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Come scrivere l’oggetto nell’email marketing per aumentare l’Open Rate

Dal ristorante al negozio di abbigliamento, dall’e-commerce di elettronica al blog di informazione: tutte le attività e i progetti possono beneficiare dell’email marketing. Vale a dire uno dei più vantaggiosi ed efficaci strumenti promozionali messi a tua completa disposizione grazie a internet.

scrivere oggetto email

Per sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’email marketing devi curare molti aspetti. Ad esempio la scelta della piattaforma, la raccolta degli indirizzi di posta elettronica dei contatti – che deve avvenire sempre nel rispetto della legge – e l’elaborazione di contenuti utili ed interessanti.

Contenuti in grado di rispondere alle esigenze, di fornire consigli per risolvere un problema. O, più semplicemente, di segnalare offerte, occasioni ed eventi che potrebbero essere interessanti.

Anche la più curata delle newsletter, tuttavia, difficilmente riuscirà a ottenere gli effetti sperati se il destinatario non è spronato ad aprirla e a leggerla. Da questo punto di vista, la riuscita del progetto dipende in larga misura dalla scelta di un elemento semplice, ma di importanza fondamentale: l’oggetto della newsletter. Ecco qualche consiglio da copywriter per ottimizzare questa stringa.

L’evoluzione dell’email marketing

Il successo dell’email marketing è, in un buona parte, legato al modo in cui i dispositivi mobile hanno rivoluzionato la fruizione della posta elettronica. Tablet e (soprattutto) smartphone hanno esaltato l’efficacia di questo strumento, che è diventato più pratico ed efficace di quanto non fosse già in passato.

Come conseguenza, però, l’utente medio è ormai abituato a gestire imponenti flussi di posta in ingresso. E a dedicare solo pochi minuti del proprio tempo alla selezione dei messaggi interessanti. Gli altri sono considerati inutili. In questo lasso di tempo si decide la sorte del tuo lavoro, della tua newsletter. Gli elementi in grado di fare la differenza tra un’email aperta e una cestinata sono due: il mittente e l’oggetto della newsletter.

Il primo, soprattutto quando è già conosciuto dal destinatario, può rappresentare un motivo più che sufficiente per consultare l’email. Quindi è sempre bene mantenerlo e specificarlo in modo chiaro.

La centralità dell’oggetto email

Per quanto riguarda l’oggetto email, la sua scelta può spaziare tra infinite soluzioni. Ma rimane sempre decisivo. Con una breve frase devi illustrare il contenuto della newsletter e coinvolgere il maggior numero di utenti possibile. Ecco perché è indispensabile puntare sulle qualità di un bravo copywriter.

Al tempo stesso è utile avere le competenze necessarie per leggere i dati. I servizi di mailing dotati di funzionalità avanzate offrono strumenti specifici per recuperare il numero di messaggi aperti e visualizzati per ogni invio. Tra le statistiche fornite dalla piattaforma c’è un dato essenziale.

O meglio, ce ne sono tanti. Ma ne voglio isolare uno che definisce con forza il lavoro svolto, e rappresenta il punto di partenza per valutare il resto. Sto parlando dell’Open Rate, il tasso di apertura.

Per approfondire: SEO copywriter, come scegliere le keyword

Open rate basso: cosa significa?

Questo elemento indica il rapporto tra il numero di email aperte dai destinatari e quello complessivo dei messaggi inviati. Un Open Rate molto basso è indice di una campagna di email marketing poco performante. In genere questo dato trova due possibili spiegazioni quando lavori su più messaggi:

  • Le liste sono di cattiva qualità, costituite da contatti che non sono interessati.
  • Gli oggetti email non sono stati scelti in modo opportuno.

Ma quali sono le regole per mettere a punto un oggetto email efficace? Voglio rispondere a questa domanda elencando le migliori soluzioni per trasformare questa stringa di contenuto in un innesco.

Oggetto chiaro e sintetico

Il primo dato da prendere in considerazione quando si sceglie il titolo di una newsletter è lunghezza: la versione desktop dei principali client di posta elettronica visualizza per intero solo oggetti di circa 50 caratteri, inclusi gli spazi. Nella versione mobile tutto questo si riduce ulteriormente.

Molto dipende dal modello e dalla visualizzazione dello schermo, ma il limite dell’oggetto email su mobile può diventare di 25 caratteri. Superare questi parametri equivale ad inviare newsletter il cui titolo sarà tagliato, a meno che gli utenti non decidano di cliccare sul messaggio e di aprirlo.

oggetto aumentare open rate

Oggetto email e lettura del messaggio – Fonte immagine

Il consiglio pratico: creare frasi semplici, rapide e concise. In più, per essere ancora più sicuri di scrivere un oggetto email efficace, è bene posizionare i termini più importanti all’inizio del titolo. Così da avere la certezza che saranno visualizzati su tutti i client. Anche sui telefonini meno generosi.

Altro aspetto fondamentale riguarda la coerenza del titolo della newsletter con i contenuti che condividi nel messaggio. È inutile sfruttare l’oggetto per ingannare l’utente e indurlo ad aprire la newsletter con false promesse: se il lettore non è interessato agli argomenti, l’email finirà in ogni caso nel cestino. In più potresti essere segnalato come spam: un danno per l’intera campagna.

Esempi di oggetto email

La finalità di un oggetto, nell’email marketing, è semplice: catturare l’attenzione dei destinatari. A tale scopo, esistono diverse formule che possono essere utilizzate per incuriosire gli utenti e spingerli a proseguire nella lettura. Tra le più efficaci ti posso lasciare questi esempi pratici:

  • Riferimento a offerte o promozioni a tempo limitato: “2 giorni di sconto sui jeans”.
  • Consigli per risolvere un problema: “Caduta dei capelli? Scopri la nostra selezione di integratori”.
  • Risorse utili o appuntamenti di interesse: “3 tool online per organizzare i tuoi impegni”.

Questi esempi di oggetto email possono fare la differenza. Oltre al contenuto del titolo in sé, anche il tono può essere modificato per creare titoli più simpatici oppure formali a seconda del target al quale ci si rivolge. Questa è la prima regola: devo conoscere chi hai di fronte.

Ancora qualche consiglio? Cura la coerenza tra oggetto e testo email, scegli i benefici, non usare parole complesse, punta sui verbi quando possibile e sintetizza usando i numeri: sono diretti, proprio come deve essere l’oggetto email.

Le strategie da evitare

L’email marketing funziona quando tra mittente e destinatario si instaura un rapporto di fiducia: basta poco per intaccare la stima degli utenti nei confronti di un brand. In alcuni casi, recuperare il danno provocato da un uso poco attento dei canali del web marketing può richiedere un lavoro lungo.

Il consiglio è quello di ragionare sugli oggetti dei messaggi mettendosi nei panni degli utenti. Un’ulteriore raccomandazione riguarda l’ostacolo rappresentato dai filtri antispam. Tra gli elementi analizzati dai client di posta per selezionare le email in ingresso, e deviare quelle indesiderate verso la cartella spam, c’è proprio l’oggetto dei messaggi. I principali fattori in grado di allertare i filtri:

  • L’uso indiscriminato del maiuscolo.
  • Un ricorso eccessivo a punti esclamativi e segni di punteggiatura simili.
  • L’inserimento di simboli che si riferiscono al denaro (come € e $).
  • la presenza di termini come “gratis”, “gratuito”, “guadagna”, ecc.

In assenza di altri problemi evidenti, come l’inserimento dell’IP del server sfruttato per l’invio delle newsletter in una blacklist, quando i messaggi spediti finiscono nella cartella spam, l’oggetto è il primo elemento che deve essere analizzato. E quindi modificato per risolvere il problema.

Da leggere: per fare lead generation hai bisogno del blog?

La tua esperienza con l’oggetto email

Queste sono le principali soluzioni. Devi essere sintetico, concreto, attento alle necessità di chi riceve il messaggio. Ricorda che le persone che ti lasciano il contatto si aspettano contenuti di qualità, e tu devi trasmettere questo passaggio iniziando dall’oggetto. Sei d’accordo? Aspetto la tua opinione nei commenti: quali sono le migliori tecniche per scrivere un oggetto efficace nell’email marketing?

libro blogging

Damiano Bettini

Ciao, sono Damiano Bettini e mi occupo di web marketing. In particolar modo sono consulente di e-mail marketing e DEM per OpenDEM, con una particolare attenzione per il web copywriting.

13 Comments

  1. Utile articolo, sarebbe stato interessante poter visualizzare altri dati relativi all’Open Rate e agli altri parametri kpi di valutazione dell’efficacia… Attendiamo una “parte 2” di questo post? Magari con un focus sui dati…?
    Un caro saluto 😉

    • Ciao Fabio, sarebbe una grande idea continuare questo articolo con i punti che hai elencato. Magari posso proporlo all’autore. Nel frattempo grazie per aver lasciato la tua opinione.

    • Le metriche utili per valutare l’andamento di una campagna di email marketing in effetti sono molte: in generale, non è detto che un buon open rate si traduca automaticamente in un numero elevato di conversioni. Diventa quindi fondamentale saper interpretare l’andamento del click-through rate, delle richieste di cancellazione ricevute e di tutti quei segnali che svelano il livello di engagement dei destinatari. Sicuramente ci sono diversi temi che potrebbero essere approfonditi

      • Alla base di ogni buona campagna di email marketing c’è sempre l’open rate. Chiaro, poi ci sono altri parametri che possono fare la differenza. Io non voglio solo farla aprire la newsletter, voglio che le persone clicchino e facciano determinate azioni. Ma l’apertura è il punto di partenza.

    • La domanda è sempre interessante: cosa scrivere nell’oggetto email per aumentare i click? A volte devi andare oltre e pensare in grande. O in piccolo. Tipo considerando le emoji, dei simboli che possono essere d’aiuto a trasmettere un senso, un’idea precisa.

      Invece di usare la parola sconto o guadagno puoi ribadire il concetto con il simbolo del denaro: funziona, le persone sono attratte dal visual e riconoscono le immagini prima ancora del testo. Secondo me la buona sintesi in questo caso è importante, ma voglio sentire anche l’opinione di Damiano, che è l’esperto in email marketing.

    • Ciao! Inserire simboli o emoji nell’oggetto delle newsletter è un po’ un trend del momento, ma può rivelarsi un’arma a doppio taglio: un oggetto contente solo simboli rischia chiaramente di allertare i filtri antispam dei destinatari e, più in generale, un abuso di questo stratagemma finisce sempre con l’indispettire i lettori. Meglio riservare simboli ed emoji solo per gli invii più importanti e, naturalmente, sceglierli in maniera coerente con i contenuti.
      Un ultimo dettaglio: a seconda del client di posta, del servizio webmail o addirittura del sistema operativo utilizzato, le emoji possono essere visualizzate in modo diverso o non comparire affatto, quindi è sempre bene valutarne con attenzione l’uso!

  2. Salve Riccardo. Potrebbe essere utile un focus su come e quando utilizzare i numeri 🔢 nell’oggetto della mail? Grazie mille

    • Ciao Francesco,

      I numeri sono sempre utili per attirare l’attenzione e per sfamare il bisogno ossessivo della nostra mente: abbiamo bisogno di ordine e organizzazione, vogliamo le risposte prima ancora di arrivare nella newsletter.

      Ecco perché le liste funzionano. La nostra mente organizza le informazioni in questo modo, attraverso una schematizzazione. E quando ce la ripropongono non sappiamo farne a meno. Per approfondire puoi dare uno sguardo qui http://www.newyorker.com/tech/elements/a-list-of-reasons-why-our-brains-love-lists

      Ora, quando usare i numeri nell’oggetto email? Dipende, nel senso che non farei un calendario editoriale basato solo sui numeri. Lavorerei con diverse soluzioni dando uno sguardo ai dati per vedere se i risultati migliori sono legati a questo elemento.

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