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WordPress SEO by Yoast è veramente il male?

Sto affrontando un terreno pericoloso. Ma sono un blogger attento, quindi procedo con definizioni chiare. Inizio con questo passaggio: per fare una buona ottimizzazione SEO WordPress non hai bisogno di plugin. O meglio, non è l’estensione che ti permette di ottenere il risultato. Ma è pur vero che plugin come All in One SEO Pack e WordPress SEO by Yoast offrono comodità difficili da ignorare.

Delle comodità, appunto. Un vero esperto SEO non ti dirà mai che è il plugin a fare la SEO. È il professionista a farla, è la sua abilità nell’analisi e nella ricerca a dettare la linea. E a trovare la strada migliore per ottenere determinati risultati. Quindi i plugin sono strumenti al servizio della mano umana.

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Cos’è il web writing: anatomia di una professione

Il web writing è quella professione che permette ai proprietari di blog e siti web di accogliere gli utenti con contenuti utili e informativi. Ma anche di portare le persone verso un obiettivo specifico. Ad esempio la vendita. Può essere una buona definizione? Cos’è il web writing? Bastano queste parole?

Cos'è il web writing

In parte sì. Questa è una spiegazione razionale e definita. Può essere usata in tutte le occasioni che esigono parole di circostanza. In realtà il lavoro del web writer è molto più articolato e complesso. Spesso i problemi legati al lavoro online nascono proprio da questo passaggio: non c’è una buona comunicazione, una definizione esaustiva del valore veicolato dalla scrittura.

Questo è il mio punto di vista. Ancora una volta, cos’è il web writing? Semplice scrittura? Un modo per mettere in pratica quello che hai imparato a scuola? In questo articolo voglio tracciare un percorso per avere sotto controllo tutti i passaggi indispensabili per comprendere questo mondo.

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Quando Chiara Ferragni diventa professoressa

La prestigiosa università di Harvad ospiterà una lezione Chiara Ferragni. La fashion blogger per eccellenza parlerà della sua esperienza professionale, descriverà il suo percorso insieme a Riccardo Pozzoli (anche ex fidanzato). In aula ci saranno i ragazzi di un corso di marketing.

chiara ferragni

Ora la domanda è questa: una blogger, una fashion blogger, può raccontare la sua esperienza nelle aule di un’università come Harvad? La risposta non è semplice, e soprattutto non tutti hanno la stessa opinione. Anzi, i social dividono gli animi e molti difendono il ruolo ancestrale della cultura superiore. La cattedra universitaria è dei professori, non degli influencer online.

Forse perché la cattedra viene vista come qualcosa di superiore, di irraggiungibile. Chi si trova dall’altra parte della barricata ha studiato, ha lavorato sodo. Ha scritto libri degni di nota, testi che si trovano nelle librerie serie e che vengono acquistati dai ragazzi che poi si iscrivono agli esami.

Cioè, ma dove siamo finiti? Ma che mondo è questo, ora tutti fanno i professori. Anche le fashion blogger, ti rendi conto? Ma perché dobbiamo assistere a tutto questo? Ma, soprattutto, perché no?

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Inbound marketing: come sfruttare (sul serio) il tuo blog

Inbound marketing, cos’è? Un insieme di strategie che consentono di farti trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. La pubblicità non interrompe la fruizione dei contenuti: attraverso l’inbound marketing, quindi, è la promozione stessa a diventare utile per il cliente.

Inbound marketing blog

Una definizione interessante, vero? Visto dall’esterno l’inbound marketing sembra un universo idilliaco in cui tutto diventa più facile. In parte è così, ma non sempre. Per lavorare in questa direzione hai bisogno di competenze specifiche e visione d’insieme, devi abbandonare l’idea di poter ottenere buoni risultati attraverso una singola azione. Non funziona così, mi dispiace.

All’interno di questo percorso, l’inbound marketing funnel, ci sono diversi elementi che possono fare la differenza. Tutto dipende dal passaggio che viene preso in esame, e uno dei più importanti è sicuramente quello in cui l’estraneo  diventa lettore, e poi potenziale lead. Per ottenere tutto questo hai bisogno del blog. In che misura? Per quale motivo? Ecco come sfruttare il tuo diario online.

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Perché condividere la tua conoscenza sul blog?

Oggi mi hanno fatto una domanda che mi ha messo in difficoltà in un primo momento: “Ciao Riccardo, i tuoi articoli sono sempre interessanti. Imparo molto leggendo i contenuti che pubblichi. Ma in questo modo non rischi di perdere clienti? Perché una persona dovrebbe fare una lezione privata?”.

Detto in altre parole, perché condividi conoscenza nei tuoi articoli? Una domanda difficile da risolvere in poche parole, anche perché le spinte sono tutte per la chiusura. Per mantenere il valore nel proprio orticello e, giustamente, far pagare al cliente il giusto. O almeno quello che per te è il prezzo ideale.

condividere la conoscenza

Perché dare a persone estranee e irriconoscenti la mia esperienza? Il pensiero contemporaneo ci porta a ragionare in questi termini. O forse è la partita IVA che inacidisce un po’ tutti, e spinge a ragionare in termini di competizione. Oppure è il concetto di formazione a esigere tutto questo.

Se vuoi imparare devi pagare. Ed è giusto, ben inteso. Però ci sono dei meccanismi che non remano nella direzione più conveniente, e ti spingono a muovere passi falsi che non dovresti mai fare. Ma non è facile combattere le idee sedimentate, soprattutto quando sono condite da paura e timore.

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