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Quanti post scrivere a settimana?

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Quanti post scrivere a settimana? Domanda storica. Ho scoperto che non ho mai affrontato questo tema in modo diretto. Cioè, ho parlato più volte dell’importanza delle pubblicazioni quotidiane e ho sempre esaltato i blog capaci di pubblicare con costanza. Il motivo di questa sana ammirazione?

Con una produzione costante puoi creare una base di lettori che iniziano a seguire i tuoi aggiornamenti. Crei un pubblico fidelizzato, importante per aumentare le visite, le condivisioni, i commenti. Pubblicare ogni giorno è un passo decisivo per creare una community, un punto di riferimento per il tuo blog.

scrivere articoli

Avere una community vuol dire assicurare il tuo blog nel tempo, e creare un esercito di ambassador pronti a condividere il tuo nome senza tornaconto. Solo perché sei diventato una fonte affidabile e costante. Ecco, affidabilità e costanza. La prima virtù la coltivi pubblicando contenuti di qualità.

La seconda invece ha bisogno di impegno quotidiano. Quindi torna la domanda: quanti post scrivere a settimana? Io ti do una risposta secca, senza girare intorno all’argomento: per creare un seguito interessante, e per formare un pubblico fidelizzato, puoi iniziare con due articoli a settimana.

Ogni articolo è una porta d’ingresso

Osservando la prospettiva dell’inbound marketing (e presumendo una linearità tra domanda del pubblico e offerta del blogger), ogni articolo è una porta d’ingresso per i potenziali clienti. Ogni articolo pubblicato è una freccia in più da scoccare per fare centro nella serp. E sui social.

Anche perché, in teoria, con l’aumentare dei post si impennano le visite al blog. Come suggerisce la ricerca di Hubspot, i blog aziendali che pubblicano più di 16  post al mese(4 a settimana) hanno un traffico 3,5 volte superiore rispetto a chi si limita a un post settimanale. Non male come risultato, vero?

Quanti post scrivere a settimana?

Certo, è un impegno importante. Non è facile scrivere 4 articoli a settimana. Soprattutto se sei solo nel lavoro di blogging. Ci vuole impegno costante, ci vuole una nuova consapevolezza che mette il blog al centro dell’attività di inbound marketing. Se lavori con il blog aziendale puoi prendere in considerazione l’idea delle collaborazioni interne. Ovvero, puoi spingere i dipendenti a scrivere sul blog.

Uno scenario interessante e fattibile, magari grazie qualche appuntamento dedicato alla formazione. Coinvolgere i tuoi dipendenti o i tuoi colleghi nell’opera di scrittura può essere un buon modo per ottenere contenuti utili alla tua attività. E per rispolverare lo spirito di gruppo. Uno spirito che può fare molto per la tua azienda. Guarda, infatti il rapporto tra numero di post e lead.

Quanti post scrivere a settimana?

Anche in questo caso c’è un’impennata dei dati positivi con l’aumento dei post. I blog aziendali che pubblicano 16 articoli a settimana generano 4,5 lead in più rispetto ai blog che restano con un articolo ogni 7 giorni. Attenzione, il lead è il primo passo per trasformare un contatto in un cliente.

Non dimenticare, inoltre, che aumentando i post crei un archivio di contenuti che rimane sempre online. Sempre disponibile quando l’utente cerca la giusta query su Google. Hubspot ricorda che il 75% delle visite arriva da post vecchi. E per i lead siamo al 90%. Questo non è un buon motivo per aggiornare i vecchi articoli con cura e dare un’accelerata al tuo calendario editoriale? Dipende sempre dal pubblico.

Esiste un numero preciso?

Non me lo chiedere, ti prego. Io ti ho dato un numero ideale: quanti post scrivere a settimana? Due, un buon numero. Un equilibrio ideale per una persona che ha mille impegni. Se hai tempo te ne consiglio tre. Oppure quattro. Ogni articolo è un’occasione in più per raggiungere i tuoi scopi.

Quanti post scrivere a settimana?

Appunto, quali sono i tuoi scopi? Quali sono gli obiettivi del post? Fare massa? Alimentare la tua strategia di content marketing? Creare un archivio di tutorial e cornerstone content? Aumentare le visite per fare lo screenshot e pubblicarlo su Facebook? Il tuo scopo è forse quello di collezionare commenti o condivisioni? Guarda oltre l’asticella, guarda oltre il grafico di Google Analytics: non esiste una nicchia troppo piccola, questo dice Seth Godin.

E sai cosa significa? Conta il fatturato. Conta quante persone utili riesci a portare sul blog per acquistare, o per chiedere informazioni. Molti blogger monitorano i contatti ricevuti con Contact Form su Google Analytics, e fanno bene. Così possono capire cosa funziona e cosa no, cosa porta visite fruttuose e cosa deve essere dimenticato. Tutto questo significa che il numero di post è relativo. Puoi pubblicare un post al giorno di 600 parole, oppure puoi pubblicare un pillar article di 5.000 parole ogni due settimane. Nel primo caso puoi snocciolare opinioni e consigli, nel secondo affronti un case study con dati raccolti ed elaborati con risorse proprie. Le proporzioni sono chiare, ma tutto dipende.

Da leggere: come trovare tempo per scrivere ogni giorno

Tutto dipende da cosa vuole il tuo pubblico

Due articoli a settimana? Valore medio, valore accettabile per un blog aziendale o di un freelance che vuole iniziare a lavorare con una prospettiva inbound marketing. Ma devi ascoltare quello che chiede il pubblico. Quindi leggi e interpreta i numeri di Google Analytics, prova soluzioni diverse per le tue pubblicazioni, crea rubriche con stili e densità differenti. Cerca di capire cosa ti permette di aumentare le visite. Ma anche quale soluzione ti consente di creare più lead, più contatti.

Fare blogging per passione, per impiegare il tempo, per far vedere che ci sei anche tu: tutto questo va bene. ma per ottenere dei risultati chiari il blogger, ovvero il webwriter, deve essere affiancato da un bravo analista. ovvero da una persona capace di registrare e interpretare i dati di Analytics.

Allora, quanti post scrivere a settimana?

La mia opinione è nell’articolo. Ti lascio un dato medio (2 articoli a settimana) ma tutto dipende dalle persone che devi raggiungere. Tutto dipende da cosa cercano gli utenti che fanno parte del tuo target. Quanti post scrivere a settimana? Non ti fermare mai, punta sempre alla qualità. Questo è il mio punto di vista: il tuo, invece? Lascia la tua idea nei commenti, mi interessa la tua opinione.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

10 Comments

  1. Il mio blog ha quasi 7 anni e inizialmente pubblicavo tutti i giorni, mentre da 1 anno pubblico due articoli a settimana.

    Il pubblicare tutti i giorni è impegnativo e molte volte (per pubblicare a tutti i costi) si rischia di tirare fuori post non di qualità. Certo inizialmente è buono pubblicare tutti i giorni per crearsi il pubblico poi, secondo me, una volta che hai creato il tuo pubblico stabile puoi pensare di allentare leggermente.

    Come dicevo da 1 anno pubblico due volte a settimana e credo di aver raggiunto il giusto equilibrio, le visite arrivano anche nelle giornate che non pubblico e riesco ad avere più tempo per creare post più “corpulenti”.

    • Ciao Andrea,

      Questo è il punto: trovare equilibrio. Non esiste la ricetta giusta. Io parto da due post a settimana come elemento base. Ma potrebbero esserci mille fattori per spingere a pubblicare più o meno articoli a settimana. Tutto dipende dagli obietti, dalle risorse, dall’argomento.

  2. Osservando la mia ragazza che cura una pagina Facebook per il suo gatto (non ridete che se ne accorge anche se siete dietro un monitor) sto pensato di provare a “programmare” letteralmente i post sul mio blog. Lei tiene programmata su Facebook la pubblicazione di foto ogni giorno per minimo 10 giorni. Così mi è venuto voglia di provarlo anche con il mio blog (dato che è disponibile questa funzione anche su WordPress), ossia scrivere articoli e programmarne la pubblicazione. Qualcosa che va un po’ oltre al “semplice” calendario editoriale. La parte difficile è che devi scrivere e non pubblicare una semplice foto e soprattutto trovare tempo per iniziare la programmazione e scrivere in una volta tanti articoli in modo da stare tranquilli se un giorno o due per mancanza di tempo non sono in grado di scrivere nulla. Oppure, caso contrario, arricchire l’offerta con un’idea dell’ultimo minuto o su un argomento del momento. Penso che così facendo con un sacrificio iniziale si possa avere un po’ più di respiro strada facendo.

    • No pain, no gain.

      Cosa vuol dire questo? Devi soffrire all’inizio. Devi soffrire ancora di più dopo. Solo così ottieni buoni risultati. Il mio consiglio: non mollare alla prima difficoltà.

  3. Come ho già avuto modo di dirti, appena entro nel decimo anno del Moz O’Clock (il 16 novembre prossimo, ne approfitto per invitarti: non mancare!^^) pubblicherò quotidianamente. Se dovesse capitare, anche più volte al giorno.
    E’ comunque una cosa che ho avuto modo di sperimentare già da questa estate, in tre periodi diversi, per vedere se poteva funzionare… sia per me sia per i miei lettori. Può essere faticoso, ma con un po’ di organizzazione ci si riesce. Comunque, tornerò di fatto a quella anarchia iniziale che mi farà sentire più libero, nonostante il calendario editoriale.

    Sulla qualità non posso certo autogiudicarmi, ma fino a ora non mi sembra di aver fatto sensibili passi indietro… però, ripeto, lo dovete dire voi.

    Di fatto sembra che quel che mi ero prefissato funzioni, e comunque è parte di una evoluzione che mi ha visto passare gradualmente da pochi post al mese fino ai 4 a settimana di questa annata… 🙂

    Moz-

    • Invitami, ci sarò sicuramente.

      Come sempre ti ricordo al tua missione: divertire e soddisfare i tuoi lettori. la qualità è questa. poi c’è la forma, la leggibilità… su questo non ci sono dubbi, l’attenzione deve essere sempre alta. ma poi lascia spazio ai tuoi lettori.

  4. Ho notato che il numero di articoli di qualità che si scrivono è direttamente proporzionale al numero delle richieste da potenziali clienti. In linea di massima ho sempre cercato di scrivere 2 post a settimana ma ultimamente faccio molta fatica. Scrivere post di qualità è complesso ma necessario.

  5. Da 6 anni gestisco il mio blog, e sono convinto che la qualità sia più importante della qualità, personalmente non mi prefiggo un minimo o un massimo di post settimanali da scrivere perché spesso dipende dal tempo a disposizione e dagli argomenti da affrontare.

    Ultimamente sto scrivendo più spesso, ci sono periodi, invece, dove scrivo anche un post ogni due settimane, l’importante è non essere mai banale e scontato.

    Complimenti per l’articolo.

    • Sono assolutamente d’accordo sulla qualità, anche se mi rendo conto che se un blog ha come obiettivo quello di fidelizzare i clienti, una certa regolarità di pubblicazione permette agli stessi di sentirsi coccolati. L’ideale ovviamente sarebbe avere entrambe le cose, ma la frequenza di pubblicazione automaticamente si riduce a uno o due post alla settimana.

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