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Lavorare come web writer da casa: incubi, risorse e vantaggi

Bello essere un web writer da casa, vero? Sai quante volte mi hanno proposto questa domanda retorica e dal sapore polemico? Questa è l’idea dominante: lavorare da casa è facile, divertente, rilassante. Sembra quasi un passatempo: lavori in pigiama, non devi perdere tempo nel traffico.

web writer da casa

Un tempo si chiamava telelavoro domiciliare, oggi i freelance abbattono i costi di uffici e coworking per lavorare a casa. Ma è possibile? È vantaggioso? Quali sono i passi da muovere per lavorare come web writer da casa? Forse non lo sai ma non ci sono solo vantaggi in questa realtà.

A volte ho pensato di affittare uno spazio per allontanarmi da tutto e da tutti. Perché essere freelance non è facile, ed è ancora più difficile quando devi gestire un mondo che collassa intorno a te. Le offerte di lavoro non mancano, è la serenità che diventa merce rara per chi vuole lavorare da casa.

Ci sono vantaggi, è vero. Ma ci sono anche svantaggi, incubi, piaghe da curare e scuse da trovare. Ci vorrebbe una piccola guida per chi si muove in questo campo minato, non credi? Niente paura, dopo 5 anni di lavoro freelance in dimore capresi e napoletane posso darti tutte le indicazioni necessarie.

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Come trovare lavoro su internet (senza impazzire)

Una delle domande che spesso arrivano nella casella email: come trovare lavoro su internet, nel settore del web marketing. C’è quello che vuole diventare un esperto SEO, quello che preferisce puntare sul mondo del social media marketing. E poi c’è il mio collega, l’aspirante copywriter.

Le richieste sono tante, il mondo del lavoro online è in crescita, le professioni del web richiamano l’attenzione dei giovani laureati. Ma anche di chi vuole rimettersi in gioco, ha assistito allo sgretolamento della propria professione e alla nascita di altre. Quindi deve cercare lavoro su internet.

Questo è un settore molto competitivo, non ci sono soluzioni definite, nessuno ti può guidare verso strade già disegnate. Ognuno deve creare una storia a parte, la propria storia. Questo vale anche per te, ed è per questo che oggi sei qui: vuoi consigli e idee per trovare offerte di lavoro serie nel web.

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Perché condividere la tua conoscenza sul blog?

Oggi mi hanno fatto una domanda che mi ha messo in difficoltà in un primo momento: “Ciao Riccardo, i tuoi articoli sono sempre interessanti. Imparo molto leggendo i contenuti che pubblichi. Ma in questo modo non rischi di perdere clienti? Perché una persona dovrebbe fare una lezione privata?”.

Detto in altre parole, perché condividi conoscenza nei tuoi articoli? Una domanda difficile da risolvere in poche parole, anche perché le spinte sono tutte per la chiusura. Per mantenere il valore nel proprio orticello e, giustamente, far pagare al cliente il giusto. O almeno quello che per te è il prezzo ideale.

condividere la conoscenza

Perché dare a persone estranee e irriconoscenti la mia esperienza? Il pensiero contemporaneo ci porta a ragionare in questi termini. O forse è la partita IVA che inacidisce un po’ tutti, e spinge a ragionare in termini di competizione. Oppure è il concetto di formazione a esigere tutto questo.

Se vuoi imparare devi pagare. Ed è giusto, ben inteso. Però ci sono dei meccanismi che non remano nella direzione più conveniente, e ti spingono a muovere passi falsi che non dovresti mai fare. Ma non è facile combattere le idee sedimentate, soprattutto quando sono condite da paura e timore.

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Quando il lavoro creativo viene rifiutato: come gestire i clienti senza impazzire

Tutti sperano di sfruttare la propria vena creativa, tutti vogliono sedersi un’ora al giorno dietro a una scrivania per giustificare gite al mare e passeggiate nel bosco. Devi ricaricare le pile, o superare il blocco dello scrittore. In realtà i lavori creativi devono superare una serie di problemi.

Problemi che non riguardano solo l’aspetto economico, ma anche l’organizzazione con i clienti. Non creiamo tavoli in base a un modello prestabilito: lavoriamo con le idee. Il cliente ci chiede qualcosa – una headline, un naming, un payoff, un logo o una grafica – e noi dobbiamo proporre.

Dobbiamo dare il nostro contributo che può e deve essere valutato. Siamo nel mondo delle ipotesi, dei gusti, delle possibilità. Creare una tagline non vuol dire svolgere un’operazione matematica con un risultato giusto o sbagliato: il cliente può rifiutare e rimandare indietro il lavoro. Può farlo?

Certo. È nei suoi diritti, può e deve farlo. Devi essere tu a mettere in campo tutti gli strumenti per ottimizzare tempi, passaggi ed equilibri dei lavori creativi. In che modo? Ecco 3 consigli indispensabili per ottenere il massimo senza perdere tempo. E magari guadagnare di più con i lavori creativi.

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Freelance nel 2017: i buoni propositi per migliorare

Anno nuovo, vita nuova. Almeno in teoria, ma quando andiamo a guardare i fatti c’è poco da stare allegri: gennaio è un mese che impone scelte e decisioni per il freelance nel 2017. C’è chi decide di aprire partita IVA, chi vuole chiuderla definitivamente e chi fa un cambio di regime delicato.

Non è una vita facile. I dipendenti possono lamentare una vita piatta e una carriera lenta. I freelance, invece, vedono il mondo come un continuo divenire. Puoi guadagnare di più online, questo è chiaro. Ma puoi affondare sotto un mare di responsabilità e incombenze. Non è il massimo.

Freelance nel 2017

Scommetto che ne hai letti tanti di post carichi di buoni auspici. Posso essere da meno? No, perché ho deciso da tempo di non scrivere solo per gli utenti, ma anche per me. Il pubblico resta sovrano. E tu lo sai bene. Ma ogni tanto mi concedo delle libertà e faccio ciò che voglio, ecco.

Però se sei qui probabilmente ti fidi della mia opinione. Quindi voglio raccontare quali dovrebbero essere, secondo me, i buoni propositi del blogger freelance, ma anche di chi lavora con la SEO e con il web marketing. Siamo tutti sulla stessa barca, ma ognuno guida come preferisce.

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