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Il personal branding della critica

Conosci il critico professionista? Non parlo del troll che attraversa il web con profilo anonimo e che mina la tua serenità: mi riferisco al personaggio con un’identità chiara e un progetto preciso.

critiche

Cito questo comportamento nei commenti di uno status su Facebook: Rudy Bandiera descrive il mondo di Chiara Ferragni su Snapchat, e ragiona sulle possibili divisioni del pubblico. C’è chi l’apprezza, chi la ignora e chi la critica. Magari insultandola e utilizzandola come sintesi delle proprie frustrazioni.

“Vai a lavorare, trovati un lavoro, esci come me da casa alle 6 di mattina…” sono un assaggio delle possibili accuse rivolte a Chiara Ferragni. Questa è la voce del popolo, una voce che viene incanalata e sfruttata a dovere dal critico professionista. Ovvero un catalizzatore di negatività allo stato brado.

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I dipendenti devono aver paura del cambiamento?

Ieri ho letto un articolo su Fanpage dedicato all’intervento di Francesco Starace. L’amministratore delegato di Enel era ospite della LUISS, il nido della classe dirigente, e stava affrontando l’argomento del rinnovo all’interno dell’azienda. Come portare il seme della novità in una grande realtà?

Le parole di Francesco Starace sono dure. Ci sono gruppi di dipendenti refrattari al cambiamento? “Ci vogliono i cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità sproporzionata (…), creando quindi malessere all’interno dell’organizzazione dei gangli che si vuole distruggere”.

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Come aumentare i clienti: 3 consigli strategici

Come aumentare i clienti? Mi occupo spesso di questo tema: racconto la mia esperienza, la mia vita quotidiana, i dubbi e le esperienze che faccio ogni giorno. Ho la risposta a tutto? No, mi sembra chiaro, anche io ho mille dubbi da affrontare, a volte è proprio la risposta che manca.

A volte, invece, la soluzione è chiara ma difficile da prendere. Quella del libero professionista con partita IVA è una condizione spinosa ma affascinante. Ecco perché continuo (e continuiamo) a lavorare con queste condizioni. Ovvero con una pressione fiscale infinita, davvero fastidiosa.

Cosa puoi fare per cambiare la situazione? Di certo non puoi ignorare le tasse, lo Stato ha mezzi convincenti per costringerti a pagare. Puoi migliorare il tuo business, questo sì. Cosa fare per guadagnare di più a parità di tempo lavorativo? È chiaro che ci siano mille voci differenti.

Una delle più interessanti è quella di Marco Montemagno che ieri ha pubblicato un video interessante: come avere la fila di clienti fuori dalla porta. Titolo provocatorio? Headline vicina al click baiting?

No, riprende il concetto espresso dal libro “Oversubscribed” che sembra davvero interessante: non combattere per i clienti ma fa in modo che siano loro a combattere per averti. Cosa possiamo imparare da questo lavoro? Ho declinato i punti di Montemagno in base alla mia esperienza.

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Parlare in pubblico: un passaggio necessario?

Nel libro “Etno Blogging” lo sottolineo a chiare lettere: puoi lavorare nel tuo orticello e scrivere ottimi articoli, ma se vuoi diventare un punto di riferimento devi mostrarti. Devi parlare in pubblico.

Parlare in pubblico

Devi scendere in piazza come fanno i grandi leader: la presenza fisica ha un valore diverso, è un messaggio chiaro per la massa. Gli esseri umani hanno bisogno di persone in grado di mostrarsi in pubblico e di comunicare con semplicità ed efficacia. Questo vale anche per te, vale anche oggi.

Nonostante internet, grande connettore del XXI secolo. Puoi comunicare con tutti, in qualsiasi momento. Basta scegliere il nome del tuo blog e iniziare a scrivere. Perché parlare in pubblico ed esporti? Le persone vogliono ascoltare la tua voce, guardarti in faccia e metterti alla prova.

Quando parli in pubblico sei solo davanti alla folla. Devi mostrare il tuo coraggio, le tue carte migliori. Qui devi essere oratore e convincere la platea: è la prova definitiva, è l’ostacolo da superare.

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Ecco perché (forse) non accetterò più il lavoro dipendente

Meglio il lavoro dipendente o essere libero professionista? Un paio di giorni fa ho scritto una articolo dedicato alla vita da freelance e alle necessità di un libero professionista del web costretto tra le quattro mura domestiche. Costretto, hai letto bene. Lavorare a casa non è per forza un vantaggio.

lavoro dipendente

Devi superare una serie di difficoltà collegate alla condizione casalinga. Ci sono nonne, mogli, mariti, figli zie zitelle, mamme… Sei sempre quello che sta a casa, e che quindi può occuparsi della lavatrice. O della cucina. Perché in fin dei conti sta lavorando. Ma che ti costa fare un piacere?

Niente, però lo stress si fa sentire. Meglio andare in ufficio tutti i giorni? Dopo 5 anni di lavoro freelance per me sarebbe difficile tornare dietro a una scrivania. Ci sono dei motivi profondi che mi spingono verso questa decisione, motivi che ho deciso di mettere su carta proprio oggi.

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