Dropbox, Google Drive – per velocizzare il tuo lavoro. Ma attenzione, non esagerare.

Organizza il tuo network, fallo subito. Crea il tuo account Twitter, organizza il profilo Facebook e quello su Google Plus, acquista un dominio con il tuo nome e cognome, crea un curriculum elettronico e uno cartaceo, organizza una fattura. Ecco, questo è il punto: devi essere riconoscibile sempre.

Ancora un attimo: ho scritto un ebook dedicato all’argomento freelance: scaricalo senza problemi, è gratuito. Devi solo cliccare il tasto Pay With a Tweet che trovi sulla pagina ufficiale. Buona lettura!

3. Mantieni buoni rapporti

Ovvero un punto che molti scambiano per opportunismo, ma che in realtà ha solo un legame con una merce rara: il buon senso. Ovvero il sale, il condimento principe, di qualsiasi rapporto sociale.

Facile criticare, facile lanciare anatemi e giudizi sui social. Sotto un certo punto di vista è anche terapeutico: sfogo la mia rabbia sulla bacheca Facebook, prendo a pugni (virtuali) tutte le opinioni che si allontanano dalla mia, mi lascio andare alla zuffa virtuale.

La mia opinione? Lascia sempre le porte aperte con ex colleghi e datori di lavoro, con chi non ha accettato il tuo preventivo e con chi ha deciso di non lavorare più con te. Tutto torna, tutto si rimescola.

E guarda caso, questo capita anche sui social. Perché nebulizzare veleno sulla bacheca di Facebook? Magari c’è un tuo potenziale cliente che ha appena letto e ha deciso di affidare a una persona più discreta il lavoro. Sai, se lo fa con un altro lo può fare anche con me. Per approfondire:

 4. Balla con l’incertezza

Devi stringere buoni rapporti con i clienti, devi trasformare i social in una leva per scardinare l’interesse dei potenziali clienti. Ma, soprattutto, devi imparare a ballare con l’incertezza.

Uncertainty is not the same thing as risk: l’incertezza – dice Seth Godin – non è sinonimo di rischio. I risultati che puoi ottenere dal tuo lavoro sono difficili da inquadrare. Ma questo non è un rischio. Non puoi esitare solo perché hai paura che il futuro non combaci con la tua idea, con la tua visione.

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È possibile. Oggi è possibile che il futuro non combaci con la tua idea di futuro. ma questo non è un buon motivo per non agire. Devi sviluppare elasticità, capacità di adattamento e di improvvisazione.

La società te lo chiede. Irrigidirsi su una posizione vuol dire rischiare. Ecco, questo è un rischio.

La tua opinione

Il lavoro del freelance (copywriter, SEO, web designer, community manager…) non è semplice. Sotto un certo punto di vista è un lavoro nel lavoro. Ma oggi il percorso sembra portare in questa direzione.

Una ricerca condotta da Sap e Oxford Economics delinea il trend: l’83% dei top manager conferma che nella propria azienda il ricorso a lavoratori autonomi sarà sempre più frequente (fonte). In una realtà sempre più instabile fa comodo avere a disposizione una forza lavoro flessibile al 100%.

C’è un problema: in Italia i lavoratori autonomi sono trattati come cittadini di serie B. Nessuna tutela, nessuna garanzia, solo tasse. Spesso è una condizione imposta dall’alto, non una scelta libera.

Secondo te siamo ancora legati al mito del posto fisso o abbiamo colto le delizie e i vantaggi del lavoro freelance? Lascio a te la parola: affrontiamo insieme l’argomento nei commenti del post.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

12 Comments

  1. molto interessante e utile questo articolo… devo dire che mi è stato utile, considerando che in questo periodo sto proprio avviando la procedura per aprire la partita iva…

    grazie Riccardo

  2. Credo che noi non siamo pronti culturalmente, collaborare con professionisti freelance ha molti vantaggi, ma le aziende in italia considerano solo un aspetto: il risparmio economico rispetto ad un dipendente

  3. Ciao Riccardo,
    come sempre articolo molto interessante ed utile!
    Per iniziare ho scelto la ritenuta d’acconto … e spero di poter arrivare alla partita iva ma tutto sembra (ed è) così difficile!
    Nella situazione attuale secondo me stiamo pagando gli anni in cui le PI venivano utilizzate, da alcuni, anche per evadere …

  4. Come ho già letto nei commenti il freelance dalle nostre parti è visto quasi esclusivamente come un’alternativa economica al lavoro dipendente. Il vantaggio del freelance è quello di fare più cose, magari da casa sua, con strumenti propri, magari con più creatività e competenza ma sopratutto fare tutto quasi gratis!
    “Collaborare a costo zero pur di ottenere visibilità” è inaccettabile e rovina il mercato, per mantenere una partita IVA dignitosamente, formarsi, aggiornare i propri strumenti è necessario pensare come un’azienda e fatturare compensi consistenti. Il consiglio da dare è proprio quello di tenere alto il proprio valore investendo nella propria professionalità e fare preventivi chiari, argomentati e adeguati. I clienti sono quelli che pagano il nostro lavoro permettendoci di vivere, investire e sopportare tasse e previdenza, tutto il resto è solo distrazione.

    • Ciao Ale!

      Collaborare a costo zero: a volte è necessario, anche io lo faccio. Bisogna solo fare attenzione a come e perché http://www.mysocialweb.it/2012/11/20/piccolo-manuale-per-lavorare-gratis-e-guadagnare/

  5. Quello che dici è molto interessante, inviti ad essere aperti a tutto ma con raziocinio, che rappresenta un atteggiamento corretto nella vita in generale, ancor prima che nel lavoro

    • Senza i piedi saldati a terra rischi di farti male, soprattutto quando parli di Partita IVA e mondo freelance 🙂

      • Qual è secondo te il principio da tenere bene a mente per assicurarsi di non camminare a un metro da terra quando si comincia a pubblicare i propri contenuti sul web?

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