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7 lezioni di teatro per scrivere meglio online

Scrivere per il web e per il teatro: cosa hanno in comune queste attività apparentemente lontane? Da quando ho deciso di fare della scrittura il mio mestiere, dentro di me convivono due anime: quella della copywriter, che scrive prevalentemente per il web, e quella dell’autrice di testi teatrali.

scrivere meglio online

Gli studi e la pratica di scrittura drammatica hanno alimentato molte conoscenze che applico al lavoro di copywriting e web writing: dalla capacità di comunicare e dialogare fino al coraggio di uscire dai confini. Mi sembra una buona idea, quindi, proporre la mia idea: ecco sette pillole, sette consigli legati al teatro ma indispensabili per chi vuole trasformare la scrittura online in un lavoro.

Lo studioso ungherese Péter Szondi, autore del testo Teoria del dramma moderno, sottolinea come il teatro sia una riproduzione di rapporti umani intersoggettivi. Qual è l’unità comunicativa alla base delle relazioni tra gli esseri umani? Il dialogo, la struttura sulla quale si fondano secoli di letteratura teatrale.

Il copywriter (o il blogger) sa bene che la comunicazione è al primo posto. Come in una drammaturgia accade che i personaggi dialoghino per comunicare qualcosa al pubblico, così nel web writing l’autore è impegnato in un incessante dialogo: parte dalle domande del pubblico, fornisce le risposte e stimola nuove domande. Allo stesso modo quello del blogger non è mai un monologo, ma una continua relazione con chi legge fatta di ascolto ed empatia.

Nel testo teatrale la parola assume una funzione evocativa, prima che comunicativa. La necessità di evocare appartiene sì all’ambito artistico, ma anche alla narrazione, tanto cara al bravo blogger e al web writer: lo storytelling, infatti, è l’arte di richiamare alla mente del lettore immagini, emozioni e sensazioni attraverso un racconto. Una capacità preziosa per chi scrive.

Grotowski

I dialoghi teatrali adottano soluzioni che possiamo accogliere nella scrittura per il web. Il drammaturgo, così come il blogger, circoscrive un argomento: lo definisce scegliendo con cura le parole, sviluppando un discorso coerente e efficace. Produce quindi dei testi che sono:

  • Esaurienti: ben articolati e completi, in modo da fornire tutte le indicazioni.
  • Economici: niente giri di parole in favore di un’estrema chiarezza.
  • Asciutti: sintetici e privi di ridondanze. In una parola, semplici.
  • Convincenti: la scrittura persuasiva arriva alle orecchie e al cuore, spingendo all’azione.

Nel testo teatrale, che è sempre pensato per una messa in scena e non esaurisce la propria funzione sulla carta (o sul foglio Word), la comunicazione che va avanti tra i personaggi è sempre espressa a beneficio del pubblico. Tramite la scena, la fruizione del testo è collettiva; questo accade anche sul web, dove il blogger parla a una comunità, alla quale arriva tramite la condivisione dei contenuti.

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Spingere all’azione

Riflettendo sul testo teatrale, le cui parole spingono continuamente all’azione, ho immaginato i personaggi di Shakespeare, specie quelli negativi (che sono, in realtà, quelli più interessanti) come indiscussi maestri della call to action. Dal subdolo Iago dell’Otello a Lady Macbeth, i tipi umani delineati da Shakespeare sono spesso dei manipolatori assetati di potere, antagonisti che creano un conflitto aperto o implicito per dirigere le azioni degli altri personaggi e raggiungere i propri scopi.

Meglio non prendere spunto da questi personaggi, ma dalla maestria dell’autore: Shakespeare usava sapientemente il linguaggio, sfruttandone alcune funzioni che interessano chi scrive per il web.

Il testo teatrale, come ho scritto prima, spinge all’azione: la studiosa Anne Ubersfeld sottolinea come in esso prevalga la funzione conativa del linguaggio. Tutto nel dialogo teatrale (lo sa bene chiunque abbia frequentato un corso di drammaturgia) deve mandare avanti l’agire dei personaggi: ogni parola che non crei questo movimento sarà bollata come inutile, superflua. Se non addirittura dannosa.

Un’altra funzione del linguaggio che il teatro possiede è quella fàtica: la capacità di attirare l’attenzione dell’interlocutore. Qualcosa di fondamentale per il web writer.

Pratica quotidiana

La pratica quotidiana è propria dell’atleta, dell’attore, dell’artista. E del web writer. Il training incessante è ciò che fa del performer uno strumento carico, pronto a dare il meglio di sé sul palco.

Anche chi vuole scrivere meglio online affina i propri strumenti giorno dopo giorno, con una pratica e un allenamento che vanno oltre l’ispirazione: come l’attore alimenta il proprio talento con l’esercizio, anche chi scrive migliora, con costanza e pazienza, la propria capacità di comunicare sul web.

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Empatia e “magico se”

Il metodo Stanislavskij, oggi, è datato per la preparazione degli attori. Ma ci ha lasciato importanti eredità che possiamo fare nostre, anche per chi vuole scrivere meglio online. Il maestro russo ha parlato, in particolare, del “magico se”, riferendosi alla domanda che l’interprete deve porsi per mettersi nei panni di un personaggio: “Se io mi trovassi nelle sue condizioni, come mi comporterei?”.

Il suo sistema fa riferimento alla memoria emotiva dell’attore: un bacino dal quale attingere continuamente per interpretare i diversi ruoli, per esercitare la necessaria empatia.

E l’empatia è tra le qualità primarie per chi scrive: è connessa con l’ascolto, aiuta il web writer a immergersi ogni volta in un nuovo argomento, per darne un’interpretazione da fornire ai propri lettori.

Punto di vista

Il testo teatrale accoglie il punto di vista del proprio autore: attraverso le voci di personaggi differenti e in contrasto fra loro, il drammaturgo esprime il proprio pensiero su un determinato argomento. Il blogger è a tutti gli effetti un autore: non perde la propria personalità formulando un discorso asettico, ma mantiene il proprio punto di vista personale, il proprio stile che lo caratterizza come unico.

Non solo parole

Una delle geniali innovazioni del teatro di  Bertold Brecht fu l’utilizzo dei cartelli: i personaggi facevano il loro ingresso in scena con grandi fogli, sui quali erano scritte le didascalie, mai apparse su un palco.

Il teatro sperimentale contemporaneo ne ha poi fatto largo uso, dando vita a una riflessione sul rapporto tra visual e parole. Spesso questo ha coinciso con una riduzione netta del testo, in favore della creazione di immagini d’impatto, di scenografie minimali e di scritte “gridate”.

Le parole, quelle giuste, non sono mai di troppo per un web writer: ma non di solo testo vive il contenuto. Affinare il proprio gusto e scegliere le immagini o le soluzioni grafiche che diano forza e sostegno a ciò che si scrive è una tra le capacità da acquisire, sia per un copy che per un blogger.

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Rompere le regole

Il teatro del Novecento, specie durante la seconda metà del secolo, ha scardinato le convenzioni dalle fondamenta, mettendo in crisi le forme che fino a quel momento erano date per assodate.

teatro scrittura

Le avanguardie artistiche hanno creato commistioni con altre discipline artistiche, con il sociale e con il pensiero politico: hanno avuto il coraggio di rompere le regole, creando nuove formule rivoluzionarie in grado di esprimere le inquietudini e le necessità dell’era contemporanea.

Anche chi vuole scrivere meglio, pur muovendosi tra regole e paletti, può rompere le convenzioni e mettere in discussione se stesso per rendere la propria attività più interessante. E, soprattutto, deve intercettare i bisogni del proprio tempo, per creare nuove risposte da dare a problemi nuovi.

Scrivere meglio grazie al teatro?

Imparare dalle discipline artistiche o da altre forme di scrittura è essenziale per la formazione di un web writer. Ma non solo: è divertente e stimola la creatività. Tu cosa ne pensi? Da quali discipline rubi le conoscenze per farle tue nella scrittura online? Lascia la tua opinione nei commenti.

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Primavera Contu

Copywriter, autrice e blogger in continuo movimento, tra scrittura e creatività. Dal teatro al web il passo è stato insolitamente breve: sul mio blog steampink.it racconto il mio lavoro di copy a vapore.

8 Comments

  1. Un articolo davvero interessante; conosco un po’ il teatro ( a livello amatoriale da più giovane e per aver scritto su di esso per testate locali, tempo fa). Mi ha colpito questo connubio; ho trovato “magica” davvero la parte del se…Forse perché anch’io la utilizzo un po’ nella mia professione educativa. E mi accorgo che offrire dubbi e possibilità aiuta a trovare soluzioni. Ne terrò conto per la scrittura.

    • Ma lo sai che anche io ho notato quel punto? Secondo me è un aspetto decisivo per chi lavora nel mondo del web copywriting, un passaggio indispensabile per immedesimarsi nel lettore. Ed è questo ciò che fa la differenza.

  2. Ti ringrazio davvero Monica. Sono felice che l’articolo ti sia stato utile; per me le due pratiche hanno molti punti in comune, tanto che ormai la “me autrice” non può prescindere dalla “me copy”, e viceversa. Per quanto riguarda il ‘magico se’, sono convinta che oggi riguardi non più tanto gli attori, quanto chiunque abbia a che fare con l’empatia e l’interpretazione nel proprio lavoro. Per cui, un ottimo spunto per chi scrive da parte del buon Stanislavskij 😉

    • Empatia: questo è uno dei punti essenziali per chi vuole scrivere online. Devo cercare di immedesimarmi nel prossimo, devo capirlo per poi scrivere contenuti utili.

      • Non posso che essere d’accordo 🙂 proprio oggi continuavo a ripeterlo, durante una discussione a proposito di un testo, sulla scelta di una parola piuttosto che un’altra; sembravano sottigliezze, ma l’immedesimazione, a mio parere, fa la differenza anche sui dettagli!

        • La scrittura ha il potere di accorciare le distanze. Ma anche di crearle. Noi siamo per la prima opzione.

  3. Un articolo molto bello! Complimenti Primavera. Mi piace il punto di vista inusuale che hai adottato per trattare il tema ormai inflazionato dello scrivere per il web. E mi fa anche molto piacere che si inizi a pensare al teatro come qualcosa che può dare tanto in diversi ambiti ed è in tante cose che facciamo (tra cui anche il web writing) e non solo appunto in teatro. Lasciamo pure che il teatro strabordi, ne trarremo tutti qualche beneficio 😉

    • Ciao Armando, ti ringrazio! Sono d’accordo: ho sempre visto di buon occhio le commistioni fra le discipline (i puristi non sanno cosa si perdono 🙂 )

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