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Twitter fa bene ad aumentare i caratteri

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Qualcosa si muove nel mondo Twitter: aumentiamo i caratteri?

La notizia di Re-Code: Twitter vuole aumentare i caratteri dei post. Lo storico social network non ha mai rinnegato le sue origini, ha sempre mantenuto il limite di 140 battute. Un limite per molti, per altri una caratteristica irrinunciabile. Perché questo è il bello di Twitter: costringe alla sintesi.

Per molti è anche un esercizio di scrittura: ogni webwriter dovrebbe usare Twitter per migliorare il proprio stile. Ma Jack Dorsey ha deciso: si deve superare questo limite. Lo ha confermato in un tweet pubblicato qualche giorno fa: un messaggio che conferma la passione per il vincolo delle 140 battute.

twitter aumentare i caratteri

Al tempo stesso Dorsey pone delle domande al pubblico: e se ci fosse del testo in questi messaggi? Un testo che puoi cercare ed evidenziare. Un testo che può dare di più al messaggio. L’idea è questa. Superare il limite di 140 battute per portarlo a 10.000.

L’idea, come sottolinea Franz Russo, è quella di non stravolgere l’experience della timeline. Niente post estesi, ma delle preview che permettono divedere il testo dopo un click. Un po’ come facciamo ogni giorno con la home page del blog: inseriamo una preview e il tasto “continua a leggere”.

Una soluzione poco invasiva, sicuramente meno fastidiosa dell’ipotesi di mostrare i tweet in base all’importanza e non all’ordine cronologico. Ecco, questa sarebbe una vera assurdità per gli utenti di Twitter. La possibilità di inserire testo in più, oltre ai 140 caratteri, non mi dispiace.

Scriviamo di più, scriviamo meglio

La caratteristica fondamentale di Twitter è il limite delle 140 battute. No, non credo che sia questa la vera caratteristica di questo social network. Io punto la mia attenzione sull’immediatezza, sulla velocità, sulla possibilità di scrivere e pubblicare poche battute nello stream di chi ci segue in tempi minimi.

Il real time è la caratteristica di Twitter. Non il numero di battute. Nel tempo Twitter ha sempre puntato verso un arricchimento dei contenuti aggiungendo la possibilità di allegare foto e video. Ha implementato la possibilità di scattare e modificare foto dall’applicazione, anche di registrare video.

Ora è tempo di passare al testo. Alla scrittura online. È lo stesso Jack Dorsey a dimostrarlo: le persone ne hanno bisogno. Voglio scrivere un testo più lungo di 140 battute, ma non posso. Devo pubblicare il contenuto altrove e inserire un link. Oppure devo fare uno screenshot. Non è il massimo vero?

No, non è il massimo dell’usabilità. Io la vedo in questo modo: c’è bisogno di un continuo rinnovamento. Il web ce lo dimostra ogni santo giorno. Lo abbiamo vissuto o lo rivivremo ancora mille volte. Google si evolve e ci impone dei cambiamenti. Stesso discorso vale per Facebook.

La pubblicità su Instagram? Fino a poco tempo fa era una bestemmia. Oggi non dà fastidio a nessuno.

Evoluzione di un social network

Parliamo tanto di cambiamento, ma siamo disposti ad accettarlo? E a comprendere le cause delle evoluzioni? Twitter ha deciso che questa potrebbe essere la strada da seguire. Una strada che probabilmente ha origini antiche. Gli analisti di Twitter hanno sicuramente preso in considerazione il fattore nostalgia: “Ehi, 140 battute è il limite storico. Gli utenti ci sbraneranno vivi”. 

Ma Twitter è anche un’azienda con notevoli contraddizioni interne. Migliora da un punto di vista delle revenue pubblicitarie ma ha un problema: non cresce. Gli utenti non si iscrivono, o almeno il numero delle iscrizioni non riesce a incidere positivamente sul discorso advertising.

“Twitter’s slowing user growth is impacting its ad business,” said eMarketer principal analyst Debra Aho Williamson. “Twitter has improved its ad targeting capabilities, and it still has a lock on real-time conversation. However, advertisers want to reach a mass audience and that’s harder to do on Twitter than on Facebook.” 

La pubblicità ha bisogno di una massa critica che su Twitter non si riesce a raggiungere. Questa è l’opinione di Debra Williamson di eMarketer. Ed ecco che il bravo CEO interviene per portare innovazione. Dobbiamo fare qualcosa, c’è un elemento nel modello di Twitter che non funziona.

Twitter Quarterly Revenue Results

I risultati di Twitter – Fonte immagine

O almeno non funziona in termini pubblicitari. Dato che Twitter è un’azienda che ha bisogno di introiti, questo è un punto vitale per la sua sopravvivenza. Ora pensa al contrasto tra pubblicità tradizionale e Ad-blocker, pensa all’idea di inbound marketing. Pensa al native advertising, ai branded content.

Pensa allo storytelling, a un’idea generale e ampia di content marketing. Metti insieme tutti questi elementi. Vuoi vedere che Twitter sta proponendo un nuovo formato pubblicitario? Qualcosa che permetta ai brand di raccontare e raccontarsi senza abbandonare la piattaforma?

Secondo te?

Ovviamente queste sono solo idee, non ho la pretesa di leggere il futuro. Non sono un bravo indovino, ecco. Ma mi piace pensare che dietro determinate scelte ci siano delle persone preparate e consapevoli. Dorsey conosce i rischi di questo cambiamento, ma forse è arrivato il momento.

Forse Twitter non può più esistere così come lo conosciamo. Per me aumentare i caratteri è una scelta giusta, se non altro perché così potrà sopravvivere. Mi sbaglio? Lascia la tua opinione nei commenti: secondo te Twitter fa bene ad aumentare i caratteri dei tweet?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

    • Grazie Luisella. Perché secondo te fa bene ad aumentare i caratteri?

  1. Oserei dire FINALMENTE! Proprio in questi giorni stavo pensando di abbandonare l’account Twitter di un progetto che seguo perchè trovavo le 140 battute veramente limitanti. Ora stiamo a vedere come si evolvono le cose. Grazie Riccardo, utile come sempre 🙂

  2. Buongiorno Riccardo,
    Sono d’accordo sul discorso dell’evoluzione della piattaforma per provare ad aumentare le revenue pubblicitarie, ma questo potrebbe avvenire in diverse forme. Per esempio, Twitter potrebbe ospitare al suo interno dei contenuti sponsorizzati a mo’ di Facebook Instant Articles, e proporre un modello pubblicitario in linea. D’altronde, qualche mese fa aveva già lanciato Moments. Forse a parlare è un po’ la mia nostalgia dei 140 caratteri, ma dal punto di vista dell’utente penso siano proprio questi a determinare il successo di Twitter come piattaforma conversazionale e in real-time.
    Ne abbiamo parlato nel blog This MARKETERs Life, se hai modo dai un’occhiata 🙂

  3. Non so dirti se Twitter faccia bene o male.
    Si può solo dire che la causa è facilmente individuabile in quelle quattro righe di citazione che hai inserito nell’ultimo paragrafo: Twitter DEVE diventare mainstream per poter crescere a livello di utenti. I 140 caratteri sono, da una parte, geniali, ma dall’altra escludono una fetta enorme di utenti pigri o forse solo non disposti a farsi mettere le manette al 141esimo carattere su quello che vogliono esprimere. Credo che abbiano ragionato molto su come un social network con ampie possibilità di espressione sia decisamente più appetibile al grande pubblico senza grandi limitazioni. (vedi l’inserimento di immagini, di video nel tempo).

    Per il resto, più che d’accordo su quello che dici tu: parliamo tanto di essere flessibili nel digitale, che cambia in continuazione, e poi ci impuntiamo sui caratteri di Twitter?

    • Capito cosa dico anche io?

      Il cambiamento. Cambiare, evolversi, modificare. Albert Einstein disse: “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose”. Questa è la strada da seguire. Altrimenti Twitter scomparirà. Forse.

  4. Ciao Riccardo,
    io faccio parte di quelle preoccupate per l’aumento del limite dei caratteri, perché temo possa snaturare troppo la natura di Twitter e quindi affossarlo definitivamente.

    Leggere un’opinione diversa mi fa molto piacere e spero tu abbia ragione, visto che è il mio social preferito 🙂
    In parte concordo con te, il web è in continua evoluzione e dobbiamo accogliere i cambiamenti con atteggiamento propositivo.

    Non resta che stare a vedere cosa succederà e cosa esattamente implementeranno tra le novità.

  5. Io invece penso che twitter stia prendendo un’abbaglio. Cambiare il simbolo di twitter dei 140 caratteri è drastico e credo che dopo un po’ il rischio sia di produrre l’effetto contrario. Ovvero di perdere gli utenti affezionati o i pochi che stanno iniziando ad utilizzarlo.
    Il problema principale di twitter, tuttavia, è quello di non riuscire a guadagnare abbastanza. Credo che la soluzione non stia nell’aumentare l’utenza, ma nel metodo utilizzato da twitter per monetizzare: ovvero i tweet sponsorizzati.
    In tutta sincerità, non credo che possano portare a dei reali guadagni, per il semplice fatto che convertono poco e a fatica. Per questo motivo so (e credo dovremmo saperlo tutti) di molte aziende che preferiscono comprare i tweet delle celebrità, assicurandosi un pubblico molto maggiore e magari anche delle conversioni migliori.
    Credo che la soluzione potrebbe essere quella di aumentare si il numero di caratteri, ma solo dei tweet sponsorizzati, dando molte più possibilità alle aziende per la propria strategia di marketing. E solo dopo, nel caso questo fallisca, tentare il tutto per tutto con l’aumento generale del numero di caratteri.
    Un saluto,
    Alex

  6. Non mi piace Riccardo. Concordo sulla necessità di cambiare qualcosa per una questione finanziaria (è pur sempre un’azienda che deve fare profitti) ma da 140 a 10.000 è una cosa che tende a snaturarlo. Ma fossero anche “solo” 1000. Quindi o diventa una cosa totalmente differente da ciò che è oggi e da tutto quello che c’è disponibile su altre piattaforme, qualcosa che al momento non riusciamo ad immaginare, e magari funziona, o diventa (ed è questa la sensazione che ho ora) la brutta copia di facebook. E allora sto su facebook, e tu sai quanto io ami twitter e abbia in antipatia facebook. Già non mi piacciono i cuori al posto delle stelle, ma proprio come simbolo il cuore ha un significato che non riesco ad attribuire a “mi piace”. Poi la storia del farti vedere i tweet in base ad un algoritmo (che spero non passi) come fa Fb con i post: mi infastidisce che qualcuno decida cosa devo vedere. Già digerisco male aprire il profilo e trovare “mentre non c’eri” figurati se decide un algoritmo per me. E così tanti caratteri.. non so non mi piace. Magari 140 sono proprio pochi, ci sta un aumento ma contenuto. Direi meno del doppio. Twitter ha dalla sua l’essere il sistema più rapido e vicino ad una conversazione reale, una piazza dove chiunque può ascoltare “per caso” ciò che dici. Con tw puoi mandare un messaggio ad A mentre stai “solo” conversando con “B”. Post lunghi comportano doverli leggere per intero. Non è più rapido, diventa un miniblog in tempo reale. Non mi piace. Neanche un po’, Non ha più motivo di esistere, ci sono altre piattaforme che fanno già benissimo tale servizio. Perde identità.

  7. Giustissimo innovare, Riccardo: ma siamo sicuri che “10k Twitter” sia la strada giusta?

    Non rischiamo di trovarci la timeline intasata da “incipit” senza senso, che ci costringano ad ampliare il testo per capirci qualcosa?

    Si poteva pensare a soluzioni meno radicali, ad esempio escludere nickname, link e immagini dal computo dei 140 caratteri; un’altra richiesta che in molti hanno fatto – finora invano – è la possibilità di correggere eventuali refusi nei tweet.

    Non sarebbe male, poi, introdurre delle liste di utenti aggregate in base a hashtag o parole-chiave comuni nelle bio (tipo “Scienze”, “Musica”, ecc.).

    Mi sembra che Twitter si intestardisca su idee che al pubblico piacciono poco o addirittura per niente (cuoricini, timeline “sperimentali”), ignorando invece i suggerimenti degli utenti…

    Non vorrei che Dorsey e soci, per attirare nuovi user, finissero invece con il perdere quelli che hanno già.

  8. Neanche a me piace, viene meno la natura di Twitter. Ogni social ha le sue peculiarità e assimilarli uno all’altro significa solo snaturarli e creare alla fine un insieme di social uno uguale all’altro.
    Sinceramente su Twitter non mi metterò mai a leggere una pappardella di 10.000 caratteri.
    Twitter si chiama così perché tweet significa cinguettio. E il cinguettio è breve e conciso, non è una serenata.

  9. Che Twitter dovesse fare qualcosa per “smuoversi” è cosa nota da tempo, ma temo che questa idea di aumentare i caratteri non sia la soluzione, anzi temo sia un suicidio. Il social di fatto, amio parere, così viene snaturato. Le soluzioni sono altre, per esempio che fine ha fatto l’idea Moments? Perché non introdurre un algoritmo che regoli la timeline?

  10. OK l’innovazione e la necessità di far cassa di Twitter, che è stato ormai surclassato da Facebook e LinkedIn, ma francamente questa soluzione non mi piace. Così facendo Twitter rinnega la sua natura, piegandosi alle ragioni del business. Avrei studiato un’alternativa, ma non alla cancellazione degli storici 140 caratteri.

  11. Diciamo che un mezzo tentativo per non farsi odiare del tutto lo stanno facendo con la storia del preview a 140.

    In fin dei conti, twitter è bello perché fa selezione brutale di tutta quella massa di utenti non sufficientemente abili da riassumere un concetto in 140 caratteri e per questo piace a noi affezionati che evitiamo di passare con gli occhi sopra a troppa fuffa.

    Ora mi chiedo: ammesso pure il cambio con i 10000, se in preview ne vedo 140, vuol dire che per farmi venire voglia di leggerti, seguirti, cliccarti al volo, sempre quello spazio hai a disposizione no?!

    Anzi, se lasci una frase a metà perché li passi, la voglia mi passa pure prima.

    Quindi:
    1) se non sei capace, non ci guadagni comunque;

    2) sei mi segui e “nun sei bono” perché gli vai sotto di faccialibro style ti blocco e via perché sono peggio di un fondamentalista;

    3) se sei bravo e mi convinci, magari decido di leggere il resto e se trovo un link forse ci clicco pure per vedere l’effetto che fa.

    Per me fondamentalnente cambia poco.
    Se TW al momento è un posto per skilled people, chi già c’è da un po’ sa come può fare e chi arriva con la fuffa può continuare ad attaccarsi al… XD

    Ma magari sono io che sto troppo rilassato. 🙂

  12. Italo Calvino sosteneva (e lo ha sperimentato con la sua narrativa combinatoria) che le costrizioni stimolano la creatività.
    Farò parte di quei nostalgici dei 140 caratteri.
    Ma l’opzione preview a 140 + testo più lungo (un po’ come il “continua a leggere dei blog”) potrebbe riuscire a far contenti tutti.

  13. Capisco l’esigenza di Twitter, ma la mia personale opinione è che si siano lasciati prendere un po dal panico. Twitter è da un po che non va bene in borsa e come le loro prestazioni in borsa, il numero di iscritti sta diminuendo, sia per via di abbandoni dei profili, sia perché sempre meno si iscrivono. Concordo con chi ha descritto la storia evolutiva di Twitter in una trasformazione in un ibrido che è diventato sempre più simile a Facebook. Sbagliando, a mio parere. E anche oggi a mio dire sbaglia. Se la decisione di aumentare i caratteri a 10000 sarà definitiva, non avrà niente più a che fare con il social innovativo e differente dagli altri che era. Se vuole rinascere, Twitter dovrebbe rinnovarsi completamente, cercando di mantenere l’immediatezza del messaggio che l’ha sempre contraddistinto.

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