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Quando il lavoro creativo viene rifiutato: come gestire i clienti senza impazzire

Tutti sperano di sfruttare la propria vena creativa, tutti vogliono sedersi un’ora al giorno dietro a una scrivania per giustificare gite al mare e passeggiate nel bosco. Devi ricaricare le pile, o superare il blocco dello scrittore. In realtà i lavori creativi devono superare una serie di problemi.

Problemi che non riguardano solo l’aspetto economico, ma anche l’organizzazione con i clienti. Non creiamo tavoli in base a un modello prestabilito: lavoriamo con le idee. Il cliente ci chiede qualcosa – una headline, un naming, un payoff, un logo o una grafica – e noi dobbiamo proporre.

Dobbiamo dare il nostro contributo che può e deve essere valutato. Siamo nel mondo delle ipotesi, dei gusti, delle possibilità. Creare una tagline non vuol dire svolgere un’operazione matematica con un risultato giusto o sbagliato: il cliente può rifiutare e rimandare indietro il lavoro. Può farlo?

Certo. È nei suoi diritti, può e deve farlo. Devi essere tu a mettere in campo tutti gli strumenti per ottimizzare tempi, passaggi ed equilibri dei lavori creativi. In che modo? Ecco 3 consigli indispensabili per ottenere il massimo senza perdere tempo. E magari guadagnare di più con i lavori creativi.

L’importanza del rifiuto

Prima di iniziare voglio sottolineare un punto: il rifiuto del cliente è nell’ordine delle cose. È suo diritto farlo, soprattutto quando argomenta i punti. I lavori sono così, prendere o lasciare. Non esiste un risultato a priori, devi creare la giusta alchimia. Un’alchimia che nessuno spiega, non esistono libri che illustrano questo punto. O almeno io non li ho letti.

Posso solo dire che il cliente non può procedere all’infinito verso continui rifiuti. Ma può sicuramente contestare – con educazione e buon senso – il primo lavoro. Sta a te trasformare questo momento in una fase di crescita e, soprattutto, limitare il più possibile i danni.

Trova più informazioni possibili

Il primo punto è essenziale: devi trovare il maggior numero di informazioni possibili. Nel senso che devi mettere il cliente sotto torchio, devi conoscere i valori, gli obiettivi, l’essenza stessa dell’azienda. Non puoi procedere alla cieca, lavorando senza un parametro o una linea.

Se non hai le informazioni necessarie il rischio di fallire è elevato. Se invece lavori su punti chiari hai buone probabilità di incrociare il successo al primo colpo. E ti assicuro che avere l’ok dal cliente alla prima bozza vuol dire fare centro sul serio. Soprattutto se il lavoro è particolarmente importante.

lavoro creativo

Ti faccio un esempio: nel brief il cliente ha lasciato un’indicazione. Ha detto che tra i suoi valori aziendali c’è la sicurezza. Nel senso che il suo servizio di hosting – esempio a caso – si basa sulla semplicità e sulla stabilità. Un hosting intuitivo e sicuro. Devi creare un logo? Puoi pensare al celeste e scartare il rosso: puoi scegliere una tonalità in grado di comunicare i valori aziendali.

Il celeste è sinonimo di sicurezza, il rosso e l’arancione ricordano performance elevate e stimoli intensi. Se il cliente ti comunica questi punti, i lavori creativi diventano più semplici. Ma non è suo il compito, devi essere tu a stimolare le domande. Facciamo così, ti lascio il mio brief personale.

Scarica il brief di My Social Web: qui trovi tutti i passaggi utili per organizzare i tuoi lavori

Consegna più bozze (non troppe)

Esatto, non troppe. Uno dei modi per limitare i rifiuti del cliente: consegnare diverse alternative. Stai lavorando su un naming? O sulla grafica del blog? Perfetto, non ti limiti a consegnare un’unica soluzione. Devi dare una possibilità al cliente, devi suggerire un’alternativa valida.

Non puoi costringerlo ad accettare la tua soluzione. Ma questo anche per una questione psicologica: le costrizioni non sono mai ben viste dalla nostra mente. Le persone vogliono essere libere, o almeno vogliono avere la possibilità di scegliere. Al tempo stesso, però, vogliono essere consigliate.

Devi proporre più soluzioni, devi dare la possibilità di scegliere.

Vogliono essere aiutate nella scelta. Per questo non devi solo dare un’alternativa, devi anche limitare i punti. E dare una preferenza. Come lavoro io? Tre combinazioni, più una preferita. Possiamo fare anche due più la soluzione che ho scelto, non è un problema. L’importante è non superare queste soglie.

Proporre dieci soluzioni differenti può diventare fonte di confusione. Magari puoi avere delle combinazioni alternative, ma te le puoi conservare per un secondo momento. Scegli le migliori e proponile al cliente con una discussione degna di nota. Devi giustificare, devi commentare le tue scelte: hai preferito il colore rosso perché vuoi comunicare energia, hai usato una parola specifica perché richiama i tuoi valori.

Il cliente non deve accettare a priori il tuo modo di pensare. Anche se sei un professionista, soprattutto se sei un professionista. Devi dimostrare che dietro alle tue scelte c’è un ragionamento utile. Incontestabile. Valido per la sua condizione. Anche i lavori creativi hanno una base concreta.

Per approfondire: come trovare nuovi clienti online

Prepara un buon preventivo

Il lavoro creativo deve essere accompagnato da un preventivo capace di dare valore al tuo operato. Questo significa che deve essere preciso, ben studiato. E deve comprendere la voce dedicata alla prima correzione di bozze. In alcuni casi si può andare anche oltre, in ogni caso il punto è chiaro.

Quando dai la tua valutazione del costo devi mettere in lista anche la possibilità di rivedere il lavoro. Deve essere un costo da sostenere per il cliente, e un dovere da rispettare per te. Non ti dico di dare un valore economico alla revisione (a questo punto il cliente si sentirà in dovere di contestare).

Basta sottolineare che nel prezzo è compresa la prima correzione di bozze. Dopo la consegna il cliente può valutare e rimandare indietro il lavoro per un’ulteriore verifica. Si può essere anche elastici, magari per modifiche minime. Ma si tende a mettere un freno quando inizia la partita di ping pong: un continuo rimandare indietro il lavoro senza una vera motivazione, solo perché le idee non sono chiare.

Creare un buon preventivo non è cosa da poco. Io ti consiglio di lavorare su questo punto, e di includere anche la revisione. Senza esagerare, ma contemplando sempre il diritto/dovere del cliente a trovare la sua combinazione. E a essere soddisfatto. In fin dei conti questo è il tuo lavoro.

Come gestisci i lavori creativi?

Questa è la combinazione per gestire i lavori creativi. Non è semplice, lo so. Molti pensano che questo universo sia legato solo all’espressività. In realtà ci sono equilibri da rispettare e compromessi da mandare avanti. Alla fine è il tuo nome a fare la differenza, la tua autorevolezza. Ma anche la strategia che metti in campo. Sei d’accordo? Aggiungi la tua esperienza personale nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 Comments

  1. Il rifiuto fa parte della vita, in questo e in tanti altri ambiti.

    In alcuni casi si tratta di semplice incompatibilità di vedute, in altri (soprattutto se si verifica per più volte di fila) può essere la spia di un problema generale più profondo.

    Sta al professionista riconoscere la situazione e agire di conseguenza.

    • Ciao Andrea, tutto giusto. Il punto è questo: come capire questa differenza? Ci riusciremo? Capiremo tutti questo snodo?

  2. Riporto anche qui il commento lasciato altrove…
    Ottimo articolo….Manca un punto: il motivo reale per cui state trattando sulla commessa.
    Di solito il motivo ufficiale e quello reale coincidono, ma a volte,
    non è così…. Il motivo reale, nascosto, è: Lui, il cliente, vuole che gli sia data ragione a priori, non importa se sta dicendo delle sciocchezze….. Lui ha ragione.Punto.

    Da evitare. Sperando che quel cliente non ti bruci il mercato con la sua influenza sui colleghi.

    E’ capitato e capita…..

    • Hai ragione, Diego. Questo tipo di cliente è semplicemente da evitare. Non c’è altro da aggiungere, porterà solo problemi.

        • Ed è un problema, me ne rendo conto. lo vivo tutti i giorni anche io. Pensa alla scrittura online: tutti sanno scrivere e tutti si arrogano il diritto di poter giudicare con semplicità il mio lavoro. Ti sembra giusto?

  3. No….Ma c’è un sacco di gente, con una grande autostima, che crede di essere onnisciente e non sopporta chi è di altra idea o che gli vengano fatte notare le falle del suo modo di vedere le cose….
    Forse è meglio che ci fermiamo qui. Altrimenti potrei ricordare dei clienti che ho avuto in passato e diventare sgradevole….
    Personaggi come te e altri che ti sono simili (come specializzazione, ovviamente) siete sempre interessanti da leggere. Magari non sono d’accordo con quanto scrivete ma qualche informazione utili la si ricava sempre dai vostri scritti…
    Grazie….

  4. Ahem…Piccolo errore:in prima riga dopo “autostima,” c’è un che di troppo.
    Le mie scuse…

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