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Blog e newsletter: come integrare la strategia di inbound marketing

Sebbene l’email possa sembrare obsoleta rispetto ai più dinamici social media, resta uno degli strumenti migliori in circolazione per integrare una strategia di inbound marketing. Prima di tutto perché agisce su un livello di interazione più diretto e personale rispetto a piattaforme come Facebook.

Blog e newsletter: inbound marketing

In secondo luogo perché la visibilità di un’email è potenzialmente maggiore rispetto a quella dei social media: non sei vincolato a un algoritmo, se segui una buona strategia puoi avere tutta l’attenzione per il messaggio. Affinché le email diventino una canale decisivo per la prospettiva inbound, è necessario pianificare delle vere e proprie campagne di email marketing. Una vera risorsa.

Quali sono i destinatari? Devo lavorare per forza in questo modo? Con quali vantaggi? Ecco alcune risposte alle domande che potrebbero nascere se non hai mai fatto email marketing o sei vuoi migliorare i risultati delle tue campagne collegate alla tua attività di blogging.

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Come scrivere l’oggetto nell’email marketing per aumentare l’Open Rate

Dal ristorante al negozio di abbigliamento, dall’e-commerce di elettronica al blog di informazione: tutte le attività e i progetti possono beneficiare dell’email marketing. Vale a dire uno dei più vantaggiosi ed efficaci strumenti promozionali messi a tua completa disposizione grazie a internet.

scrivere oggetto email

Per sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’email marketing devi curare molti aspetti. Ad esempio la scelta della piattaforma, la raccolta degli indirizzi di posta elettronica dei contatti – che deve avvenire sempre nel rispetto della legge – e l’elaborazione di contenuti utili ed interessanti.

Contenuti in grado di rispondere alle esigenze, di fornire consigli per risolvere un problema. O, più semplicemente, di segnalare offerte, occasioni ed eventi che potrebbero essere interessanti.

Anche la più curata delle newsletter, tuttavia, difficilmente riuscirà a ottenere gli effetti sperati se il destinatario non è spronato ad aprirla e a leggerla. Da questo punto di vista, la riuscita del progetto dipende in larga misura dalla scelta di un elemento semplice, ma di importanza fondamentale: l’oggetto della newsletter. Ecco qualche consiglio da copywriter per ottimizzare questa stringa.

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Come diventare spam in 5 secondi netti

Non è un post tecnico, non è un post lungo. È un post che può insegnare molto a certe persone che lavorano nel mondo del web. Ma credono ancora di operare nel Regio Ufficio della Posta e dei Telegrafi dell’impero borbonico. Questo post, infatti, è una raccolta di incipit dal sapore di spam.

spam

Immagino che capiti anche a te di ricevere posta indesiderata. Ecco, se lavori nel mondo del blogging, della SEO e del web writing – del web marketing in generale – ogni giorno ricevi minimo due o tre comunicati stampa. Ti invitano ad eventi, ti mostrano nuovi prodotti, ti chiedono engagement.

Sai cosa? Nella maggior parte dei casi questi messaggi guadagnano la cartella dello spam in 5 secondi. Rapido e indolore. Non sono l’unico a scegliere questa opzione: ci sono comunicati stampa che sono stati letti solo da chi li ha scritti. E neanche, a giudicare dai risultati.

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10 consigli per gestire la posta elettronica (senza impazzire)

La posta elettronica è una delle grandi invenzioni del secolo scorso: ha rivoluzionato il modo di comunicare, ha creato un paradigma completamente nuovo. Ma con semplicità, senza sfoggiare effetti speciali o fuochi pirotecnici. L’email è discreta, eppure la definiscono sull’orlo dell’estinzione.

Ma sempre vittoriosa. Molti hanno sostenuto la probabile fine della comunicazione via email. E le stesse persone si sono rimangiate le parole dopo aver registrato la vittoria della posta elettronica.

Una vittoria che riguarda il mondo della newsletter, ovvero dell’email studiata a tavolino e inviata per ottenere determinati benefici rispetto alla tua campagna di web marketing, ma anche quello della classica email. Ovvero il messaggio di posta elettronica inviato per organizzare e definire.

Questa centralità ha decretato la nascita di una patologia nuova, non mortale ma fastidiosa: l’ossessione da email. La posta elettronica diventa il fine, non il mezzo. L’obiettivo delle persone è rispondere, non comunicare. E la presenza di nuove email diventa un elemento da combattere.

Lo dico con sincero affetto: basta.

Basta considerare la posta elettronica un nemico. Rischi di impazzire. Forse sei già impazzito. Oggi ho raccolto dieci consigli per gestire e tue email nel miglior modo possibile (secondo me).

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Email marketing: 6 consigli per migliorare la tua strategia

Ottimizzi il tuo sito e le tue landing/sales page, cerchi di essere seo friendly, pianifichi un calendario editoriale per il blog. Tutto questo è comunicazione broadcasting: ti permette di essere viral, di essere riconosciuto come un esperto, di essere trovato da Google.

email marketing

Email Marketing – Flickr

Ma ti preoccupi di instaurare  un rapporto personalizzato con i tuoi contatti? Fare email marketing è proprio questo: costruire un database da contattare, gestire e profilare, monitorandone i dati anagrafici e comportamentali.

Profilando hai l’occasione di essere rilevante per il tuo target, e non solo di comunicare tutto a tutti. Ricorda che l’utente medio è bombardato di informazioni, e presta attenzione solo a ciò che percepisce come importante.

In alcuni casi l’email marketing funziona come il blog e i social: poni obiettivi e kpi, progetti la strategia, la metti in produzione, misuri i risultati e ricominci da capo.

Sembra facile ma non lo è. Ecco perché ti consiglio 3 DOs e 3 DONTs per migliorare il tuo rapporto con l’email marketing.

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