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Perché i lettori abbandonano i tuoi post (e come risolvere il problema)?

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Non esiste un unico motivo. I lettori abbandonano i post per ragioni diverse. E tu devi capire cosa muove il cursore verso i comandi che portano a lasciare la pagina. Tu devi combattere l’emorragia dei lettori. Altrimenti rischi di investire grandi risorse senza alcun risultato. Uno scenario pessimo.

Spesso il problema non è la qualità dell’articolo. Hai scritto un post degno di nota: ricco di spunti e di approfondimenti, attento alle esigenze del tuo pubblico, pieno di immagini di qualità. Hai ottimizzato tutto, adesso ti aspetta solo una valanga di condivisioni, commenti e visite. E invece niente di niente.

Perché i lettori abbandonano i tuoi post

Forse il motivo è questo: le persone non leggono i contenuti che scrivi. Li trovano su Google e sui social, ma appena arrivano se ne vanno. Questo succede soprattutto per i post lunghi, come pillar article e tutorial. Vuoi risolvere questo problema? Perfetto. Iniziamo dal dubbio esistenziale.

Perché i lettori abbandonano i tuoi post?

I motivi possono essere diversi, e la ricerca di DejanSeo cerca di rispondere alla domanda. Ecco i risultati: una persona su cinque legge i contenuti parola per parola. Nella maggior parte dei casi i lettori scannerizzano. Non è una novità, Jakon Nielsen era arrivato a questa conclusione quasi 20 anni fa:

“How users read on the web? They don’t. People rarely read Web pages word by word; instead, they scan the page, picking out individual words and sentences”.

Nielsen continua con uno studio del 2008: le persone in media leggono il 20% del testo. Questa visione catastrofica della lettura online, in realtà, viene superata con gli ingredienti utili per conquistare l’attenzione del lettore. E questi ingredienti si ritrovano nel manuale della buona leggibilità.

Dividere il testo in paragrafi, usare la formattazione e le liste puntate, scegliere degli anchor text indicativi e degli H2 in grado di dare un significato al contenuto. Tutto questo è indispensabile per migliorare la vita del lettore. Ma quali sono i motivi reali dell’abbandono di una pagina web?

Perché i lettori abbandonano i tuoi post

Ecco perché le persone abbandonano i tuoi contenuti.

Le persone lasciano il tuo blog perché non trovano subito la risposta. Poi perché il testo è troppo lungo e noioso. Qualcosa di simile avviene subito dopo, anche se in questo caso la perdita di interesse non è legata alla lunghezza del post. Al quarto e al quinto posto trovi layout misero e testo difficile da leggere. Poi la scarsa autorevolezza del sito web. Allora, tu dove stai sbagliano?

Come mantenere i lettori sul tuo blog

Non è facile mantenere alta l’attenzione. Soprattutto se hai deciso di scrivere contenuti articolati, ricchi di approfondimenti e spunti. Ancora più difficile è il lavoro del blogger che deve affrontare temi complessi. Magari legati a temi burocratici e a un linguaggio corporativo. Ci proviamo lo stesso?

1. Dai subito le informazioni più importanti

Uno dei punti che tutti i web writer dovrebbero stampare in fronte: dare subito le informazioni più importanti. Puoi inserire un sottotitolo? Bene, spiega in poche parole cosa hai scritto nel post. Vuoi usare il primo paragrafo? Perfetto, non rinunciare a un aggancio immediato con il lettore.

La piramide rovesciata è sempre valida. Anche perché le persone non hanno tempo. Questo punto si allinea con i concetti espressi da Steve Krug: le persone hanno fretta, non vogliono aspettare.

La maggior parte dei lettori vuole risparmiare tempo. Vuole ottenere subito quello che cerca, o comunque ha bisogno di un parametro immediato per capire se deve dedicare o meno tempo al tuo contenuto. Tutto questo diventa ancora più importante se pensi alla lettura da smartphone o da tablet.

Ecco perché il modello della piramide rovesciata è sempre valido. Nella prima parte del post devi far capire subito qual è il topic. Anzi, devi definire la domanda che stai affrontando. E devi suggerire al tuo lettore: “Sì, hai capito. Qui troverai la risposta alle tue domande. Continua a leggere”.

Per approfondire: come iniziare un articolo e attirare l’attenzione del lettore.

2. Non annoiare mai

Per non annoiare il lettore devi intercettare le necessità, devi essere bravo a capire cosa vogliono le persone. Devi individuare le necessità della tua nicchia. Ma devi anche essere in grado di creare contenuti non troppo lunghi. E qui potrebbe nascere la solita discussione: meglio un post breve?

contenuti lunghi

Meglio un post giusto, capace di ignorare per un attimo la solita diatriba. Le persone scannerizzano, vero, ma spesso sono gli articoli lunghi a ottenere grandi risultati in termini di link, visite, condivisioni. Proprio come suggerisce la ricerca di Hubspot. Quindi? Cosa devi fare per non annoiare?

Devi scrivere il giusto. Devi evitare quello che non serve. Ma devi prenderti tutto lo spazio necessario per affrontare, nel modo più completo possibile, un determinato argomento. Un post in grado di risponde alla domanda del pubblico piace a tutti. Piace alle persone e a Google. Senza annoiare il lettore.

3. Cura l’estetica della lettura

Prendi coscienza di questo: le persone non devono leggere per forza tutto il contenuto. Non devono fruire di un articolo dall’inizio alla fine, da sinistra a desta. Non lo dico io, ma la ricerca di Dejanseo:

Perché i lettori abbandonano i tuoi post.

Lettura: passiamo da una parte all’altra.

Le persone leggono, ma lo fanno saltando da un punto all’altro del contenuto. Fai così anche tu, vero? Qual è la soluzione per risolvere questo problema e per evitare i danni? In primo luogo io sfrutto i vantaggi di una scrittura discorsiva: periodi brevi, parole semplici, struttura diretta. Poi ci sono le ancore interne, elementi e domande che richiamano l’attenzione del lettore. Qualche esempio:

  • D’accordo?
  • Tutto chiaro?
  • Capita anche a te?
  • Questa è la mia idea.
  • Ecco il mio punto di vista.

Ancora, mai dimenticare i microcontenuti. Ovvero stringhe di testo che permettono all’autore di chiarire il topic con poche battute. Qualche esempio? Headline, sottotitolo, titoli dei paragrafi, anchor text, didascalie. Tutto serve a creare chiarezza, ogni elemento dell’articolo è estetica e buona forma.

4. Devi essere autorevole

Ultimo punto, ma altrettanto importante. Arrivo sul tuo blog e vado via. Perché forse non trovo gli elementi necessari per valutare in chiave positiva il tuo contenuto. O trovo dettagli che mi fanno pensare a qualcosa di diverso, magari a un sito costruito solo per attirare visite con il click baiting.

Vuoi essere un blogger autorevole? Punta sui contenuti, e al tempo stesso dai tutte le informazioni utili per individuare autore del post e responsabile del blog. Ma soprattutto non prendere in giro il lettore. Perché capisce se lo hai attirato solo per strappare click su un banner. E per fare cassa.

Da leggere: vuoi diventare un blogger autorevole?

I tuoi lettori rimangono sul post?

Ecco i motivi (secondo DejanSeo) che spingono un lettore ad abbandonare il tuo articolo. La mia idea è semplice: esistono diversi livelli da rispettare se vuoi scrivere contenuti di qualità. E uno di questi livelli è l’accessibilità alle informazioni. Non puoi pretendere che le persone scavino nell’articolo.

Non puoi pretendere che le persone trovino tempo per decifrare i tuoi labirinti sintattici, non puoi esigere il sacrificio delle ultime diottrie per leggere muri di parole senza senso. Hai scritto un gran contenuto, ora fa’ in modo che ogni singolo paragrafo sia un banchetto ricco per il lettore. Aspetto il tuo punto di vista nei commenti, magari anche qualche domanda: lascia tutto nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

9 Comments

  1. Non ho domande da porti a riguardo; hai analizzato tutto alla perfezione. Ottimi i consigli (sto anche io usando sempre più headline e titoli dei paragrafi, danno un senso di ordine, scandiscono il ritmo del post).
    La piramide racchiude un concetto reale, però a volte è bello giocare coi propri lettori inserendo il “senso” del titolo solo alla fine del post.. 😉

    Moz-

    • Ciao Miki,

      Variare sempre. Anche io ogni tanto pubblico articoli meno legati alla logica della piramide. Sono esperimenti, sono contenuti che puntano allo zoccolo duro del pubblico. Ovvero quelli che non arrivano sul blog per caso, ma leggono ogni pubblicazione. Ogni articolo. Ecco, a volte devi scrivere anche per una piccola parte del pubblico.

  2. È tutto giusto, condivido la tua idea, ma mi sorge un dubbio: una volta trovate le informazioni che gli occorrono il lettore non abbandona ugualmente il post? Secondo me sì, e penso che un gran contenuto meriti di essere letto fino in fondo. Ho scritto un articolo a riguardo una settimana fa (che qui non linko per non fare spam) in cui mi ponevo proprio questo dubbio e trovavo la risposta nel ritmo di lettura: per esperienza dico che più è veloce e minore è la possibilità che il lettore abbandoni il post. Certo, vanno bene le liste puntate ed i paragrafi, ma secondo me andrebbero usati con maggior parsimonia rispetto a quanto si vede in giro (non parlo di te, ovviamente :-P)

    • Ciao mario,

      Quando un link è a tema non è mai spam, quindi se vuoi inserirlo non ti preoccupare. In passato ho scritto: le liste puntate non sempre funzionano (http://www.mysocialweb.it/2013/07/30/liste-puntate-funzionano/) e come ogni altro strumento deve essere usato quando serve.

      Le persone lasciano sempre l’articolo, tutto dipende come lo lasciano. Hanno letto i tuoi contenuti? Hai fatto un passo avanti verso al fidelizzazione? Hai conquistato un altro nome per la tua community? Un blog è la grande casa della tua tribù.

      • Il post era questo: http://www.mariopalmieri.it/2015/11/23/5-trucchi-catturare-lattenzione-del-lettore/
        Credo, comunque, che tu abbia centrato il punto: forse è una questione di obiettivi, più che di leggere fino in fondo.

        • Sì, nel senso che è ok leggere fino in fondo. Ma perché vogliamo questo? Cioè, per un blog personale può andare bene il piacere di avere un lettore attento. Ma per un blog professionale entrano in scena gli obiettivi: lead generation, engagement…

  3. La piramide è un punto dal quale partire per creare i propri post, però (almeno credo) alcune volte fa bene stravolgere qualche regola e sperimentare nuove soluzioni.

  4. Ottimo articolo Riccardo (un nome, una garanzia!!! :P).
    Terrò conto dei suggerimenti che hai dato alla stesura del mio prossimo articolo sul blog (che in questo momento sta andando un po’ a rilento).
    Grazie.

  5. Salve Riccardo,
    ho scoperto da poco il suo sito e lo trovo molto interessante. Ho una domanda da porle riguardo l’aggiornamento degli articoli di un blog. Gestisco un piccolo sito a carattere fiscale. Mi capita spesso, visti i continui aggiornamenti di normative, che i miei articoli siano obsoleti e quindi necessitino di aggiornamenti. In questo caso cosa è più giusto fare in termini SEO:
    1) entrare nel vecchio articolo, aggiornarlo in modo che il posizionamento dell’articolo non risenta della modifica. In questo modo però i lettori vedranno che un articolo di qualche anno fa e potrebbero non capire subito che è aggiornato ad oggi, e quindi potrebbero lasciare o non leggere l’articolo;
    2) cancello il vecchio articolo, specialmente nel caso in cui abbia avuto scarso posizionamento, o scarso pubblico. Scrivendo totalmente un nuovo articolo sull’argomento, sperando in maggiore successo;
    3) lasciare il vecchio articolo in rete e realizzare comunque un nuovo articolo, magari facendo link interni reciproci, che potrebbero aiutare la SEO.
    Troverà la domanda banale o forse ha già risposto in passato, ma per me che sono nuovo della SEO è un aspetto importante. La ringrazio per l’attenzione e per la sua eventuale risposta.

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