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Sei disposto a rischiare qualcosa in più?

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Ieri su Facebook si parlava di link building, e della difficoltà di ottenere buoni risultati senza forzature. Non facile ottenere link per la PMI che si occupa di settori specifici, magari nel B2B. Si faceva l’esempio della fabbrica di bulloni. Non è un lavoro semplice, ma sei disposto a dare il massimo?

rischiare

Di fronte alle difficoltà della link building ho fatto l’esempio del content marketing secondo Porhub: qualche anno fa hanno pubblicato le statistiche del sito attraverso un’infografica divertente, fruibile e soprattutto “pulita” da qualsiasi immagine scabrosa. Risultato? Link da tutti i quotidiani online.

Dalla grande alla piccola azienda

Il nome fa la differenza. La PMI italiana non può contare sui numeri e sulle risorse di un gigante del genere. Quindi? Cosa facciamo? I link come li otteniamo? Li compriamo? D’altro canto è impossibile per la fabbrica di bulloni fare link earning. Così come è difficile fare blogging. O magari storytelling. Come fai a raccontare una storia se ti occupi di filettature e materiale edile?

Beh, la General Electric lavora con lo storytelling senza diventare banale. Lo so cosa stai per dire: “Anche questa è una grande azienda ricca di risorse”. Allora ti do un altro consiglio: Onoranze Funebri Taffo. Una PMI che ha conquistato l’attenzione dell’universo social media marketing in Italia, vero? In che modo? Con grandi risorse? No, con le idee rischiose.

Rischio è il mio secondo nome

Per rischio non intendo il crollo della propria attività o un dramma esistenziale. No, si tratta di acquisire una mentalità per fare qualcosa che gli altri non hanno mai fatto. Chi osa vince, e questo vale in qualsiasi settore. Fabbrichi bulloni e nessuno ti lascia link? Ma che stai facendo per meritarli?

Hai aperto un blog di fai da te? Hai pubblicato delle guide adeguate? Hai creato un’infografica dedicata alla storia dei bulloni? Hai messo a disposizione un ebook dedicato a come si costruisce la cuccia di un cane con 4 viti? No, tutto questo ha un prezzo. E poi non è certo che ci siano dei vantaggi reali.

Meglio l’advertising. Sai quante volte mi hanno detto: “Ma io se voglio essere primo su Google devo solo pagare”. Chiaro, questo è il ragionamento: pago e ottengo. Cosa? Visite, lead, link, condivisioni.

Rischio

Ma spesso queste strade sono rischiose o limitate. Google AdWords è un’arma decisiva, ma non può sostituire il posizionamento organico. E le tecniche di link earning spesso non sono proibitive: sono complesse. Hanno bisogno di tempo (che manca) per essere sviluppate.

La visione d’insieme

Chi si occupa della digital strategy sa bene che questi sono pezzi di un puzzle ampio. Non tutto serve, e ogni settore ha le sue esigenze. Il blog non è sempre necessario, ma può aiutarti a raggiungere diversi risultati. Ad esempio per ottenere link naturali. Non è semplice, lo ammetto.

Ci vogliono risorse. Ma il tutto deve essere sempre contestualizzato, spesso non devi scontrarti con i titani (non puoi ottenere più link del grande brand internazionale) ma puoi conquistare una nicchia, magari un mercato locale. Allora qual è il succo del discorso? Qual è l’investimento giusto?

La visione d’insieme. La gestione dei flussi e degli investimenti. ma soprattutto mette l’imprenditore davanti a una strada da seguire: devi fare così, questa è la strada da prendere. Ci metto la faccia ma la storia è questa. Vuoi galleggiare? Ok, ci siamo. Vuoi buoni risultati? Devi rischiare.

Devi essere innovativo

Quante volte ho letto brief roboanti, i desideri di conquistare il mondo si sprecano: in confronto Napoleone Bonaparte è un mediocre. Un dilettante allo sbaraglio.

Poi quando si parla di storytelling nel blog quelli dell’ufficio vendite sgranano gli occhi: ci sarebbe l’offerta da pubblicizzare, c’è un comunicato stampa da pubblicare. Nel frattempo le visite diminuiscono, i lead pure. Tutti vorrebbero raggiungere grandi successi seguendo strade sicure.

Non è così. Non funziona in questo modo, devi andare oltre. Ma soprattutto devi dare fiducia al consulente, al freelance, al dipendente. Senza puntare su quella sottile minaccia: “Tanto se non funziona è colpa tua”. In questo momento siamo colleghi, siamo soci. Lavoriamo per raggiungere il successo. A volte anche rischiando qualcosa in più, non per forza seguendo le strade note.

La tua esperienza personale

Allora, quante volte hai fatto questo discorso ai tuoi clienti? Quante volte hai dovuto combattere contro il desiderio di ottenere grandi risultati senza rischiare qualcosa? Vogliono tutto e subito, ma cosa sono disposti a dare? E, soprattutto, sono pronti per affrontare il rischio? Parliamo di questo nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall’alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

4 Comments

  1. In effetti, nel caso di una fabbrica di bulloni serve tutto lo spirito combattivo di un professionista, del tipo “Vediamo cosa riusciamo a tirar fuori da un business così ‘noioso’ (con tutto il rispetto)” 😛

    • Guarda, non accetto la sfida solo perché non ho tempo. però potrebbe essere un case study interessante: web marketing per B2B, raccontare la fabbrica dei bulloni (e ottenere link).

  2. Anche nel web spesso vale il famoso detto “chi non risica non rosica”. Inoltre bisogna lavorare sodo e puntare sulla qualità, che nel lungo termine paga sempre:-)

    • Ecco, lavorare nel lungo termine. Molte persone dimenticano l’importanza della costanza come valore indispensabile per ottenere buoni risultati. Vogliono tutto e subito, un passaggio non sempre possibile. Anzi, spesso impraticabile.

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