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Come condividere i post Google Plus su altri social

Ok, è tutto chiaro: Google Plus governerà il mondo.

Scendo un po’ d’intensità? Certo, meglio che mi dia una regolata. Io ho sempre puntato su Google Plus, e nella mia tradizione editoriale ho speso parole generose nei confronti di questa piattaforma.

Prima Google Plus era una città fantasma, vero? Poi i risultati privati invadono la serp, i post Google + delle persone che hai inserito nelle cerchie arrivano nei risultati di ricerca, la social search diventa realtà e…. booom, viva Google Plus.

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Authorship: per molti ma non per tutti

Hai aperto un blog? Bene, cosa fai? Implementi l’authorship. Prima ancora di inserire il codice di Google Analytics e del Webmaster Tool. Prima ancora di scrivere un post o una pagina.

Segui tutti i passaggi per confermare l’authorship perché ti permette di attribuire un nome, un cognome e un viso ai contenuti. Incrociandoli con la tua presenza su Google Plus.

Se implementi l’authorship metti le carte in chiaro con Google. E questa è una cosa buona.

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Vuoi vedere che Google è diventato intelligente?

A volte lanci una ricerca su Google per vedere come si muove la situazione nelle serp. Magari scopri qualcosa di interessante. E così è stato. Ho digitato l’acronimo SEO nella barra di ricerca e ho aspettato il risultato.

seo

Una ricerca con query “SEO”

Noti qualcosa di strano? Io sì. Al quinto posto, dopo le invincibili pagine di Wikipedia e Google dedicate all’ottimizzazione per i motori di ricerca, c’è un risultato anomalo.

C’è il sito della Sponsors for Educational Opportunity.

Io mi aspettavo una pagina zeppa di siti e blog dedicati alla Search Engine Optimization. E invece salta fuori questo programma scolastico per giovani provenienti da comunità svantaggiate.

Possibile che sia così ottimizzato da battere mostri sacri della SEO (quella che ci interessa a noi, intendo)? Cosa vuol dire?

Due opzioni: è riuscita a fare un lavoro fantastico con questa keyword; Google è diventato intelligente, ha capito che non esiste un unico significato per una keyword. E che deve diversificare i risultati per dare una qualità superiore alla serp.

Questa la mia opinione da non esperto SEO. Secondo te? È così strano trovare un risultato simile, oppure il mio stupore è meravigliosamente immotivato?

Lascio la parola a te, che ne sa più di me.

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Come individuare i bisogni del tuoi lettori con Google

Sabato 23 marzo ho seguito la prima parte del Web Update. Mi è rimasta impressa una frase che racchiude una grande verità: colpire i bisogni è l’arte del marketing (clicca per retweettarla).

google

Colpisci i bisogni dell’utente. Soddisfali. Se il tuo prodotto è l’articolo di un blog, concentrati sulle domande che si pongono i potenziali lettori. Facile a dirsi, difficile da mettere in pratica?

Così dicono, ma adesso ti descrivo la mia strategia per capire i bisogni dei lettori.

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Cosa si nasconde dietro la morte di Google Reader?

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, e gli effetti sono stati devastanti per la mia psiche: Google Reader chiuderà il 1 luglio 2013. Il feed reader di Mountain View rientra nelle pulizie di primavera di Google, e troverà riposo insieme ad altre applicazioni semi-sconosciute.

google reader

Google Read non è l’unico feed reader in circolazione. Ma io credo che perdita di Google Reader sia un evento da analizzare con cura. Un evento da non sottovalutare. Ora ti spiego perché.

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