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WordPress SEO by Yoast non ti aiuterà a scrivere meglio

Hai scaricato l’ultima versione di WordPress SEO by Yoast? Perfetto, questa è una buona abitudine: devi sempre sempre aggiornare i plugin del tuo blog. In questo modo puoi mantenere la piattaforma in sicurezza e sfruttare le ultime funzioni delle varie estensioni.

WordPress SEO by Yoast

Questa versione di WordPress SEO by Yoast ha delle funzioni interessanti. Ad esempio la scheda dedicata all’ottimizzazione del post si è duplicata, adesso ha un’anima gemella dedicata ai contenuti. Mi sembra un’ottima cosa, d’altro canto è questo che facciamo, giusto?

Scriviamo contenuti. Fino a pochi giorni fa questo plugin ha avuto attenzione solo per gli elementi dell’ottimizzazione SEO on page: punti di riferimento che in qualche caso possono fare la differenza ma che, come sempre, devono essere affrontati con cautela. Senza esasperazioni.

I contenuti prima della SEO

Avere la parola chiave principale nel testo alternative dell’immagine o nel tag title è importante? Certo, ma questo plugin mi va stretto quando sottolinea il numero di volte che devo ripetere una keyword. Sono lontano da questa visione: la buona scrittura SEO è quella che piace alle persone, senza artifici.

Con questo aggiornamento, inoltre, aumenta l’attenzione di WordPress SEO by Yoast sui contenuti e arrivano le spunte dedicate alla leggibilità del testo. Perché, come sottolinea Marieke van de Rakt:

In the content & SEO analysis content comes before SEO. That means that first and foremost, you have to write an awesome article. You should put an effort into writing an attractive, structured and readable text (fonte yoast.com).

I contenuti vengono prima della SEO. Non sono più importanti, attenzione, ma tutte le ottimizzazioni di questo mondo sono inutili se non riesci a catturare l’attenzione del lettore fino all’ultima frase dell’articolo. Per fare questo hai bisogno di ritmo, di leggibilità e di buona organizzazione del testo.

Puntare sulla leggibilità

Oggi WordPress SEO by Yoast vuole aiutarti a migliorare la qualità dei post partendo dall’analisi del testo. E individuando gli elementi essenziali per offrire una buona leggibilità del contenuto. Ecco gli elementi da spuntare e che permettono di ottenere un buon risultato (secondo Yoast):

  • Lunghezza della frase.
  • Lunghezza dei paragrafi.
  • Presenza e distribuzione dei sottotitoli.
  • Presenza della voce passiva.
  • Uso di Transition words.
  • Indice di leggibilità di Flesch.

Non si inventa niente WordPress SEO by Yoast. “Usa parole brevi, frasi brevi, periodi brevi”: questo è uno dei 10 consigli lasciati da David Ogilvy per scrivere e migliorare la leggibilità di un testo. Essere informativi, chiari nel comunicare il proprio messaggio pubblicitario, è la base di ogni persuasione.

Stesso discorso vale per la presenza dei sottotitoli H2 all’interno del testo: questi elementi aiutano il lettore a scannerizzare il testo, ma è un’idea che ha già esposto Jackob Nilsen nel 1997.

As a result, Web pages have to employ scannable text, using highlighted keywords (hypertext links serve as one form of highlighting; typeface variations and color are others), meaningful sub-headings (not “clever” ones), bulleted lists, one idea per paragraph.

Insomma, niente di nuovo. C’è una spunta dedicata alla forma passiva della frase (il soggetto subisce l’azione espressa nel verbo) e che viene inclusa tra gli elementi da evitare. Poi c’è l’indice di leggibilità di Flesch che si basa su una formula matematica: F = 206,835 − (0,864 ∗ S) − (1,015 ∗ P).

  • F è la leggibilità misurata.
  • è il numero delle sillabe su un campione di 100 parole.
  • il numero medio di parole per frase.

Dimenticavo, ci sono le transition word. Ovvero le congiunzioni, gli elementi che collegano due unità di una proposizione o due proposizioni di un periodo. Ci sono molte congiunzioni, ognuna svolge una funzione differente, e WordPress SEO by Yoast le include in questa spunta.

Per approfondire: SEO copywriting, come scegliere e usare le keyword

Scrivere come un deficiente

Forse non è questo l’obiettivo ma c’è un aspetto che mi infastidisce: nella spunta del plugin WordPress vengono indicate delle percentuali che misurano la presenza dei sottotitoli, delle congiunzioni, delle frasi in forma passiva. Poi definiscono la lunghezza dei paragrafi, la presenza dei sottotitoli.

WordPress SEO by Yoast

WordPress SEO by Yoast: il pannello di controllo.

Già i consigli del pannello SEO sono deleteri per la buona scrittura se non affrontati con spirito critico. Con questa spunta si rischia di condannare a morte creatività e varietà per accendere i semafori verdi della tabella content. Credi che sia giusto tutto questo?

Io penso che ci siano delle regole da rispettare, dei principi da osservare e delle sfumature da lasciare al gusto e al buon senso dell’autore. Frasi passive e frasi attive, lunghezza dei paragrafi e presenza dei sottotitoli: quello di WordPress SEO by Yoast è un indicatore di massima, deve essere usato sempre come un aiuto e non come un dogma. Solo l’esperienza ti dà gli strumenti giusti per scrivere meglio.

Senza dimenticare che io non conosco le impostazioni di questo plugin. L’indice Flesch è definito per la lingua inglese o quella italiana? Ci sono delle differenze, così come può essere diverso il giudizio sulla lunghezza di una frase o di un paragrafo. Impossibile fare una valutazione automatica dell’ottimizzazione SEO di una pagina, e lo stesso discorso vale per la buona scrittura online.

WordPress SEO by Yoast: a cosa serve?

Questo plugin continua a illudere e a fare danni, ma resta una delle soluzioni migliori per ottimizzare il proprio sito web. Il problema è la consapevolezza: deve essere usato come una guida e come uno strumento, non è la soluzione a tutti i problemi. “Ho i puntini verdi quindi sono a posto”: col cavolo che lo sei. Google se ne frega del semaforo di Yoast e lo stesso vale per le persone.

WordPress SEO by Yoast non ti aiuterà a scrivere, ti darà solo dei riferimenti che devi interpretare e valutare con spirito critico. Questo è il mio punto di vista, ora aspetto la tua idea nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

19 Comments

  1. Grazie Riccardo per questo articolo, mi hai davvero sollevata!
    Proprio ieri sera guardavo perplessa il nuovo aggiornamento di Yoast e dicevo a me stessa “Ma guarda un po’ se adesso è un plugin a decretare la qualità della mia scrittura…”
    Io non sono di certo un’esperta del mondo web, però come utente, appassionata di scrittura ed essere dotato di un minimo di spirito critico, dubito e dubiterò sempre del fatto che un algoritmo possa determinare il successo della creatività. Perchè la scrittura secondo me è un atto creativo che deve colpire al cuore delle persone prima ancora di fare centro negli algortimi di Google.
    Ma chiaramente questa è solo una mia opinione.
    Ho se

    • Sai cosa ha scritto un amico SEO (molto bravo) quando ho fatto notare questa novità? Fregatene. Seguo il suo consiglio, soprattutto per quanto riguarda la scrittura online. Per la SEO un occhio al plugin lo consiglio sempre, ma con la consapevolezza che non è questo a dare il valore all’articolo.

  2. Ciao Riccardo, sono d’accordo con la tua analisi. Io ho diversi articoli con semaforo giallo, e non me ne faccio un problema.
    Yoast mi ha insegnato tantissimo e continua a farlo, e spesso mi ha fatto notare alcuni errori nelle mie pagine. Tuttavia la mia regola è che la qualità del testo non deve mai essere compromessa per ottenere (ipotetici) vantaggi in termini di SEO.

    A mio avviso, il modo corretto di usare questo plugin è come se fosse un amico al quale fai leggere il tuo articolo prima di pubblicarlo.
    Potrebbe dirti: “Ehi, che ne dici di aggiungere un H2? E aumentare un po’ la densità della keyword?”
    Va bene ascoltarlo, ma le sue osservazioni vanno sempre valutate sapendo che non è lui a scrivere, e che non sa qual è davvero l’obiettivo del tuo articolo. L’ultima parola tocca sempre a chi scrive.

    • Chiaro. Oggi voglio scrivere un post senza H2 e voglio fregarmene di quello che dice Yoast: perché non farlo? Riprendiamoci la libertà di scrivere per noi e per i lettori.

  3. Come sviluppatore posso dire che è veramente difficile scrivere un programma di analisi senza tirare in ballo calcoli e percentuali. Credo che gli sviluppatori di Yoast SEO, tramite il sistema del semaforo a 3 colori, abbia saputo dare una certa flessibilità a tutti questi numeri. Nonostante questo impegno, rimane sempre lo scontro tra scienza e arte.
    Fino a quando non verrà trovata la formula magica che saprà mettere in relazione queste due discipline, dovremmo apprezzare i consigli che questo plugin ci da, chiudendo talvolta un occhio sul suo aspetto più matematico che letterale.

    • Ciao Francesco,

      Chiaro, senza numeri non si va avanti. Il problema in realtà non è nello strumento ma nell’atteggiamento delle persone: pensare che si debbano avere per forza tutti i punti verdi è sbagliato. Così come è sbagliato pensare che una volta raggiunto il verde assoluto tutto sia possibile. Continuerò a usare WordPress SEO by Yoast con successo e gran piacere, ma senza aspettarmi miracoli. E senza seguirlo a occhi chiusi.

  4. Ciao Riccardo,
    grazie per questo post. Credo che attualmente l’indice di Flesch sia definito per la lingua inglese.

    • Ecco, c’è anche una versione italiana con dei valori molto differenti. Impossibile avere dei riferimenti attendibili in questo modo.

  5. Ebbene sì, malgrado i progressi, i software sono ancora ben lontani dal diventare scrittori e blogger: ascoltiamone i suggerimenti, ma lasciamo a noi stessi la decisione di seguirli o meno 😉

    • Questo è il mio punto di vista: avanti così, guardiamo WordPress SEO by Yoast con sincera curiosità. Ma niente di più.

  6. D’accordo su tutto. Questo plugin è meglio averlo che non averlo, e il numero di installazioni attive è lì a dimostrare quanto questo sia opinione diffusa. Interessante come Riccardo abbia evidenziato che ogni lingua ha i suoi stili e peculiarità.

    • Ciao Massimo, ti ringrazio per il commento. Noi non possiamo dare al plugin l’onere di aiutarci anche a scrivere bene. Sono semplici dati che dobbiamo osservare senza esagerare, ponderando bene punti di vista e prospettive. Il rischio è quello di limitare la creatività. Sul serio.

  7. Approvo in pieno le considerazioni di base sul plugin Seo by Yoast. Per questa ragione, in molti casi lo disinstallo optando per una soluzione alternativa che mi soddisfa: All-in-One Seo Pack. In questo modo, chi si occupa dei contenuti non è più condizionato da semafori o valori fuorvianti e realizza contenuti di qualità superiore.
    Il bello è che bastano poche linee guida di base impostate sulle caratteristiche di chi scrive e del target per ottenere testi qualitativamente superiori rispetto a quelli che si ottengono con il supporto di Seo by Yoast.

  8. Ciao Riccardo. Sottoscrivo tutto. Credo che SEO Yoast è molto utile quando ci si avvicina per le prime volte alla scrittura SEO. Almeno lo è stato per me. Poi, quando capisci che l’algoritmo di Google premia la qualità dei contenuti più che sterili parametri, per me, puoi pure utilizzarlo solo per ottimizzare metadescription e tag title. 😉
    A presto!

  9. Condivido al 100%. Dall’ultimo aggiornamento è diventato, da questo punto di vista, ancora più frustrante. Io per semplicità non imposto mai la parola chiave (che va, sì, ripetuta, ma in modo naturale e scorrevole) e non guardo mai le statistiche di leggibilità.

  10. Concordo in pieno quanto scritto. Finché Yoast è utile per migliorare l’ottimizzazione SEO di un articolo ben venga, ma se deve diventare il supremo giudice della qualità dei contenuti che pubblico no grazie. Non so se tu hai installata la versione pro o meno, ma nella versione free io i punti legati all’indice di Flesh e alle transition words non li ho ancora visti, per mia fortuna. L’unica cosa sulla quale concordo con Yoast a priori è anche una lezione di puro buonsenso: frasi troppo lunghe non sono di facile comprensione. Ma una cosa del genere non mi serve la dica lui, la so da me 😀 Se invece continua a ricordarmi di mettere i tag alt nelle immagini legati alla keyword, fa solo il suo lavoro, e lo ringrazio.

  11. Io lo uso, ma dopo aver scritto quello che volevo scrivere. Se i suggerimenti che mi dà mi sembrano sensati con il tutto li metto in pratica, se no ignoro.
    Ad esempio c’è una cosa che ancora non ho capito e mi rimane perennemente rossa (ci dormo uguale 😉 ) e cioè la dicitura “Il testo non contiene voci.. Aggiungere almeno una voce”. Se sai illuminarmi su cosa intendono ti ringrazio 🙂

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