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Piccola guida per stare su Facebook e vivere felice

Stare su Facebook. Brutta espressione, vero? Però fa parte del linguaggio comune: “Non stare troppo su Facebook, sto troppo su Facebook, lo sai che stare su Facebook fa cadere i capelli?”. D’altro canto è questo l’obiettivo di Mark Zuckerberg: intrattenerti, costringerti a rimanere sulla piattaforma.

Altrimenti come clicchi sulle pubblicità? Mark si inventa mille diavolerie per catturare la tua attenzione, per farti saltare da uno status all’altro, fino a trasformare il social network in una trappola a maglie strette. Tanto che gli studiosi hanno iniziato a parlare di una vera e propria malattia.

facebook guida

FOMO. Fear of missing out. Paura di perdere qualcosa di importante, un contenuto utile o una foto divertente. Quindi aumenta la necessità di stare notte e giorno su Facebook, per la gioia di chi si occupa di digital detox che grida forte: “Dobbiamo usare i social network con consapevolezza”.

Sembra facile. In realtà chi lavora dietro ai social fa di tutto per mantenere l’utente sulla piattaforma.

Ma gli utenti sono umani, e non semplici cliccatori di advertising: discutono, commentano, litigano. Oh, quanto litigano. Intavolano discussioni infinite e lanciano anatemi senza eguali per difendere la propria idea. A volte volano minacce pesanti. La soluzione è abbandonare il social network? No, puoi addomesticare il mostro: ecco una piccola guida per stare su Facebook e vivere felice.

Un mondo parziale

Sai cosa è Facebook? Un social network, certo. Ma soprattutto è un mondo parziale, un luogo che permette di esprimere parte della personalità. Non puoi cogliere l’essenza di una persona su Facebook, non puoi definirla. Non puoi giudicare una frase senza dare una sfumatura di dubbio.

Mancano le espressioni, manca la conoscenza dell’individuo. Quando sfoglio gli status su Facebook cerco sempre di lavorare sull’empatia. Perché il contatto ha si è espresso con queste parole? Forse è esasperato. Forse è stanco. Ogni espressione è frutto di una causa che non puoi conoscere.

In sintesi: devi essere pronto ad accettare la differenza. O a silenziare i tuoi amici.

La regola del 3

facebookDurante le discussioni su Facebook rispetto la regola del 3. Quando l’interlocutore non ha voglia di discutere, ma vuole solo provocare e animare la discussione con polemiche inutili, la soluzione è unica: “Sì, hai ragione tu”.

Con questa formula evito qualsiasi contraccolpo, non posso passare la giornata a spuntare notifiche e ad avvelenarmi il sangue. Vuoi la ragione? Prenditela.

Però non posso muovermi sempre in questo modo. C’è anche chi merita risposte sensate, chi vuole discutere con me e arricchire il post con il suo punto di vista.

Tre passaggi di botta e risposta sono sufficienti per capire quando è il momento di abbandonare la conversazione e disattivare le notifiche. Don’t feed the troll, chiaro?

In sintesi: a un certo punto devi solo salutare e andare avanti. Non puoi ascoltare tutti, soprattutto i troll di professione. Ci sono persone che offendono e deridono per puro piacere, oppure impiegano il tempo a fare risse virtuali. Io lavoro, ho altro da fare.

L’album delle figurine

Le amicizie su Facebook sono una cazzata infinita. Hai migliaia di amici, ma sono numeri che potrebbero scomparire domani senza influenzare in alcun modo la tua vita. Su Facebook c’è chi colleziona figurine, per me va bene. Ma ricorda che puoi scegliere di non seguire le persone che, in qualche modo, rovinano il tuo umore con contenuti inutili, offensivi, pungenti.

Ognuno vede il mondo con una prospettiva, ognuno interpreta i fatti della vita in modo diverso. A volte c’è sintonia, a volte no. Perché permettere a uno status velenoso di rovinare la tua giornata?

In sintesi: segui chi ispira le tue giornate, abbandona le negatività. Ignora chi si loda ogni santo giorno.

L’onore delle armi

Può succedere. L’interlocutore, messo alle strette davanti all’evidenza dei fatti, ti dà ragione. In una discussione su Facebook, nei commenti di un post. Diavolo, succede anche questo. Non lo fa apertamente, però inizia a dirigersi verso il tuo punto di vista. Sta chiedendo un armistizio. Tu concedilo, va’ incontro al tuo compagno con uno smile.

In sintesi: litigare è inutile, cerca sempre di mediare.

Attento a quello che dici

La gente legge. La gente giudica. E tu puoi affrontare tutto questo con spavalderia, sbandierando la tua indipendenza. Il profilo Facebook è tuo e lo gestisci come vuoi: in realtà non è così. Non puoi parlare male delle persone su Facebook, non lo puoi fare neanche in modo indiretto. Non hai diritto.

Molti professionisti descrivono situazioni lavorative su Facebook, altri condividono frustrazioni e rimproveri nei confronti dei clienti. Pubblicano delle frecciate per colpire in modo indiretto chi dovrebbe essere in ascolto. Sii prudente, le persone ascoltano. Riportano. Giudicano. Decidono.

Io ho lavorato in agenzia stampa per anni, e ho imparato che le relazioni contano. Quello che oggi è un perfetto sconosciuto domani potrebbe essere un cliente, o un datore di lavoro. Il web è piccolo.

In sintesi: filtra i tuoi pensieri, è facile fraintendere e giudicare.

La chat di Facebook

La chat è una vera e propria diavoleria. Consente a tutti i tuoi amici di interrompere la tua giornata per fare una domanda, chiedere un consiglio, invitarti all’evento dell’anno. La chat è un’arma di distruzione di massa se usata come chat di gruppo. Due sono le soluzioni da mettere in campo:

  • Abbandonare la discussione.
  • Scrivere il tuo contributo e abbandonare la discussione.

C’è chi chiede il consiglio del secolo nella chat, tipo: “Ciao, devo montare un Boeing 747. Non voglio disturbare ma avrei bisogno di un consiglio”. Io ho creato un gruppo Facebook dedicato a tutte le domande che arrivano in privato, quelle più interessanti le trasformo in post. Quando le domande continuano, invio la landing per le consulenze: qualche cliente arriva in questo modo.

La chat di Facebook

Ancora un consiglio da amico: mai aprire richieste di messaggi. Qui si trova lo spam della peggior specie, i messaggi inviati dai fake infami. Mai aprire le richieste di messaggi. Lo dico e lo ripeto.

In sintesi: fissa delle regole, nessuno deve disturbare sulla chat. Ma tu puoi ottenere dei vantaggi.

Stare su Facebook: la tua opinione

Non è facile stare su Facebook. Io credo che ci sia sempre un equilibrio da rispettare. Non ho sempre ragione, non è questa la mia idea. Ma Facebook è un pezzo del mio mondo e lo gestisco in modo da avere tanti vantaggi e pochi fastidi. Non posso passare le giornate ad ascoltare voci fastidiose.

Nella vita reale non lo farei, e non lo faccio in quella virtuale. Nella vita reale confido i problemi alle persone di fiducia, non a individui che conosco per caso. Il miglior modo per stare su Facebook, dal mio punto di vista, è questo: secondo te ho ragione? Aspetto la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

13 Comments

  1. Io che per lavoro mi trovo a passarci le giornate, lo trovo un ricettacolo per frustrati pazzesco, infatti avevo scritto un articolo proprio sulla “professione troll” che riunisce i nuovi disadattati del millennio.
    No è pazzesco non fa bene alla salute!

    • Gente che se li becchi di persona non ti guardano neanche in faccia. I famosi leoni da tastiera, ecco. Non si mettono mai in gioco sul serio…

  2. Alcune volte è veramente dura stare su Facebook, ma tendenzialmente cerco di seguire delle regole (da me imposte) che si sono molto simile a quelle che hai scritto te.

    La chat di Facebook? E’ disabilitata da anni e già questo mi ha migliorato la permanenza su Facebook. 😀

  3. Per un anno ho moderato i commenti di un brand molto grande e famoso su Facebook. Parlo di punte di K K e K di commenti . Avevo sotto gli occhi uno spaccato deprimente dell’Italia, persone pronte a scannarsi fino all’ultimo per difendere questo o quel personaggio. Non difendevano le loro idee ma solo VIPs di dubbio spessore. Volgarità e lingua italiana questa sconosciuta. Ok devo circoscrivere al target, ma si trattava e si tratta di un bacino di milioni di utenti, sommando le pagine….bhè….blah

  4. A mio parere, i social in generale, Facebook soprattutto, andrebbero visti e vissuti in modo consapevole e distaccato. Per farlo, occorrerebbe equilibrare il tempo che dedichiamo loro con quello della vita di tutti i giorni. E questo sia che si tratti di tempo ed energie impiegate per lavoro, sia per cazzeggiare. Come si dice: “È l’uso che facciamo dello strumento che lo rende per noi buono o cattivo”. Non facile da farsi, ma non impossibile.

  5. Io avrei una domanda.
    Attinente all’accoppiata FB/professionisti.
    Ma come vi comportate vs: amici/familiari/ex compagni di scuola/ex colleghi dell’universitàche magari vi taggano dopo aver ritrovato una foto dove siete voi ubriachi fradici eche ballate in kilt?
    Evitate parenti ed amici tra i contatti fb!?
    Oppure avete un doppio profilo!?

    • Ciao, c’è un’opzione che ti permette di moderare questo genere di contenuto, che apparirà sul tuo profilo solo se lo approvi.

  6. Anche a me ne son successe di tutti i colori. Scrivi un articolo ben fatto e cerchi di ottimizzarlo e poi arriva il sa tutto lui….Scrivi di formazione sa lui, scrivi di comicità sa tutto lui. Mah. Comunque credo che dare continuità possa servire.

    • Il tuttologo non manca mai. La soluzione è quella che ho indicato: “Sì, hai ragione”.

  7. Tutti ottimi consigli, come sempre. Per me il più importante è quello di smettere di seguire le persone che ti rovinano la giornata 😉

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