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Articoli d’opinione: la tua idea conta nella strategia di blogging

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Prendo spunto da un commento lasciato da Gloria Vanni per dare vita a questo post. Un articolo che sottolinea il tuo diritto di blogger a commentare la realtà. Anzi, più che un diritto vedo questa possibilità come un pilastro del blogging prolifico, capace di scrivere ogni giorno articoli d’opinione.

Articoli d'opinione

Cosa scrive Gloria nel commento? Mi ha colpito un concetto: il parere non è un giudizio. Quello che scrivi non deve essere per forza una legge divina, inviolabile. Quindi da contestare perché cerca di imporre la tua opinione. È solo un parere che può trovare sostenitori e critici. Ed è questo il bello del blogging: hai in mano uno strumento per creare contenuti, per esprimere la tua opinione.

In un calendario editoriale ci sono articoli diversi che soddisfano esigenze differenti. Trovi i pillar article che rispondono a domande specifiche, i tutorial che guidano il lettore, i cornerstone content che definiscono la base dell’argomento. Ogni post ha motivo di esistere, anche gli articoli d’opinione.

Lo scopo degli articoli d’opinione

La SEO è un aspetto importante per il tuo blog, ma deve essere gestita da persone capaci di guardare oltre la parola chiave. Tutti gli articoli devono avere una focus keyword stabilita su WordPress SEO by Yoast? Tutti i contenuti hanno uno scopo in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca?

Abbiamo bisogno di persone capaci di andare oltre la parola chiave.

Non sempre. Ci sono articoli che hanno come obiettivo la fidelizzazione del pubblico, la creazione di una platea amica. E, soprattutto, la definizione di un’azienda umana. Capace di comunicare un’idea, la propria opinione. Un’opinione che può incontrare o meno il favore dei lettori.

Gli articoli in cui esponi il tuo punto di vista sono i più difficili e rischiosi. Hai paura di esporti, lo capisco. Ma ti posso assicurare che è più facile di quel che sembra. E, soprattutto, possono fondersi con i post tecnici. Ad esempio con i tutorial, quei post in cui devi solo esporre una procedura, una sequenza di operazioni già note. Vuoi fare la differenza? Aggiungi la tua esperienza personale, la tua valutazione.

L’opinione ti posiziona

Ti dà un volto, ti rende umano agli occhi dei lettori. E dei potenziali clienti. Questo significa creare una community intorno al tuo blog. Attirare le persone con la SEO e il social media marketing, trasformarli in lead attraverso le landing page, seguire le regole dell’inbound marketing: tutto questo è giusto, ma solo i blog con un pubblico fedele sopravvivono nel tempo. E regalano grandi soddisfazioni.

Come si crea un pubblico fedele? La mia ricetta completa si trova nel libro Etno Blogging, ma la personalità è uno degli ingredienti. La personalità si intravede attraverso il tone of voice, nelle parole e nello stile utilizzato per comunicare. Ma anche nelle opinioni, i pensieri individuali.

Ecco perché è utile commentare le notizie che riguardano il tuo settore professionale. Guarda ciò che succede intorno a te, organizza le fonti in modo tale da mantenere il polso della situazione e pubblica i tuoi articoli. Fallo senza timore, mettendo in primo piano ciò che pensi e privilegiando la tua opinione.

Commentare, non giudicare

Le persone possono essere in disaccordo con te, ma se esprimi il tuo punto di vista in modo educato sono pronte a rispettarlo. Oppure possono essere in linea con la tua opinione, e questo è un punto a tuo favore: hai guadagnato un lettore. In ogni caso hai messo in gioco il tuo punto di vista.

E questo è un bene. Perché lo hai fatto commentando e non giudicando. Non devi mai confondere i piani: sei un osservatore, il tuo blog svolge una funzione di diario nel quale lasciare appunti, idee.

C’è chi giuridica senza argomentare, chi contribuisce educatamente alla creazione di sapere e cultura con la propria idea. Tu da che parte stai? Hai già iniziato a scrivere articoli d’opinione per il tuo blog? Risultati? Lascia la tua idea nei commenti, aiutami a completare questo articolo.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

  1. “Il parere non è un giudizio. Quello che scrivi non deve essere per forza una legge divina, inviolabile… È solo un parere che può trovare sostenitori e critici”. Felice di esserti stata d’ispirazione, Riccardo! E come sempre hai dato una risposta che per me è cum laude, professionalmente e umanamente! Condivido dalla prima all’ultima riga suggerimenti e strategie. Se riuscirò a mettere in pratica anche solo il 25% di tutto ciò che suggerisci sarò davvero contenta di me. Comunque, sì, ogni tanto scrivo articoli di opinione e confermo che piacciono. Commentare, non giudicare è un altro mio mantra. Belle anche le tue call to action finali, prendo inspirazione e condivido!

    • Ciao Gloria,

      Grazie a te per l’ispirazione. Come vedi, quando il blogging è comune influenza e costruzione della conoscenza non si sbaglia mai. Chi condivide regna, su questo non c’è discussione.

  2. Se avessi un centesimo per ogni volta che la mia opinione è stata scambiata per un giudizio… 🙂

    Io credo che condividere la propria opinione sia fondamentale; naturalmente va fatto in modo corretto e bisogna essere pronti ad argomentarla.

    Certo, ci sarà sempre chi ne approfitterà per attaccarti. Ma credo che la maggior parte dei lettori lo apprezzeranno.

    • A volte sono i social media a facilitare questa incomprensione, a volte è la cattiva interpretazione dei singoli. D’altro canto dobbiamo domandarci: esponiamo le idee in modo tale che vengano intese come opinioni?

      • Credo che siano i social media a creare l’incomprensione, cioè spesso le persone che li usano scambiano un’opinione costruttiva in critica. È come se non fossimo stati abituati e quindi educati all’opinione collaborativa.

        • Forse no, non siamo ancora pronti. Come collettivo intendo, poi ci sono singole community che lavorano alla grande.

  3. Probabilmente la maggior parte dei miei post rientra nella categoria 🙂

    Sono d’accordo, presentare la propria esperienza e/o opinione può differenziarci da chi sta affrontando lo stesso argomento.

    Un esempio banale: da qualche giorno, LinkedIn ha re-introdotto gli hashtag (per ora, solo nella sua versione mobile) – per quanto mi riguarda, è una buona mossa (e spiego il perché); per altri, è un patetico “rincorrere” Twitter o Instagram.

    Un fatto, due punti di vista diversi – e il lettore può trovare entrambi interessanti 🙂

    • Solo la tua opinione può fare la differenza rispetto a una qualsiasi cronaca dei fatti. D’altro canto i quotidiani fanno scuola, per questo esistono giornali con colori politici differenti.

  4. Sono incuriosito dalla scelta dell’immagine.
    Braccia volte all’infinito, mani che delicatamente sospingono e liberano cosa: idee, pensieri, emozioni…

  5. Ciao Riccardo, concordo a pieno con questo post. Sul mio blog pubblico prevalentemente “post tecnici”, ma ogni tanto pubblico qualche post che ho definito “parole libere” dove prendo un argomento (sempre inerente al mondo del blog/tecnologia) e dico la mia.

    Questi post sono quelli più caldi, quelli che ricevono più commenti (attualmente il record è di 102) dove il lettori (che poi diventano lettori abituali) esprimono il loro parere, che molte volte va in contrasto con il mio ma va bene così, del resto come ha scritto te: quando scrivi un post del genere ti esponi (ad esempio avevo scritto un post su Android vs iOS dove sono stato “massacrato” dai fan di Android ma è anche quello con più commenti).

    • L’opinione contraria va benissimo. Anche la precisazione, pure la critica ci sta. L’assalto non lo tollero, la violenza verbale non fa parte del mio costume. Possiamo parlare fino allo sfinimento, ma sempre con educazione. Puoi aver ragione da vendere ma quando sbagli sei fuori.

      • L’educazione prima di tutto e comunque questi che portano avanti queste crociate, che se la prendono sul personale… spesso fanno ridere.

  6. Purtroppo nel web è diffusa una certa tendenza ad attaccare e imporre la propria voce senza badare all’opinione altrui. Ma non penso sia prerogativa del mondo digital: basta guardare un talk show per accorgersi di quanto sia difficile gestire una conversazione fatta di opinioni che si incontrano e scontrano armonicamente.

    In questo contesto, i blog, forse, sono anche una dimensione più discreta e libera per dare spazio alle proprie opinioni senza presentarle come giudizi. Sono d’accordo, fa tanto il tone of voice: elaborare il proprio stile per proporre un parere, non per declamare un giudizio.

    • Forse chi commenta il post del blog si prende del tempo in più per leggere, per capire. Non è una costante, non tutti fanno così. Ma forse sui social c’è più fretta di commentare, meno spazio per capire la storia del singolo.

  7. Da quanto ho visto nei social specialmente, ma anche nei blog, la tendenza è sempre la stessa: se qualcuno pubblica qualcosa di diametralmente opposto al modo di pensare di qualche suo contatto, scattano le polemiche e le defezioni.
    Siamo un paese libero e democratico solo sulla carta.
    Non so quanto sia utile quindi scrivere articoli di opinione. Forse ci ragiono su e dirò la mia nel mio blog.

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