15

Il paradosso del blogger professionista

310 Flares 310 Flares ×
Tweet about this on Twitter91Share on LinkedIn58Share on Google+42Share on Facebook0

Lui improvvisa, tu pianifichi. Lui fa errori di grammatica e sintassi, tu rileggi fino allo sfinimento. Lui usa immagini penose, tu crei visual su misura per arricchire gli articoli. Lui ottiene centinaia di commenti e condivisioni, tu navighi nella miseria assoluta. Che ingiustizia. Che vita infame. Che ansia.

Una delle incognite assolute di questo secolo: perché i blogger amatoriali riescono a raggiungere un successo inaspettato? E perché un professionista non riesce a ottenere lo stesso risultato?

Il paradosso del blogger professionista

Domande interessanti. Prima di dare una risposta devo fare un premessa: tutto ciò è frustrante. Soprattutto per chi investe ore, giorni, settimane della propria vita professionale per creare grandi contenuti. Ma anche per lavorare all’ottimizzazione SEO e a una strategia di content marketing.

La mia esperienza è chiara: la costanza ripaga. Allora perché alcuni blogger dal sapore amatoriale, pubblicati in poche battute e con mezzi limitati, riescono a ottenere risultati inaspettati? Perché blogger senza la minima consapevolezza raggiungono vette alte lasciando il professionista in difficoltà?

L’essenza dei blogger amatoriali

La risposta a tutto questo è chiara: il blogger amatoriale in realtà racchiude l’essenza del blogging. Ovvero la condivisione costante e spensierata delle proprie idee, delle proprie esperienze. Quindi del valore che solo un individuo mosso da passione può dare. Senza strategia, senza doppi fini.

Il blogger amatoriale non guarda al risultato, parla con il cuore. Non ha filtri, non ha imposizioni, non segue regole: parla alle persone. E lo fa con il cuore. Io le ho viste di tutti i colori: blog con errori di grammatica grossi come case, lontani da qualsiasi criterio di leggibilità, impossibili da navigare, capaci di bucare la cornea a causa di sfondi dai colori alieni. Ma con un volume di interazioni da fare invidia.

Basta semplicemente scrivere con passione per diventare un blogger di successo? In realtà no, e non me la sento di assecondare chi lascia il blog alle ortiche con la speranza che prima o poi qualcuno apprezzi i contenuti di qualità. Quelli contano, certo. Ma il resto?

Il paradosso del blogger professionista

Il segreto che si nasconde dietro a un blogger amatoriale sta nella sua indipendenza. E nella sua conoscenza attiva dell’argomento. Un esempio a caso: sono un pescatore della domenica, ogni settimana mi ritrovo su uno scoglio insieme ai miei amici. Obiettivo? Divertirmi.

Poi porto sul blog tutto quello che faccio. Racconto le mie esperienze, i miei successi e le mie sconfitte. Spiego qual è la mia tecnica per ottenere buoni risultati, ma lo faccio a cuor leggero. Dando consigli maturati sul campo, senza mettermi sul piedistallo. Magari aggiungo anche qualche foto.

Foto che poi arrivano su Instagram e su Facebook, dove mi seguono altri amici pescatori. Gente che ha una community su Facebook dedicata all’argomento pesca. Così il mio articolo viene condiviso e trova il consenso di altre persone che lasciano dei commenti. Chiedono informazioni sulla mia tecnica di pesca. Io do spiegazioni, e inizio ad ampliare la mia cerchia di amici.

Il paradosso del blogger professionista

Tu cosa fai quando apri un blog? Vuoi diventare un blogger di successo, e vuoi i primi risultati ora. Ti hanno detto che puoi diventare ricco con il blog, ma hai qualche dubbio. Da qualche parte hai letto che puoi guadagnare con un blog attraverso un percorso indiretto.

Ti metti all’opera. Crei grandi articoli, ti impegni in un’attività continua per vivacizzare il calendario editoriale. Ma non solo: fai tutto il possibile per ottenere link di qualità, per aumentare i commenti e per vivacizzare l’attività sui social. Obiettivo? Portare le persone verso le landing page.

Inbound marketing: così si chiama, giusto? Farsi trovare dalle persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te. Lo stai facendo, e lo stai facendo nel miglior modo possibile. Bypassando la vena commerciale che ormai i lettori riconoscono ed evitano come la peste.

inbound marketing

Ma si perde la genuinità. Si perde il piacere della condivisione con il solo fine di esserci e di aiutare il prossimo. Il blog in una strategia di web marketing deve avere uno scopo: deve portare un attivo, dei vantaggi. E per fare questo hai bisogno di punti fermi. Magari di un piano editoriale.

Non puoi procedere alla cieca: devi pianificare. E automaticamente devi perdere l’essenza stessa di questo mondo. Devi perdere la genuinità del blogging: questo è il paradosso del blogger professionista. Inizia a lavorare come un blogger amatoriale, è genuino e ruspante. Piace per questo. Poi viene contattato dalle aziende, diventa un punto di riferimento per la sua nicchia e un professionista. Perdendo quella patina di originalità che in passato ha fatto la differenza.

Oppure no? Puoi far qualcosa per mantenere questa magia? Il paradosso del blogger professionista può essere risolto? Ho chiesto l’opinione di Ludovica De Luca, vediamo cosa suggerisce.

Te lo dico subito, senza giri di parole

A mio avviso il blogger professionista capace di essere straordinario è quello che riesce a mantenere la genuinità della sua scrittura, delle sue riflessioni e delle sue emozioni. Anche in una distesa di strategie, piani editoriali, programmazioni, trend di settore, dati da analizzare.

Il blogger professionista è quello che riesce a coniugare alla perfezione la strategia con la passione ed è proprio questa capacità che gli permetterà di fare il salto di qualità, di non essere più un blogger amatoriale e di diventare un professionista capace di fare la differenza.

La magia sta tutta qui, nella tua capacità di continuare a scavarti dentro e di raccontare le tue emozioni. Nonostante tutto. Senza strategia non puoi far lunga strada come professionista. Ma è anche vero che senza emozione finirai per perdere i tuoi lettori lungo il cammino, tediati dalla banalità e dall’anonimato, stufi della mancanza di quella polverina magica che rende una storia memorabile.

Tu, blogger professionista, stai risolvendo un problema manifestato da chi ti segue, vero? Pensa agli eroi delle favole: tu sei l’eroe che vive mille e una peripezia pur di raggiungere il suo obiettivo, un eroe che si avventura in terre sconosciute e che alla fine vince la sua sfida.

Perché sei proprio tu, eroe-narratore di storie, ciò che può rendere un blog differente da quelli concorrenti. Il mio suggerimento, quindi? Scrivi per te stesso. Ne ho parlato proprio nel mio ultimo post (il bravo webwriter scrive per se stesso) e la mia non è una provocazione, tutt’altro.

Scrivi per te stesso vuol dire scrivi per emozionarti, scrivi ricordando e tenendo ben viva quella passione che ti ha spinto a pigiare i tasti del tuo pc e poi a farlo ancora; vuol dire esplora la tua intimità e scrivi quello che nessun altro prima di te ha scritto.

In definitiva, ama quello che scrivi e scrivi per la tua felicità, che sarà poi anche quella dei tuoi lettori.

Secondo te il paradosso del blogger professionista esiste?

Questa è la mia visione del paradosso: inizi a bloggare con spirito amatoriale, diventi un blogger professionista e perdi l’aura che ha permesso al suo nome di diventare un punto di riferimento per la sua nicchia. L’opinione di Ludovica è chiara, e il mio consiglio è semplice: mai perdere la magia dei primi post. Mai dimenticare perché sei online: per servire le persone che credono nel tuo nome. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

15 Comments

  1. Buongiorno Riccardo, come ti avevo già scritto su Facebook è che il blogger amatoriale ha più “fame” di quello professionale e sicuramente è più genuino e libero da schemi, cosa che non è più il blogger professionale.

  2. Il blogger amatoriale può anche tirare fuori due-tre perle, tipo i video di YouTube con gli eurogol di giocatori semisconosciuti. Momenti da raccontare davanti a una pizzata.
    Certo, c’è sempre il Torricelli che dalla D arriva alla A.
    Il blogger professionista è tale per la costanza, che costruisce a poco a poco la sua carriera.

    my two cents 🙂

    • Un duro lavoro nel tempo. un lavoro di anni. A volte vorrei far capire questo alle persone che iniziano a fare blogging: io sto scrivendo su My Social Web dal 2008, e i risultati li sto raccogliendo da qualche anno.

  3. Potresti fare un esempio di blogger amatoriale con grande successo? Grazie e un saluto

    • Ciao Lori,

      Più che di blogger amatoriali che diventano famosi voglio farti un esempio di blogger virtuosi che trasformano il mondo: Ecco, posso raccontarti la storia di Diego Mulfari che ha trasformato il suo blog in uno strumento aziendale per risollevare le sorti dell’azienda di famiglia. http://mulfarimbianchino.com/

      Con un progetto personale, e parlando solo dell’attività svolta dal padre, Diego riesce a trasformare la realtà. E a salvare l’impresa. oggi racconta la sua avventura online e offline, cercando di aiutare gli imprenditori in difficoltà.

      • Mi riferivo all’incipit del post. Mi piacerebbe vedere un blog scritto da uno che fa errori di grammatica e sintassi, posta foto penose e imporvvisa e nonostante ciò ha successo.
        I blog che han successo e che conosco io son fatti benissimo.

        • Basta dare uno sguardo in giro, ce ne sono tanti. In questa sede non voglio elencare blog amatoriali di terzi con queste caratteristiche, ma posso darti il mio nome. Io ero un blogger amatoriale. Scrivevo nel tempo libero, e lo facevo male. Ma ho subito avuto un buon successo. Oggi sono diventato un blogger di professione. E combatto ogni giorno per non perdere l’autenticità iniziale.

          • la tua risposta non mi rincuora. Il mio blog è amatoriale, con un sacco di difetti e le foto secondo me sono orrende. Quando vedo blog di successo li vedo iper fighi. Ho dato un occhio a quel che hai citato. Non mi pare ci siano molti commenti e nemmeno errori di sintassi. Sulle foto invece..c’è margine di miglioramento diciamo 😉

  4. Ciao Riccardo,
    chi è motivato da una necessità trova l’energia sufficiente per trovare tempo e risorse e sprigiona un’energia contagiosa (ho letto la storia di Diego Mulfari). Ma poi, esaurito il momento, deve mantenere questa energia. Sono d’accordo con Benedetto. Credo che la differenza tra un blogger amatoriale e uno professionista sia la costanza nel tempo. Il mantenimento di quella energia. Quel fuoco iniziale deve convertirsi in una brace ardente che scalda, post dopo post e mi convince a sedermi sul tuo divano come se fosse quello di casa mia.

    • Apollo in Rocky…chiamava quell’energia..”occhi di tigre”. A volte, quando ci troviamo difronte a degli ostacoli, iniziamo a perdere la nostra autostima. In quei momenti bisogna sempre ricordarsi di come avevamo iniziato e cosa ci ha spinto ad iniziare…una volta avevamo anche noi gli occhi di tigre..ebbene per chi e’ scorraggiato, e l’ora di alzarsi ed iniziare a scrivere come una volta. Questo articolo e’ senz’altro un pilastro motivazionale per tutti i blogger. Complimenti Riccardo per aver riacceso emozioni!

    • No. Mai perché questa è la mia vita. Questo è il mio mondo. Ma io sono un caso a parte: mi sveglio alle sei per scrivere ogni giorno.

  5. Super d’accordo, Riccardo e Ludovica: mai perdere la magia dei primi post e ricordare il perché siamo online, ovvero per essere utili alle persone che credono in noi. Aggiungo, con la consapevolezza che a volte è più facile a dirsi che a farsi… perché tanti sono i perché 🙂

    • Più facile a dirsi che a farsi. Sai quanta gente mio scrive descrivendo una situazione di stallo? Ma dopo pochi mesi di attività ci vuole impegno costante.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *