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I simboli Emoji nel tag title funzionano?

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Lo sai che si possono inserire le emoji nel tag title? Sembra un’assurdità ma è proprio così: uno degli elementi più preziosi per il posizionamento di una pagina web sporcato da questa robaccia.

Attenzione, questi sono giudizi affrettati. Le emoji sono elementi della comunicazione mediata dal computer e, nell’ottica di una buona interazione, possono risolvere tanti problemi. Ad esempio, smussando frasi che potrebbero apparire severe senza il tono di voce o le espressioni del viso.

simboli nel tag title

Un esempio di simboli nel tag title.

Gli eccessi sono da evitare. Ma le emoji (come le emoticon) sono importanti per la comunicazione online. Anche nel titolo? Inseriresti simboli nel tag title? Ci potrebbero essere degli effetti positivi? Ho colto al volo la discussione nata sul gruppo Fatti di SEO, e ho deciso di approfondire l’argomento.

D’altro canto anche questo è SEO copywriting, giusto?

Il ruolo dello snippet

Attraverso lo snippet le persone prendono decisioni importanti. In particolar modo decidono se cliccare o meno sul tuo tag title. Il primo obiettivo è quello di posizionare il tuo sito web nel miglior modo possibile, ma è inutile se le persone non cliccano. Questa decisione è influenzata da diversi elementi:

  • Description – Non viene indicizzata, non influenza il posizionamento, ma ha un grande valore per definire il contenuto della pagina. Se le parole della query si trovano nella description vengono evidenziate con il grassetto.
  • Tag title – Non è solo uno degli elementi più importanti per il posizionamento di una pagina web, ma è la prima stringa utile per comunicare con il tuo potenziale utente. Gli utenti la vedono in primo piano, la leggono, la cliccano.
  • URL – L’indirizzo del sito web. Le persone riconoscono l’URL, riconoscono il tuo brand, e potrebbero preferire il tuo contenuto solo perché hai una buona fama. Solo perché il tuo nome/URL è sinonimo di qualità.
  • Rich Snippet – Tutti gli elementi che arricchiscono uno snippet grazie a specifici interventi sul codice. L’obiettivo è quello di comunicare maggiori informazioni (tempi, prezzo, rating) per permettere all’utente di cliccare risultati realmente utili.

SEO e copywriting si fondono in questo microcosmo, soprattutto nell’ottimizzazione del tag title. Obiettivo? Ottenere il miglior risultato possibile in termini SEO. E allo stesso tempo creare un testo persuasivo per attirare l’attenzione del lettore. In questo scenario si inseriscono i simboli nel tag title.

Per approfondire: semplici consigli per scrivere meglio online.

Come inserire i simboli nel tag title

Google permette di visualizzare i simboli nel tag title anche nei risultati desktop. Nelle serp mobile erano presenti già da qualche anno, ma poi c’è stato il colpo di testa: largo alla fantasia. Non sto parlando però delle frecce o di altri caratteri di base, ma delle emoji che trovi sullo smartphone.

Le emoji possono riprodurre una serie infinita di oggetti e animali. So già cosa stai pensando: sono un copywriter e metto la matita nel tag title del blog. Uno dei grandi vantaggi di questa funzione è la possibilità di associare un elemento grafico alla tua attività. Guarda l’esempio di Expedia:

expedia

Le aziende continuano a usare i simboli nel tag title per creare una connessione semantica tra elemento visuale (emoji) e testo (tag title). Certo, se usate con attenzione le emoji possono essere interessanti. Ma come si inseriscono i simboli nel tag title? Molto semplice:

  • Vai sul sito www.iemoji.com.
  • Seleziona l’emoji che ti interessa con doppio click.
  • Cerca la Decimal HTML Entity.
  • Inserisci il codice nel campo tag title.

Per inserire questo codice puoi usare il classico plugin SEO WordPress di Yoast o All In One SEO Pack. La pagina dà diversi codici, ma io sono riuscito a ottenere il risultato solo con Decimal HTML Entity della colonna Unified Unicode. Un dettaglio: si possono inserire anche nella description.

Ancora un motivo per utilizzare le emoji: la possibilità di inserirle anche nelle condivisioni social. Con il simbolo nel tag title, infatti, la condivisione è arricchita dal simbolo che hai scelto. Ecco come appare lo share su Twitter.

Da leggere: analisi semiseria di una headline perfetta.

Sperimentiamo?

Le emoji nel tag title possono portare dei vantaggi in termini di click through rate: il tuo occhio si abitua al piattume, e quando arriva l’elemento che rompe la monotonia l’attenzione è massima.

tag title emoji

Quando era in vigore l’authorship, ad esempio, sono stati fatti dei test per dimostrare l’influenza della foto autore nei risultati di ricerca. Ed è stato notato che il colore (non solo il volto) influenzava i click. Ti piacerebbe scoprire se i simboli nel tag title funzionano? Ho organizzato un piccolo test:

  • Ho aperto le analisi delle ricerche della Search Console.
  • Ho individuato un contenuto con un buon CTR.
  • Ho inserito l’emoji nel tag title.
  • Ho segnato su Google Analytics una nota.

Sarà mio dovere verificare se il CTR cambierà nel tempo. Per ora posso dire che (alle ore 18.35 del 4 giugno) Google ha già indicizzato l’emoji e lo mostra nella serp con una normale ricerca.

Ovviamente un unico risultato (positivo o negativo) non può essere rappresentativo, ma questo è solo il primo passaggio per avere qualcosa di concreto in mano e iniziare una riflessione di simboli nel tag title.

Per approfondire: la sottile differenza tra persuasive copy e inganno.

Emoji nel tag title: la tua opinione

Quello delle emoji nella serp è un argomento delicato. I puristi sono contrari a una simile soluzione, mentre i progressisti vogliono modificare la sorte del proprio CTR a colpi di simboli ed emoticon.

Un eccesso dei simboli potrebbe trasformare il title in qualcosa di incomprensibile, ai limiti dello spam. Google aveva anticipato una rimozione delle emoji dalla serp ma, screenshot alla mano, sono ancora presenti. Secondo te un uso moderato dei simboli nel tag title potrebbe portare dei benefici?

Lascia la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

10 Comments

  1. Davvero, davvero interessante!

    Il rischio, come fu per l’ormai deceduta icona dell’authorship (yep, a meno che non sei loggato su Google e vengono ripresi risultati da Plus.. bla bla :D) , è vedere fra qualche tempo SERP che neanche i peggiori gruppi di Whatsapp di bimbominkia..

    • Ciao Benedetto,
      Questo è il rischio. Per ora ho modificato due tag title: voglio vedere come rispondono, e se Google se li prende anche alla luce delle ultime indiscrezioni. In ogni caso ci sono anche dei risvolti social: l’emoji viene ripresa anche su Twitter.

  2. Seguo con interesse la discussione.
    Di questo argomento ne avevo già letto mesi fa su blog esteri e ho notato che qualche grande azienda già ne fa uso negli oggetti delle mail commerciali.
    La mia opinione è che, banalizzando un pochino, sia questione del famigerato target. Naturalmente lo dico dal basso della mia ancora poca esperienza, ma ho notato che fino ad ora, di tutti i brand che seguo, è stato utilizzato solo da quelli che in un qualche modo si rivolgono ad un target giovane o comunque a tutti coloro a cui si possono rivolgere con un tono piuttosto informale…
    Semplificando, vedo subito chi mi manda newsletter targettizzate perchè sa che ho 25 anni e tra queste aziende qualcuna ha cominciato ad utilizzarle, addirittura non solo nell’oggetto ma qualche mail mi è arrivata proprio con all’interno schiaffate le faccine di whatsapp che sorridono, fanno la linguaccia e mi invitano a cliccare sui prodotti.
    Non credo sia comunque casuale visto che al momento queste emoticon (come dicevo, in particolare quelle di WA) sembrano diventate un vero e proprio “trend” (sono stampate su magliette, accessori, gadget, ecc), c’è da capire casomai se sono un fenomeno passeggero o, come ha giustamente osservato Benedetto, se verranno presto abolite per abuso 😛

    • Ciao Chiara,

      Grazie per aver indicato questo aspetto che non è assolutamente secondario. Il target, questo sconosciuto. Possiamo ragionare in modo omogeneo? Possiamo mettere le emoticons, i simboli, le emoji su qualsiasi sito? Io non credo, ma oltre al target dobbiamo evidenziare altri elementi: i valori aziendali.

      A chi vuoi comunicare è importante, ma anche il come vuoi apparire lo è. Ragionare sul target, sui propri valori, sull’obiettivo: in questo modo si definisce il tono della comunicazione. E quindi si capisce se l’emoji può avere un senso o meno.

      • Assolutamente d’accordo!
        Gli shop che citavo sopra trattano di moda e voli low cost, non ci vedo niente di male se mi vedo arrivare un aereoplanino che mi incita ad andare in vacanza (magari, sob! 🙂 ). Se invece penso di veder apparire, chessò, un dollarino scintillante ad aprire il title della mia banca appena cercata su google…Sinceramente l’idea non mi entusiasma molto!

  3. Pensavo proprio all’effetto che fa vederlo nella title della banca… come ha detto Chiara.
    Benché non sia più giovane da qualche anno ormai, benché sono convinto che le emoji aiutano a far capire il tono del discorso che, per brevità, può risultare asettico ma sono convinto che sia il caso di utilizzarle solo in contesti specifici.
    l’emoji per un’istituzione come, per esempio un comune, quale potrebbe essere ?
    😉

    • Probabilmente un palazzo 🙂

      Le emoticon sono fondamentali, devono essere usate con attenzione però altrimenti rischiano di trasformare il messaggio in una salsa mista.

  4. Strumento potente che sicuramente va usato con parsimonia ma nello stesso tempo per alcune attività potrebbe essere un buon modo per aumentare il numero dei click nelle SERP. Credo però che Google presto toglierà questa possibilità o magari in futuro potrebbe valutare un emoji come fattore di posizionamento per evitare l accumularsi di pagine con troppe emoticon.

  5. Grazie per la dritta. Ho fatto subito una prova, vediamo quale è la risposta sul CTR anche perché penso che sia una piccola strategia da utilizzare subito. Quando saranno in tanti a farlo, perderà inevitabilmente di efficacia.

    Ho scoperto che però questa cosa non funziona sui risultati di https://it.search.yahoo.com/. Compaiono dei strani simboli, ma non le emoticons. Poco male…

  6. Temo l’invasione degli emoji anche nei title, spero che i risultati di Google non diventino come una conversazione Whatsapp! Inoltre ho notato che da alcuni computer/browser non sempre si vede in chiaro il piccolo simbolo, potrebbe uscire un quadratino oppure comparire un’altra icona molto più semplice, oserei dire anche bruttina: http://goo.gl/F9wUti

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