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Norman Atlantic e La Repubblica: citizen journalism all’Italiana?

C’è una nave nel Mediterraneo, una nave italiana – la Norman Atlantic – partita da un porto greco e diretta ad Ancona. All’improvviso l’incendio, e questa nave diventa una trappola infernale per circa 500 passeggeri. E La Repubblica che fa? Manda questo tweet:

Apriti cielo. I commenti sono arrivati in un baleno e hanno condannato (quasi) all’unanimità il tweet del quotidiano. In alcuni casi con toni da santa inquisizione: “Vergogna, fate schifo, la gente muore e voi pensate a Twitter, magari ti mando un selfie…”.

Addirittura vergogna. La Repubblica dovrebbe provare vergogna per aver chiesto ai passeggeri della Norman Atlantic di mandare notizie. Quindi, in un certo senso, di mettere in pratica il cosiddetto citizen journalism. Ma è davvero questo il senso?

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[Prima parte] I migliori articoli del 2014

Tempo di feste, tempo di cenoni. Tempo di somme tirate che danno il senso a quello che hai fatto. Non mi piace valutare in poche parole un intero anno, ma è un atteggiamento tipico del nostro essere.

blog

Ci piace giudicare in poche battute un insieme articolato. Ci piace la sintesi, la somma, il risultato. Fa parte della nostra essenza. Ecco perché oggi, pur non credendo nella sintesi selvaggia, voglio pubblicare la prima parte di questa rubrica: i migliori articoli firmati My Social Web del 2014.

La seconda parte la pubblicherò la settimana prossima, in occasione dei primi giorni dell’anno. Per ora ti auguro una buona lettura e una buona digestione. E, ovviamente, un Buon Natale appena passato.

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Rinnova, diversifica e non mollare mai

Il 1 dicembre ho pubblicato un articolo legato alla situazione delle partite IVA e del lavoro freelance. Ho intercettato il malumore di tanti professionisti, e mi fa piacere sapere di non essere solo in questa battaglia. Però non voglio comunicare un pensiero negativo.

lavoro freelance

C’è ancora speranza perché il freelance ha una carta preziosa da giocare. Il freelance può muoversi come un imprenditore e ottimizzare la sua attività in base alle esigenze del pubblico e alle singole priorità.

Magra consolazione, lo so. Ma per continuare la tua attività come freelance le lamentele servono a poco. Maledire la realtà e puntare il dito verso l’attività di governo serve ancora meno.

Quello che può essere utile, invece, è una riflessione sul tuo business model, sul tuo modo di intendere il lavoro freelance. Mi collego con quello che ho detto il 1 dicembre e approfondisco individuando 3 punti fondamentali della tua attività:

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Partita IVA e mondo freelance: evoluzione o estinzione

Arriva la data tanto attesa: il 1 dicembre ogni partita IVA deve versare la 2° rata di acconto IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche. E questo vale anche per chi opera nel regime dei minimi.

Hai messo da parte il denaro? Ogni volta che arrivano queste scadenze c’è un pensiero che aleggia nella mia testa, una riflessione che mi porto dietro: quale sarà l’evoluzione del lavoro freelance?

Sì perché questo ritmo non è più sostenibile. Il periodo della partita IVA con il regime dei minimi è utile, però adesso le novità rischiano di tagliare le gambe a molti lavoratori.

Le principali novità per le nuove partita IVA con il regime dei minimi: il limite passa da 30.000 a 40.000 euro l’anno e l’aliquota IRPEF dal 5 al 15% (fonte). Meglio? Peggio? Non lo so.

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L’Italia non ama il web

Questo è un post diverso dal solito, lo hai capito.

Questo è un post che non elenca trucchi e consigli ma lascia spazio a uno sfogo personale. Uno sfogo che ha origini lontane, ma che trova la sua valvola nella notizia che ho letto su Il Corriere: la via crucis del sito Italia.it è quasi finita.

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Il sito Italia.it

Il direttore di Italia.it, il portale che doveva rappresentare il nostro paese, si è dimesso. Si avvicina la chiusura del sito, ma c’è un problema: quella baracca è costata agli italiani 20 milioni di euro.

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