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Facebook Note: la vedo dura per il blog…

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Lo so, questi titoli hanno un vago sapore di click baiting. Hai le tasche piene di necrologi che annunciano la morte di qualcosa: la SEO è morta, la newsletter è morta, il blogging è morto. Nel web – come in natura – nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma e si evolve verso una direzione.

Questa è la mia opinione e non cambierà. Non è stata messa in discussione neanche con l’arrivo di LinkedIn Pulse, la piattaforma di social blogging più utilizzata insieme a Medium e Tumblr. Ma hai dato uno sguardo al nuovo Facebook Note? Hai già scritto qualcosa con questo foglio digitale?

Facebook Note

Prima le note erano luoghi anonimi per appunti. Brutte da vedere e scomode da usare. Pochi giorni fa, i piani alti di Facebook hanno rinfrescato le note di questo social network. E sono spettacolari. Almeno dal mio punto di vista. Sono facili da usare, basta poco per creare un’attività di blogging interessante fin dai primi articoli. Niente strategia, i tuoi lettori sono a portata di click.

Signori, il blogging non morirà mai. Si evolverà sempre. SEMPRE. Troverà nuove forme di espressione. L’ho detto anche nell’articolo di Cinzia Di Martino. Ma adesso il gioco si fa duro.

L’evoluzione del social blogging

In passato c’era solo Tumblr, piattaforma di nicchia preferita dalle subculture del web che offre un CMS semplice per pubblicare contenuti. Ma non solo. Il vantaggio di Tumblr è chiaro: c’è una community. Ovvero di utenti che usano questo strumento, che condividono e apprezzano contenuti.

Poi è arrivato Medium, una piattaforma che ha attirato subito l’attenzione: semplice da usare, pulito, ricco di funzioni ma al tempo stesso poco impegnativo. Tutto all’interno di una community che commenta, legge, guarda, apprezza, condivide. E LinkedIn Pulse ha dato un altro colpo al blogging: scrivere contenuti per fare personal branding e trovare nuovi clienti da portare sul profilo LinkedIn.

Ora ti faccio una domanda: qual è il fil rouge che collega queste piattaforme? Tumblr, Medium, LinkedIn Pulse, lo stesso WordPress.com: perché molti autori decidono di puntare su queste soluzioni? A prescindere dalla semplicità tecnica, e dal fatto che non ci siano impegni sul versante hosting.

Come creare una nota Facebook? Semplice e immediato: vai nella sezione www.facebook.com/notes e clicca sul tasto in alto a destra (nuova nota). A questo punto devi completare tutti i campi richiesti, e inserire un’immagine come copertina. Puoi formattare e migliorare la leggibilità del testo con citazioni, liste puntate, heading.

Trovare nuovi lettori

Ma trovare nuovi lettori utili al proprio scopo. Quando apri un blog hai un problema enorme, ciclopico: trovare i lettori. Hai il blog, pubblichi contenuti di qualità ma nessuno arriva. Perché? Cosa ho fatto? Cosa devo fare per fare in modo che le persone giuste arrivino sul mio blog? Cosa devo fare per aumentare le visite, le condivisioni, i commenti, le interazioni e infine le conversioni?

Tanto. Per portare un blog al successo (concetto relativo) devi lavorare sodo. Devi farti il mazzo a tarallo, ecco. Puoi guadagnare in modo indiretto grazie al lavoro che hai svolto nell’arco di anni e anni di scrittura costante. Giorno dopo giorno. Per guadagnare link e autorevolezza. E per trasformare il tuo apparato comunicativo in una macchina tarata intorno al concetto di inbound marketing.

Fatti trovare dalle persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te. Questa è la sintesi. Ecco, le persone giuste si trovano intorno a te. Non le devi cercare e non le devi intercettare. LinkedIn Pulse e Facebook Note hanno questo vantaggio: la community è già pronta. Devi solo pubblicare.

Il vero vantaggio del social blogging è questo. Certo, sono piattaforme comode da usare. Ma sono perfette per raggiungere un pubblico già formato. Già definito, come nel caso di Facebook Note, intorno a un profilo. Ma c’è una differenza tra quest’ultima soluzione e LinkedIn Pulse?

Il pubblico di Facebook Note

Questa è la differenza: le persone. LinkedIn è una realtà importante, in alcuni settori risponde a logiche vivaci. Ma non è paragonabile a Facebook. Ovvero il social per eccellenza, il luogo in cui trovi tutti – dalla casalinga al minatore – dove l’interazione è un’abitudine consolidata: commenti, share, mi piace.

Il pubblico di Facebook è abituato a tutto questo: è abituato a interagire con i contenuti che arrivano in home page. Ma appunto: cosa arriva in questo stream? Per guadagnare, Mark ha un bisogno matto di mantenere le persone sulla sua piattaforma. E i link in uscita sono una maledizione per tutto questo.

Facebook Note

Le nuove note di Facebook.

Ma le persone amano condividere contenuti. per risolvere tutto questo è stata pensata la rivisitazione delle Facebook Note: scrivi qui. Lascia qui i tuoi contenuti. Come suggerisce Enrico Flaccovio in questa discussione, bisogna vedere quale sarà il comportamento di Facebook nei confronti delle note: verranno favorite a favore dei link in uscita? Come? In che misura? E come si comporterà Google?

Salvatore Russo, nella discussione, aggiunge un’altra questione: la ricerca interna. Migliorerà? Potremo usarla per trovare i contenuti? Insomma, le domande sono ancora tante e non credo sia il caso di abbandonare il proprio blog per fare business su Facebook. Ma qualcosa si muove.

Fare personal branding su Facebook

Esatto, con questa nuova versione delle Facebook Note è ancora più facile fare personal branding su questo social. Ovvero, puoi comunicare con il tuo pubblico e promuovere la tua attività personale. Funziona? Non funziona? Dipende dal tuo pubblico, dipende dalla piattaforma scelta dal tuo target.

Molte persone trovano la soluzione in LinkedIn, altre su Youtube. Altre ancora su una combinazione di canali. Di certo non puoi aggiungere le Facebook Note nella tua strategia a cuor leggero, magari utilizzando il solito “copia e incolla” dei contenuti pubblicati sul blog. C’è chi lo fa anche su LinkedIn Pulse: la mia opinione è chiara, netta, cristallina: niente contenuti duplicati.

facebook noteUsa le Facebook Note per comunicare con il tuo pubblico, per aggiungere contenuti utili, per creare interazione. Usalo per fare personal branding. Ma non per ammorbare il web con contenuti duplicati. Non è questo il mio concetto di contenuti di qualità. Ma soprattutto non puoi pretendere da Facebook Note la versatilità di un blog, ovvero uno degli strumenti chiave del processo di inbound marketing. Oggi non esiste qualcosa di simile: il blog crea conversioni chiare, misurabili. Per ora Facebook Note è solo uno strumento (ottimo) per fare Personal Branding.

Facebook Note: la tua opinione

La mia opinione è netta: le Facebook Note hanno acquistato nuova vita, sono diventate uno strumento prezioso per fare personal branding. Con sensibili miglioramenti potrebbero dare filo da torcere al classico blog WordPress, soprattutto per qualche nicchia targettizzata su Facebook.

Per ora il blog ha le spalle coperte: ma sarà così per sempre? Le note di Facebook – e il social blogging in generale – è destinato a prendere il controllo? Lascia la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

23 Comments

  1. Grazie x questo articolo…io amo un utilizzo inclusivo degli strumenti e non esclusivo. Tanto x essere chiari: questo a discapito di quello oppure è arrivata la soluzione del secolo.
    Aggiungo una perplessità all’abbandono in massa del blog: la proprietà dello strumento! Il blog deve essere una piattaforma di tua proprietà x evitare di aver investito tempo e soldi e vedersi stravolgere tutto x una nuova linea aziendale, Facebook o altro k sia. Su una piattaforma social tu sei 1 ospite…gradito ma sempre ospite.

    • Ciao Federico,

      Punto che ho dimenticato di affrontare e che hai fatto bene a sottolineare. Su un blog tu sei padrone della piattaforma, dei testi, dei contenuti. Su una soluzione tipo Facebook note sei ospite, e non avrai mai il controllo definitivo dei post. O dell’estetica, della SEO, dell’usabilità.

      Un dettaglio che fa la differenza.

  2. Interessante articolo. Effettivamente con Facebook Note si ha a portata di mano una sorta di Blog interno che può facilmente veicolare il proprio Personal Branding. L’unico problema, per ora, è che puoi fare solo Personal Branding, visto che Facebook non permette nomi di account che portino il nome dell’attività, lo consente solo per le pagine dedicate. Ma comunque, visto che è in continua evoluzione, in futuro potrà anche optare per questa possibilità.

    Bell’articolo, complimenti !

  3. Questo egocentrismo di Facebook sta diventando veramente fastidioso, bisogna fare tutto su Facebook altrimenti sei fuori !!

    Io il blog non lo lascio perché li sono a casa mia, su Facebook è come stare in affitto. Non credo che il blog avrà problemi ha superato già altri “concorrenti” senza problemi.

    • Sono perfettamente d’accordo con te.
      Tra le altre cose il blog oltre ad offrire molto di più, può essere anche anonimo.
      E l’anonimato su Facebook è un controsenso.

  4. Concordo anche io con Federico del discorso dello strumento proprietario.
    Credo che Facebook Note possa essere un valido aiuto per il blog, piuttosto che esserne la sua morte. L’uso che se ne deve fare non può essere il semplice copia e incolla di una parte dell’articolo per invogliare a completare la lettura sul blog, ma potrebbe essere un ottimo strumento di “Piccole Note” che girano intorno l’argomento principale del blog per far avvicinare tutte quelle persone della tua community che magari ancora non lo visitano regolarmente.
    Uso un’espressione forse brutta, ma che secondo me rende bene l’idea: Facebook Note potrà essere usato per addomesticare le persone riguardo a certi temi:
    “Ora che ne sai un po’ di più e che hai capito che io sono un esperto in materia, vatti a leggere il mio blog”
    E poi subentra sempre la questione di rivolgersi al target giusto…

  5. Concordo con il Tozzo 🙂

    IMHO sono sperimentazioni, in certe nicchie sarà molto forte e in questo senso la vedo dura più per Tumblr che per l’attività di blogging in sé.

    Vero che Facebook tenta di diventare il computer Clementoni da 0 a 99 anni – ovvero che va fatto tutto all’interno di questa piattaforma – ma in ogni caso la community te la devi sviluppare intorno, le persone in un qualche senso devono essere sempre intercettate.

    my two cents

    • Ehehe a me invece piace la tua definizione “Facebook tenta di diventare il computer Clementoni da 0 a 99 anni” 😀

      Facebook (ma i Social in genere) io li vedo come dei “ripetitori” di contenuti, per portare il proprio contenuto ancora più lontano, e non come un creatore.

      my two cents

    • Facebook tenta di fagocitare tutto, questo è vero. Pretende di diventare internet, di essere il luogo in cui trovare tutto. Non lo è e mail lo sarà. Ma forse queste note diventeranno lo strumento per fare blogging se non vuoi aprire un blog. Una via di mezzo, ecco.

  6. Ciao Riccardo,
    la mia prima nota risale al 2009, quando questa sconosciuta fu introdotta era già interessante. Potevi titolate, inserire immagini, taggare, mettere il grassetto ecc.
    L’ho sempre usata per tenere traccia dei post più importanti, quelli che rimangono e non si perdono nel tram tram frenetico delle visualizzazioni quotidiane.
    Come personal branding, nel mio caso ha funzionato, permettendomi di raggiungere molti contatti nuovi, buona interazione e diverse collaborazioni.
    Con altri colleghi l’abbiamo utilizzata molto, soprattutto per contenuti relativi all’editoria, poesia e fotografia.

    Ovvio che un blog proprietario é una cosa, mentre io l’ho utilizzato come micro blog interno più per sperimentare la scrittura personale e tener traccia del mio pensiero (per esser sincero).

    Quindi per me non é una novità, ma mi fa piacere una rivalutazione strategica da parte di Facebook.

    Comunque se poi tutto deve diventar note allora é meglio puntare ad un blog.

    Come trovi questo modo di operare?
    Saluti a te e grazie per lo spunto di riflessione.

  7. Continuo a vedere Facebook come un mezzo di divulgazione e non di creazione, certo con il nuovo “note” avremo modo di divulgare in maniera più personale i contenuti, ma sempre e solo divulgare.

    Sono dell’opinione che il contenuto raggiunga il suo massimo valore solo a “casa” del creatore, dove può aggiungere valore allo stesso grazie a percorsi mirati in aiuto al lettore (es. post consigliati, corsi di approfondimento ecc…) fornendo così al lettore un’esperienza più completa, e costruita seguendo un’unica linea guida, quella del Blogger.

  8. Non penso che sia dura per i blog.
    Bisogna guardare la cosa da un altro punto di vista. Facebook pubblica di continuo aggiornamenti: questo significa che ogni funzione di FB è certa fin quando non sarà soppiantata da un nuovo aggiornamento.

    Adesso ci sono le Note formattabili, ma domani come saranno queste note? Se sparirà la formattazione e FB deciderà di farle tornare come in passato, che succederà a tutti quelli che avranno deciso di creare una specie di blog su quelle Note?

    Ve la sentite di affidare la vostra comunicazione a una piattaforma che non ha pace e continua a evolversi di continuo? E davvero possiamo chiamarla evoluzione? Perché da un po’ di tempo a me sembra che ogni social faccia di tutto per scimmiottare gli altri social, con l’intento di convincere gli utenti a lasciare o trascurare le altre piattaforme.

    • Ma in realtà è così: scimmiottano. Difficilmente innovano. Facebook Note potrebbe diventare un mezzo per divulgare contenuti più articolati.

      Sai bene che alla fine io punto sempre sul blog. Solo che, in determinati ambienti, le note potrebbero prendere spazio nei confronti del blog. Ma staremo a vedere.

  9. Facebook note è una grande opportunità per “rubare” i lettori da Facebook e portare nuovi utenti sui propri blog e siti internet. Secondo me otterranno grandi vantaggi i siti che trattano di news, varietà, satira, politica, ecc.

    A livello SEO chiaramente non serve a nulla creare note e linkarsi se non c’è un pubblico che interessato..

  10. Articolo e risposte molto interessanti. Face è quasi inattaccabile ma il blog personale è la mia terra privata. Comunque non bisogna sottovalutare face perché è troppo influente sulla gente. Chi usa Internet ad un livello più impegnato va sul blog. Magari anche trovato su fb.

  11. Ciao Riccardo io la penso così: tutto dipenderà da quanta visibilità darà Facebook ai post su Notes. Sì, perché 1,7 MLD di utenti attivi sono un’enormità e poterli raggiungere con i propri contenuti… sì, fa gola a tutti, anche a me.
    Ma, al tempo stesso, rimango diffidente, scettico: un po’ la penso come Daniele, un po’ adoro talmente il mio blog e Medium che non vorrei accettare nessun altra forma di blogging e social blogging (scusa, è l’emotività che parla ora).
    Razionalmente credo che nel futuro i contentenuti si stratificheranno in questo modo: Pulse per contenuti professionali, Facebook per contenuti di massa…. e Medium? Medium ha già una nicchia che deve cercare di non perdere per tenere il passo. Il classico blog? Beh, quello non morirà mai, a patto che non lo facciamo diventare solo un mero strumento di vendita. Mi preoccupa, in questo senso, la Native Advertising che diffonde tramite i blog contenuti markettari di pessima qualità. Ma questa è un’altra storia… a presto!

  12. Io sono invece della stessa opinione del Tagliaerbe, ne ha scritto ad aprile ma ha ribadito il concetto in questi giorni con l’uscita di Facebook Note.
    http://blog.tagliaerbe.com/2015/04/blog-pulse-medium.html

  13. Leggo dai commenti che le note non sono disponibili per le pagine FB ma a me risulta il contrario. Sulla mia pagina ho attivato le note anche se non le ho ancora inaugurate. La domanda che volevo fare infatti è relativa all’utilizzo delle note Facebook in alternativa al blog. Qual’ è la cosa più giusta da fare almeno in questa fase? utilizzare le note e poi copiare incollare il materiale sul blog ?e fare così un doppio articolo ??? o usare alternativamente l’uno o l’altro. O come creare un ponte di collegamento? Interessante far della nota un incipit “to be continue” sul blog ma mi sa di escamotage.

  14. Ciao,
    se tutto ciò fosse una scommessa al casinò, io punterei ancora forte sul blog personale! Creare (buoni) contenuti è il massimo… ma anche tenerseli non è male! 🙂

  15. E perché non considerare le note di Facebook semplicemente come un CMS?A volte è difficile insegnare a un cliente utilizzare un nuovo sistema (che sia WordPress, Joomla o Tumblr). Non ho controllato ma se ci fossero le API anche per le note di Facebook (anche qui, nota dolente, le regole API diventano obsolete abbastanza in fretta) si può pensare di fare blogging sul proprio sito utilizzando Facebook come CMS, moltiplicando le vetrine dove poter essere letti.

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