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Alla ricerca del cliente perfetto

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Mi sembra quasi di sentirla la tua voce sommersa dai task e dalle notifiche, dalle email che continuano a opprimere la tua casella Gmail. D’altro canto il cliente svolge il suo ruolo: esige. Fa domande. A volte pertinenti, a volte no. Poi dimentica gli accordi, ignora il preventivo, non paga le fatture.

Lo cerchi, lo aspetti, lo evochi ogni giorno nei tuoi pensieri. Spesso anche sui social. Magari con uno sfogo spersonalizzato, solo per dare voce alla tua insoddisfazione: “Voglio un cliente perfetto”.

cliente perfetto

La ricerca del cliente perfetto – Twitta questa immagine

Ce ne sono di situazioni da elencare. E potrei scrivere un libro su ognuna, ma preferisco parlare di te. Voglio aiutarti a superare un freno che ti accompagna e ti limita ogni giorno: la ricerca del cliente perfetto. Sai perché si tratta di un freno? Non hai capito? Questa è la base del tuo lavoro freelance.

Il cliente perfetto non esiste

No, non esiste. Il cliente perfetto è una figura mitologica, un mito che non esiste nella realtà quotidiana. Ma ogni cliente è pur sempre un’occasione per coronare il tuo sogno, per trasformare il tuo tempo in vile denaro. Vile e utile, soprattutto in questo periodo così difficile per le partite IVA.

Il cliente ti offre l’occasione di mettere in campo il tuo talento e di dimostrare le tue abilità. Soprattutto ti consente di aggiungere un nuovo mattone al tuo progetto: trasformare la passione in una fonte di denaro. Perché se sei qui, se stai leggendo questo blog, anche tu sei mosso dalla passione.

cliente perfetto

E la passione ti fa fare salti mortali. Ti spinge a rispondere alle email alle 22.30, a lavorare giorno e notte, a cancellare vacanze per finire lavori che servono a pagare pensioni che vedrai tra mille anni. Veramente lo fai per i soldi? Non solo, altrimenti dovresti essere ricco. Lo fai perché ti piace.

Da leggere: le qualità vincenti di un freelance.

Ma non esiste il lavoro perfetto

Il tuo lavoro è la tua passione e vorresti dei clienti in qualche modo simili; capaci di apprezzare ogni sfumatura del tuo operato e di rispettare ogni punto del contratto, compresi i tempi di pagamento. Anche se la vera stilettata è il cliente che ti dice ciò che devi fare. Cioè, lui dice a te come operare.

Ti immagini la scena? Vado dal dentista e dico al dottore cosa fare. Contesto ogni decisione. Lui cosa fa? Mi accompagna alla porta. Chi lavora online, invece, deve affrontare il triste destino: deve combattere contro clienti che sanno tutto. E che a volte ti pagano per essere d’accordo. Non cercano la voce che sia d’aiuto all’azienda, ma quella che accoglie il suggerimento. Perché le idee sedimentate sono difficili da mettere in discussione.

cliente perfetto

Il cliente perfetto non esiste, tu continui a cercarlo senza esito: cosa accade? Frustrazione, delusione, sangue amaro, piccoli sfoghi su Facebook. Piccoli e inutili. Lamentarsi sui social non cambierà la situazione: ti darà un brivido di piacere nel sapere che ci sono altri nella tua condizione. Ma poi?

Al massimo insinui il dubbio tra gli altri clienti che ti seguono – “Ma sta parlando di me?” – e magari il diretto interessato ignora la frecciata. Il punto di partenza è questo: prendi coscienza della realtà, il cliente perfetto non esiste. Lamentarsi non cambia lo stato delle cose. Ma se il cliente perfetto non esiste, puoi migliorare la tua condizione muovendo le pedine giuste:

  • Rifiuta subito i clienti che tirano troppo sul prezzo.
  • Appena ti chiama dopo le 19.00 metti in chiaro i limiti.
  • Non accettare comunicazioni cruciali via Whatsapp: il lavoro si organizza via email.
  • Crea una netiquette dell’email: poche, brevi, indispensabili.

Soprattutto, fai capire subito chi è il professionista. Questi rapporti si decidono durante il primo incontro ed è difficile modificarli. Se inizi a essere remissivo stai impostando male il rapporto: devi essere tu a dettare il ritmo e a dire cosa fare. Questo, ovviamente, comporta un piccolo dettaglio: devi sapere cosa fare. Se varchi l’ufficio pensando che sarà lui a dirti cosa fare il futuro è scritto.

E il cliente ti userà come protesi dei suoi pensieri. Diventi semplice esecutore. Quindi una condizione sottopagata, non indispensabile, sostituibile. Il cliente perfetto non esiste, vero, ma spesso è anche il freelance a mettersi nei guai. E a pretendere equilibri che ha inconsciamente rifiutato.

Vuoi guadagnare di più? Vuoi avere il controllo del rapporto lavorativo? Sii competente e metti in chiaro subito il tuo essere professionista. Il cliente deve pagarti per le tue conoscenze e per il valore che puoi dare all’azienda, altrimenti rischi di essere semplice ingranaggio. Tu non vuoi questo.

Per approfondire: come e perché diversificare le entrate.

Cliente/Relazione

Non bisogna però dimenticarsi che anche il professionista perfetto non esiste e che ogni nuovo lavoro può essere occasione per crescere, migliorare e misurarsi con persone e aziende diverse. Fare attenzione alla relazione è importante tanto quanto saper spendere le proprie competenze.

Un cliente è pur sempre l’esperto di se stesso e della sua azienda e se voglio lavorare bene per lui devo stare attento all’aiuto che ha da offrirmi. Accogliendo i suoi suggerimenti, le sue richieste e talvolta le sue imposizioni, posso conoscerlo e capire i valori che caratterizzano la sua azienda.

Forse solo accettando il suo aiuto, posso trovare la strada per mediare tra le sue esigenze e le mie idee e competenze e offrirgli un servizio utile alla sua crescita. Ma anche alla mia, perché imparo a relazionarmi con nuove realtà e a non nascondermi dietro una rigidità professionale: divento sempre più capace di mettermi in gioco.

Tu hai trovato il cliente perfetto?

Il mio punto di vista è questo: devi guardare oltre. Devi amare i tuoi clienti nel senso ampio del termine: rifiuta quelli che non puoi e non vuoi seguire, dai il massimo per quelli che ti permettono di portare a termine la tua missione. Investi qualche ora per fare formazione. Anche a costo zero.

Questo investimento ripagherà nel tempo.

Non puoi rifiutare i lavori perché stai muovendo i primi passi? Mi dispiace, è la gavetta. Anche io ho accettato lavori mal pagati, anche io sono stato subordinato alle idee altrui. Devi decidere qual è il momento giusto per dire: “No, aspetti. Non è così. Dobbiamo lavorare in questo modo”.

Se alle spalle hai le giuste competenze il cliente ti seguirà. Altrimenti è giusto che si rivolga a un altro. Sei d’accordo? È capitata anche a te questa situazione? Lascia la tua esperienza nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 Comments

  1. Come non essere d’accordo? Il cliente perfetto non esiste, ma un pò lo si può migliorare, altri invece possono migliorare un pò noi…

    Grazie della lettura!

    • Ciao Samuele,

      C’è sempre un rimando, un dialogo tra le parti. Noi influenziamo i clienti, ma dobbiamo essere anche pronti ad accettare i consigli. Non siamo depositari del sapere assoluto: dobbiamo saper ascoltare, Non credi?

      • è proprio quello che volevo esprimere, molti clienti hanno qualcosa da insegnarci. Il reciproco ascolto e la collaborazione li considero come assioma per il lavoro freelance…indispensabili…
        Buona giornata Riccardo 🙂

        • Spesso però questi elementi sono distanti anni luce. Solo che dobbiamo comunque fatturare, altrimenti…

          • Il sistema fiscale Italiano non aiuta certo a migliorare la qualità lavorativa…sono d’accordo. Ma non vedo molte alternative, o il cliente si fida ciecamente e ti affida completamente il lavoro o bisogna aprire il dialogo/collaborazione…assecondarlo semplicemente sarebbe una perdita di tempo per entrambi, alla fine il metro di misura per un professionista sono i risultati…
            Solo la mia personale opinione

            • In linea di massima hai ragione. In una situazione equilibrata è un ragionamento corretto. A volte, però, fare questo ragionamento a chi ha l’acqua alla gola è difficile: accetta tutto, e si piega a tutto.

  2. Nella realtà delle cose l’ideale non esiste. Nelle mie esperienze da freelance i clienti migliori sono stati quelli fuori Italia, sono quelli che più apprezzano il valore della professionalità.

    A presto,
    Antonio.

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