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Organizza i contenuti del blog con il Social Media Core Model

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Uno dei principali problemi per chi inizia a fare blogging: organizzare i contenuti. Ma non solo in senso pratico, ovvero come creare tag e categorie. Il vero dubbio riguarda l’inserimento dei contenuti all’interno di una strategia capace di trasformare il blog in una risorsa efficace.

Cosa scrivo? Quali articoli devo pubblicare e per raggiungere quali obiettivi? Ecco, questo è il punto decisivo per dare senso alla tua presenza in un team: gli obiettivi. Nel libro “Fare Blogging” ho puntato l’attenzione su questo tema, e ho proposto un modello per operativizzare obiettivi astratti.

organizzare i contenuti

Ma per organizzare i contenuti? Per schematizzare il lavoro in base al target e agli obiettivi? Ieri ho letto un articolo di Futura Pagano che ha rielaborato un modello pubblicato da Net Life Research nel 2007 per ottenere uno strumento utile per schematizzare il lavoro del content creator.

Questo strumento si chiama Social Media Core Model, e ha un obiettivo: rivedere e organizzare i contenuti in base all’esperienza utente. Al centro dello schema c’è sempre il contenuto, ma viene messo in relazione con obiettivi e utenti. Io credo che sia un ottimo modo per organizzare i contenuti del tuo blog personale e aziendale: scopriamo insieme perché e in che modo sfruttarlo.

Cosa è il Social Media Core Model

È un documento. Anzi, è uno schema che mette in relazione elementi decisivi per la tua strategia di blogging. In questo PDF (lo puoi scaricare dal sito comingsoon.futurap.com) ci sono dei campi vuoti che corrispondono a voci che devi compilare con attenzione:

  • Social media: il canale di riferimento.
  • Utenti: le persone da intercettare con il social.
  • Obiettivi: quali obiettivi posso e voglio raggiungere.

Poi ci sono i flussi in entrata. Rappresentano i percorsi che permettono al social di farsi trovare dall’utente, i punti di accesso per raggiungere il social media. Come sottolinea Futura nell’articolo già citato: “Dobbiamo considerare il nostro social media come un punto di arrivo di percorsi che possiamo contribuire a creare”. Ci sono anche i percorsi in uscita, dove vorrei portare l’utente.

Cosa c’è al centro? Il contenuto. Anzi, i contenuti. Perché il tuo target ha esigenze diverse, e le sfumature dei tuoi contenuti hanno un obiettivo preciso: soddisfare i bisogni delle persone che sono arrivate sul canale. Questo è il concetto di contenuto di qualità, solo questo: rispondere alle esigenze.

Social Media Core Model

Social Media Core Model di Futura Pagano

Futura aggiunge un dettaglio utile: i contenuti da indicare sono quelli che permettono di soddisfare l’utente che è arrivato sul canale, e di generare azioni utili per avvicinare il pubblico al brand. E di raggiungere l’obiettivo fissato. Qui tutto si basa su ordine ed efficienza, mi piace.

Come sfruttare il Core Model nel blogging

Nel PDF distribuito da Futura ci sono esempi per diversi tipi di social. Non ho avuto modo di lavorare a un esempio dedicato al blogging, ho scoperto questo modello ieri sera. Però credo che il percorso sia già chiarito dalle voci indicate nel modello che puoi scaricare dal sito web.

  • Utenti – Le persone che arrivano e seguono il blog, potrebbero essere potenziali clienti da intercettare con gli articoli (proprio come suggerisce la prospettiva Inbound Marketing), clienti fidelizzati che ritornano sul blog per leggere notizie e approfondimenti. O ancora utenti freemium che vuoi trasformare in abbonati.
  • Obiettivi – Quali sono gli obiettivi del blog?Vuoi aumentare le vendite dirette di un bene o un servizio? Vuoi fare lead generation o posizionare il tuo brand per determinati valori? Vuoi creare una community intorno al tuo brand? C’è una voce dedicata: usala!
  • In entrata – Come arrivano le persone sul tuo blog? Ci sono diverse fonti, e in questo caso una buona conoscenza di Google Analytics non guasta: motori di ricerca, social, visite dirette. In questa voce devi mettere tutte le fonti del tuo blog (io magari le ordinerei in base ai dati di GA).
  • In uscita – L’articolo del blog è il mezzo, non il fine. In questa voce devi elencare tutte le fonti che ti permettono di raggiungere gli obiettivi fissati. Qualche esempio? Blog aziendale, landing page, squeeze page, ecommerce, canali social…

Poi c’è la parte centrale, quella dedicata ai contenuti “core”: i contenuti che rispondono ai bisogni degli utenti e consentono di raggiungere obiettivi. Come definisco questi contenuti? Attraverso l’analisi dei dati che vengono restituiti dai SEO tool (cosa cercano le persone su Google) e l’osservazione partecipate delle community. Il blogger deve immergersi nella community.

Deve seguire le esigenze del potenziale lettore.

Deve comprendere le sue necessità, gli argomenti che affronta nei forum, le domande che fa agli esperti del settore su Facebook o su Twitter. E deve proporre delle risposte utili, capaci di generare valore attraverso degli articoli pensati per diventare dei tramiti per raggiungere gli obiettivi.

Cosa farei io? Aggiungerei una nota per i meta-obiettivi, quello che sul libro chiamo obiettivi intermedi. Faccio un esempio: le persone mi trovano attraverso i motori di ricerca, leggono i miei articoli e raggiungono le landing page. Ma per migliorare il mio posizionamento su Google ho bisogno di ottimizzare diversi fattori, e soprattutto ho bisogno di link in entrata di qualità.

Quindi posso creare dei post non legati a un obiettivo diretto, ma a un meta-obiettivo.

Potrebbe essere utile inserire anche un box legato ai KPI, agli indici di performance da monitorare. Tra questi ci sono le vanity metrics (ad esempio il numero di visite) ma anche numeri precisi e indicativi, come quelli legati a eventuali obiettivi fissati su Google Analytics.

Per approfondire: come tracciare la compilazione di un form.

Organizzare i contenuti del tuo blog: la tua opinione

Il modello proposto da Futura Pagano è ideale per organizzare i contenuti del blog, per permettere al blogger di pianificare la propria attività e dare una direzione precisa al blog aziendale. Mi impegno a compilare il prima possibile il modello per il mio lavoro, aggiornando l’articolo.

Ora però tocca a te: questo schema può essere utile per organizzare il lavoro di un blogger? lo inseriresti nella pianificazione strategica? Aspetto il tuo parere nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

6 Comments

  1. Davvero uno strumento utile. Futura Pagano lo ha presentato sabato scorso a C-Come16, convegno su copywriting, creatività e content marketing, e ha colpito molto anche me. Non ho ancora avuto modo di metterlo in pratica, ma promette di essere un bel timone per muoversi nel mare del web marketing.

    • Sì, concordo. Io lo testerò in giornata. Conto di aggiornare l’articolo nei prossimi giorni. Ecco, così mi piace lavorare… avere nuove idee per lavorare, pubblicare confronti e passi in avanti.

  2. Futura Pagano ha esposto a #ccome16 qualcosa di utile, su cui il mio vicino ha detto “apperò”, perché un conto è ascoltare e un altro è cambiare ascoltando!
    Allora approfondiamo la cosa, poi apriremo il capitolo del “mettere in pratica”… 😉

    • Sto usando questo modello in qualche piano editoriale, e mi trovo bene. A breve aggiorno l’articolo e faccio sapere a tutti come ho integrato il lavoro di Futura.

  3. Trovo davvero molto interessante il modello proposto da Futura Pagano. E sicuramente farò a breve qualche test per verificarne l’efficacia sul campo. Sicuramente questo contributo ci porta sempre più sulla strada della razionalizzazione del “content management”, che negli ultimi mesi è stato assaltato come “carro dei vincitori” ed è forse stato un po’ troppo tirato in ballo.
    Di contro trovo che l’attività di gestione dei contenuti per una strategia di comunicazione digitale stia diventando davvero molto complessa e di difficile spiegazione ai clienti (oltre che sicuramente sempre più onerosa).

    • Ma sai che questo modello mi ha aiutato anche a razionalizzare e spiegare ai clienti il mio lavoro? O almeno l’ho usato anche per questo, e credo che sia servito. C’è sempre più strategia dietro quello che facciamo, ed è giusto che sia così. Senza dimenticare, però, genio e improvvisazione.

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