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Scrivere per il web: 5 consigli per far emergere la tua personalità

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Facile scrivere per il web, basta pubblicare qualche articolo su un blog e il gioco è fatto. Questa è l’opinione comune, vero? In realtà ci sono decine di aspetti da valutare nella nobile arte del webwriting. Questo lo sa bene chi lavora ogni giorno in questo campo, inseguendo obiettivi e risultati.

Dal mio punto di vista la scrittura online deve aver sempre presente le esigenze del pubblico, ma non deve mai perdere di vista la personalità del webwriter. Scrivere per il web è un equilibrio, un gioco di scambi. Da un lato cerchi di rispondere alle domande del lettore, dall’altro imponi la tua scrittura. E ti fai apprezzare per le tue idee: qualcuno inizierà a seguire il blog perché sei tu a scriverlo.

scrivere per il web

Il pubblico crescerà e ci sarà una community dietro al tuo blog. Questo vuol dire essere artista nel proprio lavoro: devi metterci il tuo punto di vista, deve trasparire la tua voce. Nel frattempo devi cercare il tone of voice adatto al lettore. È un equilibrio, lo ripeto. Un equilibrio difficile da mantenere.

Ma non impossibile. Ecco 5 consigli che ti aiuteranno scrivere per il web puntando alla personalità. Il tuo obiettivo? Non nasconderti dietro alle parole, abbandonare l’essere semplice esecutore di testi. Tu sei un blogger, e ti devi presentare come tale per abbattere le distanze con il lettore.

1. Aspetta

Esce la notizia. Una notizia che riguarda il tuo settore. L’istinto ti suggerisce di scrivere, devi stare sul pezzo. Così dicono i giornalisti. Però aspetta, rischi di elencare le banalità che tutti conoscono. Il motivo è semplice: sei gerarchicamente inferiore. Sei alla fine di una piramide che inizia con la fonte ufficiale, e continua con i blogger che hanno un filo diretto con la prima versione della notizia.

Scrivere per il web: 7 consigli per far emergere la tua personalità

A te arriva la terza rivisitazione. Forse la quarta. Perché dovrei leggere il tuo articolo? Mi conviene puntare alla versione ufficiale, non c’è differenza. Il mio consiglio: aspetta. Lascia sfumare, fai calmare il polverone. Adesso inizia a scrivere. Con calma. E arricchisci l’argomento con un punto di vista diverso. Con il tuo contributo. Tutti gli articoli sembrano uguali.

Il tuo no, il tuo ha personalità.

2. Arricchire la citazione

Spesso capita di trovare articoli tradotti o che prendono spunto da contenuti pubblicati da blogger anglosassoni. Non è un peccato capitale, anche io ho lavorato in questo modo. Poi ho cambiato strategia e ho iniziato ad arricchire le citazioni con il mio contributo. E con le mie idee.

Voglio dare personalità alle informazioni. Scegliere le fonti è importante, nessuno può creare cultura senza un valido supporto. Prendi dati, idee, riferimenti: usa queste informazioni citando e ringraziando. Non ti dimenticare, però, di arricchire quello che usi. Non ignorare mai che le persone sono sul blog per leggere il tuo punto di vista, non quello di un altro autore. Rispetta questa scelta.

Per approfondire: come scrivere un titolo per aumentare le visite.

3. Diamoci del tu

La riflessione legata al tone of voice, ovvero il tono della comunicazione, è importante. Non esiste una ricetta valida per ogni stagione. Ma su un blog meglio dare del tu o del voi? Storica domanda, e la mia risposta è semplice: io preferisco la seconda persona singolare. Voglio accorciare le distanze con il lettore, e intavolare una discussione paritaria basata sullo scambio di idee.

Perché il blog ci consente di creare una discussione. Io ti lascio il mio punto di vista, tu puoi commentare e costruire insieme a me una conversazione. Prova a impostare il blog in questo modo, prova a scrivere per il web senza legacci e artifici retorici da vecchio manuale universitario.

Scrivere per il web: 7 consigli per far emergere la tua personalità

Ripeto, questo non è sempre possibile. Dipende dal target. In qualche caso è richiesto l’uso specifico del voi. Io, ad esempio, uso questa formula quando lavoro su una community unita, formata, ben identificata. In questo caso la seconda persona plurale rafforza lo spirito di gruppo.

4. Racconta la tua storia

Durante il mio corso di blogging affronto il tema dell’attacco. Come iniziare un post? In che modo? Con quali parole? Prova a raccontare la tua storia, trasporta il lettore nel tuo mondo. Devo scrivere un articolo dedicato a un argomento preciso: come diventare copywriter. Ecco il mio attacco.

Per me essere copywriter vuol dire interpretare i bisogni del cliente. È una missione giornaliera: ogni giorno arrivo in agenzia e leggo il brief bevendo un bel caffè caldo. Leggo e bevo. Nel frattempo cerco connessioni, rimandi, figure retoriche per trasformare le idee in parole.

Ho dato una definizione di copywriting? No, ho portato il lettore nella mia realtà. Ho fatto capire subito l’argomento del post, condizione essenziale per non disperdere l’attenzione quando l’utente legge, e ho accorciato le distanze. Raccontando la mia storia personale.

5. Esci dagli schemi

Ogni tanto concediti un articolo in grado di rompere gli schemi. Hai un calendario editoriale, hai una routine, hai dei punti fissi. Le persone si aspettano un continuo, un’attività ferma e costante. Ed è una cosa buona, fa parte della tua strategia per fidelizzare il lettore. La stabilità è importante.

Ma puoi fare di più. Puoi rompere gli schemi. Puoi fare in modo che la normale sequenza di articoli venga rivoluzionata da un post fuori dagli schemi. Magari da un lavoro extra, da un ebook, da un pillar article utile e ben organizzato. Proprio come ho fatto io quando ho rivoluzionato il post dedicato al come guadagnare con il blog. Il blog è tuo, sei a casa tua: cambia le regole del gioco.

Scrivere per il web: la tua opinione

Questi sono i miei consigli per dare personalità ai tuoi testi. Sono consigli semplici ma efficaci. Soprattutto se mantieni il ritmo, se ripeti ogni giorno questi accorgimenti. La costanza è lo snodo che fa la differenza: scrivere per il web non è semplice, e per definire la tua personalità devi mantenere la rotta. E pubblicare ogni giorno mantenendo uno stile omogeneo.

Sei d’accordo con questi consigli? Vuoi aggiungere qualcosa? Secondo te la personalità può fare la differenza nel mondo del blogging e del web writing? Aspetto la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 Comments

  1. Sono pressoché d’accordo con tutti i punti, specie con l’accorciare le distanze e metterci sempre un po’ di noi: ho visto troppi blog (spesso tecnici) che sono troppo freddi e distanti, come se dovessero solo svolgere un compitino.

    Quanto all’aspettare, vero anche questo, ma mi permetto di dire… non sempre.
    Mi spiego meglio: coi fatti di Parigi si rischiava di farsi travolgere dall’emozione del momento, scrivere di tutto e di più dando solo fiato alla bocca come un plebeo qualunque da bar.
    Ma converrai con me che ci sono momenti in cui bisogna quasi essere giornalisti, star sul pezzo… e lì si vede la bravura: riuscire a essere imparziali e dare una notizia su cui, magari, dopo ci si può tornare.
    In fondo si torna sempre all’equilibrio iniziale di cui parli.

    E il vero segreto è non tradire mai se stessi, perché è il primo anello della catena: tradire se stessi significa tradire i propri lettori 🙂

    Moz-

    • Il timing è decisivo, ti permette di intercettare il trend topic del momento. E di aumentare le visite. Ma devi sempre metterci farina del tuo sacco. Devi metterci la tua personalità, qualcosa di tuo: un’idea, un’opinione, un approfondimento. Altrimenti rischi di cadere nella mischia anonima. Sei d’accordo?

      • Sì, ovviamente.
        Bisogna essere se stessi, mantenere l’impronta generale di sé e del proprio blog.
        Poi, con calma, si potrà tornare a parlare dell’argomento, più lucidamente e dopo aver raccolto più dati utili 🙂

        Moz-

  2. Sono tutti consigli condivisibili; nella blogosfera si è in tanti, non è facile trovare qualcosa di “inesplorato”!
    Ed è proprio qui che entra in gioco la personalità di chi scrive: il modo migliore di esprimerla è in effetti il punto 4, “Racconta la tua storia”… In fondo cosa c’è di più originale della propria esperienza soggettiva? 🙂

    • Niente. Racconta una storia originale e nessuno ti potrà copiare. Rima a parte, questo è un punto importante: scrivere per il web senza “copioni” che disturbano è importante. E quando fai qualcosa di personale sarà difficile riprendere quello che hai fatto.

  3. Un blogger ha il compito di fornire contenuti utili al target a cui fa riferimento, basti pensare al famoso “content is the king” no? Ma è anche vero che fornire un enorme mole di dati e informazioni senza alcuna personalità è (a mio parere) penoso. Insomma, noi blogger scriviamo per altre persone, persone vere, persone come noi, cerchiamo di fornire loro valide informazioni ma il nostro secondo obbiettivo dovrebbe essere sempre quello di trasmettere la nostra personalità insieme a quelle informazioni. Essere blogger non è solo un lavoro ma soprattutto uno stile di vita e come ogni “life style” deve traspirare dalle parole di chi lo vive, altrimenti non ci si può definire un vero blogger. Quindi, completamente d’accordo con quanto scritto nell’articolo e in particolare nei punti 3 e 4.

  4. Una rassicurazione per me è stata il punto 4: come iniziare un articolo. Una delle cose più difficili quando mi trovo davanti alla pagina bianca di WordPress. Introdurre l’argomento mi fa sudare perchè non so mai se al lettore, teoricamente interessato all’argomento principale del post, può essere interessato alla mia esperienza personale piuttosto che ad un’introduzione “fredda” e oggettiva. Magari la prima lo annoia e decide di chiudere prima di arrivare al sodo oppure la seconda non la comprende appieno e se la da a gambe levate.
    Poi è tutto in discesa…. fino al finale.
    Già perchè alla fine vorrei inserire una call to action per invitare al commento ma come la butto? Fare una domanda secca ed esplicita fa capire a chi sta leggendo che l’articolo è finito, quindi se ne può andare anche senza commentare, contento o meno di ciò che ha letto. Difficile per me è inserire il tutto nel discorso in modo quasi da convincere il visitatore che la storia non è finita finchè non dice la sua a riguardo.
    Ogni articolo sembra un film: l’introduzione e il finale possono rovinare tutto se mal pensati.

  5. La piramide del primo punto mi ha colpito molto.
    Ho sempre mirato ad un punto di vista unico e nato dall’esperienza diretta, questo proprio per aggiungere valore a ciò che già si trova in rete.
    Ora ne percepisco maggiormente il valore.
    Grazie per la lettura!

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