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Chi non è stato cugggino scagli la prima pietra

La storia del cugggino ogni tanto si affaccia nelle conversazioni. I professionisti temono l’arrivo delle nuove leve e cercano di compattare la vecchia guardia. In che modo? Creando il fronte antagonista delle persone che improvvisano e cercano di conquistare nuovi clienti ottimizzando il prezzo.

cugggino

O meglio, regalando il lavoro. I risultati, però, lasciano a desiderare. Ed ecco che entra in campo la polemica: chi si affida al cugggino non ottiene i risultati sperati, butta a mare i soldi, rischia di danneggiare il proprio sito web o il brand. Le combinazioni sono tante e i pericoli si moltiplicano.

Ed è giusto. Un SEO, ad esempio, non può improvvisare: rischia di danneggiare il sito web. Stesso discorso vale per il social media manager e per il copywriter. Senza dimenticare la figura del blogger. Ogni lavoro ha le sue responsabilità, non operiamo a cuore aperto ma ci sono dei rischi da affrontare.

Dei rischi che il cugggino ignora. Continua a condire il web con errori e servizi sottocosto. Tutto questo ti fa rabbia? Non dovrebbe, perché in fin dei conti anche tu hai attraversato questa fase. Anche tu sei stato cugggino e hai attirato l’ira di quelli che all’epoca erano dei professionisti fatti e finiti.

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Stili di vita e cattivi compagni: la campagna del #fertilityday è praticamente perfetta

Ricordi il #fertilityday? Per la campagna a favore delle nascite sono state selezionate una serie di grafiche che avevano un unico obiettivo: colpevolizzare chi ha deciso di non avere figli. Senza considerare che forse c’è chi non può creare una famiglia per questioni economiche. Ma questo è solo un esempio dei problemi legati a questa comunicazione infelice. Tanto che è stata ritirata.

fertilityday

Cioè è stata annullata la distribuzione di questi lavori, non la campagna dedicata al #fertilityday. Infatti ieri il Ministero della salute ci ha riprovato. E ha condiviso un opuscolo che sintetizza il concetto.

Vuoi essere una persona fertile? Evita brutte abitudini. Chiaro, se frequenti il giro di Mark Renton e di Trainspotting qualche problema potresti averlo. Non metto in dubbio i problemi legati a uno stile di vita nichilista. Ma il Ministero della salute, capitanato da Beatrice Lorenzin, ha fatto un passo avanti.

Ha pensato di promuovere un documento per aiutare le persone a capire qual è il limite. E ha distribuito (por poi toglierlo dopo poche ore) un opuscolo con una copertina interessante. Da analizzare a fondo per arrivare a una conclusione: sono dei geni della comunicazione. Ora ti spiego perché.

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Quando manca il genio di scrivere

A Napoli si dice così: non ho genio. È un’espressione tipica, la usano giovani e anziani. Può essere tradotta in modi diversi ma la più giusta potrebbe essere legata all’assenza di volontà. Non ho voglia, nun teng genij. Pero aspetta, il genio in questo ambito non è semplicemente la voglia.

Come spesso accade con il dialetto napoletano i termini hanno mille sfumature. E sono impossibili da tradurre con un’unica parola. Il genio non è solo la volontà: si tratta dell’estro, del desiderio, della scintilla che ti permette di fare un buon lavoro. Manca quel pizzico di arte che fa la differenza.

Quando manca il genio di scrivere

Quante volte avrò detto una cosa del genere nella mia carriera di web writer? non ho genio di scrivere, nun teng genij. E questo è un problema per chi lavora con la scrittura perché se manca la passione (se manca il genio) i risultati sono miseri. E non solo per il copywriter o per il creativo.

Non esiste differenza in questo caso. Dal correttore di bozze allo scrittore di favole, quando manca il genio di scrivere tutto diventa più difficile. Il blocco dello scrittore si affaccia con prepotenza, l’anima si fa pesante, la mano si inchioda sulla tastiera. E si chiude il rubinetto dei pensieri.

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#fertilityday: perché tutto questo è terribilmente sbagliato?

La storia del #fertilityday è questa: il ministro della salute Beatrice Lorenzin vuole avviare una campagna a favore delle nascite. Perché l’Italia è un paese con un tasso di natalità imbarazzante. Molto basso. Questa non è una cosa buona, non lo è per lo stato e non lo è per la società.

#fertilityday

Quindi, perché non istituire il #fertilityday e far partire una campagna social per sensibilizzare la popolazione? Si può fare, la giornata della fertilità è fissata: 22 settembre. Annunciamo la cosa sui social? Certo, ma attenzione che questo è un territorio scivoloso: stiamo parlando di argomenti minati. Continue Reading

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Il social web non è democratico

Pochi giorni fa ho incrociato la storia di Julius Yego, un atleta che sfiderà altri sportivi durante le olimpiadi di Rio. Il suo sport è il lancio del giavellotto, ma non ha iniziato a scagliare dardi durante il college o nei circoli raffinati di atletica: Julius ha trovato grande supporto su YouTube.

social web

È come se vincessi il Nobel per la letteratura dopo aver letto un ebook gratuito dedicato allo storytelling. Beh, forse non è proprio questo il paragone giusto ma la sintesi è simile. Julius parte da una situazione svantaggiata, vive nelle campagne del Kenya e non può allenarsi.

Però trova ispirazione e notizie su YouTube. Il nostro eroe fa centro, raggiunge lo scalino più alto (anche) grazie al social web, ai video caricati su YouTube. E guardo il suo esempio con ammirazione perché sintetizza l’approccio da seguire per trarre vantaggi dalla rete oggi, qui e ora.

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