Scrivere bene vuol dire imparare a respirare

Non è facile scrivere bene, ma non è neanche impossibile. Iniziamo dalla base? Cosa devi fare e sapere per ottenere buoni risultati? Ti lascio qualche consiglio per scrivere online.

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Nei miei corsi di blogging lascio questo consiglio: per scrivere bene devi imparare a respirare. Cosa significa? Perché devi imparare a respirare? In fin dei conti il respiro è un’azione innata, nasci e respiri. Non devi imparare. Per scrivere bene, invece, hai bisogno di esercizio ed esperienza. Per scrivere bene hai bisogno anche del respiro.

scrivere bene

Uno dei punti da rispettare per fare una buona attività di webwriting: una sintassi semplice. Non hai bisogno di infiniti incisi e subordinate, non sei un professore universitario, non devi rendere impossibile la vita ai tuoi alunni. Devi comunicare.

E devi essere rapido. Le persone non devono rileggere una paragrafo per capirlo. Questo non vuol dire essere banali, ma essere chiari. E la chiarezza si traduce in condivisioni, commenti, conversioni. Ecco perché hai bisogno di una scrittura semplice, di una sintassi lineare. E di una buona conoscenza del tuo respiro.

L’importanza della punteggiatura

Scrivere bene vuol dire imparare a respirare. Il respiro ti aiuta a gestire la sintassi, un tassello decisivo per partorire contenuti di qualità. Parole brevi, frasi brevi, paragrafi brevi: questo è il consiglio di David Ogilvy, e questa è la strada che devi seguire. Per farlo, devi lavorare con la tanto amata punteggiatura.

La punteggiatura definisce lo stile di un testo. È comunicazione, è significato. La punteggiatura è ritmo della lettura. Attraverso una serie di elementi grafici (punto, virgola, punto e virgola, due punti) puoi trasformare la lettura di un contenuto.

La leggibilità di un testo dipende anche dalla punteggiatura. In particolar modo dalla sua assenza. Se vuoi ostacolare la buona lettura di un testo devi essere avaro di punti, di virgole e di due punti. Non chiamare in causa il flusso di coscienza di Italo Svevo, Jack Kerouac e James Joyce: in questi casi c’è una costruzione narrativa a supportare l’assenza di punteggiatura, e il linguaggio quasi onirico.

Da leggere: per scrivere bene hai bisogno di equilibrio

Quando scrivi non respiri

Il respiro non è coordinato con la scrittura. Quindi non senti la necessità di una pausa: lasci correre il flusso creativo. Le mani sulla tastiera sono libere di esprimere pensieri e opinioni. Consonanti e vocali si inseguono senza sosta.

Vuoi scrivere bene? Devi rileggere ad alta voce.

Però sei stato capace di pubblicare un paragrafo con una virgola. Magari con due. Ma neanche un punto. Questo è veleno per la leggibilità di un testo, è il modo migliore per allontanare i lettori. Quando rileggi i tuoi testi devi lavorare sulla punteggiatura.

Ma per farlo non devi rileggere a mente. Questo è il trucco. Per migliorare la sintassi dei tuoi testi devi rileggere a voce alta. In questo modo il respiro ti darà man forte. Inizia a leggere, inizia a dare voce alla scrittura. Quando ti troverai di fronte una frase troppo lunga, il respiro verrà meno. Inizierai a chiedere ossigeno.

Per approfondire: 5 consigli per scrivere un cornerstone content

Scrivere bene: la prova ultima

Se non riesci a leggere, se ti manca il fiato, vuol dire che stai costruendo frasi troppo lunghe. La lettura a mente non subisce l’impegno del respiro, ma una frase troppo lunga impedisce al lettore di immagazzinare informazioni. È impegnativa.

punteggiatura

La punteggiatura è sinonimo di pausa. Certo, ci sono anche altri significati: “I due punti  – sottolinea Luisa Carrada – promettono, aprono, annunciano, spiegano, risolvono, creano aspettative e attese, contribuendo non poco a quella scrittura breve, interattiva, ariosa e leggera che il web richiede”. Ma il concetto base è quello di regalare una sosta al lavoro del lettore. Fermati, assimila quello che hai letto, prendi coscienza del sapere che hai acquisito. Respira. E ricomincia a leggere.

Scrivere bene vuol dire togliere il superfluo e modellare la polpa. La punteggiatura aiuta la leggibilità, permette al webwriter di comunicare con semplicità. Per ottenere il massimo, per comunicare bene, devi trasformare il respiro in ritmo.

Il Mestiere di Scrivere di Luisa Carrada
Un libro per chi vuole migliorare la propria attività personale di web writer. Lo consiglio a chi ha bisogno di dare valore al proprio operato per scrivere online. Puoi acquistare il libro su Amazon.

La scrittura viene prima di tutto

Questo è il mio modo di curare la sintassi dei testi. Leggere ad alta voce. Sei d’accordo? Hai altri metodi per migliorare la sintassi? Racconta la tua esperienza.

10 COMMENTI

  1. Giustissimo. Io prima di pubblicare qualcosa faccio una pausa di almeno cinque minuti e poi rileggo tutto… Trovo sempre refusi ed errori che prima “non vedevo”.

    • La rilettura è un passaggio fondamentale, spesso io rileggo il giorno dopo. Soprattutto per i miei clienti, per i lavori che hanno bisogno di massima attenzione.

  2. Ciao Riccardo bel post e grazie per il suggerimento sulla respirazione ( durante la stesura di un post), non c’avevo mai fatto caso ma ciò che dici, ripensandoci, è vero e anche molto pratico! 🙂

    • È vero e funziona anche. Si basa su una riflessione tanto naturale quanto efficace. Prova, basta imparare a respirare. A respirare sul serio, voglio dire. In questo caso chi fa sport è avvantaggiato.

  3. Suggerimenti molto validi!
    Forse in tanti – mi ci metto anch’io! – temiamo che periodi troppo brevi e semplici non valorizzino appieno il nostro messaggio; siamo ancora in fase “Work in progress…” 🙂

    • Sì questo è un problema. Io la chiamo sindrome del foglio protocollo: voler dimostrare di aver scritto tanto e di aver fatto un gran lavoro per impressionare la professoressa. In realtà tutto questo non conta: la polpa fa la differenza. I periodi complessi impediscono solo la lettura.

      • grazie. comunque per fortuna il web offre tantissimi strumenti a partire da Treccani: poi c’è dizionari corriere e persino il vocabolario della crusca. In questi giorni mi erano venuti dubbi su “attinente a” o “attinente il” ? Controllo quasi tutto. La mia ultima conquista? scrivere perché con l’accento giusto, non ci avevo mai fatto caso, mi sembrava un perfezionismo stupido e invece scopro che mi dà soddisfazione. Il mio consiglio è sfruttare al massimo la rete, c’è davvero tutto, l’opportunità di fare controlli immediati è grandiosa e non pensate di sapere ogni cosa. A volte si crede che una forma sia corretta solo perché la si è usata da sempre. Ma si possono fare scoperte impensabili!

  4. Ciao Riccardo, sto cercando di leggere più libri possibili e dedico almeno mezz’ora alla scrittura, sperando che in futuro possa migliorare!

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