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La bellezza salverà il mondo. Ma anche il tuo blog!

La bellezza salverà il mondo. Sai cosa? Salverà anche il tuo blog. Quando tutti parlano di SEO Copywriting, di scrittura pensata per i motori di ricerca, io esalto la frase del principe Miškin ne L’idiota di Dostoevskij. La bellezza salverà il mondo. E anche il tuo blog. Non sei convinto, vero?

Fermati un attimo. Respira. Stai per scrivere un altro post. Lo stai scrivendo per il tuo blog o per quello del tuo cliente. Poco importa, hai degli obiettivi, vuoi raggiungere un punto lontano. Un punto astratto.

bellezza blog

A cosa pensi? Alle keyword. Alle query. Alle ricerche degli utenti. Su Fare blogging hai letto che che devi lavorare sulle esigenze reali delle persone. Va bene, appoggio questa tesi (posso per caso fare diversamente?). Però, ora che hai finito di scrivere, ti chiedo una cortesia.

Devi farmi un piacere

Sul serio. Guarda il tuo articolo. Prima di pubblicarlo, dico. Guardalo. È bello? Da un punto di vista oggettivo. È bello? Non sto parlando di fascino misterioso o di aspetti legati a una bellezza soggettiva (sai, è un tipo). Mi riferisco ai canoni classici, alla simmetria, all’equilibrio.

La bellezza oggettiva esiste. Tu puoi seguirla o meno, però esiste. O almeno nel blogging ci sono delle regole che io, nel corso degli anni, ho imparato a riconoscere e rispettare. Certo, i contenuti di qualità sono la base. Ma non far finta di niente: lo sai che i lettori valutano tutto.

Lo sai che esprimono un giudizio per ogni dettaglio del tuo blog. E ti assicuro che la bellezza di un articolo, anche la bellezza estetica, può fare la differenza. Io ho individuato un paio di punti da seguire.

Formattazione

Dio, quanto odio i blocchi di grassetto. Spiegami una cosa: a che serve tutta questa formattazione? Con Keep Calm and Write ho paragonato la formattazione alla cosmesi e l’articolo a una ragazza: se esageri con il grassetto cosa ottieni? Un guazzabuglio. Il grassetto deve essere usato per creare un percorso interno. Guida il lettore nel testo, non sfruttare la formattazione per imporre il tuo pensiero.

A volte l’egocentrismo si misura anche dalla quantità di strong.

Il corsivo, invece, segue delle regole precise: indica i neologismi, le parole straniere, i termini latini, i titoli delle opere, le citazioni. Ti prego però. Non trasformare il testo in un lorem ipsum.

Vuoi approfondire? C’è il post di Penna Blu.

Punteggiatura inutile

Continuo con un dettaglio fastidioso: la punteggiatura inutile. I punti esclamativi sono il male, trasformano il testo in un ginepraio di uomini capovolti senza alcun motivo. Anzi, un senso c’è, e si ritrova nella tua voglia di importi. Il punto esclamativo è un’eccezione, così come lo sono i punti sospensivi. Stai scrivendo un romanzo Harmony? Ok, continua a usare punti sospensivi. Altrimenti fermati. La mia regola: usare questi elementi al massimo una volta in un articolo.

Virgolette ed emoticons

Perché virgoletti tutto? Ci sono delle regole, e il fatto che le virgolette siano gratis non ti autorizza a usarle sempre. Inseriscile quando devi, non quando vuoi. Come suggerisce Luisa Carrada, l’uso delle virgolette si riduce al discorso diretto, alla citazione e all’uso particolare (allusivo, ironico, traslato) di una parola. Stessa storia per le emoticon: uno smile può aiutare a definire il discorso, fa parte del linguaggio web. Questo non ti autorizza a scrivere come un decerebrato.

Immagini

Le immagini centrate lasciano spazio vuoto a destra e a sinistra? Usa un visual allineato al testo, che occupi per intero la larghezza della pagina. Un’immagine grande e ben dimensionata sfrutta tutti gli spazi ed evita vuoti antiestetici, brutti da vedere. Ancora qualche consiglio:

Una riflessione sulle immagini allineate a sinistra: sono infelici. Ma a volte, quando non hai dimensioni sufficienti per centrarle, possono essere una buona soluzione. Ricorda di dare margine bianco tra l’immagine e il testo. Le parole attaccate alla cornice sono la morte dell’estetica.

Liste puntate

Che belle le liste puntate. E quanto sono utili per migliorare la leggibilità dei testi. Però devi formattarle a regola d’arte. Ad esempio io inserisco uno spazio tra un punto e l’altro. In questo modo le sezioni acquistano aria e migliora la leggibilità. Tranne quando i punti non vanno a capo. Quando le battute sono poche (vedi in alto) chiudo le distanze. Altrimenti lo spazio tra i vari punti diventa eccessivo.

Per approfondire: prima lezione di usabilità per le bullet list.

La tua opinione

In questi giorni si parla molto di rivoluzione mobile per i siti web. Google dà un vantaggio ai siti ottimizzati per smartphone: ah, Caino. E io ora che faccio? Contatto mio nipote che mi dà una mano e per una stecca di sigarette mi trasforma il sito statico in responsive. Con un plugin WordPress.

Quando scrivi un articolo devi valutare fattori diversi. Devi scrivere bene, ma devi seguire i bisogni dei tuoi lettori. Questi bisogni passano anche dall’estetica. Dalla pura e semplice attrazione per il bello.

Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti, insieme alla tua idea di estetica nel blogging.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

14 Comments

  1. La parte sui punti esclamativi e punti di sospensione è la più istruttiva ed illuminante. Ho imparato ad usarli troppo proprio “grazie” al web. Per sentirmi uguale agli altri. Per mostrare l’entusiasmo quando non ero sicura della potenza delle parole che usavo.

  2. Concordo con i punti esclamativi e i puntini…mi devo sempre trattenere, anche ora, ecco! Li sto usando in automatico, ho un articolo nelle bozze che sto rivedendo grazie a questa lettura.

  3. Sono d’accordo. Molti scrivono unicamente in ottica SEO, invece di scrivere anche in ottica SEO. Il risultato sono testi mediamente monotoni e un po’ aridi.

  4. Scrivere in ottica SEO … no grazie, scrivere per i lettori? Si, sempre !! Alla fine è il lettore che legge il tuo articolo e non Google e il passaparola (o la condivisione) dei tuoi lettori è (almeno secondo me) più potente del motore di ricerca.

    Come fai a dire se una donna è veramente bella? La devi vedere la mattina senza trucco, la stessa cosa vale per un post…se funziona anche senza formattazione allora è un post “bello”.

    My Two Cents

    • Andrea, mi piace l’idea che il post , se senza formattazione, funziona e quindi e’ bello, se nulla togliere alla tua affermazione , mi piacerebbe avere, se possibile, il parere di Riccardo. Speriamo che possa risponderci.

      • I gusti sono gusti 😀

        Scherzi a parte, un post senza formattazione è pulito. Quindi diretto, semplice. per me è ok. Ma un po’ di formattazione aiuta la leggibilità sul web.

  5. Grazie della citazione 🙂
    Purtroppo continuano a vedersi testi illeggibili online, e credo che la situazioni non migliorerà ancora per molto. Forse mai. Sarò sempre cinico, pessimista, ma da quanto tempo e quanti articoli sono stati scritti per insegnare alla gente come vanno presentati i testi per il web?

  6. Ciao Riccardo! Io adoro i testi spaziosi, puliti. Mi piace immaginarmi l’impaginazione, il contenuto di un mio post, con relative immagini, come un arredamento in stile nordico: pratico, immediato, di qualità e grazioso.

  7. Personalmente concordo con tutto ciò che hai scritto nel post, nonostante debba ammettere di usare il grassetto, anche se in modo misurato, al fine di favorire l’indicizzazione sui motori di ricerca, in quanto ritengo sia importante scrivere sia per i lettori che secondo un’ottica SEO.

  8. E’ troppo vero. Ero uno di quelli che “ma tanto conta la sostanza”. E invece, una volta che ti abitui al bello, non ne puoi più fare a meno. Soprattutto sui contenuti web. Parola di chi passa 30 minuti a post controllando i grassetti, punteggiature e simmetria del testo. E non so neanche se ci riesco bene come vorrei. 🙂

    • Ecco, la simmetria del testo. Io sono ossessionato dall’organizzazione dei paragrafi e degli spazi. Deve essere tutto in ordine.

  9. Ciao Riccardo, condivido ciò che scrivi.
    Non essendo una blogger professionista, mi arrabatto nel cercare di rendere il più piacevole possibile la vista del post. E mi impegno anche nella sua cura estetica.
    Sono poi incredibilmente refrattaria alle emoticon e al proliferare di punti esclamativi. Sia nei post dei blog, sia nelle mail, sia nei post sui social. A volte mi sento una purista ed estremista, ultraesigente nei miei confronti (e nei confronti degli altri).
    Ciao! 🙂

    • Non si tratta di essere puristi, ma di avere un occhio di riguardo per dei canoni che non possono essere abbandonati.

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