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Come cambia la scrittura online?

Quando mi hanno chiamato per un intervento al Joomla Festiva di Milano ho pensato subito a questo argomento: come cambia la scrittura di un articolo. Ho iniziato a pubblicare nel 2008, quasi dieci anni fa. Come erano gli articoli dei blog? Pessimi, un blocco di parole illeggibile. Senza forma.

scrittura online

Però quello era lo standard, pochi investivano nella scrittura. Poi c’erano delle fantasie sul SEO copywriting che sfociavano nel keyword stuffing selvaggio, senza dimenticare il magico mondo delle directory e dei comunicati stampa. Dai, la verità è questa: in passato si scriveva male sul web. Per fortuna le cose sono cambiate.

In meglio, ovviamente. Oggi abbiamo corsi di blogging che ci spiegano come scrivere un buon articolo, un post capace di farsi amare dalle persone e dai motori di ricerca. Poi ci siamo concentrati sul piano editoriale, sull’organizzazione del lavoro in termini di social media marketing.

Insomma, la scrittura sul web è cambiata. Come? In che modo? Per il mio contributo al Joomla Festival ho pensato di fare il punto della situazione. Dato che molti amici sono rimasti a casa, ho pubblicato questa piccola sintesi con le slide che ho mostrato in aula.

Il concetto di evoluzione

Prima di iniziare mi preme definire un passaggio: l’evoluzione del contenuto comporta anche un incarico diverso per il blogger. Spesso il cliente pensa di poter pagare un professionista il minimo indispensabile, la stessa cifra con la quale aveva iniziato la collaborazione. Questo è impensabile.

Il professionista cresce, si adeguano anche i compensi. A fronte di un budget limitato l’impegno sarà tale: non si può pretendere un perfezionamento del lavoro di blogging se dall’altro lato non c’è un adeguamento della retribuzione. Forse ha ragione Montemagno quando dice che dobbiamo dedicarci ai clienti che sono disposti a trovarlo il budget. Anche questo fa parte del processo di evoluzione professionale: scegliere i clienti giusti.

C’è bisogno di un piano

Impossibile procedere senza mappa. C’è bisogno di organizzazione dei contenuti: se in passato bastava pubblicare qualcosa, senza bussola e senza linee guida, oggi devi avere un quadro chiaro della situazione. E puntare le tue risorse su un piano editoriale. Su un documento programmatico.

Il piano editoriale comprende una serie di elementi che permettono alla tua tastiera di creare dei contenuti di qualità, degli articoli capaci di ottenere i risultati sperati. Quali sono i punti essenziali?

  • Conoscenza del progetto con analisi SWOT.
  • Definizione degli obiettivi.
  • Studio del target di riferimento.
  • Analisi dei contenuti con relativa mappa mentale.
  • Eventuali dettagli relativi ai social e ai commenti.

Subito dopo viene definito il calendario editoriale, il documento che organizza nel tempo i titoli da pubblicare sul blog. In questo modo hai uno schema del lavoro da svolgere. Non improvvisare, non accontentarti del primo articolo che trovi: pianifica il tuo lavoro, adattalo alle tue esigenze.

Per approfondire: come creare un piano editoriale

Analisi preliminare dei contenuti

C’è bisogno di un’analisi capace di precedere la scrittura. Quando decidi di pubblicare un articolo cosa fai? Ti siedi e scrivi? Ascolti la voce della coscienza o chiedi ispirazione alla musa? No, questo è un processo che abbassa le probabilità di intercettare i desideri del pubblico.

Un contenuto di qualità risponde a esigenze specifiche. Quindi, prima di scrivere il tuo articolo devi fare una ricerca. Devi capire cosa vogliono le persone, cosa si aspettano dal tuo articolo. Come si svolgono queste analisi? Nel libro Etno Blogging ho affrontato tutti i passaggi della ricerca, ma per anticipare qualcosa posso dirti che il lavoro si svolge sul piano qualitativo e quantitativo.

come cambia la scrittura online

I dati che trovi nei vari tool (Ubersuggest, Keyword Planner, Answer the public) sono quantitativi e ti permettono di dare uno sguardo alle ricerche che l’utente fa su Google. Poi c’è un altro aspetto da considerare, quello delle informazioni qualitative, che riguardano il mondo delle community.

Esatto, qui puoi scoprire tanto. Nei forum e nei gruppi social le persone lasciano discussioni che partono da domande. Perché non hanno trovato risposta? Forse perché il web non è ancora pronto, non è riuscito a dare una soluzione al quesito. Ecco perché tu devi esserci e proporre un contenuto.

La qualità è indispensabile

Questo è un punto impossibile da ribattere: devi pubblicare dei contenuti utili al lettore. Ma cosa significa questo? L’ho spiegato nei paragrafi precedenti: devi soddisfare un’esigenza, una domanda. Devi scrivere un contenuto completo, ricco, capace di rispondere a un problema.

E lo devi fare osservando le necessità del pubblico. Ma devi investire qualcosa di personale, non basta registrare la domande e riportare la sequenza ufficiale come risposta. Parlare di qualità vuol dire chiamare in causa dei valori che sono stati citati anche nelle linee guida dei Quality Rater:

  • Autorevolezza
  • Competenza
  • Affidabilità

Il tuo articolo non deve essere solo scritto bene. Devi rispettare la grammatica e la sintassi, ci siamo su questo. Però devi essere anche autorevole citando le migliori fonti, lavorando sodo per individuale i link necessari al pubblico per approfondire e per verificare le tue parole. Questa è autorevolezza. Allo stesso modo devi dimostrare competenza e affidabilità sfruttando le tue conoscenze del settore.

Se scrivi l’ennesimo post dedicato ai migliori plugin WordPress devi dare delle delucidazioni tecniche, devi scegliere per i tuoi utenti le soluzioni migliori. Ma devi anche spiegare il motivo della tua scelta, il perché quei plugin meritano di essere presenti nella tua lista. Elencare non basta.

Per approfondire: 8 consigli per scrivere meglio

Insieme di contenuti

Cosa scrivere sul blog? Bella domanda, per fortuna hai un piano capace di analizzare la tua condizione e un calendario editoriale per definire i tuoi passi nel tempo. Ma la scrittura online non riguarda solo il testo: è l’insieme a fare la differenza, è la pagina web a dare la risposta.

In questa pagina web possono esserci decine di contenuti differenti. Puoi utilizzare i video per spiegare i passaggi più complessi, i podcast per approfondire senza fretta, i PDF per permettere al lettore di scaricare e stampare un contenuto. Poi ci sono le GIF, i file Excel, le infografiche…

Come cambia la scrittura online

Devi scegliere il meglio per il lettore. E spesso è proprio lui a suggerire qual è la combinazione ideale. Prova a scrivere “Joomla Tutorial” nella ricerca di Google: tra le correlate trovi dei suggerimenti specifici, delle ricerche che fanno capire senza tanti giri di parole cosa vuole il pubblico.

Devi strutturare il testo

Cosa significa questo? Non puoi presentare un contenuto monolitico, come un muro di parole senza forma. le persone non lo leggono, non lo condividono. E non lo linkano. Non puoi pretendere che il tuo lavoro venga apprezzato se nessuno riesce a leggerlo. Devi impegnarti su questo fronte.

Devi far capire subito l’argomento più importante del post e quali sono i vantaggi, i benefit che troverà. Poi devi rispettare le principali regole per garantire la leggibilità dell’articolo.

  • Usa il grassetto.
  • Scegli paragrafi brevi.
  • Inserisci anchor text ed etichette chiare.
  • Usa titoli esplicativi.
  • Scegli paragrafi e parole brevi.
  • Preferisci le liste puntate.
  • Usa box per informazioni utili.
  • Preferisci formattazione a bandiera.
  • Evita immagini inutili.
  • Aggiungi menu interno.
  • Meno scrivi, meglio è.

Soprattutto ricorda che le persone ti leggono dal telefonino. Da mobile. E che tutto ciò che scrivi viene tradotto su uno schermo minuscolo rispetto a quello che usi per impaginare l’articolo. Mettiti nei panni delle persone che leggeranno il post da smartphone, in autobus, mentre arrivano in ufficio.

Costruire il contenuto insieme

Questa è la grande rivoluzione della scrittura online, almeno per quanto riguarda il blogging: la qualità del testo si rispecchia anche nella capacità di gestire la community e di coinvolgere i lettori per creare delle discussioni virtuose. I commenti sono parte integrante del contenuto, arricchiscono il testo e rispondono a domande che non eri stato in grado di contemplare. Non basta scrivere, devi discutere.

Devi fare comment marketing sul tuo blog e devi spingere i lettori a partecipare. Come spingere le interazioni del blog? Inizia a scrivere articoli capaci di parlare con le persone, non solo di pontificare. Poi usa le call to action e rispondi a ogni interazione con domande utili.

Da leggere: come aumentare i commenti del blog

Come cambia la scrittura online secondo te?

Questa è la mia opinione, la mia esperienza personale maturata nel corso degli anni. Tante cose sono cambiate dal 2008, oggi scrivere un articolo per il tuo blog vuol dire affrontare la materia da punti di vista differenti. Qui trovi il mio contributo per il Joomla Festival, ora ti chiedo: secondo te come cambia la scrittura online? Quali sono i punti che fanno la differenza? Ti aspetto nei commenti, come sempre.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 Comments

  1. Però Joomla no. Per il blogging, almeno per il momento, WordPress tutta la vita.
    Sicuramente è cambiata in meglio e secondo la mia opinione il trigger che ha fatto scattare il cambiamento è stato proprio il lettore del web, che il qualche modo ha fatto percepire le sue nuove esigenze nel modo di leggere.

    • Eh, Joomla non è di certo il CMS adatto per fare blogging. Così come WordPress non è ideale per fare altro, ad esempio ecommerce o portali con molte pagine. Tutto deve essere usato nel miglior modo possibile, poi noi scriviamo i contenuti 🙂

  2. A proposito della formattazione di un articolo, perché a vostro parere si consiglia sempre di usare l’allineamento a sinistra e non giustificato per la scrittura su web? Non rischia di apparire troppo disordinata in questo modo?

    p.s: ottimi spunti come sempre 😉

    • Personalmente io preferisco utilizzare il giustificato sia negli articoli che pubblico sul mio blog e in generale quando scrivo documentazione per il mio lavoro. Mi da il senso di più ordine.

    • In realtà il giustificato è da evitare perché crea degli spazi innaturali tra le parole. Questo spazio deve essere sempre uguale, altrimenti si affatica la lettura. Il giustificato, in quanto tale, forza questo riferimento e sui testi lunghi risulta difficile da leggere. Soprattutto se usi parole lunghe.

      • Io faccio l’esercizio di far venire tutto condensato senza spazi interni, questo su documenti tecnici scrivo a dimensione fissa. Sul web dov’è tutto dinamico è impossibile. Solitamente io scrivo piccoli paragrafi separati da una buona interlinea e questo facilita la leggibilità o altrimenti si potrebbe utilizzare la sillabazione. Il “dente di sega” non ho mai digerito.

        • Lo spazio bianco è contenuto. Uno strano tipo di contenuto, ma l’assenza di testo è presenza.

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