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Umberto Eco: sui social una legione di imbecilli (ma anche no)

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Io amo Umberto Eco. Ho sempre amato Umberto Eco. Ho perso la testa per questo autore dopo aver letto Il Nome della Rosa, ma ho rimarcato la mia scelta grazie ad Apocalittici e Integrati. Il tutto è stato confermato da Diario Minimo, Baudolino e Il Cimitero di Praga. Insomma, seguo Umberto Eco.

umberto eco

Lo seguo anche quando si lancia contro i social network durante l’assegnazione della laurea in Comunicazione e Cultura dei media. Certo, un ossimoro degno di un genio: criticare i social mentre ricevi una laurea del genere.

È successo ieri, a Torino. Dopo la lectio magistralis dedicata alla teoria del complotto, Umberto Eco si è scagliato contro le nuove tecnologie della comunicazione digitale con un’accusa che farà storia:

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli” – Fonte Ansa.

Queste parole faranno storia perché lasciano una verità. I social danno parola anche a chi non dovrebbe emettere fiato, danno la possibilità di esprimere opinione in modo democratico. Tutti possono parlare. Anche gli imbecilli che insultano Samantha Cristoforetti per esempio.

Perché una persona che accusa un’astronauta di rubare i soldi dello Stato dovrebbe avere diritto di parola? Perché dovrebbe averla chi la insulta per il suo aspetto fisico? L’opinione di Eco è cristallina: i social danno parola allo scemo del villaggio, così caro alla televisione italiana.

Per approfondire: Laura Boldrini, la violenza degli imbecilli.

Questa visione è riduttiva

Non voglio contestare il parere di Umberto Eco, ma le sue dichiarazioni lasciano intravedere una visione (forse volutamente) parziale. Il social web ha dato parola al sempliciotto che atterra sulla pagina di Gianni Morandi o di Selvaggia Lucarelli per sfogare le proprie frustrazioni. Il social web trasforma lo stupido in troll. Ma il social web, caro mio, non è solo questo.

umberto ecoIl social web è anche occasione per molti, è anche lavoro, è anche possibilità di creare relazioni che non sarebbero state possibili in altro modo. Social web vuol dire orizzonti che si aprono, lavoro che nasce, conoscenza che si diffonde. Social web è la migliore forma di democrazia.

Partiamo tutti dallo stesso punto. Con un blog, un account Facebook e un profilo Twitter possiamo fare grandi cose. Possiamo creare un lavoro online, possiamo trovare nuovi clienti. Possiamo risparmiare e guadagnare. Ma, soprattutto, possiamo crescere insieme. Poi si insinuano gli imbecilli.

Ma la colpa non è del mezzo

Facile dare la colpa ai social, e accusare Facebook e Twitter di dare voce al balordo. Il balordo esiste, cammina, si riproduce. Prima o poi lo incontrerai di persona. Suonerà il clacson mezzo secondo dopo il verde, salterà la fila, commenterà una ragazza che conosci con toni volgari.

Il balordo esiste. È un essere indipendente.

I social amplificano la sua voce perché sono democratici, ma non puoi fare una selezione. La forza dei social è proprio questa: tutti possono accedere ai canali. Tutti possono far sentire la propria voce.

Come si risolve questo problema? Eliminando il genere umano. Scherzi a parte, credo che sia utile lavorare su una buona informazione delle nuove generazioni. Credo che nelle scuole debbano tenersi dei corsi dedicati ai nuovi media, al comportamento online, alla netiquette.

Questo è il mondo in cui le nuove generazioni vivranno, per questo le dobbiamo fare formazione. Dobbiamo crederci. Ho tenuto dei corsi nelle scuole del mio paese per sensibilizzare alunni, genitori e professori sul corretto uso dei social: c’è ancora molto da fare ma questa è la strada da seguire.

La tua opinione

I social non sono colpevoli di aver dato voce allo stupido, sono mezzi di comunicazione che seguono logiche differenti dai mass media. Anche la televisione e il giornale prende spinto dalle logiche social per assecondare i nuovi schemi della comunicazione. Quindi il social web non può essere condannato.

Tu, invece, sei d’accordo con Umberto Eco? Come sempre aspetto la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

39 Comments

  1. Umberto Eco non solo ha ragione ma contestualizza perfettamente l’invasione degli imbecilli. Non credo abbia voluto criticare i social ma il tipo di utilizzo che ne fanno alcuni utenti, gli imbecilli.

    • Ho riportato le dichiarazioni ufficiali che sono arrivate dal sito dell’ANSA. Sicuramente il pensiero di Eco è più raffinato, ma la generalizzazione di queste dichiarazioni lascia un po’ a desiderare. Colpa della stampa? Colpa sua?

    • Francesco…purtroppo devo trovarmi d’accordo e ne ho modo di rendermene conto tutti i santi giorni

  2. Non ho capito bene il suo punto di vista… aiutami. Assodato che ci siano degli imbecilli al mondo e che ci siano sempre stati e probabilmente ci saranno sempre, la soluzione sarebbe quella di “non dargli voce”?
    Azzittirli, nasconderli, farli sparire… Forse (dico forse) Eco continua la tradizione di un certo esistenzialismo caro a Foucault e Sartre, che trae origine dal pensiero filosofico di Heidegger. Quest’ultimo, in particolare, oggi lo conosciamo meglio grazie alla pubblicazione dei “quaderni neri” che ce lo hanno svelato come antisemita e teorico del nazismo.
    E’ un filo di ricerca, ovviamente… che pone l’attenzione su un punto preciso: alcuni “autori” nascondono un pensiero personale profondo che fa paura.

  3. Credo tale invasione non sia il male. La possibilità di confronto delle opinoni sulla scala più grande fa emergere la mediocrità in modo più lampante. Anzi. È più probabile la diffusione del pensiero “imbecille” al bar del paese (sempre secondo me, non per contradire amatissimo Umberto Eco :)). La rete fa la sua “selezione naturale”. Non ho un po’ ragione?

  4. Conoscendomi personalmente (ed avendone parlato proprio ultimamente), conosci il mio pensiero in proposito.
    Io sono pienamente d’accordo con Umberto Eco.
    Certo, come dice Paola, gli imbecilli di cui parla Eco ci sono sempre stati e ci saranno sempre, e ancora oggi mi capita di sentire i discorsi da bar fatti in qualche piccolo paesino di campagna… le cose che si dicono sono esattamente le stesse di quelle che si sentono su Facebook, ma lì siamo, appunto, in un bar, con un pubblico di 4-5 persone…
    Non sono d’accordo con te sul fatto che il problema non è il mezzo: una cosa, infatti, è un blog, un sito, che io posso tranquillamente rifiutarmi di leggere se non condivido il tuo pensiero o non approvo ciò che dici.
    Cosa ben diversa è un social network dove siamo tutti i giorni “costretti” a leggere ogni singolo pensiero che filtra dalle menti un po’ bacate di certi elementi…
    Un blog, forse, alla fine è più democratico…

  5. Sinceramente non credo che sui social si vedano più amenità che sugli altri media, semmai è vero che questi ultimi riflettono una realtà. Gli imbecilli esistono, è un dato di fatto, e usano i social in maniera ignorante così come accade per tutti gli altri media. Perchè, in televisione invece non vediamo ciarpame, o non lo vediamo sulla carta stampata? Non è il mezzo il problema, ma lo è l’ignoranza che impera. I social rendono più facile diffondere imbecillità? No questa è una scusa, io ne vedo altrettante in altri luoghi e poi, comunque, nascondere l’ignoranza non la fa scomparire e il prof. Eco, come docente, dovrebbe capirlo…

  6. Credo che il suo intervento sia stato un po’ uno sfogo, un po’ voluto.
    Purtroppo chi segue i social non può non dargli ragione.

    Non ha evidenziato anche le altre persone? Vero, ma secondo me lo ha fatto apposta

  7. Anche io adoro Umberto Eco. E per quanto il lato più intollerante di me mi dica che abbia ragione, il lato più obbiettivo mi fa esclamare “ha scoperto l’acqua calda”. I social sono fenomeni sociali e inquanto tali creano spazio a tutti. Ora sta al singolo optare la scelta di chi seguire, chi leggere, chi emulare. Affermare una cosa del genere, a meno che la stampa non abbia fornito solo parte del discorso, ė stupida quanto dire che al mondo “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, intendo dire: credi che ci sia il fenomeno del “rimbecillimento” di massa? Proponi a quei giovani virtù che li aiuteranno a fare scelte sagge. Mi sembra tanto affermazione, seppur inopponibile, da vecchietto avvezzo al lamento seduto nei pressi di un bar.

  8. Io personalmente sono d’accordissimo con Umberto Eco. Il problema è proprio quello: tutti dobbiamo avere libertà di parola, sempre, ovunque e comunque, ma non Eco ha centrato un punto focale. L’imbecille è equiparabile al Premo Nobel, e nella vita reale non è e non deve essere così. I social web soffrono di un altro grave problema: 1 imbecille fa più “casino” (ha più visibilità, si fa più notare, ha un maggiore riscontro) rispetto a 10 utenti educati. E questo è un problema. Ha ragione Eco: un imbecille ha sicuramente diritto di parola, ripeto, ma la vita reale è fatta di filtri; l’imbecille parla al bar, dal barbiere, in piazza con gli amici, al massimo dice sciocchezze ma tutto viene vissuto in un contesto ben delimitato. Piccola pubblicità al mio blog, scusate: qua ho scritto i motivi per cui ho abbandonato Twitter:
    http://blog.vivendobyte.net/blog/archive/2015/04/14/bye-bye-twitter.aspx

  9. Caro Riccardo, gli “imbecilli” non sono sono onnipresenti nei Social ma, purtroppo, anche nel nostro Parlamento. A mio avviso anche questo avrebbe dovuto dire il caro Eco. Attaccare la Rete è facile e negli ultimi tempi esiste un movimento di intellettuali e non che cercano di sminuire quanto di buono esiste nel social web. Il Bene e il Male (Umberto Eco lo sa bene) è imprescindibile dalle relazioni umane. I social amplificano queste relazioni, a volte sono stimoli positivi altre meno. Concordo con te, non è questione del “mezzo” è sempre un problema di chi lo frequenta e come lo frequenta. Il social web è un mostro le cui teste non si contano più, è un flusso di esibizione continua, è “de-medializzato” (come scrive il filosofo Han nel suo ultimo libro). Forse la verità è che tutta questa democrazia dal basso fa paura, il ronzio di sottofondo alle notizie, ai commenti spaventa perché inarrestabile. Ma possiamo arrestare il progresso? La selezione avverrà naturalmente, gli imbecilli, se non si armano e dichiarano guerra all’universo intero, spariranno per la loro natura vuota e anonima.
    Chi crede nella Rete (come me e te, per esempio) ci mette la faccia, ci mette la passione per cercare solo il meglio.
    Un caro saluto
    Mimma

    • No, non possiamo arrestare il progresso. Un po’ come quelli che dicono di usare il blocco navale per fermare gli immigrati: è impossibile (ma anche illegale). Quindi la speranza arriva dalle nuove generazioni: dobbiamo educarle.

      Gli imbecilli sono ovunque? Certo.

      Anche nel parlamento?

      Beh, direi…

  10. Rimango esterefatto. Si sono un imbecille! Perchè da una persona come Eco mi sarei aspettato un filino di più che non un insulto!
    Quegli imbecilli come ci chiama lui (perchè attenzione imbecilli lo siamo tutti secondo il Maestro!) che commentavano al bar dopo un bicchiere e che non danneggiavano la collettività, votavano come votano ancora oggi, e quindi che non influissero sulla collettività è un’idea tutta del “Maestro”!
    Erano e sono i tuttologi! E non è vero che venivano subito messi a tacere… o forse il “Maestro” si riferisce al periodo fascista?? ma a quell’epoca non erano gli imbecilli che venivano messi a tacere!
    Mi sarei aspettato maggior rispetto; mi sarei aspettato da una persona come il signor Eco magari commenti che potessero aiutare gli imbecilli ad esserlo un pochino meno … ma sapete che vi dico?? : Sono contento di far èparte degli imbecilli se sono così in buona e DOTTA compagnia!

  11. Quello che secondo me deve essere condannato, e a cui credo si riferisse Eco con la sua (per me fondatissima) critica, è legato a certi comportamenti del “popolo del web”, tipo l’accanirsi esasperato della massa sui singoli (pensiamo agli insulti di gruppo, che peraltro lasciano il tempo che trovano, contro politici o VIP), e forse anche il fatto che nessuno, nell’opinione pubblica, prenda mai davvero le distanze da questi comportamenti.

    Del resto la “libertà” che si prendono gli “imbecilli” di cui sopra è il più triste conformismo che ci possa essere, e che diventa terribile proprio per l’onnipotenza, unita alla sensazione di risolvere i propri problemi, di cui ricopre questi individui. Credo che sia necessario, sempre, saper essere critici contro un certo tipo di qualunquismo violento e (in questi anni non facili) dilagante, specie quando sfrutta l’illusione di anonimato che il web sa dare a chiunque e anche se finisce per mettere in discussione il “nostro” amato internet. È un discorso non banale ma spero di averlo saputo sintetizzare qui, buona giornata 🙂

    La “legione” di cui sopra crea problemi anche a noi, Riccardo, che col web proviamo a lavorarci senza farci prendere da comportamenti “di pancia”: ci costringe a moderare i commenti, a volte a bloccarli del tutto, tanto per fare un esempio banalotto. Bisognerà sempre saper fare i conti, e lo scrivo nel senso più democratico possibile, con la parte più frustrata e rabbiosa della società. Chiaro che internet, se servisse scriverlo, è soltanto il mezzo più semplice per propagare un certo pensiero, ma questo finisce per essere addirittura scontato.

    • Ti dirò, a volte sono anche simpatici. Devi imparare a riconoscere il seme della stupidità e ignorare le provocazioni. Il problema nasce con le accuse, gli insulti, il razzismo cieco… Quella è vera stupidità.

  12. I social media servono a far credere che esista un modo moderno di comunicare, lavorare e fare cultura a zero impegno mentale ed economico. Ma non è così. I mezzi di comunicazione sono sempre esistiti. Ma quando diventano di massa (ipocritamente ribattezzati “sociali”) perdono semplicemente la loro funzione iniziale per diventare puri contenitori di universo-mondo. Purchè siano contenitori, la loro esistenza è legata dal contenere qualcosa, non importa cosa.

  13. Purtroppo i commenti aggressivi, gli insulti triviali, le bufale grossolane non appartengono tanto allo scemo del villaggio, di norma messo all’indice e isolato, quanto a un senso comune che sui social sta prendendo sempre più corpo fino a diventare maggioritario.

    Così è la persona colta e intelligente a rimediare spesso la figura del beota e questo, come suggerisci giustamente, si può combattere solo nel lungo periodo con massicce doti di istruzione e divulgazione.

  14. Eco ha ragione: di fatto, i social hanno annullato alcune barriere. Adesso anche i ceti mentali inferiori hanno questo megafono, ma poco male: come sempre, vengono poi messi alla berlina, e ci sono pagine e pagina di sfottò tutti per loro…
    Insomma, chi non sta al suo posto, ieri come oggi, viene deriso in pubblica piazza (stavolta virtuale)^^

    Moz-

  15. Umberto Eco ha un po’ esagerato coi toni, voleva fare l’audace, ecco tutto. Ora si farà un po’ di rumore intorno al suo nome e domani è già finito tutto. È ciò che voleva, no?

    • Domani è tutto stra – finito. Quello che resta è il nostro tentativo di produrre una sorta di pensiero critico intorno alla vicenda.

  16. Credo che Umberto Eco, abbia detto una mediocrità.., ovviamente bisogna vedere se la stampa non ha “modificato” le sue parole, comunque sono d’accordo con Paola, alcuni autori nascondono un pensiero che fa paura.

  17. L’analisi di Eco non può che essere condivisibile. Come i social amplifichino la voce degli stolti è un fenomeno oggettivo, sotto gli occhi di tutti.
    Ma sinceramente da un intellettuale come lui ci si aspetterebbe altro. A parte la critica… una possibile soluzione?
    Come la razza umana potrà combattere la chiacchiera da bar che si sovrappone al pensiero strutturato ed al confronto equilibrato tra le parti? È un compito al quale potrebbero trovare, con l’andar del tempo, soluzione gli stessi social?

  18. Eco è sempre stato un critico del Web. Critico in quanto non voleva esaltarne i lati positivi, ma osservare quali fossero quelli opinabili. Come quando affermava che il problema di Internet è che spesso non vi sono filtri alle informazioni: tanta conoscenza, ma anche tanta spazzatura. Con l’ultima osservazione conferma quella predente di anni fa: se tu dai la possibilità a chiunque di essere blogger tramite commenti ad un post Facebook, trovi qualunque livello di educazione, cultura, intelligenza, rispetto. Anche il livello delirio. Però quando l’opinione è della nullità, passa come solita immondizia da troll. Quando, invece sono i VIP a tuonare, come Eco in questo sferzante giudizio sui social network, allora “l’Eco” della Rete suona forte e chiaro…
    Secondo me Eco ha notato qualcosa che qualsiasi persona intelligente ha notato da anni ormai, che è difficile avere commenti tutti decenti in certe pagine popolari. Il post di un VIP, commentabile, diventa un bersaglio come quando si attivano stalker di tutti i tipi per Madonna o Michelle Huntziker… un bersaglio per frustrati (Belen Rodriguez) per esempio.
    Io trovo che avere un giudizio sociocomunicativo sulla Rete da parte di un grande semiologo, non sia affatto male. Spesso i giudizi sul Web sono dati solo da persone che sono informatici Web, che guardano più il lato giornalistico e meno quello rilevante dal punto di vista sociologico della comunicazione. Ricordo a tutti che Eco tanti anni fa scrisse Fenomenologia di Mike Bongiorno, in cui accusava il presentatore più popolare della TV di essere famoso proprio per la sua mediocrità in cui il pubblico popolare italiano si rispecchiava. Azzardo: non è che nel commento volgare, insultante, pacchiano, sessista etc.etc ci si rispecchiano molti lettori di pagine Facebook ???

  19. Mr Eco, dall’alto del suo podio, non può sopportare che i social abbiano sdoganato imbecilli (ma per lui credo che voglia dire anche e soprattutto “ignoranti 🙂 che ora, al pari dei Nobel, hanno “voce in capitolo”, ossia possano sparare colossali idiozie ed essere seguiti e approvati da stuoli di imbecilli come loro. Perché parliamoci chiaramente, di imbecilli, purtroppo, ce ne sono assai!!!! Ignoranza crassa e maleducazione imperano ormai sovrane e siedono pure negli alti scranni del potere (non dimentichiamo che l’esilio Razzi siede al Senato).
    E la democraticissima rete li accoglie a braccia aperte, senza filtri e senza rete, e questo può creare danno, si è vero, ha ragione, più del bar di sicuro, in quanto la risonanza è a catena, a cascata, praticamente infinita. Quindi si, sono d’accordo con Riccardo: l’unica è l’educazione dei ragazzi, dell’asilo fino alle scuole superiori, ma un’educazione fatta da esperti del web e dei social, non la solita cosa arronzata all’italiota!

  20. Umberto Eco ha ragione?
    Io credo di si, i social sono democratici e danno la parola a tutti, esattamente come la danno le urne.
    È la democrazia, il meno peggio dei sistemi che possiamo avere.

  21. Ciao Riccardo! Mi trovi pienamente d’accordo con te. Non sai quante volte mi sono lamentata in privato o al massimo sul mio profilo Facebook delle frotte di imbecilli che li popolano. Come dici tu, però, non sono soltanto gli imbecilli a popolarli: i social danno lavoro e voce anche a chi ha qualcosa di utile da dire. La parte del suo discorso che mi è piaciuta di meno è quando ha paragonato questi imbecilli allo “scemo del villaggio” come se chi vive nei paesini un po’ fuori dal mondo e magari ha l’abitudine davvero di farsi un bicchiere di vino al baretto prima di rientrare a casa (magari dopo aver trascordo l’intera giornata a spaccare pietre sotto il sole e non a scrivere libri seduto a una scrivania) fosse automaticamente un imbecille e uno che non ha diritto di parola sui social network. Ci sono modi e modi di dire le cose. Sui social network c’è anche molta ignoranza: molti li usano senza riuscire a capire che ciò che scrivono può potenzialmente essere letto da moltissime persone. Quanti sono finiti nei guai per aver scritto ciò che pensavano su Facebook? L’ultimo che mi viene in mente è il poliziotto che partecipò (o non partecipò, non ricordo più) all’assalto della scuola Diaz. A prescindere dal fatto specifico che sto citando, credo che i social network siano popolati da imbecilli tanto quanto la vita reale solo che nel secondo caso gli imbecilli ci pensano su due volte prima di esprimere in pubblico le loro opinioni perché sanno che le loro parole potrebbero avere delle conseguenze immediate anche gravi. Sui social sono più disinibiti perché manca il confronto diretto, vis à vis, con l’interlocutore.
    Tornando a Umberto Eco, beh mi viene da pensare che la laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei Media era meglio se la davano a Gianni Morandi 😉

  22. Non credo che Umberto Eco volesse demonizzare i social. E tantomeno internet che, come dici giustamente tu, dà lavoro a quelli come noi 😀
    Dire che i social media hanno scatenato schiere di imbecilli, secondo me, non vuol automaticamente dire che i social siano il male assoluto, anzi è giusto secondo me evidenziare anche il loro lato negativo e più problematico.

  23. Ciao Riccardo,
    mi piacerebbe che il Prof. Eco provasse sulla sua pelle cosa significa iniziare la professione di scrittore adesso, cioè quando l’editoria tutta sta conoscendo una fortissima crisi. Penso, visto che è una persona intelligente, che all’ennesimo rifiuto di un suo romanzo da parte di un editore (alcuni ti fanno PAGARE per essere pubblicati) proverebbe senz’altro la strada del blogging e dell’auto-promozione via social media. Se un contenuto è valido, e si è in grado di promuoverlo bene, funziona. Ti potrei citare un numero rilevante di autori che si sono fatti conoscere grazie al web e che ora non devono più fare i pizzaioli per pagarsi le bollette: sono scrittori di professione. Proprio grazie agli strumenti di cui disponiamo oggi anche le persone più dotate possono trarne beneficio, basta solo essere capaci di uscire dal rumore di fondo. Soprattutto quello degli imbecilli, che si sa fanno più casino. Dico bene?
    Simone

    • Dici bene. A volte basta semplicemente silenziare la voce degli utenti fastidiosi. Non devi per forza rispondere a tutti. Non meritano risposta, a volte.

  24. Se si legge il resto della sua dichiarazione, dice anche che i mezzi di informazione dovrebbero verificate se le notizie del web siano attendibili e che a scuola dovrebbero insegnare ad utilizzare internet per fare le ricerche. Io sono d’accordo con Eco. Non credo che demonizzi i sociale network, credo che critichi piuttosto quelle persone che esternano opinioni contro la logica, e che ultimamente sono sempre piu numerosi,senza dire che siamo tutti degli imbecilli. È solamente una provocazione. Io non sono certo un’ erudita o un premio nobel e già il fatto che sto qui a blaterare la mia modesta opinione significa che apprezzo internet e la modernità, ma non per questo mi sento offesa dalle sue dichiarazioni.

  25. L’effetto piú deleterio della “democraticizzazione digitale” é l’eccesso di informazioni senza filtro né autoritá. In questo modo la voce del complottista, del razzista, del populista finiranno per avere sempre la meglio. E tutto ció é molto tristre.

  26. Esimio Umberto,
    fatti salvi la tua ottantina di anni e il tuo sapere enciclopedico, nonché universale, potevi risparmiarti di parlare di internet e di social media, almeno nei termini in cui ne hai parlato. Ci sono problemi molto più gravi che occupano i titoli di cronaca di questi tempi; tuttavia, internet, facebook e il resto della attuale vetrina di informazione mediatica, sono di capitale importanza dato che parlarne o scriverne significa scrivere o parlare all’istante di tutto e confrontarsi con tutti su tutto. Per questo, per la delicatezza e l’importanza degli strumenti social di cui scriviamo e parliamo, auspico che la redazione di Porta a Porta possa dedicare un ciclo di trasmissioni in merito, approfittando del fatto che la rete mediatica è ancora abbastanza libera. Non escludo severe restrizioni in futuro. Le restrizioni, giocoforza, ci saranno ma non sarà certo a causa degli imbecilli che scrivono di massoneria o postano video complottisti. Le restrizioni saranno dovute all’implicito potere che la rete fornisce a chiunque, quando bene organizzato, condiviso e partecipato. Certo, ci si imbatte spesso in video assolutamente ridicoli e forvianti, blog scritti con errori grammaticali grossolani. E’ anche vero che usando semplice discernimento ciascuno sceglie cosa vedere o leggere e che alla lunga la qualità premia dato che, a differenza di concorsi e trasmissioni musicali, non c’è nessuna giuria di incompetenti preposta ad avallare o negare l’inserimento sul web di un qualsiasi post su qualsiasi argomento. E’ verissimo, la maggior parte dei blog è scritta coi piedi a prescindere dai contenuti. Ma dimmi, cosa avete fatto, voi dotti cattedratici, nei decenni passati, per assicurare agli studenti una scuola e una università che potessero chiamarsi tali? Dimmi, chi della cerchia dei dotti sapienti, cui tu appartieni, che prima era la sola ad avere diritto e potere di parola, ha controllato che gli studenti seguissero un minimo di ore di istruzione, con un minimo di programmi idonei e un minimo di professori validi? Sai benissimo come il potere abbia tutto l’interesse a creare orde di imbecilli imbelli dal punto di vista mentale e culturale. Con i vegetali non c’è differenza. Ma dimmi: cosa avete fatto, voi dotti cattedratici, di concreto per evitare ciò? Di più, sai benissimo che il desiderio di progresso sociale e personale appartiene a una ristretta cerchia di persone che sentono il bisogno di progredire e migliorare se stesse e gli altri. Se questo desiderio fosse di massa non esisterebbero scuole e università perché ciascuno progredirebbe per conto suo. E non esisterebbe il potere. Nessuno che abbia il preciso desiderio di miglioramento personale si sognerebbe mai di comandare o prevaricare su altri con pari indole. Il miglioramento individuale e della società è un desiderio messo in pratica da pochi, sai che è stato e sarà sempre così. Dimmi, cosa ne è stato della materia educazione civica e perché nessuno l’ha mai studiata seriamente? Queste sono riflessioni sull’istruzione in genere che ben fanno capire come mai i post sono pieni di errori grammaticali, a prescindere dai contenuti e illustrano bene come la società e le problematiche mondiali fossero le stesse oggi e venti anni fa quando solo i dotti scrivevano, con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Un mondo apocalittico. Lascia perdere, quindi, gli imbecilli della rete, che stanno già cambiando il mondo anche se ancora impotenti di fronte a eventi di gigantesca violenza. Sai bene, ci vorrà tempo per una politica e una religione mondiale reali e condivise e probabilmente per questo gli eventi sciagurati si succedono in sempre minore tempo e sempre più violenza, come se si volesse accelerare il più possibile il piano delle cose che devono accadere, per evitare che i progressi avvengano. Il web è una risorsa inaspettata che può provocare reali cambiamenti. A ciascuno il compito di saperlo utilizzare, fin quando sarà possibile, con una pratica dei mezzi consona al proprio sviluppo personale e al benessere collettivo. La cultura ha bisogno della consapevolezza per elevare realmente l’essere umano. Per non parlare delle orde di imbecilli che hanno compiuto i test atomici nel silenzio dei dotti e sapienti.

  27. 30 ottobre 2016, il web gli ha dato definitivamente ragione…http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/10/31/umberto-eco-schierato-per-referendum-bufala-svela-webeti-diventa-virale_mol1Iaw04wZ0sjWzQ08MeI.html

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