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Parlare in pubblico: un passaggio necessario?

Nel libro “Etno Blogging” lo sottolineo a chiare lettere: puoi lavorare nel tuo orticello e scrivere ottimi articoli, ma se vuoi diventare un punto di riferimento devi mostrarti. Devi parlare in pubblico.

Parlare in pubblico

Devi scendere in piazza come fanno i grandi leader: la presenza fisica ha un valore diverso, è un messaggio chiaro per la massa. Gli esseri umani hanno bisogno di persone in grado di mostrarsi in pubblico e di comunicare con semplicità ed efficacia. Questo vale anche per te, vale anche oggi.

Nonostante internet, grande connettore del XXI secolo. Puoi comunicare con tutti, in qualsiasi momento. Basta scegliere il nome del tuo blog e iniziare a scrivere. Perché parlare in pubblico ed esporti? Le persone vogliono ascoltare la tua voce, guardarti in faccia e metterti alla prova.

Quando parli in pubblico sei solo davanti alla folla. Devi mostrare il tuo coraggio, le tue carte migliori. Qui devi essere oratore e convincere la platea: è la prova definitiva, è l’ostacolo da superare.

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Ecco perché (forse) non accetterò più il lavoro dipendente

Meglio il lavoro dipendente o essere libero professionista? Un paio di giorni fa ho scritto una articolo dedicato alla vita da freelance e alle necessità di un libero professionista del web costretto tra le quattro mura domestiche. Costretto, hai letto bene. Lavorare a casa non è per forza un vantaggio.

lavoro dipendente

Devi superare una serie di difficoltà collegate alla condizione casalinga. Ci sono nonne, mogli, mariti, figli zie zitelle, mamme… Sei sempre quello che sta a casa, e che quindi può occuparsi della lavatrice. O della cucina. Perché in fin dei conti sta lavorando. Ma che ti costa fare un piacere?

Niente, però lo stress si fa sentire. Meglio andare in ufficio tutti i giorni? Dopo 5 anni di lavoro freelance per me sarebbe difficile tornare dietro a una scrivania. Ci sono dei motivi profondi che mi spingono verso questa decisione, motivi che ho deciso di mettere su carta proprio oggi.

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Lavorare sul web: 6 consigli per iniziare con il piede giusto

Prima un’email, poi un commento e infine una discussione sui social: in questi giorni mi sono imbattuto in tre situazioni differenti dedicate a un unico argomento, ovvero come iniziare a lavorare sul web. Un tema avvincente, vero? Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai già un interesse.

Sei sulla buona strada, leggere un blog del settore fa sempre bene. Cosa significa per te lavorare sul web? Perché hai deciso di intraprendere questa strada? E, soprattutto, cosa vuol dire “iniziare”? Spesso si tratta di ricominciare, o magari di reinventarsi partendo da qualcosa che hai già costruito.

lavorare su internet

Purtroppo – opinione personale e contestabile – molti vedono il lavoro online come un ripiego. Le cose si sviluppano così: “Non trovo il posto in banca? Va bene, so scrivere e mi piace Facebook: mi hanno detto che posso diventare un blogger e guadagnare pubblicando articoli su internet”.

E ti hanno detto male. Molto male.

La vita è strana e spesso scopri un mondo professionale per caso. Ti avvicini a un lavoro per curiosità, per passione: prima è un hobby, poi diventa un impegno a tempo pieno. Ci sono mille combinazioni ma la strada del ripiego, combinata a quella del guadagno facile, non la concepisco.

Anzi, la rigetto con forza. Lavorare sul web è sinonimo di impegno e dedizione. Facebook non è l’albero della cuccagna, i blog non sono il tuo bancomat personale, le recensioni a pagamento sono un’arma a doppio taglio. Vuoi lavorare sul web? Ecco 6 consigli per iniziare con il piede giusto.

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Lavorare da casa: piccola guida per sopravvivere

Lavorare da casa vuol dire essere baciati dalla fortuna. Proprio ieri ho affrontato il tema dei luoghi comuni nel mondo del blogging e oggi inizio l’articolo con uno stereotipo difficile da snidare. Prima lo chiamavano telelavoro, oggi si tratta di smart working, ma alla fine la sostanza è la stessa.

Lavorare da casa

È passato il tempo dell’ufficio e della scrivania. L’azienda deve snellire le spese, ma al tempo stesso non può rinunciare alla forza lavoro. Una fonderia deve riunire i dipendenti in fabbrica, una web agency può sfruttare il concetto di smart working e massimizzare il rapporto spese/produttività.

Sì perché il lavorare a casa è pensato come un beneficio per tutti gli attori: evitare uno spostamento di decine (a volte centinaia) di chilometri e permettere al singolo di lavorare in un ambiente familiare vuol dire migliorare la qualità del lavoro. Questo è vero per il dipendente ma soprattutto per il freelance.

Il freelance, infatti, spesso è costretto a lavorare da casa. Per molti questa è una condizione da favola, ma il telelavoro comporta delle difficoltà che vengono ignorate da chi deve andare in ufficio ogni giorno. I vantaggi ci sono ma non mancano i lati negativi. Ecco perché hai bisogno di questa guida.

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9 luoghi comuni del blogging da smantellare immediatamente

I luoghi comuni sono spettacolari. Sono come gli squali, geneticamente perfetti. Non hanno bisogno di evolversi, possono sopravvivere al nodo del tempo per ripresentarsi all’improvviso.

Hanno un unico obiettivo: avvelenare la tua evoluzione. Il luogo comune avvilisce il tuo punto di vista. E lo fa nel modo più subdolo possibile, attraverso delle visioni semplificate della realtà.

luogo comune

Questo è il punto che devi prendere in considerazione: il mondo è ricco di biforcazioni, nicchie, cavilli. La realtà è complessa e spesso la nostra mente non è in grado di affrontarla. Non può afferrare la complessità che ci circonda. Quindi cerca delle scorciatoie mentali.

Questo avviene nel mondo del web marketing, e chi fa blogging può confermare senza indugi: i luoghi comuni avvelenano anche questo settore. Quando parli con un collega o con un cliente è facile imbattersi in uno stereotipo, in una banalizzazione della professione. Qualche esempio? Nella mia esperienza professionale ne ho ascoltati diversi: ecco una raccolta minima.

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