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WordPress SEO by Yoast è veramente il male?

C'è un plugin che può fare la differenza. E può portare grandi benefici. Ma spesso viene usato male. Molto male. Il suo nome è WordPress SEO by Yoast, un vero incubo per molti.

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Sto affrontando un terreno pericoloso. Ma sono un blogger attento, quindi procedo con definizioni chiare. Inizio con questo passaggio: per fare una buona ottimizzazione SEO WordPress non hai bisogno di plugin. O meglio, non è l’estensione che ti permette di ottenere il risultato. Ma è pur vero che plugin come All in One SEO Pack e WordPress SEO by Yoast offrono comodità difficili da ignorare.

Delle comodità, appunto. Un vero esperto SEO non ti dirà mai che è il plugin a fare la SEO. È il professionista a farla, è la sua abilità nell’analisi e nella ricerca a dettare la linea. E a trovare la strada migliore per ottenere determinati risultati. Quindi i plugin sono strumenti al servizio della mano umana.

L’arrivo di WordPress SEO by Yoast

Poi è arrivato il semaforo di Yoast, un surrogato di quella che dovrebbe essere la buona ottimizzazione on page della pagina web. Se sbagli (secondo il plugin) ti becchi il rosso, se fai bene vai sul verde. In qualche caso sull’arancione.

Qui è iniziato il dramma, i SEO ne sfornano una al giorno per stigmatizzare questo strumento demoniaco. Chi si vanterà di aver raggiunto il massimo punteggio sul plugin verrà crocifisso in una sala mensa di fantozziana memoria.

Sembra quasi una macchia, qualcosa da nascondere. C’è gente che usa di nascosto WordPress SEO by Yoast, lo zoccolo duro grida a gran voce: “Io non ne ho bisogno”. Ma è così? Io voglio relativizzare il contributo dell’estensione: è uno strumento ottimo per risolvere problemi non banali e mettere a punto dei dettagli interessanti.

Non voglio che la mia scrittura sia influenzata da un semaforo sordo a qualsiasi alternativa, ma non posso salvare niente? Tutto quello che dice Yoast è sbagliato? È il male sceso in terra?

La leggibilità secondo Yoast

Inizio dal check dedicato alla leggibilità. Yoast individua una serie di passaggi per ottenere un testo leggero, fluido e scorrevole: paragrafi non impegnativi in termini di lunghezza, frasi con meno di 20 parole e massimo 300 elementi tra i titoli. Cosa dicono i manuali dedicati alla scrittura online?

In linea di massima è così. Lo stesso David Ogilvy lasciava questo passaggio: usa parole brevi, frasi brevi, paragrafi brevi. Ma è sempre valido tutto questo? No, molto dipende dal tipo di testo. Un tutorial può seguire lo schema, ma una narrazione o un articolo di opinione può andare oltre questi punti.

wordpress seo by yoast - leggibilità

Il semaforo della leggibilità secondo Yoast.

Soprattutto quelli che indicano delle cifre precise, difficile rimanere nei recinti quando si parla di scrittura. Anche il numero di parole all’interno della frase mi spaventa: vero, dobbiamo puntare alla sintesi. Ma al tempo stesso c’è un ritmo da gestire. La scrittura è anche gestione delle lunghezze e delle distanze. Non sempre la frase minimal funziona, questo è un fatto.

Da leggere: come migliorare la leggibilità online

Tag title e meta description

Passiamo all’ottimizzazione SEO, al semaforo di Yoast. E iniziamo con due elementi: tag title e meta description. Cosa ci dice il plugin in questi casi? Due pallini per voce, la lunghezza e la presenza della keyword nel testo. Sono indici necessari? Dipende, sono aspetti da valutare.

Ritengo utile l’alert che ti impedisce di creare dei testi troppo lunghi nella description. Rischi di presentare un contenuto troncato nella serp. Allo stesso modo può essere decisiva l’indicazione che ti permette di evitare stringhe brevi. L’idea è quella di sfruttare al massimo questo spazio.

La situazione si complica con il tag title. Spesso il titolo vuole incuriosire, diventare un aggancio per portare il lettore verso il contenuto. Va bene avere un riferimento per evitare titoli SEO troppo lunghi, ma a volte puoi ignorare l’avviso inverso. Rispetto alla keyword, invece, il pallino verde può essere un alert: se il tuo obiettivo è posizionarti per quella parola chiave, è utile metterla nel tag title.

Permalink della pagina

Un altro elemento del semaforo: il permalink. Anche in questo caso l’attenzione è dedicata alla lunghezza e alla presenza della keyword. Ora pensa alla definizione di indirizzo web secondo la guida ufficiale di Google, documento centrale per chi lavora in questo universo. Devi creare:

URL semplici da capire comunicano meglio i tuoi contenuti (…). Se il tuo URL contiene parole rilevanti, fornisce agli utenti e ai motori di ricerca più informazioni sulla pagina.

Il suggerimento di Yoast è corretto in linea di principio: l’URL deve essere breve, semplice e capace di descrivere il contenuto. Avere la keyword più importante in questo passaggio può essere utile per comunicare a Google e agli utenti il tema. Confermo la capacità di Yoast di diventare un reminder. Meno d’accordo su come il plugin tratta le stop word, sempre con eccessiva fermezza.

H2 con focus keyword

Un passaggio che puzza di forzatura. Gli H2 sono i titoli che definiscono i vari argomenti dell’articolo. Sono fondamentali per garantire la leggibilità del testo e possono fare la differenza quando li abbini al plugin Table Of Content Plus perché creano un menu interno comodo e gradito agli occhi di Google.

Necessario? Non necessario? A volte vedo delle acrobazie per forzare la focus keyword in questo testo… Io la vedo così: usa questi H2 (ma anche gli H3 e gli H4) per descrivere cosa stai esponendo.

I titoli servono a questo, a introdurre gli argomenti che le persone vogliono leggere. Cerca di scoprire, attraverso l’analisi delle query, cosa vogliono le persone e usa gli header per articolare la pagina.

Da leggere: come ottimizzare tag e categorie del blog

Presenza dei link nel testo

Yoast suggerisce di mettere almeno un link nel testo. Ma perché? Qual è il principio che mi posta a rispettare questa regola? Certo, le fonti sono importanti e lo stesso vale anche per i link interni. Ma perché devi per forza inserire un collegamento ipertestuale? Solo perché te lo ha detto il plugin?

Lunghezza del testo e keyword

Uno dei passaggi più interessanti del plugin WordPress SEO by Yoast: il testo. Qui trovi una serie di indicazioni da affrontare con cura. La prima riguarda la lunghezza, secondo il plugin l’articolo deve essere avere più di 300 parole. Questa indicazione ha creato malintesi infiniti, frotte di web writer vanno in giro portando come riferimento ufficiale 300 parole.

Un parametro inutile. Quanto deve essere lungo un articolo? Devi scrivere il giusto, la quantità necessaria per affrontare un tema nel miglior modo possibile. Ad esempio, devi pubblicare una news con pochi dettagli ma con un potenziale infinito in termini di tempestività: cosa fai? Rispetti le 300 parole? D’altro canto, superare questa soglia ti mette al sicuro dalle critiche? Non credo.

Poi arriva il vero scandalo: la ricorrenza della keyword. Oggi, nel 2017, su Yoast c’è la spunta verde sulla percentuale di parole chiave ripetute nel testo. Allora, ti dico subito: ignora questa storia, è inutile e dannosa per la buona scrittura online.

Quante volte deve essere ripetuta la keyword? Il numero giusto per affrontare l’articolo con chiarezza. Senza ammorbare il pubblico con continue ridondanze. E quanto deve essere lungo il post? Devi esaurire l’argomento senza annoiare e senza lasciare punti insoluti.

Ottimizzazione SEO delle immagini

WordPress SEO by Yoast ci ricorda la presenza del testo alternative tra i fattori dell’ottimizzazione delle immagini. L’aspetto interessante: ti avvisa dell’assenza di questo elemento in una o più immagini. Questa è una cosa buona, un passaggio che può essere d’aiuto a chi inizia a lavorare con il blogging. Anche qui però si rischiano forzature: non dimenticare che il testo Alt è pensato per gli ipovedenti.

Non hai messo la focus keyword?

WordPress SEO by Yoast bacchetta e bolla con il colore rosso il blogger che non inserisce la focus keyword. E che quindi non prende una decisione in merito la parola chiave da ottimizzare. Questo vuol dire che, in base alla sua ottica, ogni articolo dovrebbe avere un obiettivo di posizionamento.

Ma anche no. Ti faccio un esempio: articolo dedicato al caso Moncler. Descrivo la strategia (anzi, l’assenza di strategia) di questo brand nel momento in cui è stato attaccato dal programma Report e conquisto internet: 50.000 visite in un giorno, una cascata di link da siti autorevoli, 10.000 condivisioni su Facebook, 50 euro di Adsense. E un bel po’ di brand awareness.

Un caso di newsjacking? Una buona gestione del timing? Può essere, ma cosa devo mettere nella focus keyword di Yoast? Moncler? Devo ottimizzare l’articolo con la parola chiave Moncler? Per ottenere cosa? Ci possono essere articoli che hanno come unico obiettivo sedimentare il rapporto con la community, alimentare la discussione, creare relazioni. Quindi quel pallino rosso è un affronto.

Da leggere: SEO copywriting, come usare le keyword

Buttiamo tutto di Yoast?

Giammai. Il semaforo è un elemento che trae in inganno e rischia di diventare un falso riferimento. Però Yoast non è solo questo, offre una serie di strumenti interessanti per migliorare il tuo blog e facilitare una serie di operazioni. Ad esempio ti consente di aggiungere un testo nel feed rss per inserire una firma o magari un link (utile quando gli aggregatori rubano i contenuti).

wordpress seo by yoast - twitter card

Attivare le Twitter Card con Yoast.

Inoltre con questo plugin puoi gestire al meglio tag title e description di tutte le pagine del blog, anche di tag e categorie. Inoltre puoi attivare le Twitter Card, fondamentali per aumentare le visite, e aggiungere un’immagine di default per le condivisioni social, da usare quando viene condivisa la home page una pagina senza visual. Ci sono tante funzioni di Yoast che possono fare la differenza.

Il semaforo di Yoast non è il male

No, non è il male. Però può diventare pericoloso per chi sta muovendo i primi passi in questo settore. Può essere il peggior nemico del blogger. Il problema nasce quando lo si usa senza accendere il cervello, guardandolo come fine e non come tool raffinato ma non paragonabile alla complessità di Google: puoi avere anche una marea di semafori rossi e posizionarti senza problemi.

È fondamentale contestualizzare questo strumento e usarlo per quello che è veramente: un plugin in mano a persone che lo devono usare con competenza. Avere tutti i punti verdi non ti aiuterà a posizionarti, soprattutto se hai inserito una focus keyword inutile.

A cosa serve avere il via libera da Yoast con la parola chiave “Facebook”? A niente, una pura illusione. Io WordPress SEO by Yoast lo uso come semplice checklist, per inserire tag title e description che preferisco e poi sfrutto le funzioni avanzate che mi permettono di lavorare sui social. Sei d’accordo?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

16 Comments

  1. Ciao Riccardo, sono d’accordo con te. Lo strumento più importante resta il cervello. Questo perché il plugin in questione è nato per andare incontro alle esigenze di tutti. Un utente completamente a secco di nozioni di blogging e SEO riesce comunque a tirare fuori qualcosa, mentre un utente esperto sa cosa serve e cosa no: sapere cosa si vuole ottenere (insieme all’esperienza) è fondamentale.

    • Un blogger che non conosce i principi della SEO rischia di seguire questo semaforo come una sirena. non funziona così, non è il semaforo il problema ma la convinzione che possa bastare per avere buoni risultati. Non funziona così, bisogna sottolinearlo più volte.

  2. Bellissimo. Ha fugato alcuni dubbi e confernato alcuni pensieri. Yoast é una ringhiera per salire le scale. Ci si appoggia, ma non possiamo restarci SEMPRE attaccati. Grazie!

    • Sempre è per niente al mondo. Usiamo Yoast come dei professionisti, per fare altro. non per farci guidare da un semaforo.

  3. Dici bene, Riccardo. Yoast SEO è uno strumento comodo per tenere sott’occhio tutti gli asset all’interno di un sito WordPress. Non è però la panacea a tutti i mali, e non va considerato tale.

    • Però c’è ancora chi lo fa. E sbaglia alla grande: scrivere in ottica SEO non vuol dire rispettare i pallini verdi di WordPress SEO by Yoast.

  4. Come ogni tools bisogna usarlo con la testa ed in base all’argomento / settore trattato nel post stesso. In se il yaost è molto utile perché ci semplifica la vita.

    Domanda: Table Of Content Plus è il plug in che usi per fare il box delle varie parti dei tuoi post?

    • Sì, table of content plus è il plugin in questione. Per il resto Yoast può fare grandi cose, però devi sempre contestualizzare. Detto in altre parole, devi avere una strategia SEO alla base.

        • Google legge questi link interni e nelle serp mostra delle scorciatoie nello snippet, collegando la sezione con un link nella description.

  5. Sono d’accordo con te. Si tratta di uno strumento utile, in grado di mandare segnali importanti a chi è in grado di coglierli. Io vedo il semaforo di Yoast come il consiglio di un amico e come tale merita di essere preso in considerazione, non seguito alla lettera.
    Forzare la scrittura di un post cercando di rispettare tutti i consigli di Yoast è una forzatura. Personalmente non credo esistano formule magiche e credo sia giusto sperimentare e andare alla ricerca del proprio stile. Rallentare la narrazione con frasi più lunghe, velocizzarla e a volte troncarla. Scrivere un post esclusivamente in ottica SEO, significa ammettere l’esistenza di una formula magica per la scrittura di un post. Procedendo in questo modo non si rischia di produrre contenuti privi di umanità e tutti uguali?

    PS: Non sono un esperto di blogging; ma approfittando del post mi piacerebbe conoscere le vostre impressioni.

  6. Finalmente un ottimo articolo per chiarire una volta per tutte, “IL FATIDICO SEMAFORINO”. Girando sul web possiamo trovare due tipologie di esperti: Chi critica e sconsiglia Yoast e chi lo venera come se fosse Yoast a giudicare e non Google. Sicuramente è un ottimo plugin che io stesso uso da anni con ottimi risultati, ma ogni parametro non è esatto ed ancora più importante, elenca solo un parziale dei fattori presi in considerazione da BigG. Ad esempio tralascia molti segnali importati come, sicurezza, user experience, performance ecc.. Pienamente d’accordo con la frase finale: No, non è il male. Però può diventare pericoloso per chi sta muovendo i primi passi in questo settore.

  7. Ciao Riccardo, come hai specificato all’inizio del post, sicuramente questi plugin hanno delle comodità difficili da ignorare, come la configurazione dei meta per categorie, tag e custom post type. Io ormai li uso solo per questo, per tutto il resto li ignoro, soprattutto quando hai a disposizione software come seozoom. Ancora prima, utilizzavo addirittura squirrly seo, anch’esso non male.

    • Chiaro. poi ci sono tutte quelle funzioni che ti consentono di bypassare il robot.txt. Se hai un buon background di competenze te ne freghi, chi è all’inizio e vuole evitare problemi può usare queste funzioni. Io la vedo così: utile e interessante, non decisivo però.

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