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Come essere speciale nel mondo del blogging

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Sai quante volte ho scritto che per avere successo nel mondo del blogging devi essere speciale? Non le conto più, credo di aver consumato tutte le lettere della parola “speciale” sulla tastiera.

Non sono stato ripetitivo. La verità è questa, non ci sono giri di parole: devi essere speciale, devi fare in modo che i lettori non trovino un sostituto alla tua attività, ai tuoi articoli, alle tue interazioni.

essere speciale

Il concetto da assimilare: il tuo fare blogging non vuol dire solo scrivere. Fare blogging è sinonimo di comunicazione, quindi comprende anche le interazioni, i rapporti che creai tra lettori e colleghi.

Devi comunicare attraverso post, tweet, status, comment marketing, email e chat. Ma come puoi essere speciale in questo campo? Come si diventa speciali? Qual è la soluzione per dare al lettore un motivo in più per aggiungere il tuo blog nel feed reader, per iscriversi alla newsletter per seguirti ovunque e commentare anche il giorno di Natale?

Sei qui perché vuoi la risposta, lo so. Ed è proprio quello che voglio fare: voglio darti una risposta sensata, legata alla mia esperienza personale. Ecco 4 modi per diventare speciale per i tuoi lettori.

1. Contenuti profondi

Una soluzione per diventare blogger a 5 stelle (nessun riferimento con la politica): creare contenuti profondi. E non mi riferisco ai tutorial, ai post ciclopici che affrontano un tema dalla A alla Z.

Sto parlando di contenuti che nascondono una grande opera di ricerca in termini qualitativi: articoli capaci di fornire delle risorse, delle informazioni, delle soluzioni che nessuno riesce a recuperare. Esempio pratico: ci sono contenuti che racchiudono 100 tool per ottenere un risultato. E sono ottimi.

Ma possono essere replicati facilmente.

Un contenuto profondo ne racchiude 10, ma spiega tutto. Non punta alla quantità, non deve essere utile per tutti, ma solo per chi cerca informazioni su un tema. Questi contenuti sono speciali perché ti devi spezzare la schiena sulla tastiera per fare ricerca, per verificare le fonti, per dare un contributo valido. I lettori apprezzano tutto questo. Soprattutto quando riesci a curare anche visual e leggibilità.

Per approfondire: come migliorare la leggibilità dei tuoi articoli.

2. Stile

Ho puntato sulla sostanza, sulla polpa dei contenuti. Ma anche la forma è decisiva per diventare speciale agli occhi dei lettori. Ti piace lo stile dei divulgatori? Bene, devi trasformare argomenti complessi – o comunque articolati – in una procedura elementare.

Ma è questo il tuo scopo? Questa è la tua natura?

Un blogger – opinione personalissima – ha un proprio stile. Ha un’identità. Ha un volto e una voce. Questa voce è lo stile scelto per portare su carta digitale pensieri, informazioni, critiche. Lo stile rende speciale il blogger, può fare la differenza: può comunicare simpatia o antipatia, può far leva sui sentimenti del lettore (gioia, rabbia, ansia, paura) e può sintetizzare emozione e informazione.

Il mio consiglio: trova la tua voce, non nasconderla dietro l’illusione di uno stile aziendale.

Non è questa la soluzione per dare autorevolezza ai tuoi contenuti: per raggiungere questo standard devi verificare, approfondire, confrontare. Lo stile è caratterizzante. La buona scrittura anche: devi seguire le regole.

3. Contenuti di nicchia

Mi collego al post pubblicato ieri. Puntare su un blog di nicchia è una risposta interessante alla continua saturazione delle aree più congestionate. Non puoi puntare sulle grandi tematiche, meglio individuare un pubblico preciso e conquistare un obiettivo. Con cosa? Con contenuti di nicchia.

Ovvero con contenuti che ti rendono speciale.

Soprattutto se riesci a incrociare gli interessi di un pubblico che non ha ancora un punto di riferimento. Come si crea un contenuto di nicchia? Ascoltando le esigenze concrete e utilizzando un linguaggio comprensibile al pubblico: forma e contenuto viaggiano sullo stesso piano.

Avere un blogger di fiducia che pubblica articoli precisi, facili da leggere, concentrati su quell’argomento che nessuno riesce/vuole/può affrontare non ha prezzo. Non credi?

Non dimenticare: come risolvere i problemi della tua nicchia.

4. Coinvolgimento

Un blogger che trova un modo interessante e innovativo per coinvolgere i propri lettori è speciale. Perché fare blogging non vuol dire solo scrivere, non vuol dire solo gestire WordPress e una pagina Facebook. L’impegno si estende al coinvolgimento delle persone nel processo creativo.

Per me questo è un punto essenziale. Partecipo alle interazioni sui social per discutere con amici e follower prima di pubblicare un post. Ci sono articoli che nascono dai commenti dei lettori, articoli che rispondono a domande che mi vengono rivolte via email e chat.

Tutto questo è fondamentale. Ti permette di diventare unico di fronte a un pubblico sempre più attento alla qualità dei contenuti, ma anche a quella delle relazioni. Rispondere a una domanda con un articolo: non è un buon modo per conquistare la fiducia di un lettore?

Certo, non puoi farlo sempre. Non puoi essere presente in qualsiasi momento, non puoi trasformare una chiacchierata in una consulenza gratis. Molte persone se ne approfittano e tu devi gestire con cura le tue risorse. Devi essere – come suggerisce il buon Rudy Bandiera – disponibile, non a disposizione.

Un esempio concreto: Nico Caradonna chiede alla rete di lanciare sui social un desiderio per il prossimo anno. Crea un hashtag (#miauguroche2014), scrive delle regole, individua una giuria. E coinvolge tutti. Alla fine c’è un vincitore, ma poco importa: il risultato si trova nelle interazioni.

La tua opinione

Questo è il mio punto di vista, questo è il mio modo di essere speciale nel mondo del blogging. Ci sono margini di miglioramento? Certo, per questo chiedo il tuo aiuto: secondo te è importante essere speciale per i tuoi lettori? Rappresenta un passaggio indispensabile? puoi continuare così, nella mediocrità, e sperare sempre in una botta di traffico per far impennare AdSense?

Lascia al tua opinione nei commenti, come sempre.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 Comments

  1. Grazie Riccardo!! 🙂
    Condivido quello che dici ed aggiungo che per esser speciali non bisogna mai dimenticare che al centro di tutto, di ogni iniziativa, devono esserci le persone. Non siamo qui per vendere ma per interagire e far in modo che qualcuno trovi utilità nel partecipare al nostro blog, con una semplice lettura o una condivisione. #Miauguroche2014 è stata un’iniziativa che ha stimolato tanti utenti a manifestare un semplice desiderio che apparteneva agli utenti stessi, quindi metteva al centro sempre le persone.
    A proposito dei tuoi consigli su come diventare “speciali”, ti dico che preferisco focalizzarmi sullo stile. Sai perchè? Ritengo sia la caratteristica più ricercata da un utente che vuole iniziare a seguire un blog. Spesso in molti parlano degli stessi argomenti ma ciò che fa la differenza è lo stile nella comunicazione anzi come dici tu, nella trasmissione di “informazione ed emozione”!
    Grazie per la mention, felice di averti ispirato insieme al grande Rudy!
    Nico 🙂

    • E tu ne hai da vendere di stile. Stai riscoprendo un argomento che molti non riuscirebbero ad affrontare con la stessa verve. Purtroppo o per fortuna c’è sempre quel fattore dettato dal talento che può fare la differenza.

  2. Ogni volta che leggo post simili non so che dire, perché non so se rispondo a queste logiche. Io bloggo e basta, e mi diverto coi miei amici 🙂

    Moz-

  3. Chiedersi se sia importante essere speciale nel mondo del blogging è senza dubbio una domanda retorica, probabilmente è l’unico criterio per la sopravvivenza, come diventarlo è un altro paio di maniche…
    Ho letto con interesse il post ricco di stimoli, che potranno essermi davvero utili nell’ardua impresa di gestire un blog di nicchia di recente avvio sulla Gamification(Begame.it), ormai un mercato saturo negli Stati Uniti, ma in Italia appena agli stentati inizi, con solo altri due blog “colleghi”.
    All’inizio si punta ingenuamente alla visibilità, senza pensare che il vero bersaglio rimane la fedeltà al blog, ottenuta probabilmente con un “misterioso” mix (affinabile con l’esperienza) tra aggiornamento delle news dal mondo e tentativi di ragionare approfondendo singoli aspetti dell’argomento in questione; da non dimenticare un pizzico di ironia e leggero sarcasmo su storie di vita e consulenza vissute, opportunamente coperte da un velo di pietosa privacy.
    Sullo stile concordo sull’importanza dell’impronta personale, ottima la sintesi tra emozione ed informazione, con una leggera preferenza verso un approccio che non si prenda troppo sul serio, in fondo i blog sono occasioni di conversazione e non pulpiti da cui pontificare.

  4. Buon giorno Riccardo, la nostra azienda si accinge ad avviare attività di blogging aziendale. Essendo la nostra azienda un potenziali partner di consulenza per altre aziende, ci sembra di poter desumere che il tono da utilizzare potrebbe essere differente da quello di un blog personale (o comunque di un’attività individuale). Secondo voi può avere senso proporsi come potenziale partner di problem solving, suggerendo soluzioni innovative attraverso il blog, oppure rischierebbe di risultare troppo auto-referenziale? Grazie e buon lavoro.

    • Ciao Marta,

      Bella domanda: Difficile dare una risposta così, su due piedi. Ci vorrebbe una bella analisi per rispondere con qualche certezza in più. Però la mia idea è che un blog può diventare sicuramente una piattaforma di problem solving per gli utenti. Può diventare, ancora meglio, il nodo di una community capace di rispondere ai problemi e di anticipare le domande dei clienti, potrebbe diventare una sorta di forum in cui le persone lasciano domande e rispondono nei commenti.

      Problema: autoreferenziale. Certo, potresti però arricchire le pubblicazioni con post slegati da prodotti o servizi. Qualcosa che segua solo l’utilità dei lettori. Anche se rispondere ai problemi è utile, quindi la vera domanda è: quali sono i problemi da risolvere? E ancora: c’è una richiesta in questa direzione?

  5. Ciao Riccardo, trovo i tuoi articoli davvero ben fatti. Quando mi pongo delle questioni (starò facendo bene? come mai c’è un calo delle visite? starò usando il giusto tono? ecc.) vengo sempre a leggere i tuoi post perché il più delle volte trovo spunti di riflessione che mi aiutano.
    Ora però ho una domanda diretta, sulla questione del “blog di nicchia”, ovvero: se si parte con un blog in un certo ambito, che nel suo “menù” prevede diversi sotto temi, e con il tempo ci si rende conto che solo uno dei sotto temi è quello che veramente interessa, stimola, coinvolge, crea relazioni. Insomma, ci si rende conto dopo qualche mese che solo quella è la vera nicchia su cui puntare. A quel punto che si fa? E’ giusto restringere la nicchia in corso d’opera o il cambiamento di focus del blog rischia di “disorientare”? Ho letto che spesso i cambiamenti, anche solo nel template, producono una perdita di contatti, figuriamoci nell’argomento del blog. Non so se sono riuscita a spiegare bene il mio dubbio.
    Ovviamente bisogna essere pronti ad ammettere di aver sbagliato la fase di studio preliminare all’apertura del blog… ma sempre meglio che perseverare. Che ne pensi?

    • Ciao Matilde, personalmente credo che simili cambiamenti debbano essere gestiti in tempi lunghi. Io, ad esempio, in passato mi occupavo anche di SEo e mobile. Ho capito che questi argomenti non erano particolarmente utili alla mia nicchia – o comunque non riuscivo a produrre contenuti utili rispetto ad altri blog – quindi ho abbandonato il settore un po’ alla volta.

  6. Buongiorno,
    dovendo scrivere per un blog aziendale, mi rispecchio molto nelle affermazioni fatte finora, ritrovandomi spesso in difficoltà nel trovare argomenti non inflazionati ed originali e soprattutto nel riuscire ad emergere rispetto alla moltitudine di siti che trattano le stesse tematiche da me affrontate. Poiché la nostra azienda si occupa di fornire consulenza ad altre aziende, uno degli ostacoli maggiori riguarda la pubblicazione di articoli che siano effettivamente utili per i lettori e siano caratterizzati da una certa consistenza. Voi che ne pensate, come si può fare per riuscire a coinvolgere maggiormente i nostri lettori?
    Grazie

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