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La colpa è dei selfie o della gente?

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Ogni tanto su My Social Web affronto temi generici. Argomenti capaci di contestualizzare i social media nel mondo in cui viviamo. Ieri mi ha colpito una notizia che forse hai letto anche tu: la presunta morte di un cucciolo di delfino portato in spiaggia per scattare dei selfie.

Ci sono fonti che parlano del delfino già morto in mare. Ma fino a ieri la versione proposta dai media nazionali è stata questa: morto per una serie di selfie. In ogni caso il fatto è avvenuto a Santa Teresita, in Argentina: il cucciolo viene portato fuori dall’acqua, viene fotografato e poi abbandonato.

selfie

Ovviamente senza vita. Perché i delfini possono sopravvivere fuori dal mare, ma per un tempo limitato. Forse la persona che ha avuto quest’idea pensava di non causare danni. Forse era già morto. Ma concentriamoci un attimo sul valore dello smartphone in una situazione del genere.

Oggi il selfie è sinonimo di presenza. È prova del fatto avvenuto e vissuto. Il ricordo e l’esperienza lasciano spazio alla vanità, al vanesio, all’auto-compiacersi. Facciamo selfie per dimostrare quanto ci stiamo divertendo, quale fantastica avventura stiamo vivendo.

La vanità si è impossessata di noi

Ed è responsabilità del telefonino? Non credo. Lo smartphone come strumento non ha colpe: è solo l’hardware che ci permette di agire sul software. Un iPhone può scattare ottime foto da conservare sull’hard disk. Sono i social a innescare il meccanismo della vanità, del mostrare e farsi ammirare.

Non è una colpa questa, ben inteso. Fa parte del nostro essere umani. Tutti amano mostrare la parte migliore della propria vita, tutti sfruttano i social per costruire un’immagine della propria esistenza.

Tutti cercano di smussare i difetti, esaltare pregi e sottolineare il bello. A volte questo meccanismo ha degli effetti collaterali. E i giornali marciano sul titolo: “Delfino muore per fare i selfie”. È corretto, il giornalista sfrutta il criterio della notiziabilità: mette in primo piano il futile motivo, ovvero il selfie.

Non fa notizia il delfino morto in spiaggia perché le persone sono stupide: la colpa è dei selfie. Un nemico identificato, una pratica che divide la platea. C’è chi è d’accordo e chi no, c’è chi critica e chi inonda i social con gli autoscatti. Si crea una battaglia generazionale, uno scontro epico.

Ma è tutto inutile

Già, è inutile fronteggiarsi e iniziare crociate perché la tecnologia si evolve. Le mode cambiano. La società trova conforto in comportamenti che un tempo non poteva immaginava. Oggi guardiamo con distacco e nostalgia abitudini che in passato erano all’ordine del giorno.

Forse tra qualche anno rideremo pensando ai selfie. Oggi fanno parte del nostro essere società, ed è inutile criticare: tutti hanno fatto un selfie, e non credo che ci sia qualcosa di male.

L’aspetto negativo, ritornando alla notizia citata all’inizio del post, è il disinteresse di fronte alla salute del delfino. Tutti hanno messo in primo piano la foto, il bisogno di mostrarsi in spiaggia con un delfino. Per catturare like, apprezzamenti. Ma sarebbe accaduto lo stesso senza i selfie? Forse i bambini avrebbero giocato con il delfino, forse sarebbe stato portato in giro per la spiaggia e usato per “normali” foto ricordo. Gli esseri umani sono così, un po’ bambinoni: amano trovare scuse esterne per smussare le colpe di un evento che poteva essere evitato dal buon senso.

L’essere umano ha paura di se stesso e dà la colpa alla tecnologia, alle mode, ai telefonini, ai selfie. E poi alle pistole, alle auto, a internet, al deep web, alla televisione, alla musica, a Marilyn Manson.

In realtà le colpe sono individuali. In questo caso è solo di chi non ha messo in acqua il delfino dopo 30 secondi. Anzi, forse era meglio lasciarlo in acqua. Perché crediamo di avere potere illimitato, in realtà dobbiamo solo imparare a portare rispetto per tutto ciò che ci circonda.

Ti ricordo che c’è una smentita

Sai come si muove la rete: esce la notizia, esce la smentita. Cosa fa realmente traffico? Dipende, a volte è la voce controcorrente ad avere la chiave vincente. Da qualche ora circola una versione differente dell’accaduto: “The dolphin had washed up already dead”.

Il delfino è stato fotografato già morto. Non è stato preso dal mare per fare dei selfie ma per attirare l’attenzione sull’accaduto. Si tratta dell’ennesimo caso di bufala? Come sempre è difficile raggiungere una fonte certa, anche se la stampa nazionale è ancora protesa sul fatto.

La tua opinione

Certo, il delfino è morto perché dobbiamo fare i selfie. Quindi se non facciamo i selfie siamo delle persone migliori, attente alla natura e agli animali. No, troppo facile. Essere migliori vuol dire agire con consapevolezza e usare il digitale per migliorare la propria vita. Anche per fare i selfie.

La colpa non è del telefonino, non è dei social. La colpa, ogni tanto, è solo nostra. Sei d’accordo?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

9 Comments

  1. Il problema non è farsi una selfie, il problema non è fare una foto e pubblicarla sui Social e sperare di ricevere tanti like….. il problema è la stupidità umana !!

    Questa del delfino morto è solo l’ennesimo caso di idiozia applicata al Social, sicuramente ti ricorderai delle gente che andava all’isola del Giglio per fare con la Costa Concordia affondata come sfondo.

    Il problema non è lo strumento.. è chi lo usa.

    • Esatto. Anche se c’è da dire una cosa: i social riescono intrufolarsi in ogni aspetto della nostra vita. Vero, lo smartphone è uno strumento. Come un martello. ma tu non giri giorno e notte con un martello in tasca. Lo smartphone invece ti consente di legare ogni secondo della tua vita al giudizio dei social.

      Ma è così importante questo giudizio?

  2. Purtroppo il messaggio che sta passando è che quel cucciolo di delfino è morto a causa di persone che se lo passavano di mano in mano per farsi un selfie. È probabile che una stella marina non avrebbe avuto tutte quelle “attenzioni”…Pensandoci bene, il punto forse non è chi o cosa è stato fotografato ma il modo compulsivo in cui è stato fatto e la ricerca di attenzioni, nonché l’egoismo, di chi l’ha strappato dal suo habitat naturale.

  3. “L’essere umano ha paura di se stesso e dà la colpa alla tecnologia, alle mode, ai telefonini, ai selfie. E poi alle pistole, alle auto, a internet, al deep web, alla televisione, alla musica, a Marilyn Manson.”
    Condivido Riccardo e – per quanto mi riguarda – la tua frase che riporto qui sopra riassume tutto in modo egregio.
    Mancanza di responsabilità (di assunzione di responsabilità) e di cultura fanno il resto.
    Personalmente sono convinta che gli strumenti in sé non sono (tutti) cattivi. E’ l’uso che se ne fa che ne modifica la resa, l’idea ed il risultato.

  4. Ognuno è un genio. Ma se si giudica un delfino dalla sua abilità di farsi i selfie l’uomo passerà tutta la sua vita a credersi stupido. Aspè, mi sono confuso…

    Albert Einstein

  5. La situazione è completamente fuori controllo!
    Un like su Facebook vale più di una stretta di mano o di un complimento sincero.

  6. Viviamo in una società dove conta solo l’apparenza e il pettegolezzo e purtroppo sappiamo usare gli strumenti solo per far sfoggio di apparenza e per pettegolare.
    E i delfini ci lasciano la pelle!

  7. Che tristezza, Riccardo, qualunque sia la verità!
    Selfie o non selfie, personalmente sono profondamente contraria, facciamo più rumore attorno a un cucciolo di delfino che ai tanti cuccioli di uomini che ogni giorno muoiono grazie a noi, alla nostra cupidigia e indifferenza.

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