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9 consigli per aumentare la produttività di un blogger

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Una chiacchierata al bar, un caffè per staccare dal lavoro prima di andare in palestra. All’improvviso la domanda: “Toglimi la curiosità: ma come fai a scrivere tanto?”. Niente, devi aumentare la produttività. Dopo poche ore un nuovo incontro con un’altra persona: “ma non ho capito come fai a scrivere tanto”.

Come aumentare la produttività

Come aumentare la produttività – Retwetta l’immagine

In realtà non faccio altro che mettere in pratica la mia esperienza per trasformare in consonanti e vocali un pensiero. Andavo male in matematica e bene in italiano: è la normale evoluzione della mia vita.

Passione. Banale, vero?

Non basta come spiegazione. A cena ho riflettuto sull’argomento, su come aumentare la produttività, e ho capito che non basta citare la passione. Quella va bene, ma ci vuole tecnica per scrivere tanto e bene. Oggi ti porto la mia esperienza concreta, riassunta in 9 punti, per aumentare la produttività.

  • Lavoro sempre – Trasformare la tua passione in attività retribuita vuol dire ritrovarsi a lavorare sempre. E a mantenere dei ritmi assurdi. Non lo farei per un altro lavoro: lo faccio in questo caso perché mi piace. E non mi lamento quasi mai. Per me la scrittura è tutto, quindi lo faccio con piacere. E per ammortizzare i costi della partita IVA, ovvio.
  • Ho uno schema – Esatto, ho uno schema. Introduzione, innesco, svolgimento conclusione. Questo è il segreto di My Social Web: gli articoli hanno un inizio che introduce l’argomento in modo sempre diverso (niente stile giornalistico da 5W), poi innescano il problema, risolvono, chiedono al pubblico un’opinione con una call to action. Ripeto questo schema con sfumatire sempre diverse e tutto diventa più semplice.
  • Penso a quello che devo scrivere – Punto fondamentale per aumentare la produttività di un blogger. Il mio sguardo è qui, la mia mente è altrove. Lo schema che ho appena citato lo uso anche per scrivere articoli “nella mia mente”. Lo so, sembrano le parole di un matto. Ma riesco a organizzare le idee mentre vado a fare la spesa. E quando inizio a scrivere sul serio tutto è più facile.
  • E poi scrivo ovunque –  Non solo penso a quello che devo scrivere, ma se posso lo faccio. Nel senso che uso lo smarphone per segnare idee e bozze. Funziona bene, ma devi rivedere quello che hai scritto a casa. Con attenzione. Autobus, banche e uffici postali non sono il massimo: riesco a mantenere l’attenzione solo grazie alla mia esperienza come studente fuori sede (i migliori esami li ho studiati sul regionale Napoli – Roma).
  • Ho una routine – Ho una routine collaudata. Scrivo da WordPress, organizzo tutti i dettagli utili alla pubblicazione tipo tag e categorie, titolo, description. Poi scelgo un’immagine di qualità, la preparo e la inserisco. Poi scrivo con il famoso metodo a valanga: via, senza sosta e senza guardarmi indietro. Non c’è spazio per editing e formattazione durante la prima stesura. Si tratta di una scrittura furiosa, primordiale. Poi mi dedico alla rilettura. Quanto tempo ci vuole per scrivere un articolo? Solo tu puoi dirlo: dipende dalla tua esperienza.
  • Cerco la comodità – Mi circondo di comodità, assecondo le mie necessità. Scrivere è un processo legato alla creatività, e ci sono dei momenti della giornata in cui riesci a dare il massimo. In altri momenti, invece, puoi curare i dettagli. Puoi mandare le email, ecco. Io assecondo lo scrittore che è in me e cerco di scrivere nel momento più produttivo della giornata. Ovvero la mattina. Ma è un’abitudine personale: se per te la notte è il momento giusto puoi trasformarti tranquillamente in un vampiro.
  • Gestisco le pause – Questo è il lavoro più difficile. Quando scrivi non devi fare pausa. Devi dedicare la tua attenzione alla scrittura. Se hai già le idee organizzate e sfrutti il metodo a valanga ci vuole poco per scrivere un articolo di buona qualità. Ma se interrompi ogni 30 secondi il lavoro per controllare l’email, Facebook, Twitter, Google Plus e poi arriva il cane, e poi arriva il gatto… ci vuole concentrazione. Questa è la parola chiave. Dopo la scrittura arriva la pausa. E poi la rilettura.
  • Mi riposo – Quello del blogger è un lavoro logorante, quindi hai bisogno di riposo. Quando senti che il blocco dello scrittore sta prendendo il sopravvento devi staccare, non puoi continuare a fissare il monitor bianco con il cursore che si prende gioco di te. Esci, fumati una sigaretta, porta il cane a spasso.

Ancora un consiglio: non fermarti davanti alle difficoltà. Non trovi una headline degna di questo nome? Passa al primo paragrafo. Durante la scrittura ti verrà una buona idea e riuscira a risolvere il problema. Stessa cosa vale per le altre fasi dell’articolo: mai fermarsi, mai bloccare il flusso creativo.

Come aumentare la produttività: la tua opinione

La mia esperienza la trovi nei punti che hai appena letto: esperienza, metodo, libertà di esecuzione. Piccoli trucchi, grandi risultati: questo è il mio modo per aumentare la produttività personale.

Non ho la presunzione di mettere questi punti in cima alla lista e pensare che siano validi sempre, per ogni blogger o webwriter presente sulla faccia della terra. Ecco perché chiedo la tua opinione: lascia nei commenti la tua esperienza e i tuoi consigli per aumentare la produttività nel tuo lavoro.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

6 Comments

  1. 9 punti fantastici. Alcuni li applico anche io, gli altri devo provare ad inserirli nel mio modus operandi. La headline difficilmente è la prima cosa che scrivo, di solito metto un appunto sull’argomento (il tag più vicino), poi mentre scrivo mi viene automaticamente il titolo giusto.
    Se mi permetti aggiungerei il 10° consiglio, scrivere di qualunque cosa. Io scrivo anche per un sito di news e di intrattenimento e lo uso come palestra per “allenare” il mio modo di scrivere e la mia mente.

  2. Buongiorno a tutti.
    Non faccio il blogger di mestiere, ho un blog da “dipendente”, scrivo nei ritagli di tempo strappati. I miei articoli nascono e sono elaborati nella mia mente, è una cosa naturale. Il risultato una volta finiva sul blocco notes (di carta) adesso su Evernote, da quest’ultimo, gli appunti elaborati (dopo ore di lavoro) sono pronti per il blog o slideshare.

    Il treno e la metro sono i momenti di tempo che sfrutto per elaborare la bozza e in genere la sera a casa è sfruttata per realizzare i progetti legati all’articolo e mettere in bella copia.

    I genere i miei articoli sono articolati in vari capitoli e sottocapitoli, prima scrivo tutto quel che riguarda il puro testo, anche in forma non sequenziale e successivamente dedico il resto a tabelle, immagini, snippet code, figure e risorse collegate.

    Nel mio caso il tempo per realizzare un articolo è variabile da 2g a 10g, si allunga quando a un articolo è associato un progetto (che ospito su github), che se anche d’esempio richiede tempo per la realizzazione e test.

    Questa è una breve sintesi della mi esperienza.

  3. Ciao Riccardo,
    piacere di conoscerti anche qui!
    Che dire? Un post molto molto interessante che mi serve in questo periodo in cui sto cercando di uscire dalla mia scarsa produttività.
    Avere uno schema serve (in proposito sto leggendo un libro che conoscerai di certo “Lavoro dunque scrivo”) e secondo me – ed è il punto che aggiungerei – quando sei scarsamente ispirato, serve leggere un qualcosa che ti ispiri. Che sia l’inizio di un articolo di carta, un pezzo su Internet di approfondimento o anche un articolo su come fare certe cose. Insomma, farsi ispirare 🙂
    Ciaoo

    • Grazie Cristina, hai ragione: leggere autori in gamba può essere utile per aumentare la produttività. Ti ringrazio, passa di nuovo sul mio blog 😉

  4. Sempre utili i tuoi consigli!
    Trovo impegnativo gestire il mio blog, che utilizzo per promuovere il mio lavoro, ed il tempo impiegato per scrivere a volte è davvero molto!
    Come vedi il fatto di alternare a post “impegnati” uno più “leggero”? Secondo te ne potrebbe risentire la qualità/professionalità del blog?

    • Ciao Lucia, puoi essere leggera anche rimanendo professionale. Ad esempio puoi sintetizzare delle risorse utili per chi lavora nel tuo settore. Magari per te quei tool sono semplici, ma per chi sta iniziando possono essere una scoperta.

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