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Come ottenere il massimo da un blogger

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Piccola rivoluzione: oggi l’articolo è dedicato a chi contatta i blogger per proporre un lavoro di scrittura. Hai un’azienda, hai un blog aziendale (oppure la tua digital strategy ti suggerisce di aprirne uno) e hai bisogno di una persona che scriva degli articoli da pubblicare sulla tua piattaforma. Anzi, cerchi una persona che sappia organizzare il blog, che riesca a gestire il calendario editoriale.

Fare blogging non vuol dire solo scrivere bene. La scrittura è l’ingrediente principale, la base di partenza imprescindibile, ma intorno a questa professione (perché è una professione) ruotano diverse competenze. Un blogger deve essere abile web writer, deve conoscere l’ottimizzazione SEO on page, deve saper ottimizzare le immagini e soprattutto deve avere una visione strategica.

Come ottenere il massimo da un blogger

Perché il blog è uno strumento, un mezzo che attira le persone grazie ai contenuti di qualità e permette di costruire credibilità, consente di chiudere le distanze con il lettore e di rispondere alle domande dei clienti. Tanti sono gli obiettivi di un blog, dipende dalla singola azienda e dalla strategia. Ma per raggiungerli devi anche mettere il blogger in condizione di lavorare nel miglior modo possibile.

Come dici? Hai già preparato la ciotola con gli avanzi e la cuccia nella veranda? No, forse devi fare qualcosa di più per ottenere il massimo dal tuo blogger preferito. Ecco 4 punti da rispettare sempre, e che pretendo con decisione dai miei clienti migliori.

Riconoscere la professione

Il primo punto da rispettare per ottenere il massimo da un blogger. Ho anticipato prima, mi sento di ripetere ancora: devi riconoscere la professione del blogger, devi lasciare spazio alla visione strategica di questo mondo. E devi permettere la connessione del blogger con le altre discipline.

Non puoi ingaggiare un blogger per scrivere gli articoli che vuoi tu. Non puoi imporre la tua visione aziendale, fatta di autocelebrazione continua, al blogger. Perché non è uno scribacchino, non è un articolista che lavora sotto dettatura ed esegue il tuo volere.

È un blogger. È una persona che lavora (o almeno dovrebbe lavorare) con una strategia precisa: osserva il pubblico, estrae delle informazioni da un’analisi qualitativa e quantitativa, crea degli articoli capaci di far breccia tra il pubblico. Quando il responsabile dell’azienda non riconosce la professionalità del blogger il lavoro si ferma: la pubblicazione degli articoli si riduce a fuffa.

Detto in poche parole, hai deciso di affidarti a un blogger? Lascialo lavorare. Rispondi alle sue domande, aiutalo a creare il piano editoriale, fa’ domande e pretendi risposte. Ma lascialo lavorare.

Per approfondire: alla ricerca del cliente perfetto.

Rispettare i tempi

Il tempo è una condanna per il blogger. Il cliente ha sempre poco tempo, vuole subito il piano editoriale definitivo. E pretende risultati immediati. Perché lui investe, certo. Ma ti dico questo: il blogging non è una scienza esatta. Anzi, non è una scienza.

È un insieme di strategie che permette di sfruttare il principio base dell’inbound marketing: farsi trovare dal cliente interessato ai tuoi servizi quando ha bisogno di te. Un obiettivo interessante, vero?

Questo spazza via le incertezze: sul blog non si pubblicano comunicati stampa e annunci aziendali, ma contenuti utili per il tuo potenziale cliente, che trova i tuoi contenuti su Google e sui social.

Un processo interessante, efficace. Ma che ha bisogno di tempo. Il blogger non può ottenere tutto e subito, ci vuole tempo per registrare dei risultati. Ci vuole tempo anche per adattare il piano editoriale alle esigenze del progetto. Io di solito punto verso i 12 mesi, un tempo che permette di ottenere i primi risultati se l’attività di blogging è stata seguita con attenzione. E questo significa anche investire.

Dai quello che chiede

Un blogger può chiedere diverse cose e tu devi osservare le sue esigenze. Ti chiede informazioni legate all’azienda o al prodotto? Rispondi nel miglior modo possibile, non essere avaro di informazioni: si tratta della qualità dei testi. Stesso discorso per quanto riguarda l’aspetto economico: ti lascia un preventivo, tu lo rispetti. Anche se chiedere un’attenzione è lecito.

Come ottenere il massimo da un bloggerPer un blogger è difficile lavorare a ribasso. Vuol dire togliere risorse ed energie al progetto, quindi minare l’efficacia delle azioni. Sorrido quando sento e leggo le parole di chi vuole articoli per 4 denari, ma anche risultati tangibili. Mai vista una botte piena e una moglie ubriaca, mai visto un blogger pagato male e capace di ottenere grandi risultati.

C’è ancora un altro piano da rispettare: le risorse interne. Un blogger non lavora con un foglio di carta, ha bisogno di strumenti utili per operare nel miglior modo possibile. Quindi ha bisogno di una piattaforma WordPress (il minimo direi) e di un supporto utile per risolvere problemi di database, codice, accessi FTP. Ha bisogno di un fondo immagini per esigenze particolari o di particolari strumenti di monitoring. Ad esempio, deve lavorare su una campagna di influencer marketing nel food blogging? Ha bisogno di Mention o di Talkwalker versione pro.

Dare fiducia

Questo è l’ingrediente principale. Hai ingaggiato un blogger freelance? Devi dare fiducia a questa persona, non puoi iniziare a fare blogging perché gli altri ti hanno spinto a farlo e guardare in cagnesco questa figura che ancora non hai capito bene cosa deve fare: “Qual è il suo ruolo? Perché ho bisogno di una persona per scrivere sul blog? Io so scrivere, io ho la maturità. Sono anche laureato”.

Ora le cose sono cambiate, ma in passato ho dovuto lavorare con persone che volevano fare blogging, ma avevano dubbi sulla reale efficacia di questa tecnica. Anzi, erano scettici. Molto scettici.

Mi pagavano per lavorare tra mille difficoltà e dimostrare che in realtà tutto questo era inutile. Sì, una sorta di masochismo professionale. Ma non c’è limite alla follia umana.

Vuoi il massimo dal tuo blogger? Dai fiducia, informati, fatti spiegare tutto quello che ti serve per valutare il suo operato. Magari segui un corso di blogging per ottenere informazioni diverse, per interfacciarti in modo indipendente al lavoro svolto. Ma non togliere la fiducia alle persone che stai pagando per dare il massimo. Altrimenti butti i tuoi soldi e basta.

Per approfondire: la schiavitù del consenso nel mondo del blogging.

Vuoi ottenere il massimo da un blogger?

Questa è la mia ricetta personale: tempi, giusto compenso, risorse, fiducia, riconoscimento. Non devi farti da parte, devi solo accogliere un professionista per quello che è: un professionista. Una persona che ha le competenze per scegliere e lavorare.

Queste sono le mie richieste per fare blogging? Combaciano con le tue?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

5 Comments

  1. Speriamo che i datori di lavoro leggano questo articolo. Soprattutto in Italia è davvero difficile trovare chi ti mette in condizione di lavorare al meglio e spesso devi essere tu stesso a diaegnarti gli spazi. Come sempre Riccardo,ottimo articolo!

    • Ciao Luigi,

      Il vento però sta cambiando. O almeno io noto questo: sono sempre maggiori le occasioni che ti permettono di lavorare in tranquillità, esprimendo il tuo potenziale senza vincoli. Questa è la mia esperienza, almeno.

  2. Ciao Riccardo, in parte mi trovo d’accordo con te ma solo per alcune aziende, o meglio per quelle che hanno una dirigenza dinamica e/o giovane. Purtroppo, invece, tutte quelle aziende un po’ vecchio stile danno ancora problemi, ma sono certo e speranzoso del fatto che si adegueranno!

  3. Il blog aziendale serve a creare una comunità si persone interessate a quell’argomento, non a fare pubblicità diretta ai prodotti dell’azienda. Il blogger che sa fare il proprio lavoro attrae lettori con contenuti piacevoli e utili senza dover accennare all’azienda (tanto sei sul sito della stessa a leggere) e crea autorevolezza e fidelizzazione. Io ricordo un articolo di Roberto Salvato che era una favola tra due personaggi “Zinco e Acciaio” ed era talmente ben fatto che poi mi venne la voglia di capire cosa facesse questa azienda. Ebbene: lamiera zincata. L’approccio era divertente e piacevole e non c’era una sola parola che parlasse di prodotti o offerte. Quindi? Quindi il blogger professionista va lasciato lavorare: ci si accorda sul budget e sugli obiettivi e i tempi di intervento, si forniscono le informazioni ed il materiale che richiede e una volta raggiunto l’accordo resta una sola cosa da fare perché il risultato arrivi: lasciarlo lavorare senza metterci becco. Un blog è uno strumento straordinario che porta a richieste di contatto qualificate già dopo due o tre mesi se gestito come un gioco (come faccio io col mio) e che fornisce risultati incredibili se gestito da un professionista. Quanto alle aziende vecchio stile, Riccardo, hanno due possibilità: o si adeguano ai tempi o chiudono. E questo non solo in funzione di un blog.

  4. Il blogging è una delle azioni che le grandi aziende affrontano con l’idea di raccontare come lavorano bene e che sono i numeri 1 nel loro settore, purtroppo è difficile far capire a questi imprenditori che il bligging non è auto promozione gratuita.Spero che tu abbia ragione quando dici che “il vento sta cambiando”.

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