13

Perché ho scelto di diventare freelance (e perché cambierò)

Diventare freelance: scelta difficile

Facebook è una fonte indispensabile per il mio lavoro. Trovo articoli interessanti, discussioni degne di nota, persone da frequentare e conoscere. Sì, io ho rivalutato Facebook. Scelgo con cura le persone da seguire. Grazie a questa buona abitudine trovo sempre input nella home page di questo social.

Una domanda lasciata su Facebook è stata lo spunto per questo articolo: perché vuoi diventare freelance? Perché vuoi affrontare il mondo del lavoro attraverso una prospettiva complessa, impegnativa, ricca di ostacoli? Guarda bene i freelance: sono dei martiri.

diventare freelance

Diventare freelance non è semplice e aprire una partita IVA può essere visto come un atto di coraggio estremo. Un freelance non ha tutele, non ha diritti, deve godere sempre di buona salute per poter lavorare e portare il piatto a tavola. Spesso viene spinto verso questa strada da situazioni estranee.

Spesso viene costretto ad aprire partita IVA. E poi inizia il solito calvario: commercialista, fatture, trovare nuovi clienti online, primo anno di incassi liberi per poi pagare doppio colpo l’anno successivo. E il commercialista: “Quelli non sono soldi tuoi”. No, sono del tuo socio occulto. Sono dello stato.

E poi ci sono gli orari. Quando lavori in ufficio se rimani 30 minuti in più diventi una belva. Prima e dopo l’orario di lavoro io non esisto: non apro le email, non rispondo alle telefonate, quando sono in ferie c’è la risposta automatica. Questa divisione per un freelance non esiste: lavori sempre e lo fai con piacere perché la pressione delle tasse è così alta che devi lavorare anche a Natale. E sei felice.

Sei felice perché hai il lavoro

I parenti e gli amici ti rimproverano: “Ma dai, è Natale. Vieni a tavola invece di stare sempre davanti a quel computer. Che poi stai sempre su Faicsbuc”. Parlano così perché non capiscono. Un pensionato, un dipendente dell’Asl, un salumiere non possono capire.

Non possono capire perché non si trovano nella tua condizione. Non hanno idea, sono nati e cresciuti con il mito del posto fisso, del lavoro che inizia e finisce grazie alle indicazioni dell’orologio. E riescono a guardare il mondo del lavoro da una prospettiva acerba: lavoro, guadagno, mi godo i soldi.

Qui invece ci inventiamo il digital detox per riprenderci brandelli di vita. Ogni volta che vai dal commercialista devi consultare un buon manuale di autocontrollo per evitare una strage. Sembra quasi che la strada del lavoro indipendente, nel mondo del web marketing, sia sempre in salita.

Quindi, perché diventare freelance?

Tanto lavoro, poco tempo libero, tasse, clienti che ti tormentano. Perché diventare freelance se ci sono tanti svantaggi? Ti rispondo con un unico concetto: il piacere di sviluppare la tua passione in autonomia. Assaporando la libertà individuale. Questo è il motivo che si trova dietro la mia scelta.

diventare freelance

Diventare freelance è stato come riprendermi il diritto a scegliere, a vivere la mia esistenza professionale. Con tutti i rischi e le opportunità. Non ho sposato la causa freelance per avere più tempo libero: in realtà lavoro dall’alba al tramonto, ma non mi pesa. Il mio lavoro è la mia passione.

Lavoro solo con progetti che mi stimolano. Ma questo è possibile grazie al blog, grazie al flusso di clienti che arriva attraverso passaparola e landing page: posso scegliere, e non devo accettare tutti i lavori per vivere. Diventare freelance, per me, è questo: scegliere come e con chi lavorare.

Per approfondire: come e perché diversificare le entrate di un freelance.

Ma dovrò cambiare

Sì, questa strada non ha un futuro. Essere un freelance indipendente non è il futuro. Non puoi rimanere un lupo solitario, ecco. Il team è importante, lavorare fianco a fianco con altri professionisti è un passaggio decisivo per un libero professionista. L’evoluzione del freelance è il team.

Crescere e cambiare per diventare più forte.

Il motivo? Crescita personale a parte, i lavori grandi li puoi affrontare solo così. Con il regime dei minimi guadagni poco e paghi poco. Ma con la partita IVA ordinaria sei nei guai: le tasse divorano tutto. Ma proprio tutto. Quindi devi prendere grandi lavori, progetti interessanti. E per fare questo hai bisogno di una squadra, di diverse figure professionali capaci di offrire un servizio completo. Esempio: non posso accontentarmi di scrivere un articolo. Devo pianificare una strategia di blogging capace di portare lead, visite qualificare e conversioni. Per farlo ho bisogno di web writer, SEO, web analyst, specialisti che gestiscano newsletter e social.

Se vuoi lavorare ad alto livello non puoi saper fare tutto. L’ignoranza selettiva è un vantaggio, ti permette di iper-specializzarti e di vendere il tuo servizio al giusto prezzo. Devi conoscere tutto, ma devi essere esperto solo nel tuo campo. Insieme ad altri professionisti con competenze diverse.

E tu perché hai deciso di diventare freelance?

Io ho scelto di diventare freelance per dare spazio al mio modo di lavorare. Avevo già contatti di lavoro grazie al mio blog, così ho deciso di lasciare il posto fisso e di creare il mio progetto. Ho scelto di dare forma alle mie idee, e di mettermi in gioco. I risultati sono buoni, ma c’è bisogno di evoluzione.

“Il vostro vero lavoro non è quello che già state facendo; il vostro vero lavoro è decidere quale sarà la prossima cosa da fare” – Seth Godin.

Dobbiamo cambiare. Devo cambiare. Lavorare insieme ad altre persone, le persone che decidi tu, può essere la soluzione giusta per fare qualcosa di grande. Per realizzare progetti, e magari guadagnare qualcosa. Nessun uomo è un’isola (cit.), e questo vale anche per i liberi professionisti del web.

A proposito, tu perché hai deciso di diventare freelance? Ti aspetto nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

13 Comments

  1. Bellissimo articolo! Io ho scelto di essere un libero professionista per la libertà di organizzare il mio tempo, dove lavoravo prima la regola era semplice tutti i giorni dalle 9 alle 18.. e se ti prendi un giorno gli fai un torto, se hai un imprevisto storgono il naso..

    • Ciao Vincenzo,
      Libertà che devi gestire con attenzione. Anche il freelance ha scadenze da rispettare. Se non hai il polso della situazione rischi di perdere il controllo. E bucare le deadline. Ti è mai capitato?

  2. noto spesso che chi è freelance (e non ha mai fatto il dipendente) mitizza un po’ troppo i vantaggi del lavoratore sotto padrone (e non uso le parole a caso). Non chiamiamolo più posto fisso perché di fisso ormai c’è più poco (fallimenti, jobs act, ecc.)

  3. Libero professionista (o freelance, o Boba Fett) per lavorare CON gli altri non PER gli altri.

    Vero è che difficilmente si è capiti, ma a un certo punto, è lavoro – tocca macinare. Mica si tratta dello sportello di ascolto di Cioè.

    D’accordo anche sul fare team che altrimenti lo Ztato Karogna ti mangia anche l’anima. Da quest’anno sto andando anch’io in questa direzione che tuttavia ha coinciso con un cambio di zona di interesse: ciao Italia, willkommen in der Schweiz.

  4. Ottimo post per una come me che freelance ci è diventata per necessità (dopo 2 anni di lavoro non retribuito e contributi non versati) ho deciso di proseguire il lavoro che amo mettendomi in gioco.Voglia di fare team tanta, ma qui nella mia piccola città non mi fila nessuno, anzi il freelance qui è uno che non ha voglia di lavorare 😉 Intanto io ci credo, ci provo,con fatica, umiltà e tanta passione. Vedremo, altrimenti resta sempre il chiringuito sulla spiaggia no?! 😉

  5. Per mia esperienza posso dire dipende.
    Io sono stato freelance per qualche anno, poi sono “evoluto” in team con altri colleghi, per poi tornare a gennaio di quest’anno freelance.
    Le problematiche del team sono molto più delicate che non vivere da freelance, ci sono pro e contro in entrambe ma se da freelance hai 10 problematiche come team ne hai 100, almeno secondo me.

  6. Ho deciso di diventare freelance per dare forma alle passioni, alla creatività, alla qualità. Per tracciare nuovi percorsi altrimenti impossibili. Per andare incontro ad un futuro in divenire.

  7. Ciao Riccardo, sempre belli e stimolanti i tuoi post. Io ho aperto una partita iva da libera professionista un anno fa perché, dopo 20 anni di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato, sono stata licenziata in base alla nuova normativa dettata dalla legge Fornero. La motivazione data dall’azienda è stata di tipo economico (esternalizzazione delle attività marketing con conseguente chiusura delle sedi periferiche al gruppo). Diciamo che la mia situazione era un po’ complessa in quanto, già da 8 anni ero blogger e, sempre da dipendente, avevo una Società (SRL) con altri 3 soci. Per fartela breve, la società srl, nella quale volendo avrei potuto continuare, non era abbastanza solida da potermi assicurare uno stipendio dignitoso, e non è mai decollata veramente, quindi è stata chiusa ed io ho continuato come libera professionista, cercando un inquadramento inps che mi permettesse di mantenere i 20 anni abbondanti di contributi già versati. Quindi per me è stata una conseguenza quasi obbligata, anche se sono contenta di aver scelto questa strada anziché cercare un nuovo lavoro da dipendente. Come vedi i casi sono molteplici e, purtroppo, la normativa fiscale italiana non aiuta. Probabilmente io sono comunque una privilegiata, in quanto ho avuto modo di crearmi un’esperienza tale da poter valutare le attività e definire gli obiettivi, senza contare che, pur dovendo continuare a lavorare se voglio un domani ottenere uno straccio di pensione, non sono oppressa dal pensiero di dovermi ancora costruire una vita, una famiglia ecc. Quindi cerco di vivere gli aspetti positivi della mia attuale posizione, cercando di migliorarmi ogni giorno, senza stancarmi di imparare ed essere curiosa. Grazie e spero ci avremo modo di incrociarci a qualche evento.

  8. Si, Riccardo. Il team è il tuo prossimo passo e ti confermo che sei sulla strada giusta (l’ho già fatto da qualche tempo). E dopo il team? C’è un altro livello ancora, ma per ora se ti va bene il team tieni il team. Le abilità da imparare sono le più disparate, la sfida è sfidante (altrimenti che sfida è?) e il percorso è meraviglioso perché cambiano il punto di vista, la prospettiva e allo stesso tempo -senza accorgertene e in modo naturale- cambi tu. Buona evoluzione, Riccardo.

    • Ciao Francesco,

      Ti ringrazio. La tua testimonianza mi è utile perché sei in questo settore da molto tempo, quindi conosci le esigenze e le evoluzioni del lavoro freelance. Cosa c’è dopo? L’azienda. Bella l’idea, mi piace. però ci sono anche tante incertezze e responsabilità…

  9. Bellissimo post, stimolante!
    Io sono diventato freelance per necessità e ho deciso di specializzarmi.
    Però, dal mio punto di vista, è difficile trovare progetti che possano supportare la creazione del team.

    • All’inizio è difficile. ma lentamente le opportunità arrivano se lavori bene. Nel mio caso sono arrivate quando ho iniziato a fare team con altri professionisti del settore.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *