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Vita da freelance: come affrontare il commercialista senza impazzire

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Bella vita, questo ti hanno promesso. Ti hanno spinto a diventare freelance assicurando lavoro in spiaggia, ufficio nella SPA di un albergo di lusso, mojito tra una call e una riunione in costume. Lascia il posto fisso, salta a bordo del carrozzone freelance e diventa padrone della tua vita.

commercialista

Lo ammetto, anche io per un attimo ho creduto a questa storiella. Con le dovute proporzioni, certo. Poi ho scoperto che la situazione è leggermente diversa a causa di un acronimo: IVA. Partita IVA per la precisione. Vai dal commercialista e in quindici minuti hai risolto: inizia la tua vita da freelance.

Quindi vai con fatture, preventivi, viaggi di lavoro, appuntamenti, strette di mano, gran sorrisi e pacche sulla spalla. Sei a cavallo, il primo anno va alla grande. Poi arriva la fucilata in petto: il secondo anno paghi le tasse del primo anno e quelle che lo Stato pensa che tu debba pagare per il secondo.

E sì, perché lo Stato può permettersi di ragionare in questi termini. Tu devi aspettare 30 mesi per avere un pagamento e lui può anticiparli. Poteri speciali, poteri legati a un universo che non ti appartiene.

Il secondo anno capisci cosa significa affrontare la vita da freelance. Significa avere un socio occulto che mangia una buona fetta di quello che guadagni. E hai ancora i numeri per entrare nel regime dei minimi: quando affronterai il regime ordinari il tuo hashtag ufficiale sarà #maiunagioia a vita.

Ma questa è la vita da freelance

Guadagni e paghi, guadagni e paghi. A volte paghi tanto e guadagni meno. Ma ogni anno arriva il momento di affrontare il commercialista. In che modo? Come si batte questo mostro a 7 teste con 21 zampe e 2 code? La mia guida è semplice, piccola e concreta. Ha un unico punto: consapevolezza.

freelance

Solo la consapevolezza di salverà dalla follia. Il secondo anno, infatti, la reazione di fronte al commercialista è stata più o meno quella che vedi qui, a sinistra.

Il consiglio che do sempre a chi inizia a lavorare come freelance è questo: crocifiggi il commercialista con tutte le domande del mondo. Non lasciare punti in sospeso prima e dopo l’apertura della partita IVA. Devi conoscere tutte le percentuali, tutti i pagamenti che devi affrontare. Solo così puoi avere un quadro chiaro della situazione che, al momento, si divide in questo modo: gestione separata INPS al 27%, aliquota imposta sostitutiva al 5%. Stop, basta così.

Devi capire questo prima di aprire una partita IVA: più del 30% di quello che entrerà in cassa sarà destinato allo stato. I soldi non sono tuoi. Non li puoi spendere. Ma – attenzione – li devi guadagnare.

Per approfondire: 10 consigli per diventare un buon freelance.

Devi guadagnare i soldi che darai allo Stato

E tu sai cosa significa guadagnare, vero? Sai cosa significa suggerire un prezzo e sperare che venga rispettato, ripagato con la giusta moneta. Vuoi guadagnare di più, ma questo significa combattere con un pubblico che non percepisce il tuo discorso. Per te sono 70, ma dalla mia tasca mancano 100.

Consapevolezza. Ci vuole consapevolezza in tutto questo. L’ho detto che questa è una guida semplice. Ma al tempo stesso è attenta perché cerca di cogliere le diverse sfumature del lavoro freelance.

Lo stato è inflessibile con te, tu devi essere inflessibile con lo stato. E devi scaricare tutte le spese legate al lavoro. Sì perché le tasse si calcolano sull’imponibile. Ovvero sulla differenza tra quello che hai fatturato e la somma spesa per le spese di lavoro. Ovvero computer, cartoleria, programmi.

Devi essere schematico, preciso, infallibile. Devi essere sempre in grado di organizzare la tua vita fiscale e di non cadere mai nell’errore di voler gestire una marea di fatture senza un adeguato programma. Soprattutto se sei un web writer freelance e hai tanti piccoli clienti: rischi di impazzire.

Ricorda che hai un limite di 30.000 euro all’anno. Non puoi sforare questa soglia altrimenti il regime dei  minimi decade e vieni lanciato come un corpo morto verso la landa desolata del regime ordinario.

Da scaricare: il mio ebook gratuito per diventare freelance.

Ultimo consiglio: non ascoltare la massa

Tu hai un unico referente: il commercialista. Questa figura è il tuo faro, il tuo riferimento, la tua luce nella notte. Lui sa. Gli altri possono improvvisare, possono a vere un’idea di massima. Possono essere mossi da buoni sentimenti senza avere un’idea chiara sull’argomento. Un argomento bello tosto, eh.

come diventare freelance

Lascia spazio al commercialista. La vita da freelance ti chiede anche questo: devi delegare, devi pagare un buon commercialista e sfruttare le sue competenze. Il confronto con gli altri deve essere utile per capire se tutto quadra. Se hai dubbi non esitare: domanda, indaga e cambia se necessario.

Vita da freelance: la tua opinione

Questa è la mia opinione. Per fare una buona vita da freelance devi imparare ad affrontare le difficoltà. Ma soprattutto devi capire se sei portato per questa realtà. Quella del freelance non è una dimensione adatta a tutti, devi avere determinate competenze. E devi affrontare le tasse come parte del gioco.

Sei d’accordo con questo punto di vista? Raccontami la tua opinione nei commenti!

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

26 Comments

  1. E poi, in ogni caso, dopo 5 anni perdi il regime dei minimi – che pur con il 30% di tassazione tra inps e aliquota è un toccasana – e vai verso quello ordinario (50% o di più?). E pensare che i clienti si stupiscono dei prezzi “alti” dei consulenti freelance…

    • Questo è il problema, Alessia. Le persone giustamente percepiscono quello che tu chiedi. ma quello che tu realmente incassi è giusto al metà con il regime ordinario. Qui nasce l’incomprensione. Ma quello che mi chiedo: ok, diamo tanto. ma cosa riceviamo in cambio?

      • Anche da dipendente le tasse sono altissime. Solo che le paga il datore di lavoro per noi e tutto diventa trasparente… Il problema è secondo me che il livello di tassazione (per tutti) è ingiustamente elevato. Ma il discorso diventa davvero troppo ampio qui 🙂

  2. Io devo ringraziare il mio commercialista (che conosco da una vita) anche se lui vorrebbe seguissi il consiglio che mi dà ogni volta – davvero, ogni dannata volta : “ma picchi un tinni vai?” (trad. “ma perché non te ne vai?”).

  3. GRAZIE RICCARDO.
    Io sono sempre indeciso proprio per questo fatto e non so davvero cosa fare. Il commercialista mi dice di non tentare l’avventura solitaria ma di iniziare con ritenute d’acconto, ma non so. Credo possa andar bene all’inizio inizio ma poi pecchi di professionalità. Il problema è: quando perdi il lavoro cosa fai? rischi o cerchi altra dipendenza lavorativa?

  4. Parole sante Riccardo, pensavo di essere il solo ad entrare 24 ore in depressione dopo aver fatto due chiacchiere con il commercialista. Vedo che siamo in buona compagnia.

    Per chi è in quella fase in cui non sa se partire o meno, uno dei consigli che giro anch’io alla tribù di web designer freelance che mi segue è di selezionare con cura il commercialista, chiedere a più studi prezzi e tipo di servizio offerto.

    Dico questo perché il commercialista può davvero darci una mano a farci campare decentemente come freelance, può dirci quale regime scegliere in base alla propria attività (non sempre il regime dei minimi purtroppo va bene per tutti, sopratutto per quelli che ormai hanno passato l’età massima e che hanno sfruttato queste agevolazioni iniziali).

    Inoltre, nel nostro settore, web designer, grafici, blogger, copywriter, sviluppatori, web marketer etc, ci sono un sacco di commercialisti che non ne capiscono una cippa di parole strane come: Google Adsense, affiliazioni, Paypal, etc.

    Quindi il tuo post è un toccasana per far capire che la vita da freelance ha anche i suoi lati positivi.

    Ok basta, me ne vado fuori a farmi i miei 6 km di camminata rigenerante all’aperto (e poi mi sfogo in palestra che mi aiuta parecchio a sfogare tensioni, ansia e rabbia 😉 ).

    • Ciao Mirko, mi fa piacere che il mio post sia stato d’aiuto. Un dettaglio che molti ignorano: l’attività fisica. Sembra una sciocchezza ma il freelance dovrebbe dedicare parte del suo tempo all’attività fisica (palestra, corsa, agonismo) per scaricare tensioni e rigenerare il cervello. La mia attività ha bisogno della palestra, ma attenzione agli infortuni: non puoi permetterti un mese con il braccio ingessato.

      • Ciao Riccardo, io sono un vecchio frequentatore di palestre e abbastanza attivo come sportivo anche se sono pigro dentro ;).

        L’attività fisica non è, come dici tu, una sciocchezza e non deve essere presa troppo sottogamba.

        Dopo una certa età, quando non si è proprio ggggiovane, ma quando si arriva ai 40 e rotti, il mal di schiena, di collo, cervicale, e il resto delle cattive abitudini da sedentario arrivano tutte insieme.

        Inoltre, lo sport o il semplice movimento, permette di concentrarsi meglio quando ci si rimette al lavoro. Si stacca, ci si alza dalla sedia, ci si muove e si pensa ad altro e poi ci si rimette a lavoro con uno spirito diverso.

        L’attività fisica stimola qualche ormone (non ricordo i nomi) che danno una sensazione di benessere, tipo droga naturale.

        Ecco quindi che io realmente sono andato a camminare (non passeggiare per le vetrine 😉 ) per non pensare a quello che mi riferisce il caro commercialista.

  5. #maiunagioia davvero! Io vivo con grande ansia il passaggio dal Regime dei minimi a quello ordinario. Non manca molto e non sono ancora pronta. Mi chiedo perché non possa essere lasciato a vita se un professionista decide di non andare oltre i 30000 l’anno, anche perché a farsi due conti, guadagnarne 60000 per portarne a casa 30000 non è facile e nemmeno così gratificante. Stringiamoci forte e diamoci tante pacche consolatorie sulla spalla, soprattutto visto che tra qualche giorno c’è un F24 da pagare…

  6. Che F24, Carlotta? Io sono una novellina della partita IVA 😀
    Oppure parli di qualche imposta comunale?

  7. Ciao Riccardo,
    Io ho scoperto tipo 1 mese fa che vogliono pure l’anticipo del prossimo anno… lasciamo stare la mia faccia. Ho aperto p.iva nel 2014 quindi è il primo anno che mi trovo a pagare le tasse come libera professionista e per me è tutto nuovo! Accidenti però che non mi è stato detto subito di questa cosa dei soldi in anticipo :'( L’ho dovuto chiedere io al commercialista per scoprirlo. Quanto meno ho saputo che si possono dirazionare le tasse dell’anno passato in 4 rate, già qualcosa. Delle volte mi chiedo se non sia meglio entrare nel regime che ti paghi i tuoi “bei” 900 e rotti euri ogni 3 mesi e stop. (+ il 5% ovviamente).

    • Ciao Claudia, per questo parlo di consapevolezza. Non possiamo permetterci di iniziare un’avventura così impegnativa senza sapere, senza conoscere tutti i dettagli. Mi sembra strano che il commercialista non ti abbia avvisato di questo anticipo, ma ti serva per il futuro: devi chiedere tutto.

      • Esatto, solo che se una cosa non la sappiamo, come si può chiedere? Io l’ho saputo grazie a un’amica che aveva partita iva nei minimi come me e parlando è venuto fuori il discorso. Purtroppo ho l’impressione che alcuni commercialisti pensino che certe cose sono scontate “Ma come non lo sapevi?” :/

        Ciao e buona domenica 🙂

        • Beh, in questo caso il commercialista deve essere preciso e completo. Non può ipotizzare la tua conoscenza in materia.

  8. Riccardo diciamo che se volevi demoralizzarci ci sei riuscito molto bene 😉 o meglio se volevi scoraggiarci 😉
    Scherzi a parte hai fatto benissimo. Essere con i piedi per terra è fondamentale oggi per non farsi male.
    Forse non hai ben specificato che l’INPS va pagato lo stesso (27%?) anche se non fatturi, e questo che sia ogni tre mesi o 4 o 6…se non fatturi ti affossa.
    In ogni caso, credo che la strada del web sia il futuro e che la professionalità e la competenza, col tempo daranno ragione a chi le possiede.
    Un saluto cordiale e di stima

    • Vedi? Sai perché succede? Non sono un commercialista e non conosco tutti i dettagli. Per questo bisogna incrociare le proprie conoscenze con quelle di un professionista.

    • Ciao Alessandro,
      Per quanto ne so io, chi paga il 27% all’INPS invece del 900 e rotti euro ogni tre mesi, non deve dare niente se non fattura. Altrimenti su quali basi vengono calcolate il 27% di tasse?

      • Ciao Claudia,

        quindi se uno con il regime dei minini non fattura nulla, non paga nulla? sarebbe cosa interessante. Spero si così.
        Se invece fattura paga il 27%(inps) + 5% di iva se ho ben capito, su quello che fattura.
        Quando o se passa a regime ordinario (fofettario è la stessa cosa?) paga circa il 50% del fatturato dove sono inclusi ovviamente INPS e iva, corretto? Ma in questo caso i 900 e rotti ogni tre mesi cosa sarebbero?

        • Ciao Alessandro, non credo sia proprio così, sia chiaro che parlo in base all’esperienza personale e ovviamente potrei sbagliarmi. Tutto dipende da come vieni inquadrato e se ti iscrivi come diceva Riccardo, alla gestione separata. In questo caso si, paghi in base a quanto fatturi. Io rientro in questa categoria. Pago le tasse una volta all’anno e in percentuale al guadagno.

          Altrimenti per chi rientra nel contributo fisso, si paga 3.000 e rotti all’anno ma non paga la percentuale del 27%, solo quella del 5% che è l’imposta sostitutiva.

          Sto tirando uno sfondone? Magari qualcun’altro che è nei minimi può confermare o meno. Io la so così

          • Ragazzi, io vi posso dire solo una cosa: basarsi su quello che dicono le persone in rete è sbagliato. ognuno dice la propria opinione, racconta quello che sa. ma ci sono mille sfumature e l’unica soluzione corretta è questa: segnare su un block notes tutti i dubbi e andare dal commercialista. Solo lui può dare soluzione.

            Che poi è quasi sempre dolorosa, ma questo è un altro discorso.

  9. Giusto domani ho appuntamento con il commercialista per chiarire ogni mio dubbio in merito alla P.IVA forfettaria (ex minimi). Ho cercato di segnarmi su un foglio tutto quello che devo chiedere per fatturazione/detrazione/inps/irpef ecc
    Cmq nel regime dei minimi e la gestione separata INPS si paga il 27% sul fatturato detratte le spese e ovviamente se non fatturi paghi il 27% sul niente.
    L’unica cosa che possiamo fare noi novelli è chiedere al commercialista e sperare di imbroccare quello giusto… 🙂

  10. Ciao, ho un grande dubbio, desidero avviare e testare il mondo freelance, ho parlato con un consulente aziendale e mi ha detto che se fatturo meno di 7 mille euro l’anno, non è necessario disporre di partita IVA, ma di vendite online e paypal non sa nulla. Voglio sapere se posso vendere immagini Shutterstock o disegni per Addlance e carica attraverso un conto Paypal “personale” perchè il “business” richiede la registrazione IVA e il “premier” a quanto pare non esiste più. Grazie.

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