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Conviene parlare di risultati garantiti sul web?

I clienti vogliono risultati certi. Ma tu puoi dare risposte definitive solo se ti occupi di un aspetto del processo? Io credo che i risultati garantiti debbano essere valutati con attenzione.

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Posso parlare e puntare sui risultati garantiti nel lavoro online? Voglio dire, è eticamente giusto dare al cliente delle certezze sul proprio lavoro? Una persona sensata direbbe sì, è giusto e necessario. Paghi per creare un blog e io eseguo il lavoro, quindi è giusto avere delle garanzie sulla qualità finale.

risultati garantiti

Stesso discorso per i web writer: mi paghi l’articolo e io lo consegno. Ma questo ragionamento non riguarda la garanzia del risultato, solo quello del lavoro eseguito a regola d’arte. Che già sarebbe tanto in certi casi. Ma puntare sui numeri certi quando si tratta di lead, vendite e clienti diventa difficile.

Molto difficile. Perché un progetto web è dannatamente articolato. Anche una piccola attività deve prendere in considerazione mille elementi. Beh, forse mille no ma c’è bisogno di una strategia. E magari di un sito web affidabile, di un SEO, di un social media manager ma anche di un copywriter.

I mille ostacoli del lavoro online

Hai tutti i professionisti a disposizione? Perfetto, non basta ancora. Tutto questo è importante ma devi lavorare con un prodotto o un servizio superiore, con un cliente che si affidi a te senza improvvisare. E senza risparmiare, senza chiamare il nipote o il cugggino appena ha una bozza di piano editoriale da copiare. Secondo te è sempre possibile parlare di risultati garantiti sul web? Io ho dei dubbi.

O meglio, invidio chi vende servizi assicurando più vendite, più visibilità nella serp, più lead. Ovviamente non posso parlare per tutti i settori. Ci sono campi, come AdWords e Facebook Advertising, che possono lavorare con dati chiari. Ma sul blog tutto questo è difficile da gestire.

risultati garantiti

In primo luogo perché la strategia non è sufficiente. Puoi seguire le regole a tamburo battente ma c’è sempre la concorrenza, le persone che lavorano nel tuo settore. Come dice Mike Tyson, tutti hanno un piano prima di prendere un pugno in faccia. Tu punteresti su risultati assicurati in questi casi?

Cosa posso garantire con i miei articoli?

Dipende. Sei un blogger, un articolista che viene pagato per scrivere e pubblicare su WordPress? Perfetto, devi garantire una consegna puntuale e un post di qualità. Poi è chiaro che quest’ultimo concetto va oltre qualsiasi immaginazione: deve rispettare le regole della lingua italiana, essere piacevole da leggere e rispettare le regole SEO copywriting. Ma poi? Altri obblighi?

Dipende sempre da quanto paga il cliente, quando mi domandano quanto chiedere per un articolo io rispondo sempre così: scegli una base di partenza e poi alza il prezzo a ogni richiesta. Vuoi le foto? Devi pagare. Ma il lavoro del web writer si ferma alla scrittura e alla pubblicazione.

Il web content editor si occupa, invece, dell’organizzazione strategica. Ed è il lui il responsabile di altri risultati. Qui puntiamo al piano editoriale, alla strategia dei contenuti che anima il blog e permette di ottenere ciò che serve (lead, link in ingresso, community, branding, customer care service).

Il concetto di responsabilità limitata

Ma anche i piani alti del blogging, quelli che si occupano del calendario editoriale e dei titoli, non possono avere la completa responsabilità del progetto. Perché oggi come non mai il web è una rete connessa, anche dal punto di vista professionale. Questo significa che tutto è collegato.

Non posso garantire tutto, solo la mia parte.

Il lavoro del blogger dipende da quello svolto sui social, dall’ottimizzazione SEO delle pagine, da come si organizzano le landing page e i flussi per aumentare le visite a queste risorse così importanti. Quindi, cosa posso garantire io?

Se apri il blog puoi vendere di più? E come faccio, posso prendere una responsabilità simile? Non tutto dipende da me, quindi mi limito a far bene il mio lavoro. Senza dimenticare un punto decisivo: il comportamento umano. Spesso il cliente è contraddittorio e limitante. Quante volte ti è capitato di dover ingaggiare una battaglia per dimostrare all’infinito i tuoi passaggi, e di dover accettare per sfinimento solo perché il cliente ti paga per avere ragione? Tanti personaggi vogliono solo degli esecutori al proprio fianco.

Tu garantisci i risultati (e quali)?

Posso garantire fino a un certo punto, non posso essere responsabile di tutti i passaggi che si nascondono dietro a un progetto web. Forse perché oggi sono un web writer freelance e non una web agency completa. Ora mi piacerebbe conoscere la tua opinione sul tema: lasciala nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

10 Comments

  1. Hai assolutamente ragione.
    Direi che per chi fa SEO la situazione è ancora più complicata.
    Potrei scrivere un libro a tal proposito ma mi soffermo solo su una riflessione.
    Molte volte ho perso lavori, perchè cercavo di far capire che la prima posizione garantita era una chimera, o meglio una piccola truffa perchè nessuno può garantirla.
    Molti alla fine, desistono perchè si rivolgono ad aziende che gli promettono dei risultati certi ad un prezzo “contenuto”
    I lavori li prendo quando io riesco a far capire all’azienda due cose:
    1- L’obiettivo non è il posizionamento ma fatturare di più grazie alla SEO
    2- Il suo obiettivo è anche il mio, se io lavoro bene e l’azienda fattura di più loro rinnovano la consulenza 🙂

    • Mi fa piacere leggere il tuo commento – il commento di un SEO – perché l’ottimizzazione per i motori di ricerca rappresenta un settore lampante. Come fai a garantire i risultati a prescindere sul posizionamento? Me lo puoi garantire per una query non competitiva, ma quando il gioco si fa duro ti prendi questa responsabilità? E se non funziona?

      • Queste le domande che giustamente fanno i possibili clienti, ma a cui non puoi semplificare e dare delle risposte certe perchè è poco professionale.
        In teoria ti potrei dire che la strada migliore sarebbe quella di fare analisi approfondite del sito, dei competitor, degli obiettivi…. ma in fase iniziale di invio preventivo per me è impossibile dato che sono molte ore di lavoro e passerei le giornate a fare preventivi.
        Al momento iniziale punto su due aspetti in fase preventivo
        1- Valutare tutti i lavori fatti e i risultati ottenuti
        2- Proporre una consulenza iniziale molto breve, tipo 3 mesi rinnovabile solo se in quei mesi si raggiungono dei risultati tangibili

        • Condivido in pieno quello che dite. Una delle difficoltà della consulenza SEO è quella di far capire ai clienti quanto sia intangibile la prima posizione. Ho iniziato da poco a lavorare con la consulenza SEO, forse soffro ancora di più con la richiesta di risposte precise e definitive. Credo che soltanto il tempo sia onesto abbastanza per giudicare chi lavora in modo serio e chi non. A parole siamo tutti bravi. Scegliere bene i clienti, come dice Raffaele, è un bell’inizio.

          • Anche questo è vero: a parole siamo tutti bravi. Io cerco sempre di volare basso, quando mi chiedono certezze sul lavoro del blogging non do mai risultati sicuri. perché sono infinite le variabili in gioco.

  2. Se un’azienda mi chiede risultati certi in termini di vendite, io personalmente gli chiedo di mostrarmi il piano di marketing, l’analisi swot, il piano economico finanziario, lo storico della società, chi sono i competitors il prodotto un analisi del prezzo ecc ecc. Noto che in Italia le Piccole Imprese all’80% non hanno questi strumenti stilati e quando vengono da me anche se molti imprenditori sono laureati, cadono dalle nuvole. Ora, se un’azienda inizia la promozione di un prodotto e del proprio brand senza la creazione di questi piani strategici come fa a chiedere la garanzia del risultato? Quando le aziende mi hanno dato questi strumenti ho garantito un risultato ovvero, un miglioramento in % sul numero di vendite, ma solo avendo questi dati alla mano è possibile farlo, senza di che parliamo? Complimenti sempre per l’articolo.

    • Grazie caro. A tutto questo si aggiungono i fattori esterni, la concorrenza ad esempio. Prevedere cosa può fare il competitor da qui a 6 mesi è difficile. Magari può cacciare la genialata e tutti i tuoi piani sono settati per quella situazione, per uno scenario che non esiste più. Insomma, io dico questo: diamo tranquillità e riferimenti al cliente, ma le certezze sono difficili.

  3. Penso che la chiave da tenere in considerazione è il prezzo che si ha a disposizione per il progetto.
    Personalmente se non riesco a fare qualcosa, ad esempio posizionare “Hotel a Milano” ho collaboratori esterni che mi aiutano a farlo, poi li pago e il cliente paga me. Stessa cosa se mi serve scrivere un articolo lo posso far scrivere da una collaboratrice che ho… ma se mi serve un pezzo scritto ad arti ci sono professionisti come Riccardo a cui posso rivolgermi.

    • Sicuramente il budget può fare la differenza. Se mi paghi con un lingotto ti posiziono per qualsiasi cosa 😀

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