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Ottimizzazione SEO delle categorie: guadagna posizioni su Google

Quali sono gli elementi indispensabili per una buona ottimizzazione SEO delle categorie? Come posizionarsi su Google e sfruttare queste pagine così importanti? Ecco i miei consigli.

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Questo è uno degli argomenti più controversi dell’ottimizzazione SEO on page: come migliorare le categorie e i tag per posizionare queste risorse. E prendere la prima pagina di Google. Sembra un’impresa epica, vero? Eppure molti portali riescono a ottenere grandi benefici da queste risorse.

Ottimizzazione SEO delle categorie

Tra questi posso citare gli e-commerce. Ma anche un blog WordPress può raggiungere buoni risultati. Io, ad esempio, sto lavorando a un obiettivo: lavoro online. Ho scoperto che la mia categoria è in seconda pagina per questa query molto competitiva. Quindi ho deciso di impegnarmi.

Voglio mettere in campo tutte le tecniche SEO on page per migliorare questa categoria. Così è nata l’idea: perché non scrivere un articolo in grado di riassumere tutti i passaggi utili per lavorare sull’ottimizzazione per i motori di ricerca delle categorie? Eccoti servito, qui trovi tutte le soluzioni.

Cosa sono le categorie di un blog

Per lavorare sulla SEO on page di questi elementi devi prima conoscerli. Cosa sono le categorie? Delle pagine che raccolgono altri contenuti. E che, quindi, si alimentano grazie alla tua attività organizzativa. Quando scrivi un articolo lo affidi a una categoria e aggiungi due o tre tag. Questo articolo, quindi, si ritroverà nelle pagine alle quali è stato assegnato.

Quindi le categorie sono archivi, nulla di più. Che si basano su una duplicazione di contenuti che può diventare problematica in qualche caso. Soprattutto quando non segui le buone regole che ho già elencato per creare le categorie: mai accavallare gli archivi. Che differenza c’è tra i tag webwriter, web copywriter, web writer e web writers? Nessuna.

L’unico beneficio di questo lavoro è che avrai 4 pagine uguali. Google potrebbe preferirne una e ignorare le altre: conviene avere un blog pieno di pagine inutili per i lettori e per i motori di ricerca?

Da leggere: come ottimizzare una pagina web

Partire dalla keyword research

Per lavorare sulla SEO on page delle categorie devi, prima di tutto, impostare uno schema per la creazione di queste tassonomie. Devi fare in modo che le categorie abbiano un senso, che siano utili al pubblico, con un interesse comprovato dall’analisi delle keyword. Così hai le spalle coperte.

Come sapere se una categoria avrà successo o meno? Durante il lavoro di piano editoriale puoi creare una rappresentazione dei contenuti attraverso una mappa mentale. Al centro c’è il topic principale. Nei primi nodi ci sono gli argomenti, definiti grazie a un lavoro di keyword research. Un esempio:

Blog dedicato alle scarpe da ginnastica

  1. Corsa
  2. Calcetto
  3. Tennis
  4. Boxe

Questo blog potrebbe avere 1.000 categorie, ma dall’analisi con i vari SEO tool sono arrivato a una conclusione. Questi termini hanno un maggior volume di ricerca, quindi un buon interesse da parte del pubblico. Poi hanno un CPC alto, ovvero monetizzano, e un gran numero di correlate. Ma anche di corrispondenze a frase. Dai uno sguardo alla schermata di Semrush per capire.

seo on page categoria

Semrush ci dice che lavoro online è ottimo.

Quest’ultimo punto è importante perché suggerisce uno sviluppo interessante sul calendario editoriale. La prova del nove: fai ricerche nei forum e in motori alternativi come Amazon, eBay e YouTube. Anche in questi portali c’è la funzione suggest e puoi ottenere le correlate di una determinata keyword.

In alternativa puoi usare keyword.io che guarda a fondo anche in questi archivi. Una volta individuati i nodi più redditizi puoi creare le tue categorie, degli archivi che rispondono a esigenze concrete.

Evita contenuti duplicati

Questo è il vero problema della SEO on page per le categorie. Google ama i contenuti unici, e le tassonomie nascono grazie alla raccolta di post. Quindi crei dei contenuti duplicati. E la cosa diventa ancora più grave se non rispetti queste regole che possono diventare un riferimento chiaro:

  • Non creare tag e categorie uguali come webwriting e web writing.
  • Evita significati simili tipo scrittura online e scrivere per il web.
  • Limita il numero di tag per ogni articolo a due o tre.
  • Ogni articolo in una categoria, eccezionalmente in due.
  • Non creare tag e categorie per un solo articolo.

Se crei varietà ed equilibrio tra le tassonomie non ci sono pericoli: puoi archiviare. Se crei un numero infinito di tag e categorie ridondanti rischi qualche problema. WordPress dice che non ci sono limiti al numero ti tag e categorie, io ti do questi riferimenti di base (non vincolanti e solo indicativi): una categoria per articolo, due o tre tag per post. Eccezioni? Sì ma he rimangano tali.

Ottimizzazione SEO on page

Migliorare il posizionamento di Google: una vera alchimia. Per portare una pagina web in alto nella serp non basta usare le keyword. però c’è da dire questo, ovvero che Google scannerizza ciò che pubblichi. E cerca di capire se è rilevante per una determinata ricerca. Qui i fattori SEO on page sono rilevanti perché devi far capire a Mountain View che ci sei. Ecco, quindi, i punti essenziali.

URL della categoria

Nel pannello principale per creare la categoria puoi decidere il permalink della pagina, ovvero l’URL. Scegli le parole che descrivono al meglio la risorsa, inserendo la keyword principale. Ricorda come deve essere un URL SEO friendly: semplice, leggibile, facile da ricordare e da pronunciare.

Tag title e meta description

Ecco l’elemento più importante dell’ottimizzazione SEO on page. Come migliorare il tag title? Il plugin WordPress SEO by Yoast permette di modificare questo campo: inserisci la parola chiave più importante, usa lo spazio per descrivere il contenuto e non superare le 60 battute.

Anche la meta description è decisiva. WordPress SEO by Yoast permette di inserire un testo utile per convincere le persone a cliccare. Ricorda che in questo caso non devi superare le 145 battute, più o meno. Usa pure la keyword ma ricorda che Google non usa questo campo per il ranking.

H1, H2 e H3

Il tag H1 è il titolo che inserisci nell’editor appena crei la tassonomia, quindi devi solo scrivere e pubblicare. Gli altri header, invece, possono essere inseriti nell’editor di testo che si trova sempre nella pagina per creare la categoria. Qui devi lavorare come in un qualsiasi post WordPress.

Testo aggiuntivo

L’aspetto decisivo di questo passaggio: aggiungere testo alla categoria. Testo unico, non duplicato. In questa fase puoi lavorare come se stessi scrivendo un vero e proprio articolo: nella maggior parte dei casi hai a disposizione un vero e proprio editor di testo. Quindi puoi inserire paragrafi, H2 e H3, immagini, link di approfondimento e video. Tutto però dipende dal tema WordPress.

Ottimizzazione SEO on page

In alternativa puoi usare un plugin molto utile: Enhanced Category Pages. Con questa estensione puoi creare delle vere e proprie pagine personalizzate per migliorare le categorie e aggiungere del testo.

Immagini SEO

Anche se le immagini sono presenti perché vengono prese dai post, ti consiglio di inserire un visual per la pagina in questione. Quindi devi usare gli accorgimenti per ottimizzare un’immagine lato SEO: testo alternative, nome file, title ed eventuale didascalia. Ricorda anche l’importanza della velocità di caricamento della pagina: devi comprimere la foto per renderla più leggera.

La risorsa: 3 plugin per ridurre il peso delle immagini online

Link interni ed esterni

Come qualsiasi altra pagina web, anche le categorie devono ricevere un buon lavoro di link. Sia interni che esterni. Oltre a inserire la categoria nella barra di navigazione puoi aggiungere il collegamento della tassonomia nel testo, con un anchor text rappresentativo e SEO friendly.

D’altro canto puoi lavorare anche sui link in entrata, i famosi backlink da fonti esterne. Come ben sai questa è una buona attività SEO off page, e come sempre devi lavorare sodo per ottenere ottimi risultati. Il mio consiglio: trasforma la tua categoria in una risorsa imprescindibile, proponila come firma in qualche guest post ma senza forzare la mano. Non è facile ottenere link a una categoria.

Sitemap

Assicurati che la sitemap del tuo blog comprenda anche le categorie. Se lavori con il file creato da WordPress SEO by Yoast come faccio io non hai problemi. In automatico, infatti, hai un file XML con i link alle principali risorse. Che comprendono anche le pagine dei tag e delle categorie.

Sitemap categorie

Posso posizionare anche i tag?

Da un punto di vista tecnico non c’è differenza tra tag e categoria: sono due pagine gerarchicamente indipendenti. Solo che la prima è un’etichetta, la seconda è un contenitore. Almeno dal punto di vista teorico. Quindi la categoria è generica, il tag è specifico: la categoria è quella che racchiude tutti i post legati al social media marketing, il tag etichetta quelli che affrontano il tema Facebook.

Per questo, almeno in base alla mia esperienza, è molto difficile lavorano con i tag: rischiano di rispecchiare delle query praticamente impossibili come Facebook, Google, Twitter. Ma tutto riguarda la scelta a monte: nulla ti vieta di essere specifico nelle categorie e generico nei tag.

Questione di impostazioni di base, regole non scritte e suggerimenti. Io però seguo questa linea: la categoria si occupa della materia (tipo il social media marketing) e il tag descrive in modo trasversale e specifico. Ogni caso organizza bene le tassonomie e non lasciarle in noindex.

Da leggere: come scrivere un articolo in ottica SEO

Metto in noindex le categorie?

Molti decidono di non indicizzare queste risorse, ma è un errore. Se organizzate, le tassonomie possono diventare una fonte di traffico. Se invece hai fatto pasticci (e, come molti, hai usato i tag pensando di aggiungere le parole chiave con le quali ti volevi posizionare) forse è meglio deindicizzare.

In ogni caso è un argomento delicato, dovresti farsi seguire da un SEO e da un webmaster per lavorare nel miglior modo possibile. E assicurarti, prima di deindicizzare le risorse, di non avere alcun traffico o beneficio dalle pagine in questione. Se non è così rischi dei contraccolpi.

Come deindicizzare tag e categorie? Puoi usare il robots.txt ma WordPress SEO by Yoast ti dà una mano: nella sezione avanzata di ogni pagina c’è un box che consente di aggiungere noindex e nofollow alla risorsa in questione. Oppure puoi deindicizzare in massa nella sezione meta tag delle tassonomie. In ogni caso ti consiglio di operare in questa direzione solo se sai cosa stai facendo.

Stai lavorando sulle categorie?

Operare al meglio su queste pagine è importante. Fare una buona search engine optimization ti consente di raggiungere obiettivi interessanti in termini di posizionamento. Ma una pagina categoria capace di seguire questi punti è più utile anche al pubblico. Quindi i vantaggi sono ancora più evidenti, non credi? Tu stai lavorando in questa direzione? Lascia la tua opinione nei commenti.

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

8 Comments

  1. Non avendo ancora dalla mia conoscenze clamorose sul tema preferisco sempre mettere il noindex alle categorie. Sto comunque studiando per ottimizzarle al meglio e spero di sbloccare presto la situazione, ahime è un discorso mooolto delicato. Voglio dire, a fare il pasticcio ci si mette poco… 🙂

    • Sai, io non sono d’accordo con questo discorso. Soprattutto con le categorie è difficile fare danni quindi conviene tenerle indicizzate. I tag sono più a rischio, soprattutto all’inizio quando i blogger li confondono con le parole chiave. Ma in ogni caso un lavoro di pianificazione risolve tutto.

  2. Ciao Riccardo, ti ringrazio per questa utile guida! Ho trovato spunti molto interessanti che mi aiuteranno in fasi delicate come la scelta del titolo seo wordpress o degli h1,h2, h3 che sicuramente metterò subito in pratica 😉
    Alla prossima!

    • Ciao Alessia, grazie per il tuo commento. In effetti anche nel lavoro svolto sulla categoria è utile avere dei riferimenti chiari quando si scelgono i titoli seo. In questo modo puoi dare indicazioni chiare al motore di ricerca e alle persone che ti leggono.

  3. “Soprattutto all’inizio quando i blogger li confondono con le parole chiave.”
    Eccomi, presente!! =D
    Una soluzione per indicizzare i tag può essere quella di renderli molto specifici? Quindi non “Facebook”, che é generico, ma “post facebook” o “Facebook ADS”? Ciao e complimenti!

    • Sicuramente questa è una soluzione migliore. Anche se non sempre i tag devono essere motivo di attenzioni SEO. Nel senso, puoi avere anche un tag Facebook perfettamente inutile lato SEO che che puoi usare per mostrare al pubblico tutto quello che fai rispetto a questo tema.

  4. Buongiorno, grazie mille per questa utile guida. Io avrei una domanda: se le categorie del blog alla fine sono uguali alle pagine dei prodotti? O meglio se nel mio sito ho una pagina dedicata alle sedie e delle sottopagine per le sedie per cucina, sedie per camerette.. e nel blog come categorie la stessa suddivisione, cosa è meglio fare? Io metterei un noindex alle categorie del blog ma non so se potrebbe funzionare….

    • Guarda, questa è una questione delicata e non mi sento di dare consiglio su questo tema. In linea di massima sono d’accordo con te: mettere in noindex le categorie e lasciare emergere le pagine del sito. Però ci vorrebbe un’analisi SEO per confermare.

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