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5 motivi per investire in un blog personale

Ancora oggi affronto discussioni che mettono in gioco la validità del blog personale come strumento di promozione. Ognuno ha il suo punto di vista e io parto da un presupposto chiaro: rispettare le idee altrui. Al tempo stesso, però, credo il blog sia uno strumento eccellente per fare personal branding.

blog personale

Cioè per farsi conoscere dai potenziali clienti e mostrare le proprie caratteristiche professionali. Freelance, dipendenti, direttori, quadri aziendali: tutti possono apprezzare le caratteristiche di un blog WordPress, ognuno può trovare buoni motivi per investire in questa realtà.

La base di partenza è sempre la stessa: niente piattaforme gratuite, tema professionale ma non troppo, contenuti di qualità per riempire la home page: ogni titolo deve diventare una porta aperta per i potenziali clienti, il calendario editoriale deve essere studiato per catturare le persone giuste.

In questo modo il blog diventa un perno della tua vita professionale, non è solo una spesa in termini di tempo e risorse cognitive ma un investimento. Per trovare nuovi clienti online puoi lavorare sull’advertising e mettere sul banco una somma di denaro mensile. Discorso simile con il blog: non è solo un passatempo ma uno strumento per raggiungere obiettivi diversi.

Ecco la chiave di tutto: fare blogging inteso come investimento. Non puoi ottenere tutto, non puoi ricevere senza dare qualcosa. Nel blogging metti sul piatto della bilancia tempo e conoscenze per ricevere tanto. Vuoi un buon motivo per seguire questa direzione? Io te ne suggerisco 5.

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Il professionista non si lamenta (quasi) mai

Riprendo a scrivere dopo qualche giorno di pausa con una nota polemica nei confronti dei colleghi: i social non sono la sputacchiera del web, non dovrebbero essere usati per creare contrasto.

lamenta

Mi capita spesso di leggere status sui diversi social network dedicati al proprio lavoro, all’esperienza quotidiana, e quasi sempre è una comunicazione negativa. Una critica più o meno velata.

Il cliente non paga, il cliente copia, il progetto non decolla a causa del malcostume generalizzato. Ci sono decine di combinazioni: i contatti ti chiedono mille preventivi, poi ignorano il tuo punto di vista e intervengono sul blog senza consultarti. Per non parlare di quello che succede sulle pagine Facebook.

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Cosa sei disposto ad accettare pur di mantenere un lavoro?

Oggi voglio dedicare spazio a una breve riflessione che nasce dalla mia esperienza quotidiana. Questo non è un articolo tecnico, non voglio spiegarti come diventare copywriter. Preferisco condividere con te un pensiero che parte da un punto chiaro: non sei una protesi del tuo cliente.

lavoro

Sembra banale, vero? Hai iniziato a lavorare sul web per diventare un semplice operatore? Io no. Hai cominciato a scrivere, disegnare e fare ottimizzazione SEO con un unico pensiero: creare qualcosa di nuovo. Qualcosa di speciale. E adesso, invece? Come ti sei ridotto?

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Come e cosa studiare per diventare un professionista del web

La pratica è indispensabile, il modo migliore per imparare è fare. Questo è vero anche quando si parla di web, quando l’attenzione è puntata sul lavoro che attraversa la tua passione. Web writing, SEO, web design, email marketing, social media marketing: tutto questo prende grande forza dall’esperienza.

Basta buttarsi nella mischia per diventare un professionista del web? Io punto sull’esperienza, sulla gavetta in agenzia per affrontare casi differenti. E sullo studio. Ma proprio questo è uno dei dubbi che attanaglia chi si avvicina a questo mondo: cosa studiare per lavorare nel mondo del web marketing?

studiare professionista del web

Non basta fare. Non basta la pratica, serve la teoria. Ci piace pensare il contrario e che, in fin dei conti, tutto sia possibile dopo sei mesi di stage intensivo. Al massimo un anno, dai. In realtà la preparazione è indispensabile per affrontare le difficoltà di un mondo in continuo movimento.

Non c’è alternativa, non ci sono vie di mezzo: per diventare un professionista del web devi approfondire. Devi avere una base solida di conoscenze. Ma dopo aver preso coscienza di questo punto ritorna la domanda espressa all’inizio: cosa studiare? Quale soluzione scegliere per migliorare le proprie conoscenze? Ecco la mia guida dedicata a chi inizia, a chi continua, a chi vuole migliorare.

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Come aumentare i clienti: 3 consigli strategici

Come aumentare i clienti? Mi occupo spesso di questo tema: racconto la mia esperienza, la mia vita quotidiana, i dubbi e le esperienze che faccio ogni giorno. Ho la risposta a tutto? No, mi sembra chiaro, anche io ho mille dubbi da affrontare, a volte è proprio la risposta che manca.

A volte, invece, la soluzione è chiara ma difficile da prendere. Quella del libero professionista con partita IVA è una condizione spinosa ma affascinante. Ecco perché continuo (e continuiamo) a lavorare con queste condizioni. Ovvero con una pressione fiscale infinita, davvero fastidiosa.

Cosa puoi fare per cambiare la situazione? Di certo non puoi ignorare le tasse, lo Stato ha mezzi convincenti per costringerti a pagare. Puoi migliorare il tuo business, questo sì. Cosa fare per guadagnare di più a parità di tempo lavorativo? È chiaro che ci siano mille voci differenti.

Una delle più interessanti è quella di Marco Montemagno che ieri ha pubblicato un video interessante: come avere la fila di clienti fuori dalla porta. Titolo provocatorio? Headline vicina al click baiting?

No, riprende il concetto espresso dal libro “Oversubscribed” che sembra davvero interessante: non combattere per i clienti ma fa in modo che siano loro a combattere per averti. Cosa possiamo imparare da questo lavoro? Ho declinato i punti di Montemagno in base alla mia esperienza.

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