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Sui social vince il pavone (ma solo se collabora)

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Ho letto con interesse l’articolo di Riccardo Scandellari dedicato alla falsa modestia nel mondo dei social. E ho gustato anche il post di Fortune.com che sottolinea un dato importante: i datori di lavoro sono propensi ad assumere persone che mostrano successi, capacità e traguardi con onestà.

pavone

Prendo le parole del post su Fortune.com: “People hiring a candidate were less likely to hire the humblebragger than the honest person”. Sembra quindi che le persone oneste siano avvantaggiate rispetto a chi fa propaganda subdola dei propri successi.

Ha una logica tutto questo: se vuoi essere trattato come un vincente devi apparire come tale, le persone non pagano solo i tuoi servizi ma anche il modo in cui ti vendi. Sono tutte fesserie per motivatori imbolsiti e liberi professionisti sull’orlo di una crisi di nervi? Magari, la realtà è ben diversa.

Siamo sull’isola deserta

Sui social si ripetono le stesse dinamiche della vita quotidiana. Ma siamo su un’isola deserta, in un cubo di plexiglass, bombardati dal sole. Nudi. E facciamo finta di essere amici, di conoscerci, di andare d’accordo. Ci scambiamo cuoricini, diventiamo sister e brother. Idea sacrosanta, sul serio.

Mi piacerebbe entrare in una comune per condividere i miei averi e godere dello stesso trattamento.

In questo box di plexiglass non facciamo altro che promuovere la nostra immagine. Facciamo personal branding. Cosa buona e giusta, ci mancherebbe altro. Ma io credo che tutto questo ci stia sfuggendo di mano. E che confondiamo il personal branding con qualsiasi cosa pur di farci notare.

isola

Spesso lavoriamo in chiave negativa, mettendo in ridicolo o in difficoltà l’altro. Astio, battute, scherni, frecciatine, falsa affinità, vanagloria, finta modestia e vera presunzione. Senza citare quelli che fanno notare l’errore in pubblico: dovrebbero essere rimandati in prima elementare.

Insomma, a volte i social diventano questo: la sputacchiera dei nostri umori. Come si dice a Napoli, non fai numero nella Smorfia. Poi vai su Facebook e inizi a sbraitare, a gridare, a sbattere i piedi a terra. Fin quando non arriva qualcuno che ti nota: “Eh, tu sì che sei un professionista”.

Ecco perché vince il pavone social

Forse siamo noi a dare troppo peso alle storie che ci raccontiamo su Facebook, forse pensiamo di essere sempre al centro dell’interesse altrui, sbagliando clamorosamente. Forse le persone si lasciano influenzare dall’idea di essere al centro di un social che crea connessioni.

Ma a vincere è sempre lui: il pavone social. Quella figura capace di mettere in risalto le sue caratteristiche e accogliere il resto del mondo. Non mi sto inventando niente, è già chiara da secoli la forza della collaborazione. C’è solo un punto da sottolineare: devi avere la giusta attitudine.

Devi essere genuino, non un passacarte che stringe accordi di convenienza. Conosco persone che trovano piacere nel creare valore insieme a gente affine, e che sforna successi dopo successi. Hanno un tornaconto, questo è chiaro, ma costruiscono qualcosa con l’aiuto di altri professionisti.

Non sto parlando della loggia massonica “Io condivido te e tu condividi me” ma di una semplice attitudine alla condivisione. C’è un collega che ha fatto qualcosa di buono? Condividilo. Non pensare che così avvantaggi lui e che in fin dei conti non ti ha mai condiviso quindi non lo condividi: sono logiche povere e asettiche che non ti porteranno mai verso buoni risultati.

E tu sei un pavone?

La mia opinione è chiara: usa i social per mostrare te stesso, per raccontare il tuo lavoro. Anche gli insuccessi, sarebbe umano e interessante. Ma non usare questi strumenti per emergere lavorando sul negativo. Ovvero mettendo il collega in difficoltà. L’unica cosa che emerge è che hai bisogno di un altro per essere qualcuno. I social sono una grande vetrina, ti possono aiutare a trovare clienti online.

Ma possono anche diventare un boomerang professionale. Devi usare i social con intelligenza, per ammirare e farti ammirare. Un po’ come fa il pavone, ecco. Sei d’accordo? Aspetto la tua opinione.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

7 Comments

  1. “persone che trovano piacere nel creare valore insieme a gente affine” frase che rispetta una mia recentissima riflessione nel selezionare alcune figure: non ho scelto i due più preparati in assoluto, ma la persona più affine quanto a valori e indole.

    • E hai fatto bene, secondo me. Però adesso scatta la curiosità: vogliamo i nomi 😀 Perché se ti fidi di queste persone allora mi devo fidare anche io.

  2. Genuinità e positività sono, secondo me, due caratteristiche vincenti sui Social, la negatività non porta niente di buono sia nel mondo offline che sui Social.

    • Eppure c’è tanta gente che continua a condividere negatività, pesantezza, punti di vista senza alcun riferimento concreto ma basati solo su sentimenti poco nobili.

      Boh, a volte non capisco.

      • E’ vero questa cosa l’ho notata anche io, ma che risultati hanno sulla lunga distanza? Io ad esempio persone così le filtro sui Social.

        • Ma non credo che sia un discorso ponderato, nel senso che sono vittime dell’emotività. Stanno sotto, ecco. E se la passano male. Quindi sfogano sui social 😀

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