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L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro (gratuito)

Il Ministro del Lavoro Poletti è tornato sulle pagine dei quotidiani a causa delle sue dichiarazioni sul lavoro. Il ministro, infatti, da qualche tempo propone la sua idea: stage non retribuiti d’estate per aiutare i giovani a capire cosa è il lavoro. Meglio in azienda che a spasso per la città.

Dal fondo si alza una voce: “A Pole’ ma vacci te a lavora’ gratis”.

Poletti incalza: “Gli stage lavorativi possano essere fatti anche d’estate se è una scelta volontaria”. Quindi nessun obbligo, ma una possibilità per i giovani. Queste dichiarazioni (Ansa) hanno sollevato una polemica infinita. Anche Fiorella Mannoia ha risposto via Facebook a Poletti dividendo la platea.

“Ma andate a lavorare voi che da una vita vivete con lauti stipendi pagati da noi. Andateci voi a fare volontariato. Il lavoro si paga!”. Il lavoro si paga. Poletti vuol far lavorare i ragazzi gratis, il mondo intero si alza con forza e sbatte i piedi. Chi ha ragione secondo te? Poletti è il nuovo Barbablù?

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14 consigli per affrontare il lavoro freelance senza impazzire

Hai sempre sognato di diventare freelance. Tutti ti parlavano del posto fisso, del lavoro al Comune o alle Poste. Della grande azienda. Tu invece avevi in mente questa frase: padrone di me stesso.

Ripeti con me: padrone di me stesso. Cosa significa questa formula? Molti la vedono come un vanto, come un fregio da mostrare sulle bacheche di Facebook. In realtà stai seguendo la strada del lavoro freelance: tu decidi i prezzi, tu scegli i clienti. Tu lavori fino a tarda notte per consegnare un lavoro.

lavoro freelance

 

Il lavoro freelance non è semplice, non lo puoi affrontare a cuor leggero. Hai responsabilità che con il dipendente delega. Però le soddisfazioni ti ripagano di tutto, ti permettono di risolvere qualsiasi dubbio.

Tante soddisfazioni, tanto stress. Ecco perché oggi ho deciso di riassumere tutta la mia esperienza in questo breviario dedicato al lavoro freelance: ecco come affrontare la giornata senza impazzire.

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Diventare un professionista del web: 5 consigli per crescere

Seguo i gruppi su Facebook legati al mio settore, e noto che sta aumentando l’insofferenza nei confronti del dilettantismo. E delle persone che, senza alcun merito, si proclamano professionisti.

Scrivono un post e sono webwriter. Chiudono un sito e sono web designer. Giocano un po’ con il Google Webmaster Tool e sono SEO. Ecco, proprio la SEO: in questo settore volano accuse forti, e i professionisti infiammano le discussioni lamentando un livello sempre più basso della professione.

professionista del web:

Da dilettante a professionista del web: twitta questa immagine

In pratica non c’è una regolamentazione. Tutti sono professionisti, poi quando il cliente si becca delle sonore scottature la colpa è della categoria. Non del singolo, non dell’inettitudine del personaggio.

Così diventa inutile investire in questo settore, si sparge la voce e la categoria ne risente. Questo è un problema comune, trasversale. Però oggi lavoro a favore di chi sta iniziando bene. Senza millantare. Senza inventare titoli. Oggi sto dalla parte di chi vuole crescere. Sul serio. Bastano cinque consigli.

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Qual è l’obiettivo della tua B2B content strategy?

Mi chiedi l’obiettivo della tua B2B content strategy? Gestire un blog, questo è l’obiettivo.

Risposta sbagliata: la gestione di un blog è il mezzo, non il fine. Quando apri un blog per supportare la tua B2B content strategy non devi scrivere articoli solo per collezionare visite. Devi avere un obiettivo che supera il semplice dato quantitativo. Altrimenti rimane un utile esercizio di scrittura.

b2b content marketing

I trend del 2015 –  5.000 marketer ascoltati in 25 settori e 109 paesi.

E poi il blog non è l’unica soluzione per fare content marketing. È la più immediata, ma non è l’unica. Ci sono diversi modi per raggiungere la tua audience, e tu non puoi limitare la tua azione.

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Quotidiani italiani: ci possiamo fidare?

A quanto pare no.

Mi piace affrontare temi che incrociano la comunicazione online con quella giornalistica. E ieri è capitato un episodio degno di nota. Un episodio che ti fa capire qual è lo stato attuale dei quotidiani.

giornalismo

Il tipico desk di un giornalista – Fonte Flickr

Tutto è iniziato con la lettura di un articolo su La Repubblica dedicato alla presunta volontà di Vanessa Marzullo, la volontaria rapita dagli jihadisti e rimasta prigioniera per diversi mesi insieme all’amica.

In questa intervista per La Repubblica  la ragazza sostiene che tornerà in Siria se ce ne sarà bisogno. Perfetto, classico argomento che divide il popolo di Facebook. Si condividono link e pensieri.

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