13

Come e perché creare un menu interno nei tuoi post

Il menu interno può fare la differenza se pubblichi articoli lunghi, tutorial, pillar content e post ricchi di informazioni. Come si crea? Cosa devo fare? Ecco il mondo delle ancore HTML al tuo servizio.

Shares

Uno dei punti essenziali per curare la leggibilità degli articoli: creare un menu interno, uno spazio per consentire all’utente di spostarsi e raggiungere determinati punti del post. Non sempre le persone sono interessate a ogni sezione del contenuto, e inserire le ancore interne può essere la soluzione ideale.

creare un menu interno nei tuoi post

La soluzione per cosa? Per raggiungere l’obiettivo che i blogger cercano: soddisfare il lettore non solo dal punto di vista del contenuto. L’ottimizzazione SEO presa come esperienza singola è sempre debole, il bisogno di confrontarsi con tutto ciò che circonda l’esperienza dell’utente è un dovere.

Cos’è un menu interno?

Il menu interno delle pagine web fa parte di un miglioramento generale della user experience. In cosa consiste questo elemento?

In un box che racchiude ancore, link con una funzione particolare: collegare sezioni differenti dello stesso documento. Vuoi un esempio chiaro? Guarda a fianco: ci possono essere diversi tipi di menu ma questo è uno dei più comuni.

Di solito un collegamento ipertestuale, proprio in quanto tale, collega due pagine differenti che possono essere interne o esterne al blog. In questo frangente, invece, le ancore svolgono una funzione diversa: aiutano a navigare una pagina. Creare un menu interno in determinate situazioni è superfluo, in altre invece rappresenta una vera e propria salvezza. O comunque in una soluzione efficace per ottenere buoni risultati in termini di soddisfazione dell’utente e attenzione da parte dei motori di ricerca. Allora, ti ho convinto? Vuoi creare anche tu un menu interno per i tuoi articoli?

Da leggere: come migliorare la leggibilità dei tuoi post

Perché creare un menu interno

Prima di arrivare al nocciolo dell’argomento ti propongo di approfondire un aspetto importante dell’architettura di una pagina web. E ti suggerisco questa domanda: perché creare un menu interno? Il motivo si riscontra nel primo, grande, monito lasciato da Jackob Nielsen nel 1997.

How Users Read on the Web? They don’t. People rarely read Web pages word by word. Instead, they scan the page, picking out individual words and sentences.

I lettori saltano da una parte all’altra della pagina alla ricerca di informazioni, di microcontenuti capaci di suggerire all’occhio (e poi al cervello) che il browser è atterrato sulla risorsa giusta. A questo punto inizia la lettura. Per agevolare il processo puoi usare una buona formattazione, puoi sfruttare gli header e aggiungere dei titoli per indicare quale sarà il tema di una determinata sezione.

Migliora la comunicazione

Il menu interno facilita la comunicazione con il pubblico perché suggerisce gli argomenti affrontati. E lo fa all’inizio del post, quando l’attenzione del lettore è ancora alta. Il blocco decisivo composto da titolo, sottotitolo, immagine e primo paragrafo si arricchisce di un nuovo elemento: una lista di ancore interne che consentono al pubblico di avere un’anteprima dei punti sviluppati.

Migliora la comunicazione con il lettore

Guarda dove rimane l’attenzione del pubblico: above the fold, nella prima parte del post. Il menu aiuta a individuare i temi del post e a bypassare approfondimenti inutili. Hai dedicato spazio ai SEO tool ma il tuo lettore vuole un approfondimento solo sugli strumenti per trovare le parole chiave? Perché deve leggere tutto se ha bisogno solo di una sezione? Il menu interno è perfetto in questi casi.

Per dare il massimo, però, devi fare particolare attenzione alla scelta dei titoli che compongono il menu, ovvero i vari H2 e H3. In questo caso il concetto di SEO copywriting coincide con le attenzioni nei confronti dei lettori: usa stringhe comprensibili, keyword chiare e utili, capaci di comunicare con immediatezza il contenuto del paragrafo. Non essere criptico, non stai scrivensdo un romanzo.

Quando creare un menu interno

Questa soluzione funziona con i tutorial, gli articoli tecnici, le guide, i cornerstone content e i pillar article. Il menu rappresenta un punto di riferimento per organizzare la lettura degli articoli lunghi e ricchi di paragrafi, sottoparagrafi, approfondimenti. Deve esserci sempre? La mia opinione: no.

Ci sono articoli che non hanno bisogno di questo elemento. Perché sono brevi, o magari vogliono lavorare su un piano differente. Ad esempio quello emotivo. Non c’è bisogno di anticipare o di raggiungere una sezione in questi casi. Se ad esempio punto sullo storytelling il menu interno può essere addirittura controproducente perché boicotta il mio lavoro sulla fabula e sull’intreccio.

Da leggere: come creare un blog

Quali sono i benefici SEO?

I benefici lato search engine optimization sono indiretti, ma in qualche caso decisivi. Il punto essenziale è questo: Google riconosce la presenza di un menu interno. O meglio, individua una struttura linkata e navigabile. A tal punto che se la query corrisponde a una voce del menu con ancora interna la estrapola e la inserisce come scorciatoia nella serp, per la precisione prima della meta description e sotto il tag title. Ecco un esempio concreto.

Tutto questo senza considerare un punto essenziale, la soddisfazione dell’utente. Da sempre si sottolinea un punto: le azioni (ad esempio velocizzare il caricamento della pagina) non devono essere fatte perché imposte da Google, ma per avvantaggiare il pubblico. Per dare qualcosa in più. Bene, questo è un aspetto tipico: il menu interno aiuta il lettore a muoversi, a trovare ciò che vuole.

Ci sono anche i featured snippet

C’è un altro punto interessante che riguarda la SEO in relazione al menu interno: la capacità di quest’ultimo di diventare un riferimento per i featured snippet. Come ben sai questi elementi sono delle estrapolazioni che Google fa in casi specifici, quando vuole dare una risposta sintetica e anticipata a una domanda. In questo caso il link viene spostato nella posizione zero che garantisce un buon CTR.

come creare menu interno con ancore HTML

Il featured snippet nasce dal menu.

Cosa prende Google in questi casi? A volte testo, a volte tabelle. In qualche caso ci sono liste puntate che possono combaciare con il menu interno. Non è una regola ufficiale e può essere considerato un caso. Però è una delle tante funzioni che può assolvere il menu interno in una guida ben strutturata.

Come creare un menu interno

Andiamo al sodo, come creare un menu interno per il tuo blog? Hai due strade fondamentali: con ancore HTML aggiunte manualmente o con il pluginTable Of Content Plus. Nel primo caso devi lavorare sul codice e creare due riferimenti: il punto di partenza con anchor text e quello di arrivo.

<a href="#nome">Nome del blog</a> | <a name="heading">Heading</a>

La prima stringa è quella che serve a creare il testo, il link da cliccare. La seconda, invece, è il punto di arrivo, il riferimento ultimo. La destinazione, ecco. Con questi strumenti puoi creare ancore interne con l’HTML ma in realtà non conviene se vuoi aggiungere menu interni sui tuoi articoli WordPress. Spesso, infatti, è meglio optare per un plugin semplice ed efficace: Table Of Content Plus.

Table Of Content Plus ti dà tutte le soluzioni per personalizzare il menu, offre una serie di indicazioni per personalizzare e migliorare l’esperienza utente in base alle tue necessità. Io uso questo plugin e ho scelto di non attivarlo automaticamente ma di aggiungere il menu attraverso shortcode.

Da leggere: come creare un articolo di giornale

Il tuo blog ha già menu interni?

Spero di sì, questa soluzione è decisiva per organizzare i testi e migliorare la lettura del post. Una lettura che deve essere coccolata, monitorata e ascoltata. Non puoi pensare sempre al tuo mondo, alla tua scrittura. Non sei l’unica fonte, se non prendi sul serio la leggibilità rischi di ritrovarti senza pubblico.

Sto esagerando? Sto dando troppa importanza al menu interno? Forse, ma questo elemento può aiutarti a raggiungere l’obiettivo. Sei convinto? La pensi anche tu così? Ti aspetto nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

13 Comments

  1. Articolo Interessante Riccardo! Penso che adotterò anche io questo sistema nei miei nuovi articoli. Secondo te è opportuno inserire il menu interno anche nei vecchi articoli? Grazie

    • Ciao Stefano,
      Io aggiorno spesso gli articoli vecchi e quando posso inserisco il table of content. Quando al struttura dell’articolo lo consente è una gran cosa, non credi?

  2. Stavo giusto pensando di utilizzare un menu interno per il mio prossimo post, quando mi sono imbattuta in questo utilissimo articolo. Non ho mai usato un menu interno prima d’ora e vorrei sperimentarlo. Grazie mille per averne scritto. 🙂

    • Ma grazie a te per aver lasciato il commento. Spero che ti sia d’aiuto questo post.

  3. Io ho inserito TOC+ su un paio di siti dove scrivo articoli belli corposi. Mi piace fare le cose fatte bene, ordinate, pulite. Quando poi rispondi alla domanda dell’utente nel modo migliore, insomma, si vince tutti 🙂

    • E dimmi la verità: con il menu di ancore interne il risultato si avvicina, vero?

  4. Ciao Riccardo come sempre un ottimo articolo, anche io utilizzo Toc per i miei cornerstore article, hai notato la spunta che Yoast seo fa comparire quando si scrive un articolo di tipo cornerstore content ? quasi come se volesse la conferma da parte dell’autore o l’autorizzazione a qualche settaggio particolare della pagina. Tu cosa ne pensi ?

    • Bah, onestamente questa cosa di WordPress SEO By Yoast non l’ho capita. Nel senso, a cosa serve quella spunta? A volte quel plugin rischia di diventare pura speculazione.

  5. Ciao Riccardo, grazie per l’ottima guida e per la dritta, avevo in mente di inserire dei menù interni nei miei articoli, che spesso sono molto lunghi ed elaborati, ma spaventava la mole di lavoro da fare ogni volta… invece TOC+ è stata una bellissima scoperta. Secondo la tua esperienza dopo quanto Google si accorge di questa nuova introduzione?

    • Se pubblichi un articolo con il table of content lo vede subito. Altrimenti devi aspettare la prossima volta che lo spider passa sopra alla pagina.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *