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Come trovare nuovi clienti online

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Aumentano le partite IVA, aumentano le domande di chi si ritrova con una lama sul collo (la partita IVA, appunto) e l’agenda vuota: come e dove trovare nuovi clienti online? Bella domanda.

Bella domanda perché i clienti non crescono sull’albero. Non esiste un luogo dove trovare nuovi clienti. Io non lo conosco. Esiste? Poco importa, io ho i miei metodi: non ho bisogno di altre soluzioni.

come trovare nuovi clienti online

“Bravo Riccardo, hai i tuoi metodi. Ora vuoi fare il prezioso e non dire niente? Oppure vuoi condividere le tue conoscenze con i lettori del blog?”. E me lo chiedi? Ovviamente scelgo la seconda opzione.

Prima condizione per trovare nuovi clienti

Devi accettare la realtà dei fatti, ovvero che non esiste ricetta facile e indolore. Soprattutto, non esiste un metodo immediato per trovare nuovi clienti sul web. Internet non è l’albero della cuccagna, non è la soluzione di ogni problema. Essere freelance vuol dire seguire una strada lunga e tortuosa.

Ma c’è una grande soddisfazione alla fine di questo percorso: l’indipendenza.

Gestisci tutto, sei responsabile di tutto. Nel bene e nel male. Lavorare come freelance e andare avanti con partita IVA vuol dire prima di tutto questo: gestire il sacrificio, lavorare sodo, non sperare nei miracoli.

Io non li ho mai visti. Però sono riuscito comunque a trovare nuovi clienti. Ne ho mantenuti molti, con alcuni lavoro da anni, ma non ho mai cercato lavoro. Vuoi sapere come ho fatto? Inizia ad approfondire :

Tutto parte dal blog

Esatto, tutto parte da questo strumento. Il blog è la base per un freelance: la mia ricetta per attirare nuovi clienti e nuovi lavori parte da una costante attività di scrittura e pubblicazione.

Un blog professionale è un curriculum in continua evoluzione. Ma soprattutto è un curriculum itinerante, ovvero capace di auto-distribuirsi: quando trovano il tuo blog nelle ricerche di Google, ad esempio, oppure quando condividono i tuoi articoli. Questa è pubblicità per il tuo nome.

contenuti

Ma è una pubblicità gratuita? Non scherzare, questa non è una passeggiata. Te lo dico senza mezze misure: per trasformare il blog in uno strumento per trovare nuovi lavori devi sputare veleno.

Devi essere un rullo compressore. Per anni. Devi macinare articoli e devi diventare un punto di riferimento nel tuo settore: trova una nicchia (meglio ancora, inventala) e inizia a conquistarla a colpi di contenuti di qualità. A questo punto devi iniziare con un altro fronte. Prima, però, devi approfondire:

Poi continua con i social

Esatto. I contenuti fanno pubblicità, ma poi hai bisogno anche dei social. Ci sono freelance che lavorano solo con i clienti che arrivano grazie a questo canale, ma io preferisco operare su più fronti.

La principale attività che svolgi social? Pubblicare contenuti senza sosta? Bene, devi rivedere le priorità: per trovare lavoro sui social devi puntare sulle interazioni. Anzi, sulle relazioni umane.

Il concetto è semplice: devi dimostrare competenza. La devi dimostrare ovunque, in ogni sede, su Google Plus e su Twitter, su Facebook e su Pinterest. Ti fanno una domanda? Rispondi con attenzione, dimostra di essere la persona giusta al momento giusto. Ma devi essere:

  • Pertinente.
  • Educato.
  • Umile.
  • Utile.

In altre parole devi essere una sorta di monaco shaolin, preciso nel colpire ma al tempo stesso cordiale. Rimanere sempre e solo sul versante professionale non conviene: i social sono fatti da esseri umani, e gli esseri umani non valutano solo il curriculum quando scelgono un collaboratore.

Un consiglio: non dimenticare il comment marketing nei forum e sui blog del tuo settore. Anche in questo caso l’obiettivo è mostrare competenza con educazione, senza imporre il proprio punto di vista.

E poi chiudi con il passaparola

Ecco, il caro passaparola. Una tecnica che non ha tempo: esiste da sempre, dalla comparsa dell’uomo sulla terra. Il passaparola è un sistema per preservare la specie, l’uomo tramanda e condivide conoscenze per permettere al compagno o al familiare di ottenere i suoi benefici.

La scimmia suggerisce le bacche al branco, l’uomo di Cro-Magnon condivide con altri cavernicoli un territorio di caccia, il capo del personale invia il tuo contatto Linkedin al collega via Skype.

E tu non puoi fare niente per influenzare tutto questo. Non puoi essere tu a muovere direttamente il meccanismo perché è inversamente proporzionale al tuo intervento. Non puoi fare passaparola del tuo lavoro. Ma puoi agevolare l’ingranaggio. Come? Lavorando bene.

Questo è l’unico modo che conosco per alimentare il passaparola. Quando una persona si trova bene non ti abbandona tanto facilmente. E diventi merce di scambio con amici e colleghi: in un mondo basato sulle informazioni, avere il contatto di un freelance valido è importante. Lo puoi suggerire a un collega o a un amico che sarà soddisfatto e ti aiuterà a risolvere un problema che ti affligge.

Sì, è una visione funzionalista del mondo. Ma si muove così: io do un contatto utile al mio collega, lui lo dà a me. In mezzo a questo ping pong ci sei tu. E questo è un gran modo per trovare nuovi clienti.

Condizione essenziale: non puoi abbassare la guardia, non puoi fermarti un attimo. Il lavoro non manca (è così) ma basta un attimo per perdere la coincidenza con il tuo cliente. Devi mantenere un livello alto, devi essere un professionista qualificato. Ecco perché hai bisogno di formazione. Nel frattempo ti lascio i video della rubrica Un Caffè con My Social Web per approfondire argomenti legati al lavoro freelance:

È possibile trovare nuovi clienti online?

Sono partito dal blog per poi passare ai social e infine al passaparola. In questo circuito puoi inserire mille dettagli, ma il concetto fondamentale è sempre lo stesso: costanza. Devi lavorare con costanza. Nessuno è riuscito a trovare nuovi clienti online in un giorno. E, soprattutto, devi iniziare a lavorare su questi fronti quando sei ancora dipendente, quando non hai bisogno di pubblicità.

Perché quando arriverà il momento – se arriverà il momento – di lasciare il lavoro tu sarai pronto. Il tuo blog sarà già online da qualche tempo, le relazioni saranno avviate e tu potrai contare su una base forte.

Sei all’inizio della tua attività e non riesci a trovare nuovi clienti? Hai già cercato su diversi portali ma le ricompense non ti soddisfano? Lascia le tue domande nei commenti di questo articolo, troviamo una soluzione insieme.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 Comments

  1. ok tutto bello però c’è una possibile contraddizione:
    come posso fare comment marketing in forum del mio settore se la nicchia me la sono inventata.
    se mi invento qualcosa è evidente che non potrò svolgere questo tipo di attività a meno che non inventi anche forum di questo tipo…
    Riccardo cosa ne pensi?

    • Penso che in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Questo vale anche online e nel mondo dei contenuti: una nicchia non nasce dal vuoto. Ad esempio, non posso aprire un blog dedicato agli appassionati di “antani” (passami la citazione). Ma posso creare un percorso per gli amanti della cucina partenopea on te road: non c’è un blog dedicato a questo argomento? Bene entro io, creo la nicchia. E posso lavorare su tutti i forum dedicati al cibo.

      • Ciao Riccardo.
        E’ interessante questo argomento, ma da sempre mi lascia perplesso una cosa e colgo l’occasione per cercare di avere risposte, visto che l’hai menzionata: come ci si può far conoscere, attivare un passaparola, attirare lettori sul nostro nuovo blog/forum? Tu hai scritto che si può “lavorare su tutti i forum dedicati a X”: come si fa ad emergere senza risultare ossessivi e martellanti, se non maleducati?

        • Ciao Giovanni, la soluzione è semplice. Devi partecipare con il piacere di farlo. Nel senso che devi aggiungere valore con i tuoi intervento nei forum. Non devi usare i commenti per fare spam ma per lasciare commenti di valore. E quelli non danno mai fastidio.

  2. Questo articolo è molto bello e ne condivido gran parte dei concetti esposti. E’ vero che il percorso per diventare un freelance è duro e richiede molto lavoro. La cosa che più mi sconcerta però è che in una zona di provincia, come quella in cui abito, di lavoro ce ne sarebbe moltissimo (praticamente qui il territorio del web è quasi vergine). Molti siti aziendali di persone che conosco avrebbero un gran bisogno di testi validi per rendere la loro vetrina su internet almeno “decente”: vedo blog e pagine news di approfondimento di siti aziendali che pubblicano solo due righe con la data e l’ora di alcuni eventi un paio di volte l’anno e basta!!! Quanto si potrebbe scrivere ed informare i clienti sulle novità del settore, sui processi produttivi, su argomenti correlati al brand ecc., ma sembra proprio che questo non interessi ai titolari dei siti. Manca proprio la mentalità, e se l’Italia è fanalino di coda nel mondo per quanto riguarda l’uso di internet credo che la ragione sia proprio questa. Che ne pensi?

    • Catia, l’Italia é il fanalino di coda e lo dimostrano gli ultimi dati.
      Ma non guardarlo mezzo vuoto il bicchiere, ma mezzo pieno!
      Comunque é anche una questione di mentalità, specialmente al Sud!

      • Antonio, il bicchiere mezzo pieno effettivamente c’è….il fatto che il web writing in Italia può solo crescere. E` solo questione di tempo e dobbiamo farci trovare pronti!

          • Significa quello che continui a ripetere tu da anni a su cui sono sempre d’accordo: studiare, aggiornarsi, e continuare a proporre questo lavoro con la serietà di chi è certo del reale valore del servizio che offre.

  3. Aggiungo un mio pensiero legato ai limiti dell’italia e all’iimmagine esposta su di un blog. culturalmente e stranamente il nostro paese è diverso, esporsi su di un blog per l’italiano medio equivale a fare quello che una volta si chiamavano americanate. Porto un esempio: alcune agenzie immobiliari mettono la foto sul biglietto da visita e di conseguenza sul sito, questo dovrebbe aumentarne la credibilità in quanto ci metti la faccia ma per molti imprenditori vecchio stampo all’italiana questo è solo fare la classica americanata quindi bisogna stare molto attenti perche la linea è sottile e l’italiano a mille preconcetti sul modo di fare affari, se all’estero uno che si fa un sito, ci mette la faccia e guadagna è visto come un grande qui da noi no. Attualmente credo che se ci si voglia relazionare con in giovani la cosa va bene me se il target sono i grandi imprenditori bisogna stare all’occhio. Un curriculum che si auto distribuisce con la propria immagine per il numero uno è il successo per gli altri si tratta di autorovina. ciao

    • Infatti dobbiamo fare anche formazione al cliente, e far capire che non c’è bisogno di fare americanate per mostrare la propria identità online.

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