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Come imparare a scrivere meglio: 9 consigli rubati alla scrittura amministrativa

Bella domanda, come imparare a scrivere meglio? Il primo consiglio che posso darti: apri un blog e inizia a pubblicare. Ogni santo giorno. In questo modo fai pratica, prendi confidenza con la scrittura online, con le pubblicazioni, con il mondo del web writing. Poi devi fare formazione, devi studiare.

Ci sono tanti titoli per raffinare la tua arte. Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo dedicato alle letture per imparare a scrivere. Ti consiglio di acquistare questi libri e di prendere il massimo dagli autori. Devi essere avido di conoscenza. Ma il percorso non finisce qui, non basta leggere e fare pratica.

Come imparare a scrivere meglio

Certo, è un punto di partenza. Per imparare a scrivere meglio, però, devi seguire strade diverse. Devi andare oltre il sentiero disegnato, devi sfruttare fonti alternative. E abbracciare quello che può sembrare il nemico numero uno della buona comunicazione. Tipo la Pubblica Amministrazione.

Il burocratese è la morte della scrittura. Tanti studiosi, però, hanno lavorato sodo per semplificare il codice. E hanno confezionato documenti interessanti per chi vuole imparare a scrivere meglio.

La Guida alla Redazione degli Atti Amministrativi, ad esempio, è un’ottima guida creata in collaborazione con l’Accademia Della Crusca. Da questo documento ho rubato 9 consigli per migliorare il mio lavoro quotidiano di copywriter. Vuoi sapere quali sono? Ecco la lista completa.

Bisogno di semplicità

Il testo della Guida alla Redazione degli Atti Amministrativi è complesso, ricco di spunti. Ma si basa su un concetto chiaro: devi semplificare. Devi togliere quello che non serve.

Non sempre basta, a volte non puoi ridurre il lavoro alla mera potatura. Semplificare vuol dire scegliere con cura le parole, preferire termini che tutti possono comprendere, individuare frasi capaci di spiegare. E non di mettere in difficoltà il lettore.

Scrivere puntando alla semplicità è la vera sfida per chi si occupa dei testi amministrativi, ma anche per il web writer.

Testo funzionale

Il primo punto della guida colpisce la mia attenzione perché taglia subito le gambe ai fanatici dei ghirigori. Preferisci la funzionalità del testo: il tuo articolo essere un lavoro completo, utile, capace di fornire le informazioni necessarie. Poi c’è spazio per la forma, lo stile, l’esercizio di scrittura.

Le risorse più importanti devono essere dedicate ai parametri suggeriti da Google nelle linee guida dei Quality Raters: quando arrivo su una pagina devo leggere un testo scritto da una persona competente, autorevole, affidabile. Per imparare a scrivere bene, quindi, devi metterci la sostanza.

Da leggere: scrittura online, meglio dare del tu o del voi?

Attenzione al periodo ipotetico

Uno dei grandi problemi della lingua italiana. Il periodo ipotetico è causa di mille incomprensioni, ma la Guida agli Atti Amministrativi dà indicazioni utili per migliorare queste situazioni: preferire la congiunzione se ad altre soluzioni. Esempi concreti ne abbiamo? “Se il bilancio di previsione non viene approvato” al posto di “Nel caso in cui il bilancio di previsione non venga approvato”, “Se si verifica un abbassamento repentino” meglio di “Qualora si verifichi un abbassamento repentino”.

Evita le frasi negative

Meglio le frasi affermative o le negative? Per amore della chiarezza la scelta cade sulle prime. Le frasi affermative sono semplici, brevi, immediate: trasmettono il significato con un’efficienza diversa, superiore. Attenzione, questo non boccia definitivamente le negative. Si tratta di una scelta stilistica.

Come imparare a scrivere meglio

Una scelta che ha come base la ricerca della fluidità. Ecco due esempi: “Il progetto è stato escluso dal finanziamento”“Il progetto non è stato ammesso al finanziamento”. Quale preferisci?

Io punto le mie risorse sulla frase affermativa, la prima. Senza dimenticare che la negativa può assumere una connotazione possibilista, meno perentoria, rispetto alla frase positiva. Quindi, preferire quest’ultima soluzione è utile per escludere dubbi ed errori interpretativi.

Rinnega la doppia negazione

Imparare a scrivere meglio vuol dire puntare alla chiarezza massima. Per questo devi evitare come la peste la doppia negazione, un gioco di parole che lega la lingua e i pensieri. La lettura rallenta, i processi mentali si appesantiscono e la frase perde fluidità. Da cassare senza pietà.

Periodo breve e ordinato

Un classico della leggibilità. I periodi devono essere brevi, basati su una costruzione semplice e ordinata. Ma l’attenzione va all’incastro tra principale e subordinata. In questo caso la guida è categorica: la frase principale precede le subordinate che devono essere ridotte all’osso.

Soprattutto, non devono interrompere la sequenza logica. È meglio evitare una subordinata tra soggetto e verbo, tra l’elemento che compie l’azione e l’azione stessa. In questo modo preservi la leggibilità del testo e aiuti il pubblico a non perdere l’attenzione. I post lunghi funzionano? Certo, se lavori in questo modo puoi pubblicare pillar article densi e ricchi di informazioni. Ma leggibili e piacevoli.

Da leggere: perché scrivere un post lungo?

Usa la forma attiva del verbo

I verbi sono decisivi in una frase perché impongono dinamismo, movimento, azione concreta. Il principio da seguire: preferire la forma attiva, fare in modo che il soggetto compia l’azione. La soluzione passiva, invece, prevede un soggetto che subisce l’azione. Non è un errore, la lingua italiana prevede questa funzione, ma per preservare chiarezza e linearità è meglio puntare sulla forma attiva.

Scegliere le parole giuste

Questo è un lavoro decisivo per imparare a scrivere meglio. Scegliere le parole giuste: tu ci riesci? Sei capace di inserire il termine preciso, la combinazione giusta per esprimere un concetto in tutta la sua chiarezza? Non è facile, ma per lavorare in questa direzione devi mettere al centro le persone.

Devi scrivere per il pubblico. Scegli le parole del vocabolario di base (obliterare diventa timbrare), evita le parole astratte e punta sui riferimenti concreti (problematiche diventa problemi), preferisci parole del vocabolario italiano al posto dei termini stranieri. E punta sulle conoscenze del tuo pubblico: se scrivo in un blog di web marketing posso usare l’acronimo SEO? Certo.

Scrittura politicamente corretta

È importante lavorare verso una scrittura politicamente corretta. Quindi capace di rispettare le persone in base al proprio genere, all’appartenenza sociale e politica. Una delle questioni più sentite da un punto di vista grammaticale è l’uso del maschile e del femminile rispetto alle cariche. Si dice ministro o ministra? La Guida alla Redazione degli Atti Amministrativi dà una spiegazione chiara:

“È opportuno usare il genere grammaticale maschile o femminile pertinente alla persona alla quale si fa riferimento. Si noti che tutti i nomi di mestiere, di professione e di ruolo possono avere la forma femminile: operaio/operaia, sindaco/sindaca; assessore/assessora; segretario generale/segretaria generale, il presidente/la presidente ecc. È invece da evitare, perché non è grammaticale, l’uso dell’articolo femminile seguito dalla forma maschile, es. la sindaco”.

Insomma, la sindaco è proprio brutto da leggere. Un altro aspetto importante: quando si usano le maiuscole? Ci sono casi specifici per le cariche? Anche in questo caso la guida è d’aiuto: la maiuscola si usa, oltre all’inizio di una frase, per tutti i nomi propri di persona, luogo, ente, organo e ufficio. In questa lista rientrano i secoli e i decenni, i periodi storici (tipo il Rinascimento), le aree geografiche (il Salento), i corpi celesti e i punti cardinali.

E se l’organo è composto da più parole? Si tende a usare la maiuscola solo per la prima. Ad esempio: Consiglio comunale. Però se la prima parola è un aggettivo si usa la maiuscola anche per la seconda. Ancora un esempio: Alto Commissario.

Vuoi imparare a scrivere meglio?

Perfetto, mi sembra una buona idea. Imparare a scrivere meglio non vuol dire solo lasciare spazio alla creatività e alla voglia di comunicare. Questi sono punti essenziali, non fraintendere. Ma devi rispettare delle regole per raggiungere il destinatario nel miglior modo possibile. Oggi ho preso buone idee dalle linee guida per scrivere gli atti amministrativi, un campo che lascia ampi punti di discussione. Secondo te posso aggiungere qualcosa alla lista? Ti aspetto nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

17 Comments

  1. Ottimo articolo Riccardo.
    In ottica SEO, aggiungerei anche di evitare i neologismi e i modi di dire italiani.
    Google potrebbe non capire o confondere la semantica del testo.
    Uno spunto molto interessante che ho letto di recente su un libro di un noto consulente SEO, parlava di provare a mettere il contenuto scritto su google translate e vedere se ne esce fuori una traduzione inglese sensata o distorta.
    Scrivendo in lingue diverse dall’inglese credo che sia doveroso preoccuparsi anche dell’ aspetto semantico.
    Che ne pensi?

    • Credo che la chiarezza sia alla base di tutto, anche dell’ottimizzazione SEO. D’altro canto io ho una formazione classica, sono un uomo di lettere. mi piace scrivere e far sognare le persone. Come la mettiamo con la SEO?

      🙂

      • Certo Riccardo, sono d’accordo con te.
        Anche a me piace scrivere e coinvolgere i lettori.
        Probabilmente il mio punto di vista proviene proprio dalla mia formazione 🙂
        Infatti ho una formazione tecnica e mi occupo di sviluppo web da parecchi anni. L’aspetto SEO forse è la parte più tecnica del copywriting.
        Detto questo, ci tengo a precisare che a mio modesto parere, si può scrivere per il web anche evitando di considerare completamente l’ aspetto SEO; si può sempre fare arrivare i lettori esclusivamente da traffico adv (Facebook ad, google adword, ecc …) o da direct marketing.
        Trascurando l’ aspetto SEO verrà meno il posizionamento naturale; cioè agli occhi di google il nostro sito potrebbe risultare di scarso interesse rispetto ad un certo argomento.
        Quindi si, i contenuti devono sempre essere di qualità, far sognare il lettore e coinvolgerlo.
        Non si devono creare quelle accozzaglie di parole chiave che si vedono in certi blog, atte solo a far aumentare la keyword densità, rendendo spesso un articolo illeggibile.
        L’aspetto SEO va tuttavia curato per fare in modo che il lettore possa arrivare al contenuto creato in maniera naturale, a seguito di una ricerca.

  2. Ottimi consigli e tutti condivisibili. Io prendo molto anche dalla scrittura inglese, che ha diversi punti in comune con quello che hai descritto tu. Lo stile è sempre asciutto e preciso, con frasi brevi. Per loro “una frase un concetto” è basilare.
    Sono d’accordo anche con Comemonetizzo: via i modi di dire italiani. Sono belli e denotano la nostra creatività, ma come può un povero motore di ricerca capirli?

    • E se quel modo di dire avvicina il testo all’uomo e rende il tutto più umano, vicino all’esperienza utente? Il risultato? più condivisioni, fidelizzazione…

      • Ammetto che anche io ogni tanto ne uso qualcuno. In fondo non è un problema se su un testo di 1.000 parole Google non ne capisce tre. E se così attiro l’attenzione del lettore e gli permetto di comprendere a fondo il testo tanto meglio. Tuttavia credo sia meglio essere molto parchi. Sarà che vengo da studi linguistici di lingue che non sono molto prolifiche da questo punto di vista (tedesco in primis e a seguire inglese) e per evitare fraintendimenti da una lingua all’altra si dicono le cose come sono.

        • Quando devi scrivere per farti capire la chiarezza è importante. Quindi mi regolo anche in base all’articolo: tutorial e pillar sono esempi di chiarezza. O almeno mi muovo così.

    • Soprattutto quando c’è la doppia negazione. Da web writer ti dico che la situazione rischia di precipitare se esageri 🙂

  3. Bellissimo articolo, utile anche ai traduttori. Peccato per i periodi ipotetici: a me le costruzioni di “nel caso in cui” e “qualora” piacciono tantissimo!

    • Eh, lo so. Ma ci sono scelte da fare per amore della buona scrittura online.

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