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È giusto lavorare durante le feste di Natale?

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Lavorare durante le feste di Natale (ma non solo) è possibile. In qualche caso necessario. Io credo che sia arrivato il caso di mettere da parte le questioni legate ai diritti dei lavoratori. Se sei un freelance devi esserci, non puoi permetterti pause e privilegi. Terribile questo punto di vista, vero?

lavorare durante le feste di Natale

Sì, lo so cosa stai pensando: “Sei impazzito, sei un capitalista sfruttatore”. In realtà analizzo i fatti. La realtà mi dice che oggi, se sei un libero professionista con partita IVA, devi lavorare durante le feste di Natale. Non puoi permetterti il lusso di stare a casa con le mani in mano per 4 o 5 giorni.

Dico questo perché il digitale è una grande risorsa, ma ha viziato il nostro modo di intendere il rapporto con gli atri. Devono essere sempre disponibili, sempre efficaci. Il rapporto delle aziende ha raggiunto una parità quasi reale, e le persone parlano con i brand attraverso un rapporto one to one.

La frenesia del lavoro contemporaneo

Ti lascio una domanda, mi aspetto una risposta. Stesso discorso riguarda i liberi professionisti che devono essere disponibili. Oppure si ritrovano a lavorare durante le feste di Natale per recuperare il passo, per fare in modo che la situazione trovi un nuovo equilibrio dato che si consegna sempre a un passo dalla scadenza. Colpa delle tasse che ti costringono a lavorare tanto e male.

E tutta la questione del digital detox? Dove la metti? Se non ti riposi durante le festività natalizie quando lo farai? Hai ragione, quindi la verità è semplice: metti da parte il calendario editoriale, prenditi un paio di giorni di pausa dall’email e dai clienti, avvisa per tempo i colleghi.

Chiuso per ferie. Ci sta, non è un dramma. Però ho notato che tra i freelance si insinua un desiderio strano. Che fa a botte con quella forza contraria e opposta che ti costringe a mettere un freno alla tua attività professionale. Mentre tutti vanno in pausa, e si lanciano in interminabili giri di tombola come gli zombie di The Walking Dead, lui riprende il computer e si isola. Senza dare tante spiegazioni.

Magari si accomoda su un divano, in disparte. Oppure si ritaglia del tempo la mattina, prima di sedersi a tavola. Quando tutti lo chiamano a gran voce con sguardi sconsolati, e accompagnati dai soliti mormorii: “Ma come, anche a Natale deve lavorare”. No, anche a Natale voglio fare ciò che amo.

Tempo per fare altro

Spesso non si tratta di soddisfare le esigenze di un cliente. Nelle ferie il freelance individua le risorse per portare avanti dei progetti che, di solito, non trovano tempo. Sai bene che i lavori personali sono sempre nel cuore di chi cerca nuove strade, vuole seguire idee fresche e rigenerative. Il lavoro quotidiano non te lo permette, quindi le ferie diventano la soluzione ideale per andare avanti.

lavoro freelance

Ed è proprio questa la seconda opzione: andare avanti. Migliorarsi. Evolversi. Vuoi diventare un vero professionista del web? Non devi mai chiudere i libri, devi studiare ogni giorno. Ma quando? I task giornalieri affossano il mio desiderio di conoscenza. O meglio, il tempo diventa il mio nemico.

Non temere, acquista le tue risorse e sfrutta la pausa natalizia per ottenere quello che cerchi. Sai quante persone mi hanno chiesto di fare un corso di blogging proprio in questi giorni? Tante, ed è questo il punto: lavorare durante le ferie di Natale può essere assurdo, ma devo trovare il modo per fare formazione con calma, senza intralciare le giornate lavorative.

Lavorare durante le feste di Natale: la tua opinione

Torniamo al punto di partenza: se trovi una persona disposta ad accontentare il tuo desiderio di formazione puoi andare avanti. Quindi c’è bisogno di qualcuno che soddisfi la domanda.

Un colpo basso? Una cattiveria? Forse un bisogno, una necessità non per forza economica: quando ami il tuo lavoro risulta veramente difficile metterlo da parte. Anche per pochi giorni. Sei d’accordo? Tu hai chiuso bottega? Racconta la tua opinione nei commenti, come sempre.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

16 Comments

  1. Ciao, io non ho chiuso bottega. Solo per le feste comandate. In questo dicembre sto lavorando molto e ne sono contenta. Anche per me vale lo stesso, desidero qualche giorno per me, per fare un po’ di detox dal lavoro quotidiano, per dedicarmi a quelle cose mie che non faccio mai o poco: famiglia, amici, giri vari, cazzeggio e silenzio per leggere (anche romanzi, eh), fare corsi e pianificare i prossimi mesi di lavoro. Come dici tu, anche per me è un piacere accendere il pc e lavorare in
    santa pace quando gli altri sono in ferie. Buone feste allora!

    • Ma buone feste sì, chi lo ha detto che le ferie sono dedicate al fare nulla? Voglio dire, per me è una bella soddisfazione mettere da parte le rogne quotidiane per lavorare solo su quello che voglio.

  2. Ciao, Riccardo, e tanti auguri! Condivido assolutamente il tuo punto di vista. Per quanto mi riguarda, a parte la famiglia che finalmente mi posso godere di più, in questo periodo mi permetto di pensare alle cose della mio lavoro che più sono costretto a rimandare quando è necessario stare appresso ai clienti e al telefono che squilla. Nella mia professione, spazio quindi alla creatività e a qualche bel post scritto senza scadenze, solo per il puro piacere di scrivere.

    • Ecco, proprio come dico io. Magari si tratta di creare e non di lavorare. O di affrontare temi che sarebbero impossibili da considerare senza perdere tempo prezioso con i clienti. Ecco perché le ferie potrebbero essere una risorsa.

  3. Salve Riccardo, grazie di nuovo per avermi menzionato su Twitter e ho colto con piacere l’invito a commentare e a condividere. Non sono ancora una libera professionista, ma sto impegnandomi anche per costruire qualcosa di mio (non è importante quando, ma l’importante è partire). Infatti, nonostante i miei 20 anni di lavoratrice dipendente nel mondo delle telecomunicazioni, non mi ricordo un giorno in cui non ho dedicato tempo al lavoro, che di fatto, è sempre stato parte della mia vita. Per me lavorare, anche da dipendente (prescindendo dall’azienda per cui lavoravo e dall’incarico e ruolo che rivestivo) non è mai stato un obbligo o qualcosa necessario per sbarcare il lunario, ma è sempre stato parte integrante del mio essere. Ho sempre percepito il lavoro come parte della vita e che come la vita stessa ha bisogno di evolversi e andare oltre. Un arricchimento non solo professionale, ma anche e soprattutto personale. Non bisogna fermarsi mai, ogni istante è importante per un’idea, per un progetto, per il futuro, per ampliare ed allargare la propria cultura ed i propri orizzonti. Il lavoro non può essere un peso, perché quando si trasforma in questo il rendimento riscuote pessimi risultati e questo si riflette su noi stessi trasformandoci in pessimi professionisti. Alla prossima e buona giornata.

  4. Non ho chiuso bottega dal vivo, non ho chiuso col blog.
    Anzi, il mio blog sotto Natale è come la tv coi film Disney o Fantaghirò!
    Certo, ieri e oggi seguo poco, ma ci sta.

    Moz-

    • Quando c’è piacere e passione non è mai un problema rimanere attaccato al computer. Questo è il mio punto di vista.

  5. Ciao Riccardo! Ho riaperto oggi bottega e ne sono felice. Mi sono messa a leggere i post che mi mancavano, tipo il tuo, e adesso mi preparo a scrivere un post nuovo. Non lo trovo faticoso, anzi. Mi sento attiva e felice. Meglio non dirlo troppo ad alta voce ^_^

  6. Ciao Riccardo, io mi sono fermato solo per la vigilia (durante la quale però alla mattina ho fatto una riunione con il mio staff per tirare le somme del 2016 e per porre le basi per il 2017), per Natale e per Santo Stefano. Oggi sono già al lavoro 😉

  7. Il mio modello ideale di lavoro/non lavoro è slegato dal tempo e dallo spazio. Le scadenze con clienti e membri del gruppo di lavoro vanno rispettate, ma quando e dove lavorare sta a me in base alle mie esigenze personali.

    Quindi punto al non dipendere dal momento “festivo” o “lavorativo”, bensì alla completa autogestione nei limiti degli accordi stabiliti.

    • Spesso però non sei tu a decidere. O comunque non puoi farlo in autonomia. A volte devi accettare dei compromessi scomodi, non credi?

  8. Ciao Riccardo, io non ho chiuso bottega, ho messo le serrande a metà però. Nel senso che sto anticipando i lavori per il 2017, pianificando le strategie e rileggendo gli ultimi ebook e libri acquistati. Ho ridato lustro al sito aggiungendo un blog ed un nuovo biglietto da visita per la vita reale, oltre ad un nuovo guardaroba 🙂 Però le pause in questi giorni sono più lunghe ed i tempi più lenti, è festa anche per noi, non trovi?

    • Le feste di Natale sono simboliche. In realtà il tempo a disposizione è poco. Molto poco. Però ci permettono di tirare le somme e guardare avanti. Se questo ci fa stare bene perché non farlo? Io mi diverto e mi sento meglio in questo modo.

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