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Cosa fare prima di scrivere un articolo

Hai già creato il tuo calendario editoriale? Perfetto, hai tradotto le esigenze e le analisi preliminari in titoli da sviluppare sul tuo blog. Il meccanismo si sta mettendo in moto e sei riuscito a concretizzare il tuo lavoro: adesso devi mantenere il ritmo delle pubblicazione e raccogliere i frutti tanto attesi.

Cosa fare prima di scrivere un articolo

Aspetta, manca un passaggio fondamentale. Sono passato dalla presenza dei titoli sul calendario editoriale alle pubblicazioni, alla stesura del post. Ma c’è uno snodo da sviluppare, ci sono dei punti che un bravo blogger deve mettere in preventivo: cosa fare prima di scrivere un articolo?

Non tutti i post sono uguali, ci sono esigenze diverse. A volte puoi buttare le tue idee sul foglio di carta digitale e aspettare che sbocci l’articolo, ma non sempre è così. Spesso devi preparare, organizzare, studiare e pianificare prima di iniziare a lavorare sul blog. Anche questo è scrivere per il web.

Anche questo è fare blogging. C’è molto lavoro di pianificazione e organizzazione dei contenuti. Ecco perché oggi voglio lasciarti questa lista con i passaggi da rispettare prima di scrivere un articolo.

Studia l’argomento

La fase più importante, quella che consiglio a tutti i blogger. Prima di scrivere un grande articolo devi studiare l’argomento. Sembra un punto banale ma ti posso assicurare che molti blogger ignorano questo passaggio. Avviene soprattutto quando l’articolo viene commissionato e pagato poco: il blogger non investe nello studio e si limita a scrivere. Perché dovrebbe fare diversamente?

Questo è il paradosso: molte aziende potrebbero fare a meno del blogger freelance con un minimo di formazione. Perché pagare un blogger non specializzato, che deve studiare la materia, quando il dipendente ha tutta la conoscenza necessaria per scrivere contenuti di qualità?

Per scrivere bene devi conoscere l’argomento, e per ottenere questo risultato hai bisogno di tempo e passione. Devi sfogliare le pagine dei principali siti web, ma spesso non basta: a volte devi acquistare libri, leggere riviste, intervistare esperti del settore. Tutto questo influenza l’autorevolezza del tuo post.

Individua i punti deboli

Prima di iniziare a scrivere pensa ai punti deboli dell’articolo. Metti a fuoco gli aspetti che potrebbero attirare critiche e cerca di stemperare le tensioni. Elimina gli agganci che i detrattori possono usare contro di te, smorza i toni con una scrittura pacata e attenta alle sfumature. Questo passaggio è legato allo studio: solo conoscendo l’argomento puoi evitare gli errori.

Prepara le fonti

Lo studio dell’argomento è importante, ma non basta. C’è un dettaglio che devi curare con attenzione: la scelta delle fonti. Molti post si sviluppano intorno a una notizia, a un evento o a una dichiarazione. Tu devi fare in modo che le persone siano in grado di risalire alla fonte principale.

Non al blog che ha ripreso la voce: devi andare alla prima fonte dell’evento. E devi riportare con precisione i punti salienti della notizia. Senza dimenticare i numeri: spesso i post mostrano grafici e statistiche per dare valore scientifico ai contenuti. Da dove arrivano le percentuali?

Cosa è stato fatto per ottenere questi risultati? Chi ha commissionato la ricerca e quali calcoli sono stati fatti? Il campione intervistato? Riguarda la popolazione mondiale, americana o europea?

Da leggere: come verificare le fonti del blog

Crea una mappa

Un punto decisivo: creare uno schema degli argomenti da affrontare. Quando l’articolo è molto impegnativo – quando lavori su un tutorial o un pillar content – può essere utile avere un’organizzazione scritta dei punti da affrontare per ottenere il miglior risultato possibile.

Cosa fare prima di scrivere un articolo

Avere un’organizzazione dei topic da inserire nell’articolo è la soluzione, e io di solito lavoro con le mappe mentali. Le mappe mentali, infatti, ti consentono di mettere al centro l’argomento di partenza. Da questo nodo partono i figli, i primi approfondimenti da presentare al lettore.

Ogni figlio può avere nuove diramazioni per individuare punti da sviluppare: è un lavoro certosino ma indispensabile per i post più difficili. Non basta solo scrivere, devi essere uno stratega.

Lavora sulla prospettiva olistica

Non devi lavorare ragionando per compartimenti stagni. Anzi, il lavoro di mappatura dell’argomento deve aiutarti proprio a raggiungere questo scopo: ottenere una prospettiva olistica, guardare l’articolo come un insieme omogeneo di codici. Senza soluzione di continuità. Macro e microcontenuti, immagini e video, scrivere per le persone e per i motori di ricerca: tutto questo è l’articolo.

Cerca

Un dettaglio che ti può salvare la faccia: prima di iniziare a scrivere fai delle ricerche su Google. Sfrutta il motore più potente del web per avere delle informazioni in più. Inserisci il titolo nella barra e premi invio: qualcuno ha già scritto qualcosa di simile? Stai per riproporre lo stesso articolo?

Il concetto di contenuto di qualità si basa su questi punti: devi dare qualcosa in più, devi risolvere problemi che gli altri non hanno avuto il coraggio o la forza di affrontare. Dove gli altri mancano tu devi esserci. E questa ricerca ti aiuta a capire cosa puoi migliorare, cosa puoi fare in più.

Ma non basta. Prima di iniziare a scrivere puoi usare Google per fare altre ricerche interessanti. Puoi usare, ad esempio, il trio Keyword Planner, Suggest e Google Trend per approfondire l’argomento SEO Copywriting, per capire quali sono le intenzioni di ricerca del potenziale lettore. E individuare gli argomenti che dovresti inserire nel post per creare un contenuto completo.

Crea headline e immagini

Prima di scrivere io creo 5 headline. Non sempre ci riesco, a volte posticipo questo lavoro, ma di solito sforno una manciata di titoli . In questo modo riesco a sintetizzare il lavoro da svolgere, estrapolo le diverse anime del post e le fisso nella mia mente.

Stesso discorso faccio per le immagini. Prima di scrivere preparo titoli e visual per iniziare una riflessione su quello che sarà il lavoro di scrittura, senza dimenticare che il materiale sarà utile in fase di diffusione: posso sfruttare le headline per diversificare le pubblicazioni sui social.

Per approfondire: perché i numeri funzionano nelle headline?

E tu cosa fai prima di pubblicare?

Questi sono i passaggi utili per organizzare la scrittura. Non sono indispensabili, non tutti gli articoli hanno bisogno di spuntare questa lista. Un post basato su una riflessione personale, ad esempio, può ignorare la fase di studio o la mappa degli argomenti: è un fiume in piena, uno sfogo diretto. Senza filtri e senza riflessioni preliminari: punta tutto sull’immediatezza del messaggio.

D’altro canto ho cercato di inserire in questa lista i passaggi condivisi, quelli che potrebbero adattarsi a tutte le realtà. Sono sicuro che la tua esperienza può aiutarmi a fare meglio: tu cosa fai prima di pubblicare un articolo? Vuoi aggiungere o togliere un punto da questa lista? Ti aspetto nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

6 Comments

  1. Guarda io di solito seguo i punti 1,3,6 e 7 e credo che per la mia tipologia di post (tecnici) possono bastare. Tu che ne dici ?

    La mappa l’ho usata una volta sola quando, seguendo un tuo consiglio ;D, ho preparato un pillar content.

    • Ciao Andrea. Non tutto deve essere usato sempre. La mappa ad esempio non è necessaria sempre. L’importante è la qualità delle azioni che metti in campo, non il numero. E la mappa è stata utile per il pillar?

      • E’ vero, meglio usarne due dei punti che hai citato ma usarli bene.

        Si molto utile, anche perché era la prima volta che mi avventuravo con il pillar ;D

        • Io di solito quando devo scrivere articoli molto lunghi lavoro con ubersuggest e Keyword Planner: in questo modo scopro argomenti correlati e volumi di ricerca da confrontare, se ho tempo, con quello che viene lasciato nei blog e nei forum.

  2. Sempre più spesso vedo post in cui gli autori ignorano volontariamente “i punti deboli” per attirare critiche e quindi attenzioni. A mio avviso questo è dovuto all’esigenza di guadagnare visibilità nella jungla di contenuti crescenti descritta nell’articolo “Eccesso di contenuti: risorsa o minaccia?” – http://www.mysocialweb.it/2016/03/15/eccesso-di-contenuti/

    Includere un elemento di disturbo sembra essere un punto che, sebbene “sporchi” l’articolo, faccia da catalizzatore di interesse/visite. Qualche volta basta schierarsi apertamente, e spesso forzatamente, all’interno di un dibattito (tipo Apple vs FBI) per ottenere il risultato. Poi nel caso di blog ad argomento politica non utilizzare un “linguaggio pacato” è un must perchè fa parte del gioco, ma questo è un altro discorso.

    Che questo sia giusto o sbagliato è difficile stabilirlo, fatto sta che i punti deboli di un post possono paradossalmente rivelarsi punti di forza considerando determinati criteri di misurazione.

    • Gli articoli che puntano al click baiting ignorando dei punti essenziali rischiano molto. Non puoi essere manchevole per poi aspettare qualcuno che commenti e che faccia polemica per attirare l’attenzione sul tuo post. Meglio essere completi, o almeno cercare di esserlo.

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