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5 idee per creare titoli ad effetto e aumentare i click

Vuoi scrivere headline efficaci per il tuo blog? Cerchi un titolo persuasivo per i tuoi articoli migliori? Qui trovi tutti i passaggi utili e le idee indispensabili per aumentare le visite del blog.

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Come scrivere titoli efficaci: questa è la questione che attanaglia il blogger. Perché puoi scrivere articoli in ottica SEO, puoi scegliere le migliori immagini del web e puoi ponderare con cura le fonti per pubblicare articoli sempre interessanti. Ma senza un titolo persuasivo c’è poca strada da fare.

come scrivere titoli efficaci

Scrivere un titolo su WordPress è semplice: appena inizi a scrivere un post hai il campo dedicato a questo elemento. In realtà qui stai digitando il tag H1, l’headline che tutti vedono nel momento in cui pubblichi l’articolo. Questo elemento può essere diverso dal tag title, la stringa più influente per Google.

Quando devi creare un titolo ad effetto su un post devi considerare equilibri differenti. E devi usare plugin come WordPress SEO by Yoast o All In One SEO Pack per lavorare su fronti differenti. Ma in ogni caso la regola da seguire è semplice: devi farti notare, devi comunicare subito il valore che puoi dare al lettore. Come scrivere titoli efficaci? Ti lascio una manciata di regole d’oro.

Dove trovare idee per i titoli

In realtà tu non devi cercare idee per i titoli ma hai un obiettivo diverso: devi creare un piano editoriale. E questo documento ti aiuta a definire gli argomenti, i temi, gli approfondimenti per il tuo blog. In che modo? Con una buona analisi delle keyword e dei temi affrontati nelle community.

Analisi dei dati quantitativi e qualitativi, ecco cosa devi fare. Lavori sulla keyword research, analizzi i forum e le discussioni online, crei una mappa mentale con tutte le idee per affrontare il topic che hai scelto. E riporta sul calendario editoriale i titoli che hai individuato. Questa è la strategia per organizzare le headline, ora devi capire come scrivere titoli efficaci. Io punto su queste soluzioni che sfrutto ogni giorno su My Social Web.

Da leggere: trovare idee per i nomi del blog

Creare una headline di successo

Quali sono i punti per scrivere titoli accattivanti? Ce ne sono tre in realtà: una headline efficace si basa su pilastri solidi che portano all’efficacia e al successo. Quali sono questi punti fermi che ogni web writer dovrebbe conoscere? Il primo è l’informazione: un buon titolo informa e dà indicazioni chiare, non punta al click baiting e non cerca di ingannare il pubblico per aumentare le visite.

Però riesce a farlo in modo virtuoso perché un buon titolo segue le regole dell’ottimizzazione SEO on-page. Nel tag title ci sono le keyword più importanti, lo stesso vale per l’H1. Magari con delle variabili per intercettare intenti differenti. Poi c’è l’aspetto persuasivo, sempre importante.

Creare una headline di successo

Un titolo senza mordente diventa enumerazione dei fatti. Che è una gran cosa, ben inteso. Però in un ambiente competitivo come il web non puoi permetterti di essere mediocre. Devi creare una headline efficace, funzionale. Io posso suggerirti 5 idee per creare titoli ad effetto.

Ricorda che con WordPress SEO By Yoast puoi distinguere il titolo per i motori di ricerca e quello dei social. Con questo plugin, infatti, puoi scrivere un titolo che verrà recuperato dalla preview di Facebook e uno per le Twitter Card. Quindi hai la massima personalizzazione.

Esempi di titoli accattivanti

Come scrivere titoli efficaci? Informando, curando le keyword e cercando le parole giuste per convincere il pubblico a cliccare. Quest’ultimo punto è importante. Se per le parole chiave puoi appoggiarti al lavoro di SEO Copywriting, per le headline persuasive puoi affidarti agli esempi di titoli ad effetto per avere un’idea, dei modelli da seguire. Ecco quelli che ho selezionato per te.

Numeri nelle headline

Da sempre i numeri fanno la differenza nelle headline perché mettono ordine, diventano un balsamo per tranquillizzare il tuo bisogno di organizzazione e schematizzazione. Puoi inserire delle percentuali per catturare l’attenzione o delle date, in entrambi i casi puoi creare delle headline efficaci.

Numeri nelle headline

Ad esempio: il 56% dei post su Facebook non viene letto e Tutti i fattori SEO del 2017, ma i numeri che funzionano di più sono quelli delle liste puntate. I dati di Conductor sono utili in questo caso: i titoli che elencano soluzioni con i numeri sono efficaci nel mondo del blogging.

Titolo con domanda/risposta

Una delle realtà più interessanti per chi cerca titoli efficaci sul blog. In questo caso intercetti una domanda utile ai lettori e dai delle indicazioni sulla soluzione: Vuoi pubblicare post efficaci? Ecco 5 consigli imperdibili. Come sempre l’ultima parola può essere utilizzata per caratterizzare ancora di più il contenuto, magari con un aggettivo capace di attirare l’attenzione dell’audience.

How to, il titolo per eccellenza

Il principe dei titoli: how to, come fare. Il web è pieno di richieste informazionali che hanno bisogno di combinazioni per ottenere un determinato risultato. Il tutorial soddisfa queste esigenze e il titolo attira il pubblico: come fare a fare qualcosa, a ottenere il risultato. Il problema dell’how to: diventa banale. Ecco perché devi essere in grado di giostrare con le combinazioni:

  • Come fare il tuo primo report SEO.
  • Come ottimizzare una pagina in 5 minuti.
  • Come guadagnare con il blog senza investire.

In tre passaggi ho fatto leva su altrettanti aspetti: ho superato le paure di chi deve affrontare un lavoro per la prima volta, ho fatto risparmiare tempo e ho dato la possibilità di guadagnare senza spendere. In fin dei conti il persuasive copywriting deve guardare nello spirito umano.

Il titolo segreto

Un bel modo per captare l’attenzione. L’headline segreta suggerisce al pubblico qualcosa di speciale: ho delle conoscenze specifiche, vieni a dare uno sguardo. Qualche esempio: 10 tool per scrivere meglio che nessuno conosce, Le tecniche dimenticate (ma sempre utili) per fare SEO. Sei custode di una conoscenza, rendi noto questo punto e scrivi la tua headline.

Collegare causa ed effetto

Come scrivere un titolo efficace? Collegando causa ed effetto, facendo in modo che il pubblico capisca l’utilità del contenuto fin dal primo passaggio. A questo serve la connessione che crei: io devo subito mettere a fuoco il motivo che mi spinge a leggere il tuo articolo. Qualche esempio:

  • Nessuno commenta? Forse non usi bene le call to action.
  • Pubblica i tuoi contenuti migliori per guadagnare sul serio.
  • Crea connessioni virtuose per aumentare le vendite.

Ce ne sono altri? Certo, in questo articolo puoi trovare 36 modelli di headline efficaci, qui invece ci sono 10 modelli di titoli per attirare l’attenzione del pubblico. Per comodità ti lascio l’infografica che riassume i principali esempi che puoi usare sul tuo blog ogni santo giorno.

Esempi di titoli accattivanti

Un punto essenziale: l’headline deve essere in grado di attirare l’attenzione del pubblico, ma non deve mai prendere in giro il lettore. Questo significa che non devi promettere qualcosa che non sei in grado di mantenere, non puoi e non devi farlo. Altrimenti perdi i tuoi lettori in un attimo.

Da leggere: come creare un blog di successo

Come scrivere titoli efficaci

In questo articolo cerco di spiegare come scrivere titoli per un blog personale o aziendale, e come convincere le persone a cliccare sul tuo contenuto. Ci sono altre lezioni che devi seguire? Io credo che tutto possa essere riassunto con una regola: la chiarezza. Un titolo ad effetto è comprensibile.

Poi viene la persuasione. Come scrivere titoli efficaci e accattivanti? Come aumentare le visite del blog? Io ti ho lasciato la mia esperienza, ora aspetto la tua idea nei commenti: in che modo hai deciso di migliorare le headline? Raccontami i benefici che hai riscontrato con questa pratica.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

6 Comments

  1. Io una volta ho scritto un titolo con caratteri ebraici e uno con caratteri giapponesi (replicando una parola che moltissimi avevano già visto centinaia di volte nella loro vita). E’ andata bene, come click. Ma appunto, furono dei casi isolati che miravano a giocare col lettore, non puoi far sempre così (anche perché poi stufi, giusto?).

    Moz-

    • Certo che si stufano. O meglio, non capiscono e quindi ignorano. Ma il titolo era tutto in ebraico o giapponese o c’erano solo alcune parole così?

      • Tutto in quella lingua: in ebraico c’era scritto Mikael (il post era su San Michele) e in giapponese -in caratteri katakana- la parola “continua”, che tutti noi abbiamo visto a fine episodio nei cartoon 🙂

        Moz-

        • Beh, forse soluzioni simili sono un po’ impegnative. Anche per Google, eh… capire queste divagazioni linguistiche non è facile.

  2. Ciao Riccardo, sempre molto chiaro ed essenziale, ma completo… tutta polpa e frutta che fa bene e nutre la nostra insaziabile conoscenza 🙂
    Suggerisco qui uno schema che a mio avviso può funzionare bene e rendere efficace la comunicazione di un articolo del blog soprattutto sui social (con una forte dominanza della componente visuale), partendo proprio da alcuni insegnamenti che provengono dall’ambito del neuromarketing.
    Pensare quindi al titolo come un insieme che includa immagine, testo nell’immagine, il titolo effettivo (H1) e abstract (meta-description).
    Usare l’immagine e il testo nell’immagine che è la prima cosa che il nostro cervello percepisce e decodifica, per creare attenzione ed attrazione, mentre il titolo viene usato per creare interesse, curiosità… per es. pongo una domanda stuzziacante o provocatoria nel testo dell’immagine (senza preoccuparmi di keyword etc) e nel titolo offro invece l’accenno alla risposta e/o il vantaggio. Utilizzando poi anche la description per essere più invitante e persuasivo.
    Ovvio che poi ci deve essere un contenuto all’altezza dell’aspettativa creata altrimenti nella cosiddetta fase di “analisi”, cioè la lettura dell’articolo, se ne crolla tutto 😉

    • Ciao Armando, ottima integrazione. In realtà qui sono colpevole perché ho ignorato un punto che tu invece hai ben evidenziato: il contenuto visual. Guai a non considerare il binomio headline/immagine e lo stesso vale per la description. Questi elementi dovrebbero nascere da un’unica riflessione.

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