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Come migliorare il tuo calendario editoriale

Il bello del calendario editoriale: trovi sempre nuove fonti, nuovi spunti per creare contenuti. Ti guardi intorno, leggi i commenti dei tuoi lettori, fai ricerche con gli strumenti di Google, conosci le esigenze dei tuoi utenti. E le metti al centro della tua attività di content marketing: questa è la strategia.

Ma ci sono altre strade per creare buoni articoli. Oggi, ad esempio, voglio affrontare il tema del calendario editoriale che interessa a tutti i blogger. Ma anche ai SEO che devono organizzare l’attività di content marketing. Perché i contenuti, giusto sottolinearlo, fanno parte della SEO.

Come migliorare il tuo calendario editoriale

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Questo è stato uno dei punti che ha dominato il SEO Camp, evento organizzato da Ivano Di Biasi. Ho partecipato all’appuntamento come relatore e ho affrontato proprio questo argomento: il calendario editoriale. Perché usarlo? Come inserirlo nella strategia di blogging? Come ottenere il massimo?

Voglio fare una sintesi del lavoro svolto: ecco come migliorare il tuo calendario editoriale. Alla fine del post trovi anche un modello di calendario scaricabile Excel, con una breve spiegazione per inserire formule matematiche utili alla tua attività di blogger professionale.

Cosa è il calendario editoriale

Parto da una definizione: cosa è il calendario editoriale? Un documento cartaceo o digitale (meglio) per organizzare i contenuti da pubblicare nel blog. Attraverso il calendario editoriale risolvi il problema classico: la costanza. Nella maggior parte dei casi il blogger inizia a pubblicare con grande entusiasmo, poi perde il ritmo perché qualcosa non va nel modo giusto.

Mancano i commenti, voglio aumentare le visite, nessuno condivide i post. Ci vuole tempo e costanza. Ecco, il calendario editoriale ha proprio questo compito: aiutare il blogger a mantenere il ritmo delle pubblicazioni. E a definire i ruoli, i compiti e le attività da svolgere in una redazione.

Il calendario editoriale è il riferimento, la bussola, il documento che il redattore stila con cura certosina, e il blogger consulta ogni giorno per capire qual è il suo compito. Qual è la scadenza. Quali sono il titolo, la categoria e l’argomento giusto. Quest’ultimo scelto dopo una selezione delle fonti.

Per approfondire: come articolare le pubblicazioni sul calendario editoriale.

Perché hai bisogno del calendario editoriale?

La certezza definitiva: i contenuti sono importanti. I contenuti di qualità sono importanti. E per creare degli articoli che rispettino questo criterio devi fare solo una cosa: devi mettere al centro l’utente. Il tuo pubblico. Devi fare in modo che le persone trovino utile e interessante quello che hai pubblicato.

Per fare questo hai bisogno della SEO, di una buona attività con gli strumenti Google che ti aiutano a capire quali sono le ricerche degli utenti. E poi devi lavorare con i dati qualitativi, quelli che arrivano dalla tua presenza nei forum, nei commenti sui blog, nelle community. Devi tuffarti nelle discussioni.

Quindi devi puntare sui contenuti di qualità. Ma come ho sottolineato anche in questo articolo, deve esserci equilibrio tra qualità e quantità. Devi pubblicare tanto e bene (non sempre è possibile), e devi soddisfare diverse esigenze. Devi soddisfare chi cerca il tutorial, chi vuole la risposta giusta nel pillar article, chi cerca spunti di riflessione nel post d’opinione o nelle interviste.

Il calendario serve a questo. Serve a organizzare i contenuti. Questo lo hai pubblicato, questo no. Questo titolo lo hai ripetuto mille volte. La lista puntata sta annoiando tutti: è la quinta headline che hai praticamente fotocopiato. E questo argomento? Ormai parli solo di copywriting. Cambiamo un po’? Il calendario editoriale ti aiuta a risolvere questi problemi. E per migliorarlo ti lascio cinque consigli.

1. Crea un documento interno

Da un lato c’è il piano editoriale, quel processo che ho descritto nel libro Fare Blogging e che ti permette di individuare la struttura della tua attività di blogging. Dall’altro c’è il calendario editoriale. Ovvero quel documento che mette ordine nel marasma di idee, fonti, spunti, possibili sviluppi.

Hai bisogno di un luogo per trasformare le idee in articoli. Io lavoro in questo modo: creo dei taccuini su Evernote per ogni progetto nei quali racchiudo fonti, idee e contenuti utili raccolti in rete. In ogni taccuino c’è un documento (diviso per argomento o autore) nel quale inserisco idee grezze, titoli, possibili sviluppi degli articoli. Da questo documento dovranno uscire i titoli da inserire nel calendario.

Io mi trovo bene con il documento Evernote e suggerisco questo. Ma puoi usare tranquillamente un file su Google Drive. L’importante è che sia condiviso con le persone con le quali collabori.

In una buona strategia di content marketing, nella quale non ci sono solo gli articoli del blog, puoi anche creare il tuo modello di calendario editoriale in PDF e distribuirlo gratuitamente. In questo modo attiri nuovi link e condivisioni.

2. Scegli uno strumento

Cosa usi per creare il tuo calendario editoriale? Quale strumento preferisci per segnare su carta digitale gli impegni, le attività e le scadenze necessarie per svolgere la tua attività di blogger? Ci sono diverse alternative, tutte altrettanto valide ma con svantaggi e vantaggi. Eccole:

  • Documento personalizzato.
  • Foglio di calcolo.
  • Google Calendar.

Nel primo caso puoi decidere in modo autonomo: puoi creare un documento, o puoi scaricare un modello di calendario editoriale già pronto, e compilarlo come meglio credi. Soluzione valida ma scomoda, meglio utilizzare la versatilità del foglio di calcolo. Con questo strumento puoi organizzare in modo schematico data di consegna e di pubblicazione, titolo, altre notizie utili.

Google Calendar, però, è lo strumento ideale. Puoi creare dei task con orario, data, durata, didascalia, allegato per documenti su GDrive. Inoltre, vero vantaggio di Google Calendar, puoi creare un calendario per ogni progetto. In questo modo puoi organizzare con cura diversi lavori. Per me è lo strumento preferito per grandi progetti e per organizzare aggiornamenti social.

Come migliorare il tuo calendario editoriale

I task di Google Calendar.

Tu sai bene che non puoi proporre gli stessi contenuti del blog sui social, giusto? Quindi anche i social network collegati al tuo brand hanno bisogno di un calendario. Riunire tutto su Google Calendar è il massimo. Puoi dedicare un calendario condiviso per ogni progetto o uno per ogni canale, inoltre Google Calendar ha anche la versione mobile. Puoi avere il calendario editoriale sempre con te.

Per approfondire: come fare personal branding con il blog.

3. Usa il calendario editoriale per aggiungere dettagli

Hai inserito data di pubblicazione e titolo, ora puoi sfruttare gli spazi del calendario editoriale per comunicare altre informazioni, Ad esempio l’autore che deve pubblicare il post, oppure qualche formula particolare per la condivisione sui social. Magari devi notificare lo share a qualcuno per lavorare sull’ego baiting. Negli spazi del calendario editoriale, in base al progetto che sto affrontando, inserisco:

  • Data di consegna.
  • Data di pubblicazione
  • Titolo
  • Tag title e description.
  • Note sullo share.
  • Tag e categoria

Durante il SEO Camp è nata una discussione interessante, e Massimo Fattoretto ha sottolineato l’importanza di una supervisione quando si inseriscono tag e categorie. Questi elementi non devono essere lasciati in mano ai blogger (a meno che non abbiano delle nozioni precise), ma se è il SEO a indicare nel calendario editoriale le regole da seguire per il post… beh, il problema non esiste.

4. Usa i colori

I colori sono fondamentali in un calendario editoriale. Ti permettono di capire subito il ruolo e le caratteristiche dei task. Li puoi usare su Google Calendar o sul foglio di calcolo: sta a te creare un codice interpretativo per i diversi colori. Li puoi usare per indicare l’autore o l’argomento.

Come migliorare il tuo calendario editoriale

Un colore per ogni pubblicazione.

In questo modo puoi evitare uno dei grandi errori nel campo del blogging: l’appiattimento tematico. Se dai un colore a ogni argomento, puoi capire subito se hai imboccato la strada dell’appiattimento. Diversifica, crea ritmo nelle pubblicazioni, non ti adagiare. Se un argomento ha successo lo puoi favorire, ma ricorda sempre di variare e di tentare nuove soluzioni.

Vuoi organizzare il tuo calendario editoriale con Google Calendar? Ti consiglio questo modello di Hubspot: ti offre tutte le funzioni utili per gestire le pubblicazioni del tuo progetto. Lo puoi scaricare qui: Free Editorial Calendar Template.

5. Confine elastico

Questo è il punto più importante. Il calendario editoriale non deve essere sinonimo di forzatura. Non deve essere una barriera da seguire con i paraocchi: è una regola disciplinare, ma non un comandamento immutabile. Nel calendario editoriale non ci sono i dieci comandamenti biblici.

C’è una rotta da seguire. Ma cosa fa il comandante quando incontra una bufera o quando a breve distanza c’è un branco di balene? Cambia rotta. Senza preavviso. Coglie l’intuizione, segue i dati che arrivano dai topic, cavalca i rumors per arrivare primo. E per sfruttare la leva persuasiva con i lettori.

Lettori che non hanno bisogno solo di tutorial, ma anche di articoli capaci di cogliere al volo un’opportunità. Capaci di essere primi. E se non ci riesci? Non seguire l’onda delle ripubblicazioni, non diventare uno dei tanti che rimbalza la notizia: arricchiscila con esperienza, dati, osservazioni.

Modello calendario editoriale scaricabile in Excel

Molti mi chiedono qual è il modello che uso, come organizzo il calendario editoriale. Ho deciso di condividere con te il foglio di calcolo che utilizzo ogni giorno con i miei clienti. Google Calendar è perfetto, ma non posso mettere tutto su quel planning: ecco il file che condivido con i collaboratori e che utilizzo per gestire le pubblicazioni del blog (nel foglio 2 trovi i link di approfondimento).

Il vantaggio di usare un calendario editoriale su Excel o foglio di calcolo? La possibilità di inserire delle formule matematiche per avere delle sintesi. Io, di solito, uso la funzione =CONTA.SE (su Google Drive =COUNTIF) per contare tutte le parole utilizzate in una colonna. Questo può essere utile per capire quanti articoli dedicati a un determinato tag hai scritto. O quante volte hai utilizzato una parola nei titoli, o ancora quanti articoli sono stati scritti da un singolo autore.

Inserire la somma dei termini in una colonna è utile soprattutto per i progetti editoriali più articolati, quelli che hanno molte pubblicazioni. Usare il  =CONTA.SE in una colonna dedicata ai topic ti permette di spalmare gli argomenti, o di seguire determinati filoni. Tutto dipende dai tuoi obiettivi. Ecco come inserire la formula della somma per termini in Excel e in Google Drive.

  • =CONTA.SE(A2:A5;”mele”)
  • =COUNTIF(A2:A5;”mele”)

Calendario editoriale: la tua opinione

Questi sono i consigli per utilizzare al meglio il tuo calendario editoriale. Qui trovi la sintesi, la mia opinione su questo strumento e, soprattutto, quello che ho detto durante il SEO Camp 2015. Per me il calendario è imprescindibile, e il miglior strumento per sfruttare questa leva è Google Calendar. Sei d’accordo? Hai altre esperienze? Lascia la tua idea nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

21 Comments

  1. Anche io ritengo fondamentale Google Calendar per scaricare il mio cervello dai mille impegni quotidiani e per organizzare lavori di gruppo od individuali 😉

  2. Senza google calendar ed il mio bell’excel salvato in drive non riuscirei a vivere!!! 🙂 Sono decisamente indispensabili per evitare di lasciare al caso le pubblicazioni e prendersi anche l’impegno di scrivere!

  3. Ciao Riccardo, ho trovato molto interessante questo tuo articolo. Volevo farti una domanda su una cosa che non mi è chiara al 100%: tu usi il file excel per programmare il tuo calendario editoriale e poi riporti tutto in google calendar?

    Grazie mille e complimenti per tutto!

    • Ciao Marco,

      Uso Google Calendar. Excel mi serve per clienti che non riesco a inserire in Google Calendar: rischio di creare confusione. Quindi sono due cose separate.

      • Capito…più o meno. Nel senso, non ho capito perchè non riesci a inserire certi clienti in Google. Scusa l’ignoranza…

        • Perché, per esempio, ho 10 clienti per i quali devo gestire blog più social. Mettere tutto solo su Google Calendar vuol dire creare una confusione immensa. Quindi uso Excel.

          Potrei usare Excel anche solo perché mi sta antipatico Google Calendar, eh. Sono scelte.

  4. Ciao Riccardo, ho letto con interesse il tuo articolo. Ma perchè non posso proporre gli stessi contenuti del blog sui social? Quando scrivo un articolo, la prima cosa che faccio è proprio quella di condividerlo sui social 🙂

    • Ciao Manuela,

      Puoi tranquillamente condividere i tuoi contenuti sui social. Solo che potresti pubblicare anche altro sui social, e differenziare il calendario dei vali canali. In altre parole, non trasformare i social in un surrogato del feed rss. Rendili unici, ma continua a pubblicare i tuoi contenuti del blog.

  5. Come sempre illuminante, organizzare un calendario sembra una cosa semplice ma non lo è sopratutto se sei alle prime armi.
    Volevo chiederti secondo te la programmazione di un calendario deve coprire necessariamente il mese, o può essere organizzato anche settimanalmente?

    • Io preferisco puntare al mese. A meno che non ci sia una buona padronanza dell’argomento. In questo caso puoi accorciare i tempi: già hai un’idea, già sai cosa scrivere. Quindi sei più rapido nel formulare i titoli.

  6. Grazie per questo post ricco ed esaustivo. Come blogger dovevo capire bene cosa fosse il tanto famigerato e citato calendario editoriale. Hai risposto a questa esigenza conoscitiva ed in effetti temo di doverlo adottare al più presto. Essendo ormai finito l’anno e preferendo la carta stampata credo che proverò uno di quegli enormi calendari da tavolo ed userò la tecnica dei colori da te suggerita. Vediamo se riesco a migliorare l’ordine che ho tutto nella testa!

  7. Ciao Riccardo, ormai ogni giorno ho un appuntamento fisso con questo blog 🙂 che trovo utilissimo per quanto sto cercando di realizzare, e a priori di capire. Una domanda, che in realtà precede il calendario editoriale e che a me genera qualche preoccupazione. Come pianificare la scelta degli argomenti? C’è un criterio, un suggerimento, una modalità efficace per capire come scegliere gli argomenti di cui parlare? Ad inserirli in un piano editoriale si fa sempre in tempo, purché ci sia la materia prima da inserire! Sono alle prime armi e sto cercando di capire. Grazie intanto per tutto quello che c’è qui… Decisamente ben articolato e chiaro!

  8. Ottimo articolo, insomma essendo anch’io come molti alle prime armi dovrò decidermi di passare dalla carta al digitale e farmi un piano per ora vado a improvvisazione, purtroppo l’errore social lo faccio anch’io ma non ho la più pallida idea di cos’altro fare anche perchè di gente che mi segue non ce nè molta e pertanto non loquace per giunta. Devo farne di strada per migliorare pensavo fosse più semplice.

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