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La grande illusione del blog: non basta saper scrivere

La grande illusione. Proprio così. Io lavoro in questo campo e devo tutto al blog, proprio per questo mi sento in dovere di essere critico: spesso le persone si illudono, perdono di vista il contatto con la realtà. E credono che basti creare un blog per ottenere buoni risultati. Un po’ come ai tempi dell’università: acquistare i libri dell’esame ti dava già la sensazione di aver fatto un passo avanti.

In realtà stai solo mettendo i primi mattoni per costruire un palazzo. Hai il punto di partenza. Ma non basta aprire un blog e scrivere per guadagnare. Perché avviene tutto questo? Qualcuno ti ha detto che il web è una strada giusta per monetizzare. Quindi hai deciso di dedicarti al blogging.

Come? In che modo? La mia esperienza personale è abbastanza critica su questo punto. Molte persone, infatti, vogliono creare un blog gratis e guadagnare. Questa è la massima aspirazione. Avere ma non dare, raccogliere senza impegnarsi. Perché l’informazione superficiale fa brutti scherzi.

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Riprenditi il diritto di scrivere solo per te

Spesso questa domanda emerge dai meandri dei forum: esiste la scrittura SEO oriented? In questi casi ho sempre paura di rispondere. Non voglio ferire e infrangere aspettative precise: conosco un unico modo per scrivere, ed è quello che ti consente di soddisfare le esigenze del pubblico.

Rispondi ai dubbi senza fare economia di sapere, questo è il modo migliore per ottenere buoni risultati sui motori di ricerca. Sul serio. Poi ci sono delle regole da rispettare, dettagli che possono fare la differenza come quelli che riguardano il tag title e l’ottimizzazione SEO delle immagini.

Ma la sostanza è nella strategia. La differenza si trova nella visione d’insieme, nella tua capacità di organizzare i pezzi di un puzzle molto grande. Il testo è solo la protesi finale per raggiungere l’obiettivo, ma la scrittura non è solo tecnica. C’è anche la tua anima che esige attenzione.

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Come nuotare in un oceano di copioni

Molti amici continuano a non condividere il mio modo di gestire il blog. Cioè, non criticano la qualità dei contenuti o il ritmo delle pubblicazioni ma la mia generosità. “Riccardo, amico mio, tu condividi troppo. Poi gli altri ti copiano e diventano professionisti con le tue conoscenze”.

copioni

E poi scrivono articoli. Tanti articoli. Basta un’idea condivisa per riciclare il tutto e attirare lettori con idee rubate. Quindi? Quale sarebbe la soluzione? Non condividere? Scrivere di meno? Pubblicare i contenuti solo per chi è iscritto alla newsletter? No, io non seguirò mai questo stile.

La condivisione della conoscenza deve essere al centro della pubblicazione. L’ho sottolineato in questo post: come cambia la scrittura online? È impossibile e inutile riciclare le informazioni che raccogli in rete. Devi dare il tuo contributo, devi regalare un motivo in più per seguire il tuo blog.

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Il lavoro più bello del mondo

Una riflessione che ho intavolato su Facebook e che voglio riportare qui, sul mio blog: qual è il lavoro più bello del mondo? Il mio? O quello che si trova dietro l’angolo? Non so, potrebbe essere un’idea.

Il lavoro più bello del mondo

Abbandonare tutto per ricominciare. Hai pensato al tuo ruolo tra i professionisti del web? Io spesso. Mentre molti cercano di combattere il cugggino di turno, io lancio una sfida a me stesso: affrontare il desiderio di cambiare vita, mettere in discussione la bellezza di lavorare come webwriter.

Sì, ogni tanto sogno di fare – la butto così – il salumiere o il bigliettaio. Oppure quello che presidia il botteghino della metro e fa finta di guardare i monitor. Voglio un lavoro non impegnativo da un punto di vista mentale. E che mi impedisca di pensare. Niente sforzo cognitivo, solo presenza fisica.

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Chi non è stato cugggino scagli la prima pietra

La storia del cugggino ogni tanto si affaccia nelle conversazioni. I professionisti temono l’arrivo delle nuove leve e cercano di compattare la vecchia guardia. In che modo? Creando il fronte antagonista delle persone che improvvisano e cercano di conquistare nuovi clienti ottimizzando il prezzo.

cugggino

O meglio, regalando il lavoro. I risultati, però, lasciano a desiderare. Ed ecco che entra in campo la polemica: chi si affida al cugggino non ottiene i risultati sperati, butta a mare i soldi, rischia di danneggiare il proprio sito web o il brand. Le combinazioni sono tante e i pericoli si moltiplicano.

Ed è giusto. Un SEO, ad esempio, non può improvvisare: rischia di danneggiare il sito web. Stesso discorso vale per il social media manager e per il copywriter. Senza dimenticare la figura del blogger. Ogni lavoro ha le sue responsabilità, non operiamo a cuore aperto ma ci sono dei rischi da affrontare.

Dei rischi che il cugggino ignora. Continua a condire il web con errori e servizi sottocosto. Tutto questo ti fa rabbia? Non dovrebbe, perché in fin dei conti anche tu hai attraversato questa fase. Anche tu sei stato cugggino e hai attirato l’ira di quelli che all’epoca erano dei professionisti fatti e finiti.

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