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Tutto quello che puoi (e che devi) eliminare in un post

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Da sempre sono portavoce della scrittura leggera, una scrittura capace di far emergere la polpa e lasciare ai margini i dettagli. Riesco sempre a raggiungere l’obiettivo? Non credo, però ci provo: è importante lavorare in questa direzione. Il motivo è semplice: hai poco tempo per catturare l’attenzione.

Sul web il pubblico si muove alla continua ricerca di informazioni da consumare, per poi raggiungere altri siti. È una lettura diversa da quella che avviene su carta, non può essere paragonata. Non puoi avere la stessa attenzione di un lettore seduto davanti al camino con un romanzo.

eliminare

Ecco perché in un post devi togliere sempre qualcosa. Ti può sembrare una forzatura, ma quando rileggi l’articolo devi eliminare e non aggiungere. Può capitare di dover inserire delle informazioni, magari un paragrafo per definire un punto poco chiaro: fallo, non lasciare concetti a metà o zoppi.

Ma poi ricomincia a togliere quello che non serve.

Non solo sintesi

Il lettore deve trovare informazioni chiare, questo è il primo punto da soddisfare. Ma non distogliere l’attenzione dall’obiettivo: alleggerire, snellire, evitare nodi di parole e ostacoli capaci di frenare la lettura. Cerca sempre di mantenere il buon equilibrio con la densità della comunicazione.

Questo è un punto essenziale: scrivere bene per il tuo blog non significa solo togliere. Non puoi inaridire i tuoi articoli per rendere il tutto più leggibile. Seguire questa linea con i paraocchi ti porta alla banalità, al contenuto arido, senza personalità. Non è un buon risultato, vero?

Il tuo lavoro è in bilico, devi tagliare ma non troppo. Vuoi la mia lista personale per essere sicuro di aver tolto il superfluo? Non ci sono certezze, molti aspetti sono soggettivi e dettati dal gusto, ma spesso è cosa buona e giusta seguire l’istinto: ecco tutto quello che puoi eliminare.

Immagini che non descrivono

A volte i blogger inseriscono immagini nel testo con un obiettivo: migliorare la leggibilità, rompere il muro di parole con un elemento grafico che attiri l’attenzione del lettore. Non è un controsenso questo? Io voglio che le persone si concentrino sul testo, e non vengano rapite dalle immagini. A meno che l’immagine stessa non faccia parte del contenuto, dando nuovi significati al testo.

Per un articolo è importante avere un’immagine di qualità, un elemento visual capace di catturare l’attenzione dei lettori. L’immagine viene ripresa anche dalle preview dei social, quindi diventa importante scegliere e creare con cura il visual. Ma non devi esagerare.

Non devi distogliere l’attenzione dall’elemento principale del post: il contenuto utile. Usa le immagini per approfondire, per contestualizzare, per aggiungere significati e non per spezzare il testo. Spesso è colpa delle immagini acquistate in siti di stock photo: sono di buona qualità, ma fredde e costruite.

Per approfondire: come ottimizzare un’immagine per la SEO.

Link inutili

I link sono collegamenti ipertestuali che portano il lettore da una parte all’altra del web, o del sito se ti riferisci ai link interni. Ed è normale per un blog fare un buon uso dei link.

Ma se da un lato ci sono blogger avari di link, capaci di rubare qualsiasi fonte o contenuto senza citare, dall’altro ci sono autori che distribuiscono collegamenti senza sosta. E questa non è un’azione saggia perché – al netto delle questioni legate alla SEO – i link in uscita portano il lettore lontano dal tuo blog.

Le fonti devono essere citate. Ma devi permettere al pubblico di rimanere nel tuo giardino. Esiste un numero massimo di link? Una leggenda SEO indica 100 link come tetto massimo per pagina. Matt Cutts ha fatto luce sull’argomento: il numero deve essere ragionevole. Prima di inserire un link devi comunque farti qualche domanda: è utile? È necessario? Aggiunge valore? Rispetta tutti i criteri di qualità?

Scrittura emozionale

Ci sono elementi che fanno parte della scrittura emozionale, dettagli (o degenerazioni) della lingua italiana che vengono utilizzati per comunicare stati d’animo. Qualche esempio:

  • Punti sospensivi.
  • Punto esclamativo.
  • Emoticon.
  • Maiuscolo.

Con i punti sospensivi lasci intendere qualcosa, sei sopraffatto dalle emozioni e non riesci a comunicare. Il punto esclamativo esprime enfasi, energia, rabbia. Stesso discorso vale per le parole in maiuscolo. Le emoticon, invece, aiutano a contestualizzare le espressioni.

Solo elementi preziosi della scrittura online. Una sola preghiera: non esagerare. Non sono contrario ai punti sospensivi o a quelli esclamativi, ma non puoi trasformare i tuoi articoli in una giostra delle emozioni. Tutto dipende dal pubblico e dagli obiettivi, ma il consiglio non cambia: usa questi elementi con attenzione. Anzi, il TUTTO MAIUSCOLO è da evitare senza incertezze.

Da leggere: vuoi scrivere meglio? Devi cambiare prospettiva.

Paragrafi

Dividere il testo in paragrafi è importante, permette di migliorare la leggibilità e di dare aria al testo. Per scrivere meglio devi imparare a respirare, e i paragrafi danno ritmo alla lettura: indicano delle pause, dei momenti in cui l’occhio si ferma e riprende il filo del discorso. Lo spazio bianco non è perso.

Anzi, è importante dare delle pause. Ma non esagerare. Come Luisa Carrada, anche io cerco di evitare paragrafi troppo brevi, magari singole frasi lanciate sulla pagina bianca. Il lettore ha bisogno di paragrafi, ma anche di continuità e contesto. Le frasi isolate possono essere difficili da leggere.

Ne approfitto per aggiungere un punto: un paragrafo devastato dal grassetto diventa illeggibile. La formattazione deve aiutare il lettore, non lo deve confondere. Evidenzia le parole più importanti, non esaltare interi periodi o i 3/4 delle parole inserite nel paragrafo. Elimina il grassetto che non serve.

Parole inutili

Ce ne sono tante, non temere. Puoi scrivere saggi di parole inutili, chiacchiere che si rincorrono e servono solo ad agitare l’aria. A fare volume. Anche in un articolo ben strutturato puoi trovare elementi che non aggiungono significato. Ecco una manciata di esempi personali:

  • Le immagini sono elementi che possono.
  • Le immagini possono.
  • Una persona che versa in pericolo.
  • Una persona in pericolo.
  • Tolto tutto il superfluo.
  • Tolto il superfluo.
  • Devi semplicemente disattivare.
  • Devi disattivare.
  • Fino a quando non sia possibile ricevere una piena assistenza.
  • Fino all’arrivo dell’assistenza.
  • Io, personalmente, ho disattivato.
  • Io ho disattivato.
  • Il tempo, quindi, è un elemento determinante.
  • Il tempo, quindi, è determinante.
  • Necessità degli strumenti in un determinato progetto.
  • Necessità degli strumenti in un progetto.
  • Utilizzare un qualsiasi programma.
  • Utilizzare un programma.
  • La personalizzazione che ti permette di ottenere è massima.
  • La personalizzazione è massima.
  • Un piccolo frammento.
  • Un frammento.
  • Un vecchio video di Matt Cutts ha fatto luce.
  • Matt Cutts ha fatto luce.
  • Si è dichiarata decisamente a favore.
  • Si è dichiarata a favore.
  • Le pubblicazioni dei diversi influencer contattati.
  • Le pubblicazioni degli influencer contattati.
  • Le aspre critiche.
  • Le critiche.
  • Le soluzioni utili per.
  • Le soluzioni per.
  • La scrittura semplice è quella che ti permette di.
  • La scrittura semplice ti permette di.
  • Un piccolo dettaglio.
  • Un dettaglio.
  • Plugin WordPress utili per aumentare.
  • Plugin WordPress per aumentare.
  • È proprio vero che.
  • È vero che.
  • Si aggiorna di settimana in settimana.
  • Si aggiorna ogni settimana.
  • Problemi più comuni.
  • Problemi comuni.
  • L’obiettivo del blogger è quello di abbassare.
  • L’obiettivo del blogger: abbassare.
  • Non include l’utilizzo di farmaci.
  • Non include farmaci.

Il frammento è già piccolo, perché aggiungere un aggettivo? Stai scrivendo un articolo scritto in prima persona, perché rimarcare il tuo punto di vista con un avverbio? Non tutto il superfluo è negativo: ci sono elementi discorsivi – Visto? Sei d’accordo? Secondo te? – che utilizzo per umanizzare la scrittura, per coinvolgere il lettore. Ma l’obiettivo è semplice: alleggerire il testo.

Basta lavorare con il coltello ed eliminare l’aggettivo o l’avverbio? Non sempre, a volte devi intervenire sulla struttura della frase per ripulirla da passaggi inutili. Succede quando trascrivi pensieri senza supervisione o filtri: non sempre il frutto della mente combacia con la buona scrittura.

Per approfondire: 3 consigli per sedurre il lettore.

E tu scrivi con leggerezza?

La scrittura semplice viene confusa con la banalità. Un problema comune, succede sempre perché si ignorano le sfumature. In realtà la scrittura semplice ti permette di creare ponti con il lettore: le relazioni non nascono tra gli spigoli e i rovi di una comunicazione confusa, ma dove c’è semplicità.

Una struttura essenziale è custodia dei significati, e chi li vuol prendere non deve superare le fatiche di Ercole. Deve solo leggere. Sei d’accordo? Anche tu alleggerisci i tuoi post e cerchi di migliorare la lettura degli articoli? Come? In che modo? Lascia la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

2 Comments

    • Ciao Nicola,

      Grazie per il commento: mi hai ricordato che l’aziendalese è uno dei punti da eliminare il prima possibile. Ma è vero aziendalese questo? Siamo leader del settore, azienda giovane e dinamica, operiamo a 360 gradi… io credo che si tratti solo della voce del padrone, una voce che tende sempre a mettere in risalto vanti e meriti spesso sviluppati solo nella propria immaginazione.

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