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Datti pace… fare blogging è una professione

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Le domande che fanno a un blogger sono sempre le stesse: “Guadagni? Come guadagni? Ma quindi scrivi? No, dai, sul serio: che lavoro fai? Sul serio”. Tu provi a dare delle risposte, alla fine ti arrendi. Lasci sfiatare il trombone che si trova dall’altra parte dello schermo e vai avanti, felice del tuo lavoro.

Tutto ti scivola addosso quando la passione si sposa con la soddisfazione economica. Vivi bene con il tuo lavoro, i clienti sono felici e tu vai avanti senza dare attenzione a chi mette in discussione la tua professionalità. Però c’è sempre quella cantilena di sottofondo che ti buca le meningi.

fare blogging

“Ma che davvero? Ti pagano per scrivere su un blog? Ma stai dando i numeri? Mio cuggino mi ha detto che un blog è gratuito, si apre a costo zero. Non pago neanche l’hosting con WordPress.com, perché dovrei pagare un blogger per pubblicare i contenuti”. Devo sopportare tutto questo? Sul serio?

Lavorare sul web vuol dire essere fuori dalle conventicole. Non sei un avvocato, non ci sono gruppi chiusi che puntano all’autoconservazione: sei nella giungla e il tuo lavoro non verrà mai riconosciuto. O forse sì? Il blogger può diventare una figura professionale? Le ultime notizie ti stupiranno, vedrai.

C’è un riconoscimento ufficiale

Le competenze del web hanno un riconoscimento ufficiale. Questa è la notizia che leggo sul blog dell’IWA Italia, l’associazione per la professionalità nel web riconosciuta dall’European Committee for Standardisation. Nel 2006 l’IWA Italia ha costituito il gruppo Web Skills Profiles per definire i profili professionali del Web. Un obiettivo indicato anche dalla famosa agenda digitale italiana.

Grazie alla norma multiparte UNI 11621-1/4:2016 i profili professionali del web sono stati definiti da un punto di vista legale. Questo è un primato a livello europeo, e la grande sorpresa (almeno per me) è questa: esiste anche una sezione nella quale può essere inserito il lavoro del blogger.

Oddio, quindi fare blogging è un lavoro? Sul serio? Dio, che emozione. Sembra proprio che il blogging rientri nella categoria dei Web Content Specialist. Ecco la definizione presa dal PDF ufficiale:

“Il Web Content Specialist si occupa di produrre contenuti, sia testuali che multimediali dei quali è direttamente responsabile, che siano efficaci per una risorsa Web. Cura il contenuto anche in base della piattaforma che lo dovrà ospitare (sito Web, social network, blog, interfaccia) e del target”.

Ecco, io mi ritrovo in questa definizione. Soprattutto perché c’è un dettaglio che fa la differenza: produrre contenuti che siano efficaci per una risorsa. Non si tratta, quindi, della semplice scrittura online: c’è anche la pianificazione e l’organizzazione strategica del blog. Un aspetto che ho messo al centro della mia attività professionale, del mio libro Fare Blogging, del mio blog.

blogging

Lo dico e lo ripeto da anni: cambia modo di fare blogging, non limitarti alla scrittura. Differenzia le tue competenze, fai formazione e impara anche a diventare uno stratega della professione.

Il blogger deve saper scrivere, ma soprattutto deve organizzare i contenuti in un calendario editoriale con uno scopo ben preciso. Ovvero portare dei risultati chiari all’azienda. Senza dimenticare che nel profilo si indica anche la necessità del Web Content Specialist di integrare le sue competenze con quelle di altri specialisti del web: stop ai compartimenti stagni, il valore si trova nella collaborazione.

Per approfondire: cosa ho capito dopo 3 anni di lavoro freelance.

Ma cosa significa questo per il blogger?

Spenta l’euforia iniziale, la domanda che segue la notizia è chiare: a cosa serve tutto questo? C’è chi ha regolamentato la presenza di figure professionali del web. Quindi? Perché dovrei fare i salti di gioia? Pasquale Popolizio, vicepresidente di IWA Italy, prova a dare una risposta dal blog ufficiale:

“Con la pubblicazione della norma multiparte UNI 11621-1/4: 2016 si aprono scenari e opportunità molto importanti per i professionisti del Web (…). I professionisti potranno certificare le loro competenze, le Università e gli enti formativi potranno, anzi, direi dovranno, ampliare la loro offerta formativa con corsi e master specifici”.

Ok, interessante. Ma ho dei dubbi, non riesco ancora a trasformare questo traguardo in qualcosa di pratico. Dal punto di vista dei contratti, ad esempio. O della formazione. A cosa serve tutto questo?

Devo informarmi. Nel frattempo mi guardo intorno e penso che tutto questo sia utile, certo. Nn ho bisogno di certificazioni per dare al mio lavoro una valenza professionale. Il blogging è un lavoro? Certo, è nella misura in cui il professionista mette a disposizione le sue competenze per creare e organizzare contenuti. Questa è la mia definizione di blogger da una prospettiva professionale.

Non divento professionista oggi. Il risultato raggiunto è interessante ma non cambia il mio modo di intendere il lavoro del blogger. Un lavoro che ti permette di guadagnare e di vivere in modo dignitoso, ma che ti impone dei percorsi precisi. Non puoi continuare a scrivere articoli per due soldi: lo puoi fare all’inizio ma poi devi andare avanti. Devi investire dell’organizzazione e nella formazione.

Da leggere: le qualità di un blogger professionista.

Fare blogging e professione: la tua opinione

Il lavoro del blogger è una professione? Certo, se nel tuo lavoro di creazione dei contenuti riesci a dare vantaggi competitivi e concreti al tuo cliente. Non credo nelle formule magiche, non credo nei lavori capaci di farti guadagnare migliaia di euro in pochi mesi: blogging è creatività e strategia.

Come sempre questa è la mia opinione. Un punto di vista. Io credo che il blogger sia un professionista, a prescindere dalle definizioni legali (che non guastano). Ora aspetto la tua opinione nei commenti. Secondo te il blogger può essere inserito a pieno titolo tra le professioni del web?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

15 Comments

  1. non c’è il rischio che adesso diventino tutti blogger, perché c’è un documento ufficiale che ha riconosciuto questa categoria lavorativa?
    insomma penso soprattutto a quelle persone che sfornano post con la velocità di 5 ogni 20 minuti…

  2. Certo, è un bene che la professionalità venga riconosciuta, anche se rimane fumosa la questione di come e in che forma si possa “dimostrare” di essere blogger; proprio perché, ci sono sempre quelli che annusando aria di novità possono aprire un blog al volo e scopiazzare qui e là, creandosi comunque una parvenza di professionalità.

    Non che questo mi disturbi, ma ecco, la notiia in me infonde un senso di giustizia ma allo stesso tempo mi paventa uno scenario un po’…come dire… conventicolo.

    E spero che non diventerà una questione di titolo di studio! Sarebbe una gabbia per la grandissima offerta di sfaccettature culturali che, al momento, rendono il mondo dei blogger così variopinto.

  3. Una buona notizia per chi si occupa di blogging in maniera continuativa; l’importante è che non si passi all’estremo opposto, con una vera e propria iper-regolamentazione. 😛

  4. Va bene che sia una professione in linea ufficiale … Ma era necessario lo dovesse qualcuno?
    I vostri clienti forse non vi reputano professionali?

    A mio parer chi guadagnerà davveroda questa sstoria saranno le università e gli enti di formazione liberi di sfornare altre facoltà/corsi privi di utilità e ricchi di testi scritti da professori mummificati sulla poltrona che magari l’anni prima si occupavano di altro .
    Mi dispiace ma sono molto scettica per quanto riguarda le università … Sono mausolei e gli studenti vacche da mungere, coi soldi spesi per la mia triennale a quest’ora avrei fatto il master della ninja academy 3 volte! Ora mi ritrovo con un incommensurabile bagaglio teorico e pratica 0%, teoria vecchia oltrettutto. La teoria nuova me la sono letta per conto mio!

    Preferisco non regalare soldi per una specialistica che non ha co tenuti validi e proseguire per conto mio imparando da chi “fa davvero”!
    Se mi vorranno costringere a “certificare” le mie future co.petenze in nome di una figura standard e per questo sganciare a qualcuno non ne sarò felice
    Ma questa é solo la mia opinione.
    Sara.

  5. Qualcun potrà replicare, ma la pratica del blogging potevi far tela da sola. E avreste ragione, ma ho scoperto tardi come far fruttare il mio talento e le mie passioni, difatti rimddierò presto a questa tara.

    Ma la pratica era intesa in generale per la mia facoltà (sociologia) che dicerto non manca di stimoli e spunti!

      • Nel senso che mentre studiavo all’universitá potevo aprire un blog e fare pratica.

        • Certo, anche io ho fatto così. la pratica è importante, e la devi fare quando non ti serve. Quando ti serve è già troppo tardi.

  6. Credo che sia giusto riconoscere la figura del blogger, però a mio avviso, occorre mettere dei paletti ben precisi per indicarne i criteri e requisiti, per evitare il proliferare di blog inutili o peggio dannosi a delle risorse Web. Se non viene regolamentata la figura, chiunque potrebbe cimentarsi e parlare di qualunque tematica (anche a sé sconosciuta) tanto è un blogger. Quindi

    -Stabilire cosa possa essere un contenuto e cosa no
    -Stabilire chi può farlo o meno (non è per chiudere la bocca a nessuno) ma è abbastanza ovvio che bisogna conoscerne la tematica, quanto anche perché esistono fin troppi truffatori e spacciatori di bufale in giro per il Web, e trovarsi spacciatori di bufale e spam che “vivono anche bene” sulla frode e sulle balle sinceramente è molto fastidioso.

  7. Riccardo, tu sai che io non faccio il blogger di professione, ma qualcosina ne so. E ti dico che a me questa cosa della certificazione del blogger (e di parecchie altre figure che lavorano sul web) non piace per niente. Ma nemmeno un po’. Parlando di Blogger, manca solo una cosina ora: un bell’ordine professionale sulla falsariga di quello per gli avvocati. Così dopo aver preso una laurea a 23 anni dovrai fartene 3 o 4 (o 5? M facciamo 4 dai) anni a lavorare sottopagato o non pagato affatto presso qualche altro e poi dare un bell’esame di stato. Così siamo sicuri che fino a 27 / 28 anni non lavori e non dai fastidio. E poi avrai davanti almeno altri 2/3 anni prima di cominciare a guadagnare a sufficienza per mantenerti in modo decente, sempre se nel frattempo non ci saranno modi fantasiosi del fisco o dell’ordine di bruciare tutti le tue entrate. Impedendoti un sacco di cose, tipo che so, farti pubblicità, avere uno sponsor, parlare di qualche argomento scomodo…
    No non mi piace per niente. Il blogger vale per la tecnica e per l’attitudine (e l’attitudine non si insegna) ed è un mestiere nel quale alcuni indirizzi di studio possono (e sottolineo “possono”) essere d’aiuto. Servono delle competenze specifiche, innegabile, e spesso tu ne parli, ne scrivi e ne insegni, tuttavia non saranno solo quelle a fare la differenza e non servono né un master né un intero corso di laurea per apprenderle. Quello che farà il risultato sono costanza, mentalità professionale, intuito, talento… No non mi piace. La differenza tra farlo di mestiere (qualunque cosa) o per passatempo sta solo nell’essere pagati o meno per farlo.

  8. Carissimo, non sai che notizia mi hai dato. Io sono una blogger che ha intrapreso questa strada perché le redazioni erano sempre chiuse, eppure, nonostante tutto, io ho sempre creduto di avere qualche possibilità. Che dire i risultati mi danno ragione, ma si può fare moooolto mooolto di più, questo almeno può essere un inizio. Più che altro abbiamo un punto di partenza per continuare a crederci. E forse sempre più persone, brand, clienti la smetteranno di svilire questa professione liquidandoti in quanto tale o semplicemente proponendo offerte ridicole, per non dire offensive.

    • Il blogger è un professionista e il blogging può essere una professione. Questa notizia deve essere letta come una soluzione per dare maggiore autorevolezza alla nostra immagine. Per il resto contano i risultati.

  9. Sono un informatico che da sei anni ha un blog tematico, blog nato per passione e perché credo fermamente nella condivisione della conoscenza ma non per questo sento d’attribuirmi il titolo di blogger e non è la mia professione. È probabile che abbia tutte le caratteristiche di un blogger ma chi accerta questo?

    Sono una persona che ha determinate conoscenze a cui piace scrivere per condividere e utilizzo il blog come mezzo di trasmissione. Il blog e il lavoro sui contenti mi ha consentito di accrescere la mia reputazione on-line.

    Le consulenze ottenute tramite il blog sono state acquisite non perché io sia un blogger ma perché sono un professionista nell’ambito IT che è stato capace di strasferire le proprie conoscenze attraverso la scrittura sul web trasmettendo fiducia.

    Io non credo alla figura del blogger assoluto, credo che ogni professionista (per esempio un medico) acquisendo le dovute conoscenze possa essere un blogger ma la sua professione sarà sempre quella di medico.

    Questa è la mia idea di blogger.

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