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A cosa serve Facebook (sul serio)

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Infatti, a cosa serve Facebook? Ho già puntato su un titolo simile – a cosa serve Twitter – ma oggi ho deciso di lavorare sul social più famoso del web, e di dargli una possibilità in più. Sì perché tra gli addetti ai lavori serpeggia un sentimento negativo nei confronti di questa piattaforma.

A cosa serve Facebook

Facebook è una perdita di tempo, è un luogo frequentato da barbari che vogliono solo alimentare questioni, è pieno di contenuti inutili e di gente stupida. Beh, questo è un problema tuo: i contenuti di Facebook sono quelli che condividono le persone che conosci (forse dovresti cambiare amici).

Questo social è una risorsa imprescindibile per un qualsiasi professionista del web. Soprattutto per chi fa blogging. Molti me lo chiedono ancora: a cosa serve Facebook? Per rispondere a questa domanda ho individuato 5 punti essenziali da seguire, assimilare e condividere con i tuoi amici.

Aumentare le visite

Facebook è la principale fonte di traffico. Ci sono le ricerche di Google e ci sono i click che arrivano da questo social network, poi possiamo parlare del resto e ammirare i numeri interessanti di Twitter o di LinkedIn. Ma la fetta importante delle visite arriva da Facebook.

Chi lavora con i contenuti non può ignorare questo punto, e non può negare la forza di questo social: Facebook è il ritrovo dell’umanità.

Su Facebook puoi intercettare le persone interessate ai tuoi contenuti. E aumenti le visite del tuo blog se mantieni il profilo personale in target, curi la preview dei link, fai una buona attività di selezione fonti. Il primo punto è importante. Spesso arrivano richieste di amicizia da persone che non conosci, che non hanno legami con la tua vita professionale. Non accetto perfetti sconosciuti: se voglio trasformare il mio profilo Facebook in una risorsa per aumentare le visite devo mantenere il pubblico in target.

Per approfondire: come aumentare le visite con Twitter.

Capire il target

Ti dico questo: Facebook è uno degli strumenti migliori in circolazione per raccogliere informazioni utili sul target. Vuoi creare contenuti di qualità? Perfetto, questo passaggio è decisivo: devi capire cosa vuole il pubblico, cosa cercano le persone che vuoi raggiungere, per creare ottimi articoli.

Cosa ho scritto prima? Facebook è la sintesi dell’umanità. Questo vuol dire che nei gruppi puoi trovare qualsiasi cosa: appassionati di SEO, scrittura online, caccia, pesca, sport. Individua i gruppi migliori, studia le richieste e le discussioni. A cosa serve Facebook? A capire le domande per creare risposte.

Trovare lavoro

Questa è una dichiarazione forte: riesco a trovare lavoro su Facebook. Sembra impossibile, eppure so di non essere una mosca bianca. Tanti professionisti del web riescono a trasformare Facebook in uno strumento per intercettare nuovi clienti. Questo perché Facebook è un ottimo curriculum.

Un curriculum in continua evoluzione, certo. Ma guarda la bacheca, osserva la sua funzione principale: condividere contenuti. Puoi trasformare questo spazio in un luogo dedicato ai tuoi lavoro: cosa scrivi, cosa pubblichi, qual è la tua opinione rispetto a un argomento, qual è stato l’ultimo workshop.

come trovare lavoro con Facebook

Metti in evidenza i tuoi contenuti migliori.

Attenzione, spesso si fa passare per personal branding qualsiasi cosa. Non devi creare un fantoccio, non devi far finta di essere una persona lontana dalla tua natura. Decidi solo di mostrare qualcosa, il meglio di te in ambito professionale. E inizia a fare storytelling della tua passione.

Da leggere: usa Facebook per fare personal branding

Definire le fonti

Facebook è indispensabile per trovare fonti utili. Questo social mi permette di eliminare il rumore di fondo (non seguire più) e di mettere in evidenza le pagine capaci di creare qualità con la condivisione. Io ho bisogno di persone in grado di selezionare per me i contenuti, e anche tu puoi lavorare sulla community diventando una fonte imprescindibile.

Aspetto importante: non cadere nella trappola del click baiting. Facebook è un luogo perfetto per trovare fonti interessanti, indispensabili per il mio lavoro di blogger, ma è una zona in cui si muovono speculatori di ogni risma. Valuta con cura le fonti, l’errore è sempre in agguato.

Creare relazioni

Qui si gioca tutta la forza del social network. Il vero motivo che ti spinge a usare Facebook è questo: creare relazioni con persone simili, con gli stessi interessi. Le visite sono importanti, le fonti anche. Ma la vera essenza di Facebook è questa: la capacità di creare un legame stabile con un contatto.

Una persona che in passato sarebbe rimasta all’oscuro della tua presenza. Stesso discorso vale per te, ma Facebook rimedia a questo problema e ti permette di entrare in contatto con un pubblico enorme. Potenzialmente infinito. Il tuo obiettivo? Sfruttare al massimo questa risorsa.

In che modo? Non esiste un manuale per essere delle persone affabili e collaborative su Facebook.

Io mi affido al buon senso e al mio essere interessato al confronto, al dialogo, alla condivisione del sapere. Combina questo con una propensione a evitare polemiche inutili (sempre in agguato su Facebook) e hai il mio pinto di vista: usa questo social per creare, non per avvelenare.

Per approfondire: come creare una Facebook Fan Page

A cosa serve Facebook?

Tutti criticano Facebook, ma questo social ha cambiato la mia vita. E ha cambiato la tua. In meglio? In peggio? Difficile dirlo, ma l’ha cambiata. Mi permette di trovare fonti importanti, e di raggiungere le persone che contano. A cosa serve Facebook? A creare relazioni utili, ecco perché io non rinuncerò mai a questo social. Tu, invece? Te la immagini una vita senza Facebook?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

  1. Ciao Riccardo,
    Ho una domanda che mi assilla riguardo a fb, tanto che mi sta portando a procrastinare all:’infinito l’apertura di un pagina che ho in mente da un po’.
    Io ho un profilo personale con un nome non vero, dato che sto studiando per diventare web writer/web content menager dovrei aprire un nuovo profilo questa volta col mio nome e cognome?
    In tal caso … Tu consigli di non accettare cani e porci, quindi l’ideale sarebbe fare una selezione stretta.
    Dunque restano fuori:
    -parenti
    -amici
    -colleghi universitari
    – l’ortofruttaia sotto casa
    ?!
    Ma come faccio a sapere chi potrebbe o meno essere un potenziale cliente!?
    Come faccio a dire, per esempio, no moo zio lo lascio fuori perchè tanto ė sicuro che non avrà mai bisogno dei miei servigi .
    Non so se mi sono spiegata :/

    • No, non devi tenere fuori i tuoi amici o i tuoi parenti. Ma c’è un limite alle amicizie: 5.000 unità. All’inizio sembrano tante, ma ad esempio a me vanno quasi strette. E alla soglia dei 4.000 amici vedo persone che non condividono interessi, amicizie e temi che vogliono entrare in contatto. Per me è un no: puoi seguirmi (anche il profilo ha la funzione segui) ma non ti accetto come amico. Per me deve esserci un minimo di linea comune. Poi è chiaro che all’inizio queste sono discussioni lontane, quindi per ora vai serena.

  2. Ma sai Riccardo che ho qualche dubbio su questa frase “la fetta importante delle visite arriva da Facebook.”
    Devo dire “sì” una fetta importante, lo noto anch’io. Però se analizzo i numeri vedo anche che circa il 50 % dei contatti che ho su fb li ho anche su tw e di questi quasi tutti mi arrivavano al blog da tw prima che mettessi mano a fb, quindi forse è una questione di comodità (anche a me ad esempio capita spesso di leggere un tuo articolo vedendolo prima su fb che su tw) e poi ho perso un po’ di condivisioni da tw da quando ho trascurato un pochino il profilo, ma è stato sufficiente poca conversazione per vedere i numeri ricominciare a salire. Quindi mi viene il dubbio: non è che magari è una questione di come “tratto” la piattaforma più che la piattaforma stessa?

    • In linea di massima Facebook è una fetta significativa delle visite, spesso la seconda dopo Facebook. Questo, ovviamente, se spingi sulle strategie e sulla condivisione (senza considerare l’advertising). Poi è giusto dire: tutto dipende da settori, situazioni, realtà.

  3. arrivo da un settore particolarmente critico per l’uso delle tecnologie a fini professionali: mi occupo da anni di consulenza pedagogica on diversi contesti. Uno dei contesti che studio e in cui “lavoro” è anche il web, in particolare i Social perché credo fortemente che come si impara e come si in-segna nel /il mondo, se non vogliamo essere anacronistici e fuori tempo, ha origine e sbocco anche in Rete.
    in alcune cose che dici Riccardo in questo post mi ritrovo molto:
    1. Io uso il web per condividere il sapere
    2. Io uso il web per conoscere persone interessanti, fare ragionamenti nuovi e a volte anche trovare forme di collaborazione inedite
    3. Per fare ciò, nonostante il rumore di fondo di FB, le persone le trovo qui. Nel 2010 non c’era un gruppo di pedagogisti e limitrofi in italiano su linkedIn. Con una collega ne abbiamo aperto uno ed ora le richieste di adesione arrivano numerose ma si riduce a 3.000 persone che credo siano la quasi totalità dei colleghi che usano con una certa cognizione di causa Linkedin. Questo per dire che per noi (parlo al plurale perché è un’esperienza che condivido con altre colleghe di Metas) Facebook è il luogo in cui incontriamo i colleghi, anche se la maggior parte pubblica solo gattini.

    Ciò che credo ci manchi e su cui arranchiamo è la parte di marketing che potremmo fare se avessimo due soldi per fare una start up seria di Metas ma ci arriveremo. E abbiamo in noi idee molto “strane” tipo che tra profit e no profit ci sia molto da insegnarsi reciprocamente, che ci sia bisogno di allargare gli sguardi provando a coinvolgere professionisti con formazioni differenti che si trovano ad affrontare problematiche relazionali comuni, che ci sia bisogno di dire che la visibilità in Rete di un servizio educativo pubblico è importante e bisogna curarla perché è un modo per restituire il valore che si fa crescere ogni giorno lavorando per la cittadinanza.
    Tutto questo, nonostante io amerei di più G+ contagiata da Michaela Matichecchia anni or sono, lo riesco e lo riusciamo a fare soprattutto su FB.

    Ah! E siccome ho ripreso a studiare un paio di anni fa e appena riesco a scriverla discuto la tesi proprio su questi argomenti, mi salvo il tuo post e lo metto in bibliografia se non hai nulla in contrario….

    • Usi il web per condividere sapere, per conoscere gente interessante… e riesci a fare tutto questo con Facebook. E quando Facebook non c’era? Cosa usavano gli altri? E quando non ci sarà più? Cosa useremo?

      • Quando non ci sarà più spero nella messa a punto della telepatia😉
        Mentre prima solo ed esclusivamente incobtri vis a vis e articoli su giornali specialistici (con tutte le difficoltà del caso)

  4. Ciao Riccardo. Io l’ho provato sulla mia pelle. Circa un anno fa non pubblicavo quasi nulla su Facebook perché facevo fatica a mostrarmi e lo vedevo come un teatro di persone astiose e ficcanaso. Poi aprendo il blog e studiando un po’ ho capito che sbagliavo, che stavo seguendo la gente non giusta e che dovevo aprirmi per promuovere il mio lavoro. Oggi vedo Facebook come un alleato, un bene prezioso per ciò che faccio e quindi anche per me. Si scoprono persone interessanti e si leggono post utilissimi, basta usarlo per apprendere, per migliorarsi.
    P.s.= oggi mi è stato regalato un bel pre-ordine di un certo nuovo libro!

  5. Ciao Riccardo,
    sto aprendo proprio in questi giorni (forse mesi, vista la lentezza con cui sto procedendo) il mio sito, uno spazio dove presentare me, il mio lavoro, il mio percorso. Stavo valutando l’apertura della relativa pagina Facebook, ma a questo punto mi fai venire il dubbio: e se fosse meglio un profilo? Tu consiglieresti il secondo? Grazie

    • Allora, il profilo riguarda le persone. le pagine web le aziende e le attività. Io ho un profilo, il mio blog una pagina. Attenzione, mai creare un profilo per un’attività.

  6. Condivido pienamente l’idea. Ormai siamo diventati tutti SOCIAL e sempre CONNESSI, inutile negarlo. È impensabile lavorare senza l’aiuto dei Social Network in generale è di Facebook in particolare.

  7. Complimenti per il sito e gli argomenti trattati, Riccardo. Ho appena trovato il blog e sto iniziando a leggere alcuni degli articoli. Sembra un’ottima risorsa per argomenti relativi a social, SEO e molto altro ancora.

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