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Come inserire un link: 7 dettagli che fanno la differenza

Bella domanda, come si crea un link realmente efficace? Voglio dire, basta scegliere un anchor text e aggiungere l'URL che ti serve? Non proprio, ecco cosa devi sapere.

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Sembra un argomento banale, vero? Come creare un link in una pagina web. O magari su Facebook. C’è bisogno di una guida per aggiungere un collegamento ipertestuale? In realtà sì, perché nel mio quotidiano girovagare online continuo a vedere blogger che lavorano male. A volte molto male.

come creare un link

Non è una critica. Come sempre siamo qui per crescere insieme. Spesso ci concentriamo su argomenti così complessi che mettono in ombra la base. Lavoriamo con la link building, vogliamo fare link earning e usiamo Google Analytics per tracciare tutto quello che succede sulle pagine del blog.

Ma poi mancano le fondamenta: come creare un link in un articolo e vivere felici. Senza dimenticare i principali social network come Facebook e Twitter. Metti in discussione tutto quello che sai, ecco una piccola guida per permettere ai tuoi lettori di raggiungere le risorse migliori. Con il benestare di Google.

Cos’è un link sul web?

Prima di iniziare chiarisco cos’è un link: un collegamento ipertestuale che mette in connessione due pagine. Questo elemento può essere riconosciuto come la base di partenza del world wide web, la struttura della rete così come la conosciamo. Google ha dato un valore a questi link per definire il posizionamento, quindi sono diventati decisivi per i professionisti del web.

Ma senza link non esiste tutto ciò che oggi usiamo per navigare, muoverci, scoprire e guadagnare. Ci sono diversi tipi di link: il più conosciuto è quello che usa l’anchor text per mettere in relazione i documenti ma ci sono anche le immagini, link collegati a bottoni e iFrame. L’azione che li anima, però, è sempre la stessa: il click con il pulsante sinistro del mouse. È impossibile immaginarsi un web senza collegamenti ma è così semplice aggiungere un link?

Creare un link con i tag HTML

Ecco come inserire un link con l’HTML. Questa operazione viene svolta dal CMS WordPress e non è obbligatorio conoscere il codice, ma consiglio di avere una buona competenza dell’argomento. Come si crea un link su una pagina web? Devi lavorare con il tag a href, qui trovi un esempio.

<a title="Ecco un blog interessante da leggere" href=”http://www.mysocialweb.it” target="_blank" rel="nofollow">Visita My Social Web</a>

Questo è il codice HTM per un link: c’è un tag che si apre e si chiude. Sto parlando di <a>, la base del link. Poi ci sono degli attributi che danno caratteristiche precise al link: il title lo descrive, il target=”_blank” apre il link in una nuova scheda e il nofollow toglie importanza ai fini del ranking al collegamento. Questa è la base, analizziamo i passaggi per creare un link su una pagina.

Come creare un link su WordPress? Come puoi ben vedere da questo video è semplice: selezioni l’anchor text che vuoi trasformare in collegamento e clicchi sull’icona con il simbolo della catena. Questo ti consente di andare oltre il testo e di creare un link con immagini e foto.

Scegli un anchor text parlante

La regola fondamentale per lavorare a favore della leggibilità senza dimenticare il mondo SEO copywriting: l’anchor text deve essere parlane. Ovvero deve spiegare il contenuto della risorsa di atterraggio senza aver bisogno d’altro. Vuoi linkare una fonte? Un articolo?

Leggendo l’anchor text devo capire dove arriverò. Quindi niente clicca qui, vai, vedi e altre particelle di testo. Attenzione ai link in uscita: non usare keyword troppo performanti, in questi casi lavora con nome brand o URL. È più sicuro e altrettanto corretto in termini di user experience.

Il fattore di innaturalezza risiede nel fatto che un blogger o webmaster difficilmente andrebbe a linkare spontaneamente ad una pagina prodotto utilizzando una money keyword (…). Per la link building, come anchor text verrebbe poi utilizzata una branded keyword o una key generica e quasi mai una money keyword.

Ecco cosa suggerisce Dario Ciracì sul blog di Semrush. Sono d’accordo su questa linea, consiglio di lavorare in modo pulito ma al tempo stesso di rispettare la leggibilità del testo. Usare un anchor text muto vuol dire impedire al pubblico di capire. Lo stesso però vale anche per Google.

Come si crea un link efficace

Ovvero, come si crea un link capace di essere letto come tale? La scelta dell’anchor test è decisiva ma devi rispettare una serie di elementi: il link deve essere di colore diverso dal font, cambiare aspetto quando viene toccato dal cursore del mouse e assumere un altro colore quando viene cliccato.

In questo modo il lettore sa cosa ha già visitato. Di default queste caratteristiche sono decise dal tema, quindi assicurati di avere le carte in regola e scegli un buon template WordPress.

Altro aspetto da considerare: devi monitorare il buon funzionamento dei collegamenti ipertestuali. In che modo? Puoi usare un software come Xenu o un plugin come Broken Link Checker: in questo modo curi la qualità della pagina web da una prospettiva utente e motore di ricerca.

Posso usare il target=”_blank”?

Prima di tutto, a cosa serve il target=”_blank”? A fare in modo che il link si apra in una nuova scheda del browser. Viene usato spesso dai blogger che vogliono mantenere il lettore sul sito: ogni click può essere fatale per la tua pagina web perché il rischio di perdere la visita è evidente.

target="_blank"

Il target=”_blank”, che si inserisce con una semplice spunta nel form di inserimento link di WordPress, risolve il problema. Ma non dimenticare che questo può essere un errore: gli standard HTML deprecano l’uso di questa soluzione perché viene riconosciuta come forzatura.

Le persone non si aspettano di aprire link in una nuova scheda. Qual è la soluzione? Evitare il target=”_blank” è la chiave di partenza. C’è chi lavora con una buona via di mezzo: stessa scheda per i link interni, nuova scheda per quelli in uscita. Per me può essere una soluzione.

Da leggere: come ottenere backlink di qualità con i contenuti

Cura i link interni dei post

I link interni possono fare la differenza. Permettono al lettore di scoprire nuove risorse e aiutano il posizionamento dei contenuti. Ma devono essere seguiti con cura. In primo luogo non devono essere messi a caso ma essere utili, contestualizzati, decisivi per aggiungere valore alla pagina.

Inoltre devono seguire una strategia. Io lavoro in questo modo: concentro i link interni sulla risorsa più conveniente. Devo spingere un articolo per la keyword Inbound Marketing? Tutti i collegamenti ipertestuali vanno verso quella risorsa. Che però non sempre è chiara. A questo punto uso l’operatore di ricerca site: per scoprire qual è l’articolo più rilevante all’interno del mio blog per quella query.

Un altro modo per ottimizzare i collegamenti: creare delle ancore interne HTML per generare un indice degli argomenti. Proprio come ho fatto in questo post. per ottenere un risultato del genere puoi lavorare con il codice, ma è molto più semplice usare il plugin Table Of Content Plus, semplice ed efficace.

Creare un link per scaricare file

Una domanda per chi fa blogging, ma anche per chi si cimenta un po’ nel content marketing. Hai creato un ebook, o magari il template di un calendario editoriale, e vuoi rendere il tutto scaricabile.

Come fai? Con WordPress il gioco è semplice: vai nella sezione media e carica il documento.

A questo punto vai nella scheda del file: in altro a destra c’è il file URL del prodotto scaricato.

Copialo e inseriscilo nel solito campo di WordPress per aggiungere link. In questo modo chi clicca sull’anchor text o sul bottone attiva direttamente il download del file che vuoi regalare. Un ottimo modo per far conoscere il tuo brand e guadagnare link.

Come creare un link Facebook

Non devi solo creare link in HTML. Il tuo compito come blogger è anche quello di generare buoni collegamenti su Facebook. Ovvero la tua fonte di traffico per eccellenza. Pubblicare un link su questo social vuol dire aumentare le visite. Quindi è un obbligo dare attenzione a questo passaggio.

Per inserire un link su Facebook basta incollare l’URL della pagina nel campo che consente la pubblicazione sul profilo o sulla pagina. Qual è l’elemento decisivo in questo equilibrio?

L’immagine, occupa gran parte dello spazio. Ricorda, deve essere rettangolare e superiore ai 600 x 400 px per essere sicuro di avere la preview grande. Puoi cambiare il visual usando WordPress SEO by Yoast, nella sezione social del singolo articolo puoi aggiungere anche un titolo differente.

Ricorda che WordPress SEO by Yoast permette anche di attivare le Twitter Card, le preview del link su Twitter. Basta andare nella sezione social del plugin e nella cartella dedicata al social network con le ali. Qui c’è una spunta dedicata alle card: la attivi e ti godi l’anteprima.

I tuoi collegamenti ipertestuali

Questi consigli fanno parte di un bagaglio minimo per ottimizzare le pagine web e per fare in modo che le persone siano soddisfatte. Come creare un link? Metti sempre al centro l’utilità per il pubblico e rispetta poche regole. Una buona parte le trovi qui. Vuoi lasciare altri consigli a chi vuole inserire collegamenti ipertestuali su Facebook e sulle pagine web? Pubblica la tua esperienza nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 Comments

  1. Come sempre preciso ed esauriente. Forse per completezza si potrebbe aggiungere un ottavo punto sull’accessibilità.
    Provo a riassumere i principali aspetti che secondo me sono da tenere in considerazione.
    Il primo è che il link deve essere autodescrittivo, vale a dire che l’anchor text deve chiarire da solo la destinazione del collegamento, senza bisogno di essere contestualizzato. Questo rende significativo il link anche quando è avulso dal contesto, cosa importante specialmente per i ciechi che navigano i siti web saltando da link a link e che non trovano alcuna utilità se incontrano un anchor text tipo “Clicca qui”. Ovviamente un link autodescrittivo è vantaggioso per tutti gli utenti in generale e per Google.
    Poi, è importante segnalare in modo chiaro non solo la presenza dei link all’interno del testo ma anche i diversi stati che possono assumere (hover, focus e active). A tal riguardo, indicare la presenza di un link ricorrendo solamente al colore non è proprio la scelta più adatta per l’accessibilità poiché chi è cieco ai colori difficilmente se ne accorge; meglio utilizzare una sottolineatura, un bordo altri tipi di stile che rendano il collegamento indipendente dal colore. Lo stato “focus” è fondamentale per chi non usa il mouse e naviga utilizzando il tasto “tab” della tastiera perché segnala il link che di volta in volta è stato raggiunto; per questo è necessario associare a questo stato uno stile evidente e diverso da quello utilizzato per gli altri.
    Se un link apre un’altra finestra è utile renderlo noto agli utenti perché, come nel caso dei non vedenti, si potrebbero ritrovare su un altro sito senza rendersene conto. Un modo per farlo è aggiungere nel “title” del collegamento un’ informazione tipo “Link esterno” o “Apre un’altra finestra”.
    Se invece si linkano dei file da scaricare, è utile indicare tipo di file e dimensione; questo si può fare direttamente nell’anchor text o nel title del link, ed è una cosa utile per tutti. La cosa importante è che l’informazione faccia parte del link e non del testo che lo precede o segue (contestualizzare sempre il link).
    Infine, non linkare mai un indirizzo e-mail con “mailto”, che provoca l’apertura del gestore di posta predefinito, per due motivi: 1) ai ciechi il cambiamento di focus (dal sito al gestore di posta) potrebbe non essere chiaro; 2) se l’utente non utilizza il gestore di posta predefinito si genera solamente frustrazione e inutile perdita di tempo.
    Questi gli accorgimenti principali. Per maggiori informazioni è possibile consultare le WCAG del W3C e la legge 4/2004 per i siti della Pubblica Amministrazione.

    • Ciao Carmelo, hai aggiunti informazioni preziose rispetto al tema dell’accessibilità dei link. Un aspetto che spesso viene dimenticato, un po’ per fretta e un po’ per non conoscenza, ma che meritano massima attenzione quando si inserisce un link HTML. Grazie per il tuo contributo.

  2. Riccardo non posso non suggerire questo piccolo plugin, per WordPress, gratuito e utilissimo per scegliere, quando inseriamo un link, se impostare o meno la condizione nofollow.

    Ultimate Nofollow
    https://it.wordpress.org/plugins/nofollow/

    • Conosco, io ad esempio uso WP Nofollow Post per mettere tutti i miei link in nofollow. Sì, questa è una caratteristica del mio blog ma non la consiglio a nessuno.

      • Con la dovuta accuratezza nel selezionare quali link mettere in nofollow e quali no.

        Io evito quelli che imposrano tutto in nofollow perché amo darmi più possibilità di personalizzazione.

    • Bene, anche i copy devono imparare a inserire i link come Dio comanda.

  3. L’utilizo dei nofollow o dei follow è solo dettato dal fatto che possono aiutare a “rankare” il sito su google ma in effetti non aggiungono nulla alla esperienza del visitatore, questo va un po in controtendenza rispetto a quanto google stesso afferma ossia preoccuparsi di creare sempre contenuti nuovi.

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