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E poi scopri che l’apostrofo sbagliato ti fa vendere di più

Ricordi l’errore di Saviano su Twitter? In un tweet aveva scritto “qual è” con l’apostrofo provocando reazioni contrastanti, alcune severe e altre permissive.

Ma non si è pentito, anzi. Saviano ha fatto sapere, sempre tramite Twitter, sapere che continuerà a usare la formula errata come facevano Landolfi e Pirandello. E scusate se è poco.

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Eppure l’autore di Gomorra non è l’unico che se la cava male con l’apostrofo. Ad esempio i grandi magazzini Myer

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Saviano e l’apostrofo su Twitter: qui si cambia la grammatica!

Roberto Saviano è un grande scrittore, un personaggio che ha puntato i riflettori su argomenti difficili come la camorra, ma è anche una Twitter star. Uno di quelli che smuove la rete quando lancia un tweet.

E così è stato quando dalla sua tastiera è uscito questo messaggio:

Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti russi uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola?

C’è un errore: qual è non ha bisogno dell’apostrofo. Saviano ha cancellato e ripubblicato il tweet senza sgarro ma il popolo di Twitter è impietoso: gli utenti si sono concentrati sull’apostrofo di troppo e l’autore di Gomorra ha ammesso in modo singolare l’errore.

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Brand personale e brand aziendale: impara a gestirli

Ogni professionista del web possiede un brand, che lo voglia o no. Non parlo della marca di un’auto o degli abiti che indossi ma di come ti vedono gli altri. E questo comprende il tuo atteggiamento, la tua professionalità, la capacità di far capire che veramente ci sai fare.

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Che tu abbia un brand mediocre o stellare, il tuo marchio personale sarà sempre un riflesso diretto dell’azienda per cui lavori.

Molti affermano che tra il brand personale e quello aziendale non c’è alcun conflitto, ma mi permetto di dissentire. Quando lavori per marche famose molto spesso il tuo marchio personale è una diretta conseguenza del lavoro che hai svolto nelle grandi aziende.

È un comportamento usuale, quasi scontato… è quasi un abitudine sentire: “Questo è il collaboratore del sito della Repubblica” o “Quello è l’esperto SEO del sito blablabla.it”. Vediamo singolarmente il brand personale e quello aziendale, così da capirne le differenze sostanziali.

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Twitter sfida la Moratti e la politica mostra il suo lato debole!

Da un po’ di tempo il fascino dei social media (o l’illusione di avere tutto e subito) ha fatto breccia anche nel mondo della politica italiana. C’è chi li usa benino, chi li ignora completamente e chi sogna di trasformarsi nell’Obama de noantri.

twitter sucate moratti

E poi c’è chi crede di essere in uno di quei programmi televisivi in cui ognuno dice la sua, spara balle allucinanti e nessuno può smentire. O quantomeno se qualcuno ci prova viene inondato da una valanga di chiacchiere, insulti e grida da mercato. Più o meno come ha fatto oggi Letizia Moratti.

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Patrizia Pepe e Facebook: un passo indietro era necessario

Nei giorni scorsi ho seguito con interesse la polemica nata sulla Facebook Fan Page di Patrizia Pepe a causa di una pubblicità molto particolare. Una fotografia che ritrae una ragazza troppo magra per essere definita semplicemente magra.

polemiche patrizia pepe pubblicità

La querelle prende spunto da una campagna pubblicitaria lanciata da Patrizia Pepe che ha come protagonista modelle con il viso coperto o situate in luoghi particolari. Dalla foto incriminata, però, è scoppiata una discussione: qualcuno sulla Fan Page di Patrizia ha commentato l’immagine in maniera abbastanza diretta, e ha avuto una risposta ancora più diretta!

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